Del Giudice e la "Città Amara"
di Silvia Tessitore

La giuria del Premio Scerbanenco per il miglior giallo italiano - composta da Ernesto G. Laura, Nico Orengo, Gianfranco Orsi, Cecilia Scerbanenco e Lia Volpati - nell'edizione del Noirfest 2000 svoltasi nei giorni scorsi a Courmayeur, ha conferito il primo premio a Franco Mimmi con "Il nostro agente in Giudea" (Diabasis). Tra i cinque finalisti - Attilio Del Giudice ("Città amara"), Corrado Farina ("Giallo antico"), Luigi Guicciardi ("Filastrocca di sangue per il commissario Cataldo"), Valerio Varesi ("Bersaglio, l'oblio") - il libro del casertano Attilio Del Giudice, com'è già noto ai lettori di Casertamusica.com, ha avuto il maggior numero di preferenze nella votazione dei lettori: un'affermazione importante, specie se si considera che il Premio Scerbanenco è tra i riconoscimenti più prestigiosi, per i giallisti nostrani. Nell'audiodiario del Festival realizzato da Sharemusic.it, è possibile ascoltare una lunga, interessante intervista all'artista e scrittore casertano. Del Giudice parla della sua esperienza in rete (www.attiliodelgiudice.com) e dei suoi tentativi di coniugare "in concorrenza linguistica" parola e immagine, della "rivoluzione elettronica" che sta investendo il mondo del libro e dell'editoria, del genere-giallo, della dimensione civile dello scrittore e di "Città amara" ("giallo irrisolto"). "Vengo da "un altro mondo" - dice Del Giudice, riferendosi alle sue origini - dove il crimine è di casa, e dove i fatti reali spesso sopravanzano di gran lunga la fantasia. Non parlarne sarebbe una vigliaccheria, per uno scrittore che voglia essere dentro la società ed esprimere anche la propria indignazione". Come già in "Morte di un carabiniere", suo primo romanzo, le ambientazioni, i personaggi e le vicende narrate in "Città amara" richiamano infatti fortemente luoghi, figure e avvenimenti per molti versi "familiari", a chi vive e conosce la realtà meridionale e casertana. E anche se, come sempre in letteratura, "ogni riferimento a fatti e circostanze realmente accaduti è puramente casuale", è più che lecito supporre che "amara" sia proprio la sua/nostra città, o comunque le tante altre del Sud accomunate da situazioni e problemi sciaguratamente simili.

(Attilio Del Giudice, Città amara - Edizioni Minimum Fax, collana Nichel - Pagg. 110, L. 16.000)

© Casertamusica - 2000