Accordi in sei corde - Prima serata

Caserta (Ce) – 25 Ottobre 2005

Articolo di Emilio Di Donato


prima serata - seconda serata - terza serata

Prefazione

Siamo appena reduci da tre giornate di incontri – seminario con i chitarristi più importanti della nostra città tra cui Fausto Mesolella, Corrado e Marco Sfogli, Pietro Condorelli, Mario Quattrocchi, Antonio De Innocentis, e tanti musicisti casertani; è stata una bella esperienza, che cerco di sintetizzare in tre resoconti, uno per serata. Il ciclo di conferenze dal titolo “Accordi in sei corde – Gli artisti della nostra terra incontrano l’Università”, tenutosi presso l’Aula Magna della Facoltà di Scienze Naturali in via Vivaldi a Caserta, è stato promosso dal gruppo studentesco Cambio de Sentido in collaborazione con il nostro portale web Casertamusica.com. 

La prima serata: "Musica e industria: i mestieri della musica"

Martedì 25 Ottobre, nell’incontro dedicato a “Musica e industria: i mestieri della musica” sono intervenuti Pietro Condorelli, docente di musica jazz al conservatorio S. Pietro a Majella, Marco Sfogli, astro nascente del panorama prog-metal internazionale, il pianista Francesco Oliviero, il talent-scout musicale Sergio Bertoni, il cantautore Gino Licata, il direttore artistico del Teano Jazz Festival Antonio Feola, moderati da Angelo Agnisola

 

Si è in pratica affrontato il tema “In che modo si può vivere come musicista a Caserta?”. Qui la risposta è stata pressoché unanime ovvero “non si può”; innanzitutto perchè Caserta non ospita attività che richiedono servizi professionali in ambito musicale quali televisioni, case discografiche, sale di registrazione, grossi locali con musica dal vivo, società di advertising. Le vie più praticabili per vivere di musica rimangono l’insegnamento e il suonare ai matrimoni!

 

Condorelli ha ribadito l’importanza di uno studio metodico, non da semplice autodidatta. “Solo una scuola molto seria può produrre dei musicisti completi e competitivi“ – ha detto Condorelli - “e purtroppo i college musicali d’oltreoceano sono mediamente molto più aggiornati e formativi rispetto ai conservatori italiani, che sono ancora arretrati. Qui in Italia, per dirne una, ci si può diplomare in composizione senza aver fatto un corso di ear training, che invece è assolutamente essenziale; chi per esempio ha frequentato un corso presso la Juilliard School di New York impara in tre – quattro anni nozioni più spendibili in ambito professionale di quelle che si ricevono mediamente in dieci anni di conservatorio in Italia”.

 

Per Marco Sfogli, che da un anno è nella band solista di James LaBrie dei Dream Theater con relativi tour mondiali e lavori di incisione, l’entrata nel mondo professionale della musica è stata una occasione del tutto fortuita, per cui si è trovato da un momento all’altro a suonare dai piccoli club di Caserta ai palchi di mezzo mondo. “Avevo stretto amicizia via web con il tastierista di LaBrie, con cui condividevo vari files musicali e ci eravamo ripromessi di suonare ognuno nel disco solista dell’atro. E quando mi ha fatto la proposta di provare a registrare la mia chitarra su un paio di brani del nuovo album di James LaBrie ho toccato il cielo con un dito. Dopo che ho rispedito indietro i brani con sovraincisa la mia chitarra ho aspettato un mese, in cui ho creduto che il provino non fosse andato bene, e poi mi è arrivata una mail che diceva in caratteri maiuscoli: you are in the band!”. A chi, tra il pubblico, gli ha chiesto come può un musicista potersi inserire in un circuito così importante, Marco ha risposto che non esiste nessuna regola, ed ognuno trova modi completamente differenti. L’importante è essere intraprendenti, dinamici, disponibili. “Però penso che la cosa più importante è stata che, quando ti è capitata l’occasione, tu eri tecnicamente preparato per poterla cogliere” – gli ha aggiunto Condorelli. Insomma nessuna illusione di poter diventare star da un momento all’altro, ma essere tecnicamente pronti fa in modo che “se passa un treno favorevole si è in grado di salirci sopra” ha concluso Marco.

 

Bertoni, Oliviero e Licata hanno parlato della loro esperienza di musicisti casertani. Oliviero, attualmente impegnato negli ultimi ritocchi di un disco interamente strumentale, ha affermato che “l’unica realtà musicale casertana che ha visibilità al di fuori della nostra città è proprio il portale web casertamusica, che svolge un incredibile lavoro di promozione per tutti noi”. Per Oliviero, che ha avuto un lungo contenzioso con una etichetta discografica cui ha contestato l’utilizzo di un suo brano all’interno del successo sanremese “non amarmi”, l’autoproduzione dei dischi è l’unica via praticabile per diffondere la propria musica. Anche Bertoni, talent-scout per conto di varie case discografiche, ha ribadito l’importanza del portale casertamusica per la sua attività: “mi è capitato, dopo alcuni annunci, di essere tempestato di telefonate”. Bertoni ha parlato di quali sono le figure interessanti nel campo discografico: “quello che cerco in un giovane compositore di musica leggera è che le varie sezioni del brano proposto funzionino bene anche singolarmente. Molti si illudono che si possano fare grandi pezzi solo con pochi accordi, come è successo per molti compositori tra cui Battisti, ma queste sono notevoli eccezioni. Quindi la buona conoscenza di tutti gli accordi e delle strutture armoniche aiutano molto a fare la differenza tra il dilettante ed il professionista”. 

 

Molto apprezzate le esibizioni, a conclusione del seminario, di Pietro Condorelli, che ha suonato Stella By Starlight dopo averne illustrato la struttura compositiva, e Marco Sfogli che ha suonato un blues di sua composizione che troverà posto nel suo primo album solista.

 

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Ospiti ed organizzatori della prima serata. Seconda fila, da sx: Gallina, Condorelli, Bertoni, Di Donato, Licata. Prima fila, da sx: Agnisola, Sfogli, Oliviero, Feola.

Pietro Condorelli

Marco Sfogli

Oliviero, Bertoni, Condorelli

 

Il manifesto

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