Settembre al Borgo: Banda Osiris e Stefano Bollani in "Primo piano"

Casertavecchia – 02 Settembre 2005

Articolo e foto di Max Pieri


Teatro della Torre di Casertavecchia, 2 settembre.Per chi non era abituato - ed erano in tanti - alle incursioni televisive di terza e quarta serata della Banda Osiris, lo spettacolo “Primo Piano” deve essere iniziato con gli auspici più contrastanti. Lo stesso dicasi per quelli venuti ad ascoltare Stefano Bollani, la star internazionale del firmamento jazz, osannata dalla critica e dal pubblico più ortodossi. La tiepida reazione iniziale allo spettacolo del 2 settembre scorso, per il XXXV° Settembre al Borgo, ne è testimone.
Nella lingua inglese il verbo “Play” ha due significati che in italiano sono frequentemente inconciliabili. Nella nostra comune concezione “Suonare” e “Giocare” sembrano attività così disgiunte da non poter essere minimamente accostate. Ebbene “Primo Piano” è un eccellente tentativo di coniugare il suono ed il gioco, conferendo leggerezza anche alla più ostica materia musicale e rendendo veramente serio il più sfrenato divertimento.
Costruito su un’improbabile biografia del pianista Stefano Bollani, lo spettacolo è una scusa bella e buona per suonare liberamente qualsiasi genere musicale, conferendo pari dignità a tutti! La seria e più sacrale musica classica, da Beethoven a Grieg è accostata all’altrettanto serio e più concettuale jazz. Le parodie dei cantautori Ligabue, Conte, Carosone e Branduardi sono inserite in un puzzle più complesso che presenta infiniti altri elementi e citazioni: dalla sigla televisiva di Pippi Calzelunghe alla versione di “Stand by Me” cantata in un latino “bizantineggiante”; dalle esilaranti interpretazioni del repertorio latino-americano alle sgangherate cover dei Led Zeppelin e dei Nirvana. Il filo rosso pseudo biografico del pianista milanese è accompagnato da un fuoco di fila di battute e doppi sensi, in un gioco delle parti che rendono, ora Bollani un navigato cabarettista, ora la Banda Osiris un “seriosa” orchestra. Nel corso della performance non sono mancati momenti più lirici come quando, in un ipotetico 2047, il vecchio artritico Bollani canta, seduto a terra e accompagnato dalla sola mano sinistra, una suggestiva e malinconica canzone d’amore.
Alla fine la musica giocata o il gioco suonato ha convinto tutti. Cinque bis non sono facili da ottenere, neanche per gli artisti più navigati, soprattutto quando le premesse sono di tutt’altra natura!
 

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