Intervista a Tony Laudadio ed Enrico Ianniello

S. Maria C. V. (CE) -  Ottobre 2006

Articolo e foto di Pia Di Donato


L’intervista che proponiamo è stata dettata dalla volontà di presentare ai lettori di Casertamusica due artisti che da anni operano in campo teatrale con una particolare attenzione alla sperimentazione e ai nuovi linguaggi. Il pretesto per incontrarli ci è stato fornito dalla rassegna “Il Nuovo Aspetto”, partita lo scorso 28 settembre al teatro “Garibaldi” di Santa Maria Capua Vetere, di cui Tony Laudadio ed Enrico Ianniello, e di loro che stiamo parlando, curano per “Onorevole Teatro Casertano” la direzione artistica.

Pia: Cominciamo con alcune considerazioni sul “Nuovo Aspetto” di quest’anno: una rassegna concentrata e con molti artisti casertani…
T. Laudadio: Si, in effetti, è abbastanza densa. Le ragioni sono due: non siamo gli unici fruitori del teatro “Garibaldi” e poi è un approccio che abbiamo già utilizzato con successo per affrontare delle tematiche senza rischiare di “diluirle” nel tempo.
E. Ianniello: Per quanto riguarda gli artisti casertani, c’è una forte tendenza alla riscoperta della propria “lingua teatrale”. “Il Nuovo Aspetto”, incentrato in modo quasi “disturbante” sulla contemporaneità, perché sia percepito dal pubblico deve comunicare con la lingua di questo territorio. Tutti gli spettacoli teatrali (“Voci da Gomorra”, “Chiòve”, “Infanzia di un socialista”, “Magic People Show”) in qualche modo seguono questa logica.

Pia: La territorialità delle vostre proposte artistiche si è rivelata sempre vincente?
E. Ianniello: L’aderenza al territorio è stato ed è per noi fondamentale, ma questo non significa essere “localistici”. Le nostre produzioni e quelle del teatro “Garibaldi” hanno una dimensione nazionale e andranno, come è già successo in passato, in giro per l’Italia. Cerchiamo di produrre lavori che siano vicini alle persone che verranno a teatro, così da evitare quel senso di smarrimento che spesso si prova quando si vedono spettacoli troppo cerebrali.
T. Laudadio: Noi pensiamo che si possano dire delle cose intelligenti in modo semplice e diretto, senza per questo risultare banali. Lo dimostra il fatto che Roberto Saviano e Giuseppe Montesano, due autori estremamente comunicativi ne ritroviamo nel “Nuovo Aspetto”, sono gli ultimi due vincitori italiani del premio Viareggio. E l’autore di “Piove a Barcellona” (testo catalano dal quale Ianniello ha tratto “Chòve”, ndr), Pau Mirò, per essendo giovane, è molto apprezzato in Spagna.

Pia: Avete parlato di spettacoli che hanno già i numeri per essere proposti altrove: è facile per “Onorevole Teatro Casertano” uscire dall’asse Caserta–Napoli?
T. Laudadio: Non lo è per nessuno. Ma “Magic People Show”, ad esempio, prodotto da noi e da “Teatri Uniti”, con i napoletani Luciano Saltarelli e Andrea Renzi, è già stato presentato a Benevento e al Festival di Ravello e l’anno prossimo girerà per l’Italia. Con “Il Metodo Gronholm”, di Jordi Galceran, tradotto da Enrico, nel 2007 andremo al Quirino. Certo, non siamo riusciti ad entrare nella produzione come “Otc”, ma comunque rappresenta un momento importante per noi, poiché avremo come compagna di palcoscenico Nicoletta Braschi e Cristina Pezzoli alla regia.
E. Ianniello: Stiamo avendo tantissime offerte per “Magic People Show”, che non so se riusciremo a soddisfare e questo significa che si comincia a parlare di “Onorevole Teatro Casertano”, anche fuori dalla Campania.

Pia: Ma si vive del solo lavoro di attore?
E. Ianniello: Se parliamo nelle nostre parti, è come fare il macellaio in una terra di vegetariani. Mettendo insieme più aspetti diversi, però, ovvero quello di attore, di direttore artistico, traduttore di testi, insomma con grande intraprendenza, riusciamo a viverci da quando avevano diciotto anni

Pia: E le scuole di teatro?
T. Laudadio: Ce ne sono tante, alcune anche valide. La nostra è estremamente legata alla struttura del teatro ed è gratuito: chiediamo solo un grande impegno. È ormai attiva da tanti anni ed è riconosciuta per queste caratteristiche.
E. Ianniello: Non è, però, una scuola ti tipo accademico, è piuttosto un laboratorio teatrale permanete. Non crediamo nella sola teoria, ma nel fatto che l’esperienza si fa “facendo teatro”, ed è quello che cerchiamo di fare. A proposito, approfitto per dire che e audizioni per farvi parte inizieranno il 9 ottobre e sono aperte a tutti i ragazzi che abbiamo almeno sedici anni.

Pia: Quanto ha contato nella vostra formazione artistica la figura di Toni Servillo?
T. Laudadio: Abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo quando lavorava qui ed apprezzarne l’intero percorso. Poi abbiamo lavorato insieme fino alla primavera scorsa quasi ininterrottamente ed è per noi un onore aver fatto questo cammino. È sicuramente un punto di riferimento e una personalità forte che ha portato al movimento teatrale casertano e campano grande linfa, tanto da attirare anche gli spettatori più giovani.

Pia: L’ultima domanda è una curiosità: come mai “Onorevole Teatro Casertano”?
E. Ianniello: “Onorevole” è usato in senso ironico, un po’ per sdrammatizzare, per non prendersi troppo sul serio. Mentre ci tenevamo al “Casertano”, perché per un bergamasco Caserta e Napoli sono la stessa cosa. Noi invece volevamo rimarcarne la differenza.
 

Enrico Ianniello  e Tony Laudadio

 

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