ARTE: Michele D'Alterio (data aggiornamento: 25 Ottobre 2006)

Michele D'Alterio è nato a Caserta nel 1968.
Si è diplomato nel 1990 all'Accademia di Belle Arti di Napoli sotto la guida del Maestro Armando De Stefano.
Svolge attività di insegnamento in scuole pubbliche e presso enti privati della provincia di Caserta nelle materie Discipline Pittoriche e Computer Grafica.
Si occupa, oltre che di pittura, di grafica, illustrazione, web design, fotografia, video e multimedialità. Nel 1998 ha creato a Caserta lo Studio Dharma dove opera come grafico creativo.
Nel 1996 ha partecipato come illustratore alle selezioni della Mostra del Libro per ragazzi di Bologna.
Dal 2003 la sua produzione pittorica si fa più corposa, attraverso un percorso di ricerca che partendo dal surrealismo e dall’espressionismo tende a sondare territori artistici e linguaggi nuovi, servendosi anche di una intensa sperimentazione sui materiali.
Nel 2004 ha esposto le sue opere nelle seguenti mostre:
- Gaeta: "Porticato gaetano";
- Caiazzo, Casa della Cultura: "Frammenti di senso";
Nel 2005:
- Santa Maria Capua Vetere: "B-Fronte", Galleria Il Pilastro;
- Roma, Trastevere: "Ab Ovo" a cura dell’Associazione Aistetikà.
Nel 2006:
- Capua, libreria Guida; personale.
- Belvedere di S. Leucio (Caserta), partecipazione alla performance dei docenti dell’Istituto d’Arte.
Vive ed opera a Caserta.

 

La sensibilità surreale di Michele D'Alterio di Marco di Mauro (www.marcodimauro.org)

Michele D’Alterio, esperto di grafica pubblicitaria e web design, non ha mai abbandonato la pittura, intesa come ripiegamento su se stesso e proiezione della propria intimità. Nelle sue recenti opere, in bilico tra figurazione e astrazione, il paesaggio naturale incarna i lineamenti dello spirito. Nelle fitte rughe del supporto plastico o cartaceo, nei tocchi di colore denso e materico s’intuiscono le pieghe dell’anima, che l’artista campano esterna e traduce nella forma del paesaggio. Con una sensibilità surreale, Michele D’Alterio tende a coniugare due attitudini opposte: da un lato l’esigenza di aggredire la tela con impeto nervoso per assecondare i suoi moti interiori, da un altro la volontà di stemperare le sue pulsioni nell’armonia del paesaggio naturale.
Nelle sue opere confluiscono reperti di vita quotidiana, quali sacchetti di plastica e frammenti di gomma, avulsi dal proprio contesto per assumere la dimensione di segni. I riverberi della vita urbana si coniugano a visioni oniriche, scenari senza tempo dove la profondità non è data dalla prospettiva tradizionale, bensì dal progressivo diluirsi della materia pittorica.
Il formato verticale, ispirato alla pittura dell’estremo Oriente, suggerisce una tensione ascensionale. Le dimensioni della cornice, deliberatamente superiori a quelle del quadro, esprimono la volontà di non reprimere la tensione della scena, che idealmente si sviluppa oltre i confini della tavola.

 

sito: www.dharma.it
 

© Casertamusica.com - 2006

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