Brivido Blues
HOWLIN' WOLF, il "lupo" di Chicago

di Gianni Vescovo

"Ero un bambino indisciplinato, quasi indiavolato… così mi raccontavano la storia di Cappuccetto Rosso e del lupo cattivo". Questa è l' immagine inquietante di uomo massiccio e minaccioso, alto quasi due metri e pesante ben più di un quintale. Dal vivo Wolf era incontenibile: saltava per il palco, si arrampicava sugli amplificatori e si lanciava ululando verso il pubblico come se fosse in preda al peggiore dei demoni, il blues appunto. Howlin' Wolf nasce a West Point, vicino ad Aberdeen, nella Clay County del Mississippi, il 10 giugno1910. E' il primo dei sei figli di Dock e Gertrude Burnett e, quasi a ribadire un senso di appartenenza agli States, viene battezzato Chester Arthur, come un presidente degli Stati Uniti.
Lupo Ululante: nonostante alcuni storici ritengano che il suo soprannome sia da attribuire ai racconti di John "Funny Papa" Smith, un songster itinerante che passava spesso da quelle parti, è stato il nonno John Jones per primo a chiamare il piccolo Chester "Howlin' Wolf" probabilmente a causa delle sue intemperanze infantili. Quando è ancora un ragazzo la sua famiglia si sposta vicino alla piantagione Young e Myers a Ruleville, in Mississippi, ed è qui che il Lupo impara ad amare il blues. Charley Patton e Willie Brown, in particolare, spesso si esibiscono da quelle parti, e il piccolo Wolf è desideroso di apprendere i segreti della musica del Diavolo. Presto si fa adottare, musicalmente parlando, proprio dal grande Patton (per stare più vicino a lui si trasferisce addirittura dalle parti della piantagione Dockery). E' un allievo zelante, ma non tanto promettente.Alla chitarra non sembra granché interessato - si applica di più all'armonica - ma è desideroso di apprendere le canzoni della tradizione, le storie che le accompagnano e soprattutto ha una voce incredibile, che colpisce il celebre Charlie. In quell'urlo rauco e selvaggio così simile al suo ma amplificato da un corpaccione che è il doppio per dimensioni, il grande maestro vede la possibilità di un erede musicale degno di lui. Attorno al '23 Howlin' Wolf suona frequentemente durante i banchetti locali e nei jukes nelle zone di Drew, Cleveland, Penton, West Point e Ruleville.
Sposa la sorella di Willie Brown e durante gli anni Trenta frequenta il solito giro fatto di bettole clandestine e feste del sabato sera al fianco di Charlie Patton. Una volta che ha imparato decentemente a cavarsela con la chitarra inizia lui stesso a battere la zona da solo. Poi nella sua vita irrompe Sonny Boy Williamson II. L'aggressivo Rice Miller stava rapidamente diventando una figura molto nota della scena blues dell'alto Delta, nella zona cioè compresa tra Gulfport al Sud fino su a Brownsville, nel Tennessee, assieme a Robert Johnson e del suo figlioccio Robert Lockwood jr. In effetti Sonny Boy sposa la sorellastra di Wolf, Mary, e convince il Lupo ad accompagnarlo in un giro di esibizioni tra l'Arkansas e il Mississippi, lavorando accanto a personaggi come Johnson, Lockwood e Baby Boy Warren, in posti come il Church's Park a Memphis (il parco dedicato a W.C. Handy), Robinsonville e Tunica. Ma Wolf non è della stessa pasta selvaggia di Miller, Johnson e Lockwood, ai quali piace la vita randagia fatta di whiskey, donne facili e ambienti malsani, spesso fuori dai confini imposti dalla legge. Preferisce quindi fare ritorno ai campi e scomparire dalla scena attiva del blues fino alla Seconda guerra mondiale.
L'occasione buona arriva nel '48 a West Memphis, Arkansas, sull'altra riva del fiume rispetto alla sua omonima nel Tennessee. Qui Wolf si assicura un contratto con la stazione radio KWEM suonando il blues e promuovendo attrezzature agricole, vendite di macchine usate e grossisti di sementi e farina. La chance di incidere dischi arriva invece per mezzo di Ike Turner, che in quel periodo faceva il talent scout per il produttore Sam Phillips: un tipo che all'epoca si arrabattava nel campo della musica nera ma che di lì a poco avrebbe lanciato Elvis Presley. Accompagnato al piano dal futuro marito di Tina Turner e da Willie Johnson alla chitarra, Wolf fa così il suo debutto in sala d'incisione all'età di 41 anni. E' il '51 e il Lupo incide due canzoni, "Moanin' at Midnight" e "How Many More Years".
Nel '53 Wolf abbandona il Delta per recarsi a Chicago dove incontra Willie Dixon, che gli fornirà moltissimi brani che "lupo" eseguirà con una band tutta sua tra i quali il chitarrista Hubert Sumlin, un punto fermo nella band, dato che sembra tra i pochi musicisti in grado di sopportare il suo carattere collerico e imprevedibile (certo ci saranno diversi screzi e scazzottate tra i due, ma il Lupo si riferirà spesso al fedele Sumlin come ad un figlio).
Nel '62 Smokestack Lightnin' diventa il primo successo inglese di Wolf in Gran Bretagna, dove nel '64, i Rolling Stones organizzano un'apparizione al Shinding Show dell'emittente ABC in compagnia del Lupo, e subito dopo, sempre a Londra, incide un album molto commisto con la musica bianca The London Howlin' Wolf Sessions, al fianco di celebrità come, Charlie Watts, Bill Wyman, Ringo Starr e Keith Richards che per loro stessa ammissione devono moltissimo al blues nero e considerano Howlin' Wolf come un padre spirituale. Nel '70 un incidente automobilistico gli danneggia irreparabilmente i reni e lo costringe a sottoporsi alla tortura della dialisi. Nonostante questi gravi problemi di salute continua a incidere dischi e a esibirsi in concerto. Nel '72 registra un album dal vivo a Chicago, Live and Cookin' At Alice 's Revisited. Appronta anche una seconda parte delle session londinesi, London Revisited, in compagnia dell'amico-rivale Muddy Waters. Poi arriva un altro disco in studio, Back Door Wolf. L'ultima sortita del Lupo ha luogo al 1815 Club, nel West Side di Chicago nel novembre del 1975. Due mesi dopo, il 10 gennaio 1976, al Veterans' Administration Hospital di Hines, a pochi passi dalla Windy City, un'insufficienza renale gli è fatale e spegne per sempre gli ululati dell'apparentemente invincibile Wolf che viene sepolto nell'Oakridge Cemetery di Hillside, un sobborgo della Windy City.
A lui si deve una delle prime versioni amplificate del blues del Delta. Ma c'è di più. Avendo trascorso gran parte della propria vita facendo convivere il suo blues con l'attività di coltivatore della terra, Wolf conosceva molto più di molti altri i legami di questa musica con le tradizioni rurali e il lavoro, una cosa che molti cosiddetti bluesman di oggi hanno dimenticato, o non hanno mai saputo.

 

RIFLESSIONI
Howlin' Wolf cantava i suoi blues con la voce stridente e feroce che gli usciva dall' anima. Un genuino bluesman che era capace di suonare la chitarra con i denti, steso per terra, mentre raccontava come la sua ragazza lo aveva lasciato. Anche questo, e soprattutto questo, è BLUES.
gianni vescovo

DISCOGRAFIA ESSENZIALE

 

CADILLAC DADDY (1952).
Dodici, tra blues, boogie, e slow, incisi in presenza di Sam Philips della Sun Record. In queste registrazioni si sente la carica febbrile, l'impulso demoniaco e trascinatore, il rancore, la gioia, l'improvvisazione, che vengono mescolate alla semplice struttura del suo Blues.Un particolare ascolto per l'eccellente chitarrista Willie Johnson.

THE LONDON HOWLIN' WOLF SESSION (1970).
Session di gran gala con i grandi del blues inglese: Eric Clapton, Bill Wyman e Charlie Watts (Rolling Stones), Stewe Winwood, tutti attanagliati dalla possente quanto tenebrosa ombra di uno scatenato Wolf.Ascolta pertanto la versione di "Rockin' Daddy".



THE REAL FOLK BLUES (1966). L' incisione e la scelta dei brani mettono in evidenza la sfida di Wolf col suo eterno amico-rivale Muddy Waters. Infatti ciascuno di questi dodici brani sono una netta dichiarazione di intenzioni a non cedere il passo, nella scena musicale della Chicago di quegli anni.


APPROFONDIMENTO
Un brano che caratterizza la pienezza musicale di Howlin' Wolf, portato nella scena blues londinese dagli Yardbirds in un "live" del 1964 (che io posseggo, he… he…he…).

SMOKESTACK LIGHTIN'
(by Chester Burnett alias Howlin' Wolf)

Ah-oh, smokestack (*) lightnin'
Shinin', just like gold
Why don't ya hear me cryin'?
A-whoo-hooo, oooo Whooo

Whoa-oh, tell me, baby,
What's the, matter with you?
Why don't ya hear me cryin'?
Whoo-hooo, whoo-hooo
Whooo

Whoa-oh, tell me, baby,
Where did ya, stay last night?
A-why don't ya hear me cryin'?
Whoo-hooo, whoo-hooo
Whooo

Whoa-oh, stop your train,
Let her, go for a ride
Why don't ya hear me cryin'?
Whoo-hooo, whoo-hooo
Whooo

Whoa-oh, fare ya well
Never see, a you no more
A-why don't ya hear me cryin'?
Oooo, whoo-hooo, whoo-hooo
Whooo

Whoa-oh, who been here baby since,
I-I been gone, a little, bitty boy?
Girl, be on
A-whoo-hooo, whoo-hooo
Whooo
Trad.: Veloce come un tubo di scappamento

Son solo come un re in mezzo al fumo di questa ciminiera, ma perchè non mi sente nessuno?
Hey, baby cosa fai li da sola, e cosa hai fatto la notte scorsa, ma perchè nessuno mi sente?
Hey, baby, ferma il tuo treno e facciamo una cavalcata insieme, vedo che costi poco, e poi non vedo nessuno qui vicino a te, ma perchè nessuno mi sente?……………

(*) Smokestack : Fumaiolo, o altrettanto tubo di scappamento, dove confluiscono le benzine dopo la avvenuta combustione.

 

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