Itinerari di Inchiostro

Marcianise (CE) - dall'8 Maggio 2014

Comunicato stampa

"Itinerari di Inchiostro" è un nuovo progetto letterario, che vede crescere e rafforzarsi ancor di più la collaborazione tra i protagonisti della vita associativa marcianisana.
Le associazioni Archè, Club85, Club Etnie, Club Il Covo, Eclettica, Logos, Majeutica, Myricae e Nonò si riuniscono per dare vita ad un percorso di presentazione di libri incentrati su svariate e interessanti tematiche.
A turno e ogni volta nella sede di una associazione diversa, l'autore presenterà il suo testo e darà vita, col moderatore e col pubblico presente, ad un ricco dibattito. A fare da sfondo ad ogni appuntamento ci saranno letture di estratti, esibizioni musicali o proiezioni video coerenti.
Ancora una volta il dialogo e l'amore incondizionato per la terra su cui queste associazioni fondano le loro radici permettono la creazione di un evento culturale degno di nota sul palcoscenico marcianisano.
8 Maggio, ore 19, incontro di apertura, sede dell'associazione Myricae, sita in piazza Carità , 4, in Marcianise (CE): presentazione sarà "L'isola dei fiori di cappero" di Vito Faenza.
A moderare l'incontro interverrà Saverio D'Elia, presidente dell'associazione ospitante. La presenza dell'autore, attento osservatore di malavita organizzata, sarà occasione per un dibattito su una tematica molto delicata, quale può essere la presenza in certe zone del Sud, ma non solo, di una politica corrotta, delle mafie e delle annesse guerre fra clan, della criminalità crescente in contrasto ad una popolazione oppressa e lacerata che non riesce a riscattarsi, spesso anche perchè la legge fatica a mettere ordine e lo Stato latita.
- Nessun eroe, nessun vincitore. Solo una lotta per sopravvivere all'altro - (ndr.)
IL LIBRO
"All'uscita di scuola, appena entrata in macchina, glielo disse: «Non dobbiamo vederci più. Io non voglio andare avanti...». Usò grandi parole per una piccola, insignificante storia. Anna pensava di poter chiudere così, senza problemi. Invece lo sguardo di Lui si fece feroce. Per istanti interminabili non disse nulla. Accelerò di colpo e continuò a guidare per chilometri a tutto gas. Fermò la corsa dell'auto all'improvviso, in una stradina di campagna. Si voltò verso di lei e le puntò una pistola contro la pancia: «Ti ammazzo»."
Ha solo tredici anni, Anna, quando viene notata dal figlio del Boss. Attratta dalle automobili di grossa cilindrata, dai regali che riceve e dal rispetto che Lui incute, la ragazza accetta le sue attenzioni. Questo errore, dettato dalla vanità, si trasforma ben presto in una pesante catena che solo la passione profonda di uno studente di Giurisprudenza, poi magistrato, riuscirà a spezzare.
LO SCRITTORE
Vito Faenza (1948), giornalista e saggista. Ha lavorato dal 1976 a l'Unità , di cui è stato anche inviato speciale. ò stato corrispondente di Panorama da Napoli fino al 1984; ha lavorato per Il Messaggero fino al 1996. Collaboratore dell'agenzia radio Area e dell'agenzia stampa Agi, nel 2000 è entrato a far parte del Corriere del Mezzogiorno di cui è stato responsabile della redazione casertana. Esperto di criminalità organizzata e terrorismo nazionale e internazionale, è autore di numerosi saggi. Dal 2004 al 2010 è stato segretario dell'Osservatorio sulla camorra e sull'illegalità , curando la pubblicazione del relativo bollettino mensile.
Giovedì 22 Maggio, ore 19, Associazione culturale Club Etnie di Piazza Umberto I, incontro con la scrittrice Marilena Lucente autrice di "Le giocatrici", edito nel 2014 da Edizioni Spartaco 
L'attrice Antonella Pasubio interpreterà alcuni passi tratti dal secondo capitolo (Game over). Il chitarrista Luigi Iacono suonerà un medley delle canzoni con cui la scrittrice apre ciascuna delle tre storie narrate. A seguire dibattito con il pubblico e aperitivo finale.
La scrittrice
Marilena Lucente (1967), pugliese, vive a Caserta dove insegna e collabora con giornali e riviste. Tra i suoi testi di narrativa, Scritto sui banchi e Di dove sei (Cargo 2005 e 2008). Per il teatro ha pubblicato la drammaturgia Napoli 1647. Rivoluzione d'amore (Caracò 2012), Premio giuria popolare Antonio Landiero - Teatro per l'impegno civile (novembre 2013). E' autrice di saggi pedagogici e per la scuola. Per la trasmissione radiofonica Fahrenheit RaiRadioTre ha curato un ciclo di audio documentari Fahrescuola (marzo 2013).
Giovedì 12 Giugno, ore 19, associazione Nonè, via Duomo, incontro con Paolo Piccirillo autore di "La terra del sacerdote" edito da Neri Pozza nel 2013
Associazione culturale e di Volontariato NONè - Via Duomo, 66 - Marcianise (CE)
Il libro
è notte e la ragazza corre nella campagna buia più veloce che può, senza voltarsi indietro. è finalmente riuscita a scappare dalla gabbia in cui la vecchia la teneva prigioniera. Il vento gelido le taglia la faccia e la terra brulla i piedi, ma quasi non se ne accorge, perchè il dolore delle doglie la rende insensibile a tutto il resto. La ragazza si accascia, urla e partorisce, ma a quell'urlo di dolore ancestrale non segue alcun pianto che annunci la vita. Lascia il bambino morto sotto un albero e prosegue fino a un fienile dove spera di potersi nascondere e riposare.
La ragazza non lo sa ma la terra su cui sta cercando rifugio è conosciuta da tutti come "la terra del Sacerdote". Agapito è un uomo burbero e solitario, arido e secco come la sua terra, violento e duro come l'inverno degli Appennini. Tanti anni prima aveva provato a fuggire la povertà della sua terra, il Molise, emigrando in Germania; là­ era divenuto sacerdote ma ormai di quel saio e della promessa fatta prendendo i voti è rimasto solo un soprannome.
Dalla Germania è tornato con un segreto troppo grande e ha barattato il suo silenzio con la terra su cui vive. Una terra maledetta che non dà frutti, morta come la sua anima.
Quando Agapito scopre la ragazza nascosta nel fienile si trova di colpo al centro di un affare molto più grande di lui; la ragazza è un'immigrata clandestina, portata con l'inganno dall'Est dell'Europa e costretta a ripagare il passaggio in Italia in modo disumano: rinchiusa come un animale in gabbia e utilizzata per partorire figli da destinare all'adozione o al traffico d'organi. Agapito è incuriosito da quella ragazza, tanto strana da riuscire addirittura a far crescere qualcosa sulla sua terra e decide di non mandarla via ma di subentrare ai precedenti "carcerieri" mettendo a disposizione della malavita la sua casa e la sua proprietà come "allevamento" per questa e altre ragazze.
Da quel momento Agapito si troverà di nuovo chiamato a fare i conti con le proprie scelte e con la propria anima, o almeno con quell'unico briciolo non ancora barattato con il pane e la sopravvivenza quotidiana. Alla fine proverà a salvare una vita e non a toglierla, come accadde in Germania, provando a dare tutto se stesso per amore di qualcun altro. Le regole del potere però sono antiche e le persone vivono da troppo tempo piegandosi alla legge del più forte. è cosi­ che una storia di sopraffazione e violenza non può trovare uno sbocco pacifico solo attraverso una redenzione personale: anche la fede in nuove possibilità deve sanguinare e lottare.
Lo scrittore
Paolo Piccirillo è nato nel 1987 a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. Nel 2010 ha pubblicato "Zoo col semaforo", un romanzo che ha riscosso un notevole successo di pubblico e critica. Autore di racconti pubblicati su varie riviste e antologie, nel 2011 è stato scelto dal Festival delle letterature di Mantova come rappresentante italiano per le Scritture giovani.
Giovedì 26 Giugno, ore 19, Associazione Logos, via Marchesiello, incontro con Vincenzo Restivo con "Le abitudini del coleottero" romanzo di formazione edito da Watson nel 2013.
Il libro
Vincent ha appena compiuto diciotto anni ma invece di aprirsi alla vita futura si chiude ancora di più in se stesso, come nel timore che qualcosa di negativo possa travolgerlo.
Ma quell'estate il cambiamento si respira nell'aria, il nonno è ormai al capolinea, la madre attraversa uno dei periodi peggiori della sua vita e l'amico Pan si ritrova improvvisamente e spietatamente nell'età adulta.
Gli unici ad aver raggiunto la serenità sembrano essere solamente il padre ed il suo nuovo compagno. Vincent dovrà pertanto affrontare tutto questo da solo fino a scoprire delle terribili verità che cambieranno irrimediabilmente la sua esistenza.
"L'abitudine del coleottero" (Watson Edizioni, marzo 2013) è un romanzo di formazione, è il percorso di crescita di un ragazzo che come tanti si trova ad affrontare la vita con la consapevolezza, inizialmente negata, di dover abbandonare la fanciullezza.
E' il racconto della perdita dell'innocenza, è la fine del disincanto che nessuno di noi avrebbe mai voluto abbandonare.
E per questa ragione il lettore si trova a compiere un viaggio indietro nel tempo, verso i momenti spensierati della gioventù, accompagnati da sconfinati campi di papaveri che si tingono di rosso sangue e da grossi e ricorrenti coleotteri necrofori, forieri di malesorti.
Questi ultimi in particolare rappresentano l'ossessione più grande del protagonista: la morte.
Tutta la vicenda si dipana infatti proprio attorno al mistero della vita e della morte che aleggia imperturbabile tra il desiderio di sapere e l'ingenuità di Vincent.
Non a caso il soprannome del migliore amico è Pan, divinità mitologica contraddistinta da una forte connotazione sessuale da una parte e Peter Pan dall'altra, l'eterno fanciullo generato dalla penna di Barrie. Una contraddizione ben sviluppata che aggiunge nuovi mondi alla vicenda e che contribuisce ad accrescere l'atmosfera trasognata, alla "Stand by me".
Ma ciò che in maggior misura sorprende di questo libro è la soavità e la purezza con i quali ogni tematica viene trattata, perfino l'omosessualità del padre risulta naturale, a differenza di come accade solitamente in tanti altri romanzi.
Vincenzo Restivo ha posato tra le righe parte di sè e con questa narrazione ha adagiato in soffitta la sua infanzia, proprio come Pan fa con la sua roba e si è tramutato in una persona positiva, portatrice di verità , riconducibile certamente alla persona di Isabel, la zia del protagonista.
Un libro, che in un primo istante potrebbe sembrare rivolgersi ad un pubblico giovane ma che in realtà tratta delle tematiche piuttosto delicate più agevolmente accessibili ad un pubblico adulto.
Una vicenda che si deposita nel cuore lasciandone traccia indelebile, elaborata con uno stile diretto e vellutato al tempo stesso che non passa di certo inosservato e che raramente si scorge negli scrittori italiani. - Written by Rebecca Mais
Autore
Vincenzo Restivo è nato a Caserta il 26 Novembre 1982 e vive a Marcianise in provincia di Caserta .Si è laureato in lingue e letterature straniere specializzandosi in lingua e letteratura portoghese con una tesi sulla letteratura infantile della scrittrice portoghese Sophia de Mello Breyner Andresen. Nel 1998 ha pubblicato per la Gruppo Edicom edizioni il suo primo romanzo per ragazzi The Farm adottato come libro di narrativa in alcune scuole del casertano e nel 2003 ha diretto il cortometraggio gotico Yeux de Sorciàre presentato al concorso Les petites lumieres riscuotendo un ottimo consenso da parte della critica. Nel 2013 è uscito, per la casa editrice Watson di Roma, il suo secondo romanzo L'abitudine del coleottero, al quale sono stati dedicati una serie di articoli su Oubliette Magazine e altre riviste online. Il romanzo, tra l'altro, è stato presentato a Napoli presso l'associazione culturale Gian Battista Vico a cui è seguito un dibattito su problematiche quali: omofobia, eutanasia, pedofilia, violenze domestiche; temi predominati all'interno del testo. Il difficile rapporto genitori e figli, il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, sono i temi predominanti delle storie di Restivo.
A breve l'uscita di un terzo romanzo "Quando le cavallette vennero in città" sempre edito da Watson edizioni

Per info: Edizioni Spartaco tel. 0823 797063
http://www.edizionispartaco.it/
associazionemyricae@libero.it

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