Nuovi percorsi al Teatro Comunale: The perfect stranger

Caserta – 22 Aprile 2006

Articolo di Arianna Quarantotto, foto di Massimo Amato


Caserta, 21 Aprile. Bello. Surreale. Affascinante. A tratti “sconcertante”….così è stato “The perfect stranger”, il concerto-spettacolo messo in scena al Comunale ieri, venerdì 21 aprile.
Sul palco un’orchestra completa: ai lati due voci recitanti, quelle di Gea Martire e di Nicoletta Robella (bravissime entrambe), sullo sfondo immagini che ricostruiscono la vita di Frank Zappa, il suo percorso artistico e l’atmosfera americana negli anni della seconda metà del Novecento.
Bohémien, anticonformista, satirico contestatore del falso perbenismo americano, Zappa è stato amato e odiato, ricercato e contestato, apprezzato e scacciato: ma è stato soprattutto un musicista eccezionale che ha saputo fondere pop e musica classica, jazz e rock, inventore di uno stile tutto originale, "zappiano" appunto.
“Surreale” abbiamo detto lo spettacolo. Sì perché le voci di Gea Martire e Nicoletta Robella narrano il lavoro e la vita di Zappa intrecciando e accavallando la narrazione con uno spaccato di vita ben più comune, quella di una ragazza napoletana che al telefono chiacchiera con un’amica del fidanzato, di musica “pop”, di pastiere grandi quanto le torte nuziali e panini imbottiti da portare per la pasquetta a Sorrento... Un dialetto napoletano “verace” (anche troppo) si inserisce come un flash tra proiezioni multimediali e musiche (scritte da Zappa) suonate da un’orchestra davvero eccezionale, costituita dalla band di Daniele Sepe e dall’Ensemble cameristico Odeion.
Affascinante il risultato: lo spettatore è proiettato in continuazione in spazi sempre diversi, da Los Angeles a Castellamare di Stabia, da New York a Sorrento… Le situazioni si intrecciano, i dialoghi si frappongono e diventano surreali: a volte perplessi, a volte divertiti, ascoltiamo le stonate canzoni napoletane di Giusi (Gea Martire) che stridono con la suggestiva e complessa musica di sottofondo eseguita sul palco.
Lo spettacolo è piaciuto molto ai tanti giovani che hanno affollato il teatro: il lavoro – vogliamo ricordarlo- è il frutto di un progetto di ricerca su Zappa coordinato da Eugenio Ottieni e da tanti attori (ancora un “brava” a Gea Martire) e musicisti che hanno saputo costruire in una forma nuova, originale, libera, la vita di un musicista d’eccezione.
 

foto di Massimo Amato
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