XXXIV Settembre al Borgo: Attraverso

Casertavecchia (CE) - 11 Settembre 2004

Articolo di Rossella Barsali


Per te che non sei venuto....a proposito di "Attraverso"

Teatro della Torre, 11 settembre 2004. “Uaglio’… e che te sì pers!” . Intanto l’orgoglio di Giuliana De Sio, direttrice artistica di Settembre al Borgo (anche per il 2005), che si accomiata, proclamando il successo della formula sperimentale che ha movimentato la rassegna di quest’anno. Poi… l’essere attraversati – anzi trapassati da parte a parte - da cinque mostri sacri con miti sembianze.

Protagonista assoluta di “Attraverso”, progetto pensato per il Festival della Letteratura di Mantova edizione 2003, è stata la poesia, centrifugata e filtrata “…attraverso…” arti vicine e lontane come il teatro e la musica, amplificata nel suo potere evocativo e arricchita da una veste liturgica.

Erri De Luca, per chi non lo sapesse, è un poeta viaggiatore (non solo uno scrittore). Si riconosce da quei solchi millenari che esibisce sul viso, dall’eleganza eduardiana e dall’atavica rassegnata pazienza dei partenopei, che “s’aizano ogni matina” e s’inventano la vita. Emigrante? No, uno che viaggia, e che - lontano da ogni stereotipo: il golfo, il Vesuvio e il mandolino - t’inchioda alla sedia, citandoti nove nomi di nevi che coprono altipiani lontani da questo calore! De Luca sul palco è scalzo, come uno scugnizzo cresciuto. Ricorda come si giocava a Montediddio negli anni ’50. Ha consumato le scarpe, vagabondando da Napoli a Roma, da Belgrado alla Russia, dalla Padania a Parigi, per approdare fino a noi. Considera “…valore riparare un paio di scarpe…” Ci ha dato i suoi mocassini perché vi camminassimo dentro per due ore e capire il suo altrove.

In questo andare ci trascina Marco Paolini (attore, autore e regista capace di sferzare il sonno televisivo nazionale con i suoi monologhi. Ha il talento di trasformare in parabola anche l’elenco telefonico! E’ la contro voce e l’ombra del poeta, emerge dove l’altro si ritrae, in un singolare gioco di teatro cinese. Grazie alle sue straordinarie virtù d’affabulatore, il flusso delle emozioni, messo in moto dalle parole ha subito un’accelerazione brusca ed incontrollata, suscitando un tumulto fisico, lieve ed ironico.

Nota a parte per i musicisti che non hanno recitato la parte dei comprimari, smaterializzando la poesia, sublimandola e facendocela respirare.

Accademico di Santa Cecilia e Direttore dell’Orchestra di Padova e del Veneto, Mario Brunello è, soprattutto, musicista fantasioso, espressivo e struggente. Ha pestato il suo violoncello in tutte le maniere, cavandone una congerie di suoni inusuali e poco ortodossi per un concertista classico e di fama internazionale quale egli è.

Il clarinettista Gabriele Mirabassi dalla musica contemporanea e dal jazz è arrivato a noi come una sorta d’incantatore di serpenti. Durante la sua performance ci ha fatto uscire - ondeggiando - dalla cesta delle nostre vite, soprattutto nell’interpretare la separazione, la partenza, il trapasso.

Uscito dall’Olympia di Parigi e testimone dell’idiozia discografica italiana, Gianmaria Testa - ex ferroviere - è salito sul treno di “Attraverso”, conducendone la tempesta emotiva. La sua voce “straccia budella” si è inerpicata su note gravide di tensione. In un paio d’episodi – abbandonata la chitarra – ha interpretato il verso in maniera ossuta, distillando pura poesia, solo accompagnato da violoncello e clarino.

Beati gli assenti: hanno evitato dieci minuti di applausi, gli occhi lucidi ed il viaggio “…attraverso…” l’essere dell’essere.

 

(Cartellone, costi ed orari del XXXIV Settembre Al Borgo)

 
 

 

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