C’era una volta… la festa di sant’Anna (quarta parte)

Caserta 25 Luglio 2004, Sant’Anna è ancora sfollata

Articolo e foto di Lorenzo Di Donato


Questo articolo è in quattro parti:

[prima parte] - [seconda parte] - [terza parte] - [quarta parte]

 

Sant’Anna è ancora sfollata

Stamattina, 25 luglio, vigilia della festività di sant’Anna, sono andato a salutare ‘a vicchiarella nosta, la mia nonna, per me che non conobbi nonne.

Con somma meraviglia vedo già da lontano che le porte del Tempio sono chiuse! M’avvicino ad una di esse con la speranza di leggere qualche avviso dell’insolito ed inaspettato fatto e, non trovando nulla, quasi sono smarrito quando una voce esclama: “Ragiunié, iate a san Vitaliano. ‘A truvate llà”.

Il mio vecchio amico don Gabriele Di Lella, per il quale il titolo di ragioniere è la massima espressione di deferenza, sembra ancora una volta spuntare dal nulla. E’ seduto all’ombra di un albero, fedele guardiano del Tempio al di là del tempo e dello spazio, sempre più magro, sempre più curvo, sempre con gli occhi vivi, da furetto, anche se oggi sono velati per il dolore di vedere la sua sant’Anna ancora una volta sfollata.

 

Come lo capisco! Sta lì, su quella panca sotto l’albero, per guidare i passi di quanti non sanno che sant’Anna è … in san Vitaliano. “Ragiunié, manco ‘e bombe ‘a sfollarene! V’arricurdate? Meno male che io le faccio ‘a festa comm’a na vota. Se volete onorarmi! Al rione Vanvitelli, il 27. Il 26 nu’ spetta a me”. So quanta fatica, quanto andare per scale e scaloni costa a don Gabriele organizzare la festa “a modo suo” nel rione Vanvitelli: ci andrò.

 

Mi reco nella chiesa di San Vitaliano. Sant’Anna è là, sul suo podio, tra i fiori, con tanti festoni e guiderdoni giallo verde, troppo nuovi per rallegrare la mia nonna, che m’appare triste, e non solo per il mal di pietra che perseguita il suo Tempio da sessant’anni. L’unica cosa ferma del tempio è un bel mazzo di iscrizioni all’ingresso, queste sì complete: eternano(?) la posa della prima pietra, la variazione del progetto, il nuovo ampliamento, il modello del nuovo progetto., etc. Ma fino a quando non metteranno l’ultima lapide, quella con la dicitura “Fine”, sant’Anna continuerà a fare la sfollata, ad essere triste!

Né può essere rallegrata dal programma dei suoi festeggiamenti!

L’ho visto, l’ho visto, cara nonna mia, quell’orribile manifesto con la vistosa striscia annunciante. “3a Sagra S.Anna 2004; …; Tra ritmi e balli potrai gustare TANTE SPECIALITà “.

 

E’ proprio un cazzotto in pieno volto questa Sagra volgarotta, senza inventiva alcuna, in cui uomini, donne e bambini, rozzi, addenteranno rozzi panini mentre impazzerà il Karaoke e ci si dimenerà in gruppo. Ormai si “deve” socializzare sculettando in gruppo a suono di ritmi latino americani, visto che il proprio cervello è all’ammasso.

 

Cara nonnina mia, ti devi modernizzare; devi arrotondare il tuo magro volto abbuffandoti con i panini ripieni di “Tante Specialità”; devi rendere più allegro il tuo volto karaokando appena puoi. Devi rammodernare anche il tuo vestire! Sempre con quella tunica addosso! Che esempio sei per quella bambina che porti per mano. Ne farai una disadattata! Metti il tuo ed il suo ombellico in mostra!

Hai visto che ti ho fatto sorridere?

Non ti preoccupare di cambiare, che avrai almeno due fedeli amici, me e don Gabriele: “Buon onomastico!”.

25 Luglio, le porte del Tempio sono chiuse!

 

 

S. Vitaliano: Sant'Anna è là...

 

L’orribile manifesto...

 

 

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