Statue Unite

Enrico Ianniello e Tony Laudadio

Peppe Miale

Saverio La Ruina

  

Teatro Ricciardi: Il teatro a primavera

Capua (CE) –  dal 22 marzo al 14 maggio 2015

Comunicato stampa


Qualità e varietà dell’offerta. Questi i cardini delle attività messe in campo dal Teatro Ricciardi che, dal 21 marzo prossimo, arricchirà il già fitto cartellone teatrale di nuovi appuntamenti.

domenica 22 marzo, ore 18.30, “Manca solo la domenica” spettacolo diretto e interpretato da Licia Maglietta, tratto da “Pazza è la luna” di Silvana Grasso,
Nel romanzo, come sulla scena, si rivela la curiosa vicenda di donna Borina, all’anagrafe Liboria Serrafalco, sposata Liuzzo, immaginaria e devotissima vedova di sei defunti sconosciuti, scelti come indimenticati mariti “adottivi”.
Le inconsapevoli spoglie di questi uomini diventano “oggetto” di un rito quotidiano che la donna dedica ad essi con puntuali visite e in cui adorna di rose baccarà le loro lastre tombali. È il modo con cui Borina rifiuta la frustrazione di un amore mancato, di un rapporto infelice, alla ricerca di sentimenti e passioni forti.
“Esistono amori che non danno la felicità – dice Licia Maglietta – ma… se ne possono vivere altri! Borina trasforma tutto fino all’estremo. La sua vulnerabilità non è stata rispettata e lei si riappropria di tutto e di tutti. Andare lontano dalla propria casa. Fantasticare una vita di sentimenti amorosi e luttuosi. Desiderare passioni, amori e soprattutto uno status, riconosciuto da tutti, da poter portare dipinto sulla faccia come una voglia di fragola. E se la realtà le impedisce di continuare a vivere tutto questo Borina non se ne preoccupa: pianifica. Come una straordinaria attrice dal lunedì al sabato accanto alla sua vita piatta e prevedibile, come quella di tutto il paese, ne affianca un’altra fatta di tournée in altri luoghi nel suo ruolo di Vedova! L’unico cruccio resta la domenica. Sì, manca solo la domenica…”.
Ambientato in una Sicilia senza tempo, lo spettacolo porta in scena una figura insieme mitica e reale, che incarna l’esuberanza della vita, ma con sguardo sorridente e commosso.
giovedì 9 aprile: “Statue Unite” con Eduardo Tartaglia, Veronica Mazza, e con la partecipazione di Peppe Lanzetta;
“Statue unite”, l’atto unico di Eduardo Tartaglia, è una metafora dalla prima all’ultima parola.
In scena Raffaele e Adelaide, due scalcagnati personaggi che fanno le “statue viventi” in via Toledo, e Florindo Pretella, il brigadiere dei vigili urbani che tormenta i due minacciandoli sistematicamente di multe varie.
Un altro modo di chiedere l’elemosina, ma Raffaele insiste a parlare di sé e della compagna come di artisti. Ed è per questo che ha scelto di esibirsi a tarda ora, perché col buio e il silenzio “c’è più magia”; e poi è sicuro che, finiti gli spettacoli del Napoli Teatro Festival, passeranno davanti a loro tutti gli spettatori reduci dal Teatro Nuovo e dalla Galleria Toledo.
Naturalmente via Toledo rimane deserta, buia e silenziosa, tra chiaroscuri di tristezza e disperazione. Ed è in questo spazio sospeso che Eduardo Tartaglia struttura i dialoghi dei suoi personaggi tra comicità e satira, dipingendo i protagonisti di una vita dignitosa e per certi versi estrema, che tacita la coscienza di chi non vuole arrendersi alla condizione ultima e definitiva di “mendicante”.
mercoledì 15 aprile: “Un anno dopo” con Enrico Ianniello e Tony Laudadio;
A dispetto del titolo, l’arco temporale coperto in “Un anno dopo” di Tony Laudadio (Premio Troisi e Premio Girulà) è di trent’anni.
Ad attraversarli sono Goffredo e Giacomo, due impiegati dello stesso ufficio che, un breve episodio saliente per ogni anno, tracciano due percorsi esistenziali assai diversi, benché entrambi “compatibili” con un possibile ritratto dell’italiano medio.
Primo giorno di lavoro, fidanzamento, matrimonio, figli, divorzio, nuove conquiste, problemi giudiziari, vano desiderio di fuga dalla provincia, malattia e morte per uno. Vita vuota e ripetitiva, convivenza con la sorella, assenza di desideri e aspirazioni (a parte lo strampalato hobby di scrivere sinossi) per l’altro.
In quell’ufficio, nella condivisione forzata di uno stesso luogo fisico, trascorrono insieme un’intera vita, partecipando, più o meno consapevolmente, alle reciproche emozioni, ambizioni, paure e ossessioni.
Il tutto condito da arguzia e ironia, cifra comune a Tony Laudadio ed Enrico Ianniello, collaudata coppia di attori dagli anni della formazione alla Bottega di Gassman.
mercoledì 22 aprile: “…e noi zitti sotto!” con Federico Salvatore;
Dopo i consensi ottenuti con gli spettacoli “Fare il napoletano stanca” (del 2010) e “Se io fossi San Gennaro” (del 2012), Federico Salvatore non cambia registro, ma persevera sulla strada del Teatro - Canzone che lega la canzone d’autore al monologo affrontando tematiche di impatto sociale e culturale.
In …E NOI ZITTI SOTTO! (citazione tratta dal film “Non ci resta che piangere” di Massimo Troisi), Federico Salvatore aspira ad incarnare lo spirito satirico di un moderno Felippo Sgruttendio (pseudonimo di un misterioso poeta della Napoli del ‘600). Oltre ad avere le iniziali F.S. in comune, i nuovi testi in vernacolo di Federico Salvatore tendono ad emulare la graffiante mordacità di quel colto poeta napoletano.
‘O Palazzo, L’Inno di Papèle, L’Accademia ‘e ll’ova toste, Cammenanno, Lato B, Napocalisse, Dint’’o scuro, sono alcune delle nuove tematiche scritte per il primo tempo dello spettacolo, ma anche per l’album in vernacolo pubblicato il 21 ottobre 2013 dal titolo: PULCIN’HELL.
Nel secondo tempo ritornano sul palco i “successi mediatici” a cui Federico Salvatore diede voce negli anni della sua popolarità.
Dalle Ninna nanne agli Incidenti (rivisitati e rinnovati negli arrangiamenti), per poi bissare con la (intramontabile e richiesta) tarantella j’accuse di “Se io fossi San Gennaro”.
Lo spettacolo è prodotto dalla Arancia Records e dalla MusicaèManagement di G. Oliviero.
giovedì 7 maggio: “Juve Napoli 1-3. La presa di Torino”, tratto da un racconto di Maurizio de Giovanni, interpretato da Peppe Miale
Spettacolo di Maurizio de Giovanni, diretto da Massimo De Matteo e interpretato da Peppe Miale, è tratto da un racconto dello stesso Maurizio de Giovanni.
Il monologo racconta, nella sua interezza e dal punto di vista di un napoletano tifoso della squadra del Napoli, quella giornata di novembre del 1986 quando, dopo poche giornate di campionato vissute gomito a gomito con la Juventus, tutta la città accompagnò la squadra fino a Torino per sfidare il mito a casa sua e batterlo con due goal di scarto.
La narrazione parte da un operaio su un cantiere che, mentre è intento a lavorare, racconta l'attesa e la speranza legata a quella fatidica giornata. E' tutto un crescendo con l'inserimento man mano di personaggi e di dettagli che ne completano il quadro.
C'è l'attesa, spesso sottolineata da silenzi. C'è il viaggio di un gruppo di tifosi che si ritrovano a Torino con altri tifosi.
Il viaggio fatto in auto è connotato da una colonna sonora tipica del periodo, e da una proiezione della strada di lato al sediolino dove Miale siede e racconta.
Lo spettacolo regala molti momenti esilaranti e lascia intravedere, seppure in maniera ironica, come vivono la passione per il calcio molti napoletani.
giovedì 14 maggio: “Dissonorata. Un delitto d’onore in Calabria” con Saverio La Ruina.
Spesso, ascoltando le storie drammatiche di donne dei paesi musulmani, capita di sentire l’eco di altre storie. Storie di donne calabresi dell’inizio del secolo scorso, o della fine del secolo scorso, o di oggi. Quando il lutto per le vedove durava tutta la vita. Per le figlie, anni e anni. Le donne vestivano quasi tutte di nero, compreso una specie di chador sulla testa, anche in piena estate. Donne vittime della legge degli uomini, schiave di un padre-padrone. E il delitto d’onore era talmente diffuso che
una legge apposita quasi lo depenalizzava.
Partendo dalla “piccola” ma emblematica storia di una donna calabrese, lo spettacolo offre lo spunto per una riflessione sulla condizione della donna in generale. Parlando del proprio villaggio, parla della condizione della donna nel villaggio globale. Nello spettacolo risuonano molteplici voci di donne. Voci di donne del sud, di madri, di nonne, di zie, di loro amiche e di amiche delle amiche, di tutto il parentado e di tutto il vicinato.
E tra queste una in particolare. La “piccola”, tragica e commovente storia di una donna del nostro meridione. Dal suo racconto emerge una Calabria che anche quando fa i conti con la tragedia vi combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici, sempre sul filo di un’amara ironia.

Prezzo del biglietto: 20 euro platea; 15 euro galleria
Teatro Ricciardi, Largo Porta Napoli, Capua

Altri eventi - fuori abbonamento

Sabato 18 aprile, alle ore 21, Marco Ligabue in concerto a Capua (CE).
Partito da 2 anni con la nuova avventura da solista, Marco propone un live acustico con le sue nuove canzoni e alcuni classici del cantautorato italiano.
Info:
CHIAMARE: 333 4676322
SMS 331 7212831

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