Peppe De Vincentis e Riccardo Citro

Lucia Cassini

Stefano Ariota

Viva Maria (foto di Michele Magnanimo)

Viva Maria foto di Michele Magnanimo

Aspettando G.G.

Antonella Monetti

Cattiva

L'amante

Come la cenere

La riunione

Corrado Taranto

Pasquale Renzi

Tiziana D'Angelo

Roberto Capasso

Lino Rufo

Angelo Bove

Mario Landi

Nico Zancle

Andrea Carraro

Accardo

Enzo Merolla

Tina Femiano

Mauro Serio

  

Piccolo Teatro CTS: 16ma stagione teatrale "A casa di Angelo e Paola"

Caserta -  dal 31 Ottobre 2015

Comunicato stampa

31 Ottobre e 1 Novembre, Comp. Arcas Teatro in "Il Segno Di Giotto" regia di Pippo Cangiano
con: Peppe De Vincentis e Riccardo Citro Scene di Federica Del Gaudio, luci e sonorizzazioni Finixlupo, assistente alla regia Viviana Cangiano, organizzazione Progetto Buone Idea.
La pièce narra (così come riportato dalle note di regia) la storia di due “anime”, in qualche modo legate da un filo conduttore calpestato e poi lentamente, quasi del tutto, ricucito. Il segno di Giotto disegna un invisibile parallelo tra due volti: Umberto, un giovane ventenne napoletano affetto da autismo, e Giotto, un cinquantasettenne malvivente napoletano evaso dal carcere. Umberto è improvvisamente coinvolto in un inspiegabile sequestro di persona, all’indomani della morte della madre, ed è costretto ancora a reagire alla vita, cosa che fa da sempre, per l’insperato incontro con questo uomo dal passato misterioso, che cambierà per sempre la sua storia. Quello che accade di inatteso al giovane Umberto è trovarsi completamente catapultato in una situazione complicata e a tratti divertente, che segna la vita e che ne devia il percorso. Magari lo migliora, ribaltando le regole, svoltando il modo vertiginoso e travolgente verso l’inaspettato, verso l’immaginabile soluzione di riequilibrio. I volti, le parole, i gesti e le emozioni, che naturalmente dalla storia emergono, sono un boato, silenzioso e inatteso, che passo dopo passo mostra al pubblico l’animo, nobile e corroso, di chi “subisce” la propria esistenza
Genere: Teatro di Prosa 
sabato 7 novembre, ore 21, e domenica 8 novembre, ore 19, Lucia Cassini in "Luci del Varietà"
Cabaret e canzoni umoristiche napoletane
Lucia Cassini, la più spiccata (forse anche l’unica?) solista del cabaret napoletano, che festeggia i suoi quarant’anni dal debutto romano: era infatti il 1976 quando, in uno spettacolo di Marcello Casco, affrontò sulla piccola scena del teatro Chanson,  che da poco aveva inaugurato la propria attività) il pubblico della capitale. Facendo qualche passo indietro, si scopre che in realtà la prima volta che Lucia Cassini ha affrontato il pubblica era il 1960, bambina prodigio, in spettacoli per bambini e ragazzi. Con il suo attuale spettacolo dal titolo Lucì del Varietà, previsto per questo fine settimana intende proporre il percorso che va dal Cafè Chantant alle macchiette di Pisano e Cioffi che ebbero in Nino Taranto l’interprete principale. Ma soprattutto la trasformazione subita nello specifico del linguaggio da cabaret, dove la macchietta si trasformava in irridente satira politica e di costume. Lucia Cassini, in questo spettacolo, fa ricorso alla parodia e propone squarci di un certo genere a cominciare proprio dal cafè chantant fino al vero e proprio cabaret: la sciantosa millenium, di pretese origini francesi, ma in realtà probabilmente venuta alla luce della ribalta con ben modeste origini, ha l’occasione di ripercorrere, con qualche ironico richiamo ai nostri giorni, un’epoca caratteristica dello spettacolo all’ombra del vesuvio. La Cassini presenterà una certa dose di autoironia che da sempre caratterizza il “Totò in gonnella” ruotando intorno a quel patrimonio di doppi sensi che il teatro di varietà conserva. All’insegna di una comicità tutta partenopea. La Cassini riesce a coinvolgere lo spettatore e a trascinarlo nell’atmosfera allegra del varietà e del cabaret. Ricorda Lucia Cassini: “avevo lasciato il gruppo dei Cabarinieri, la prima formazione di cabaret napoletano anni settanta, con la quale avevo esordito, facendo poi, per diversi anni, delle tournée in tutta Italia. Ma, prima come attrice- cantante e poi come showgirl, avevo girato un po’ anche all’estero con diverse compagnie tra prosa, rivista e avanspettacolo. Insomma la Cassini in questo spettacolo darà sfogo, ancora una volta, a quella insopprimibile carica di simpatia che l’ha portata a condividere successi in spettacoli con Carlo Dapporto, Enrico Beruschi, Pietro De Vico, Anna Acampori, Giacomo Rizzo, Luciano Rossi, e Claudio Sanjust, al “Bagaglino” con Oreste Lionello, Teo Teocoli, Gianfranco D’Angelo. Chiamata come caratterista in film di Fellini, Steno, Pingitore. Almeno circa cinquanta partecipazioni a programmi televisivi tra la Rai e tv locali. Poi ancora, ha al suo attivo successi canori in “45 giri”, “Lp”, “musicassette” e infine con gli attuali “Cd/Dvd” con molte delle sue interpretazioni. Attualmente la Cassini è impegnata alla fiction televisiva” Ischia Forever”. Insomma la Cassini, un’artista a 360° gradi e sciantosa doc, in questo spettacolo tirerà fuori dal suo cilindro magico, tutto il successo ottenuto, da bambina prodigio ai successi con Dapporto, “bagaglino, ecc. allietando cosi le due serate casertane, con un clima di puro e sereno divertimento...quasi in un contesto familiare, considerato che il tutto si svolgerà proprio “a casa di Angelo e Paola”.
14 e 15 Novembre, proiezione del film “Strade le Scelte Della Vita” prodotto dallo stesso Centro Teatro Studio e girato in pellicola nel 1994 a Caserta e dintorni con la regia di Angelo Antonucci.
I protagonisti di questo film sono Angelo Bove, Paola Fulciniti, Antonio Iavazzo e Gianluca Maccauro, oltre alla partecipazione di tantissime comparse e gruppi musicali casertani costituiti da Gennaro Vitrone, Emilio Di Donato, Agostino Santoro ecc. Pertanto la compartecipazione a questo film e costituita dal 90% da persone e location “made” in Caserta. I protagonisti della storia sono 4 giovani tra i 25 e i 30 anni: Gianmarco, Sabrina, Sandro, Niko, e provengono tutti dal sud Italia. Hanno frequentato, non senza sacrifici, l’Accademia d’Arte Drammatica sperando in un futuro fatto di gloria e successo. Un sogno in comune che non impedisce loro, però, di prendere strade diverse. E così mentre Gianmarco continua a lavorare per piccole compagnie teatrali, coltivando la sua passione per il teatro, Niko, preso dal rapporto difficile con la madre, da tempo separata, trova rifugio nella sua passione musicale con la tromba. Sabrina, nonostante il bambino di 5 anni, vede in crisi il rapporto con suo marito e Sandro si sente schiacciato dalla ripetitività della vita familiare. In questo contesto, il loro vecchio amico Andrea, li invita tutti e 4 ad assistere al suo esordio a teatro, nell’Amleto di Shakespeare, a Firenze. Il viaggio vissuto nel ricordo di Niko oltre che un ritrovarsi, diviene un confronto continuo, una riflessione sulle scelte della vita di ognuno di loro, ma anche un momento per evadere dalla monotonia della loro esistenza. Dopo vari ostacoli, tra cui il ritorno a casa di Sabrina, i tre ragazzi giungono finalmente da Andrea. Ma qui fanno una imprevedibile scoperta. Ingresso euro 2,50.
21 e 22 Novembre, Stefano Ariota in "Gala...Nteria"
con: Stefano Ariota e Luca Ciofaniello al piano
Spettacolo musicale definito teatro di canzone ironico/nostalgico. Uno spettacolo questo, per ricordare i fasti della radio e della televisione italiana. Tutti, chi più chi meno, a seconda della generazione d’appartenenza, subiamo il fascino dei due mezzi dominanti – prima l’uno, poi anche l’altro – l’umore della nostra nazione, e non solo, dagli anni venti del secolo scorso fino all’alba di questo nuovo millennio; tutti viviamo nella suggestione del ricordo di voci e volti caratterizzanti il magico e scintillante universo dello spettacolo radiofonico e televisivo. Stefano Ariota, artista napoletano, coadiuvato dal regista Fabio Brescia e accompagnato dal pianista Luca Ciofaniello, alla luce di memorie proprie e sostenuto da una puntuale conoscenza di questo ambito, traduce in linguaggio teatrale il racconto di un mondo il cui strascico si trasforma via via sotto l’impero delle nuove tendenze ma la cui potenza sopravvive grazie all’indiscutibile, intramontabile fascino dei suoi insuperati codici di partenza. Un viaggio, una sfilata di personaggi, un vero e proprio carosello incantato che erompe dalla scena come dal trombone di un vecchio grammofono o dallo schermo adagiato alla mensola di un civettuolo negozio di modernariato. Un’esperienza da vivere, da gustare come in un sogno o come nel prezioso recupero delle atmosfere di un tempo oramai andato… e riportato alla luce dal potente ritrovato emotivo della nostalgia.
E’ opportuno ricordare che Stefano Ariota, e un attore-cantante che vanta esperienze lavorative con la compagnia Gli Ipocriti, con la quale nel 2015 è stato in scena con Il Varietà dalla belle Epoche al Varieté per la regia di E. Lama; Poi lo vediamo ancora nel 2014 nello spettacolo: L’uomo la bestia e la virtù Di Luigi Pirandello. Nel 2009 Ariota ha lavorato con il Teatro Stabile di Catania in “Ditegli sempre di si” di E. De Filippo con la regia di G. Gleieses. In ogni modo ha partecipato ancora a tanti altri spettacoli importanti che hanno portato la firma di registi come: V. Magno, F. Però, R. Cappuccio, ecc.
Luca Ciofaniello, Napoletano musicista, compositore, polistrumentista, classe 1966, provenendo da studi musicali improntati all'improvvisazione jazz ha avuto molteplici partecipazioni per una esperienza trentennale che ha spaziato nella musica leggera, nella musica popolare e nella musica per teatro. Da ricordare nel 1994 musica di jazz di insieme a Maratea per le rassegne Marajazz. Nel 1997 musicista compositore del Cabaret delle Capefresche: Come é bello Andare al mare sulle musiche di Armando Gill, La Lampada di Aladino testi e regia di Renato Ribaud. Le rassegne musicali al Cineclub Petrarca su Raffaele Viviani, Ferdinando Russo, Salvatore di Giacomo, regia di Bruno Maggiulli 1999. Suona come fisarmonicista Nella Trop Blues Band, e poi tastierista con I Medium.
28 e 29 Novembre (il 29 doppio spettacolo ore19 e ore 20,30), Lucianna De Falco in "Viva Maria"
testo e regia di Laura Jacobbi
Sul palco del Piccolo Cts ci sarà una sorprendente Lucianna De Falco, attrice eclettica con eccellenti capacità interpretative e con un bagaglio di straordinarie esperienze, che porterà in scena “Viva Maria!”, scritto e diretto da Laura Jacobbi che ha debuttato lo scorso settembre al Festival cittá spettacolo di Benevento 2015. Questo spettacolo nasce per celebrare l’eccezionalità di Maria Senese del “Caffè Internazionale“, tuttora noto a Forio come “Bar Maria” che di quel piccolo locale fu regina incontrastata, appunto. Negli anni cinquanta il bar divenne un vero e proprio cenacolo di artisti internazionali. Erano clienti abituali il poeta Auden, Bargheer, Truman Capote e, occasionalmente potevi incontrare Principi, Stelle del cinema oppure Moravia con Elsa Morante, Pasolini, Bolivar e molti altri ancora. Di Maria si racconta che era una donna del popolo, schietta, simpatica, sempre disponibile e con la battuta pronta. Nonostante avesse solo la quarta elementare e non masticasse altra lingua che il suo dialetto era capace di intrattenere conversazioni con persone d’ogni nazionalità, cultura e lignaggio. Una donna decisamente fuori dal comune, dotata d’una sensibilità e di uno spirito notevoli. Lo spettacolo nasce dopo una approfondita ricerca storica e lunghe interviste a chi l'aveva conosciuta, ai testimoni del tempo che fu...Ma far vivere Maria come un personaggio teatrale in carne ed ossa era e rimane comunque una sfida; così larga parte del monologo che ho scritto per consegnarlo all’interpretazione di Lucianna De Falco, pur nutrendosi delle storie verificate, è sicuramente frutto della mia fantasia. Nella trasposizione scenica Maria rivive alcuni dei momenti del suo quotidiano come se fosse sempre nel bar che era la sua vita, mescolando il dialetto all’italiano ( per maggiore comprensibilità del pubblico), saltando nel tempo, intrecciando anni, aneddoti, volti, storie. Maria parla ai fantasmi d’un tempo che ormai s’è dissolto e non tornerà più, rivelando di sé un volto inedito, seppur familiare, trascinando il pubblico in una suggestione sospesa fra il divertimento e la nostalgia. Lucianna de Falco è nata a Ischia e ha studiato in Italia e all'estero sotto la guida, tra gli altri, di Mario Santella, Ernesto Calindri, Michele Monetta, Monika Pagneux e Julie Stanzak. Comincia con il teatro di ricerca (tournè mondiale con l’Atelier International de l’Acteur) e prosegue con quello musicale (“Novecento Napoletano”, “Cafè Chantant”), il teatro di tradizione (“I dieci comandamenti”di R. Viviani per la regia di M. Martone) e la nuova drammaturgia contemporanea (“Mamma” di A.Ruccello, “Fedra” di S.Kane e “Il Contagio” di W. Siti). Recentemente ha interpretato il ruolo di Rachele Mussolini nello spettacolo 'Quel 25 Luglio a Villa Torlonia' di P.Pingitore e il ruolo di Anna Magnani nello spettacolo 'Omaggio ad Anna Magnani'Tra gli spettacoli che ha ideato e interpretato ricordiamo “Lucì, voci e volti dal faro” storia della prima donna guardiana del faro andato in scena nei fari italiani e “Leggere il cinema”, reading di sceneggiature dei capolavori del cinema italiano. Lucianna de Falco è nota al grande pubblico grazie ai ruoli interpretati in “Sei forte maestro” (Maria, la cuoca) e “Un posto al sole” (Dolly Salvetti). Al cinema ha lavorato con S. Loren, A. Quinn, M. Ferreri, F. Ozpetek, M.Ranieri, A.Negri, A.Benvenuti, V.Salemme, Aldo Giovanni e Giacomo, C.Vanzina e Pupella Maggio. Con “La grande menzogna”, nel ruolo di Anna Magnani, vince diversi premi alla migliore interpretazione tra cui il premio internazionale “best acting” al festival Sedici Corto. Nella stagione 2012\13 interpreta il ruolo di Flo' Manero nel musical “La febbre del sabato sera” prodotto dalla Stage Entertainment andato in scena al Teatro Nazionale di Milano. Sul web è Madame Rouge personaggio burlesque che conduce un programma di cucina direttamente dalla sua vasca da bagno ed è online sul sito www.donnamoderna.tv oppure www.madamerouge.it Nella stagione 2014\15 è stata al fianco di Gigi Proietti nella fiction per Rai 1 “Una pallottola nel cuore” regia L. Manfredi,cosi come nella prossima stagione 2016. "The Dream "è il cortometraggio dedicato a Bulgari dove interpreta ancora Anna Magnani diretta da P. Sorrentino. Al cinema la vedremo ne " Il professore Cenerentolo" di Leonardo Pieraccioni in uscita a Natale. Attualmente é in tournè con lo spettacolo "Viva Maria!"
5 e 6 Dicembre, 12 Dicembre, Comp. Il Basilisco in "Aspettando G. G."
regia R. Copioso con Rosario Copioso, Dario Pietrangioli, Michele Ventriglia
L’associazione teatrale che presenterà questo spettacolo è quella della compagnia “Il Basilisco” diretta da Rosario Copioso. In scena ci saranno, oltre che lo stesso Rosario Copioso, anche Dario Pietrangioli, Michele Ventriglia e Carmen Fraschini. Queste le note di regia: diciamoci la verità, che cosa c'è di più bello, dopo una brutta giornata, di trascorrere la serata con gli amici di una vita davanti a una bottiglia di vino? Ci si ritrova così al solito posto, con le solite persone, coi soliti discorsi: le solite delusioni d'amore, la solita politica, le solite speranze. Insomma, la più classica delle situazioni. Ma che succede quando quei discorsi li si affronta usando le parole di Giorgio Gaber? Succede che tutto diviene insolito, che la più banale riflessione sull'amore diviene poesia, che la più ritrita “fanfaronaggine” sul comunismo diventa malinconia di un sogno... E può persino succedere di pensare che, in fondo, non è giusto essere lasciati da una donna in piena estate, non fosse altro che per il caldo così soffocante. Tutto questo accade, mentre, dopo quasi un'ora di ritardo, i tre al tavolo ancora aspettano G.G. aspettano l'amico di cui si sente così tanto la mancanza, quell'amico che a suo dire non si sentiva italiano, ma che purtroppo o per fortuna lo era... Ecco cos’è “Aspettando G.G.”, un modo sicuramente inedito e originale per ridere, riflettere, ricordare e rivivere il pensiero di una delle personalità più irriverenti e dissacranti del teatro italiano e la cui ironia può ancora oggi rivelarsi un potente mezzo per comprendere meglio il nostro tempo, per analizzare la nostra società smantellandone sovrastrutture e svelandone ipocrisie e mediocrità. Del resto, anche in fondo al più cupo pessimismo, come quello del Signor G, si agita, non ancora del tutto soffocato, un grido, un bellissimo suono di speranza, che attende solo si essere ascoltato affinché il sogno di riconquistare, un giorno, il nostro essere uomini e donne, la nostra interezza, il nostro essere umani, non rattrappisca. La Compagnia teatrale "Il Basilisco" nasce nel 2009 da un'idea di Rosario Luigi Copioso e Dario Pietrangioli e che nel corso del 2014 si arricchisce con l'ingresso di Michele Ventriglia che decide, insieme ai fondatori, di credere in questo progetto artistico. La scelta del nome nasce dal fascino di questa figura mitologica, il basilisco per l'appunto, ben nota agli antichi, tant'è che ne parlano anche Plinio il Vecchio, Solino, Lucano e che si narra abbia le sembianze di una creatura con le caratteristiche fisiche di un drago, un serpente (infatti era anche conosciuto come Re dei serpenti) ed un tacchino, capace di trafiggere col solo sguardo e corrompere l'aria intorno a sé rendendola putrescente. Alcune storie lo descrivono come una creatura piccola, che non supera i venti centimetri, altre come una immane e 13 Dicembre, Antonella Monetti è Dolores Melodia in "O’Purgatorio"
Una escursione nella canzone classica napoletana cantata e suonata alla fisarmonica dalla Monetti. Queste le note dello spettacolo: “ Genny è certamente salito in paradiso… perché il purgatorio lo ha fatto qua…” (padre Antonio, parroco della Sanità 9 settembre 2015). In via Cristallini n. 46 vi è una targa dedicata ad un poeta napoletano “…di lagrime e sorrisi del popolo e del cuore…”. Si tratta di Raffaele Chiurazzi, 1875-1957, autore di poesie (e’ coscie argiente), canzoni (vela surrentina) e sceneggiate (o Zappatore). Cantore dell’antico quartiere e della sua gente, “l’usignolo dei Cristallini” (così lo definì Marotta), assieme a Ferdinando Russo e Pasquale Ruocco, prese parte al felice esperimento letterario, nato al termine di una scampagnata tra poeti, la “divina Commedia in napoletano”, col poemetto dedicato a questa mistica terra di mezzo, ambientandola ovviamente tra i vicoli del rione. La Sanità, questo quartiere laborioso e rissoso, ancora sgargiante di colore antico… conserva tenacemente le tradizioni e le superstizioni… la musa del Chiurazzi porta un crespo di seta sulle spalle, un pettine di strassi nei capelli, danza al ritmo di un pianino e cela nella calza la spadella di Genova. Nel nostro tempo, in questo quartiere si è sparato e si spara, anime salgono in cielo come palloncini bianchi, giovani corpi sotto terra. Voglio dedicare una serata alla lettura del poemetto, percorrere strade quotidiane ma in un altro tempo, cercare (trovare) dignità nelle storie dimenticate, nella memoria trascurata di se stessi, ascoltare il canto delle lame di luce tra i vicoli, la musica delle terrazze dove si canta, dove si è sempre cantato, perché stiamo provando a farci coraggio tra noi e a sentirci tutt’un popolo, tutta una gente, anime della terra di mezzo. Antonella Monetti dopo aver studiato musica al conservatorio, si dedica al teatro e si diploma presso la Bottega teatrale diretta da Vittorio Gassman a Firenze negli anni ottanta. Inizia a lavorare in teatro a Roma, nel Pulcinella di Manlio Santanelli. Dopo questa esperienza entra nel mondo televisivo, per i canali RAI, lavorando come conduttrice, attrice e autrice e per Videomusic come VJ. Nell'estate 1992 partecipa alle 8 puntate di Avanspettacolo, varietà condotto du Rai 3 dalla coppia comica Franco e Ciccio e da Brigitta Boccoli: nella trasmissione si esibiva come "spogliarellista intelligente", ruolo in cui effettuava ironici spogliarelli, partendo vestita di volta in volta come una vigilessa, una cameriera, una segretaria, ecc. e spogliandosi mentre commentava ad alta voce le varie professioni o le notizie di cronaca di quel periodo (erano gli anni di Tangentopoli). Negli anni Blob, Schegge e gli altri programmi televisivi composti da repliche di spezzoni di programmi Rai hanno più volte riproposto queste esibizioni. Dopo l'esperienza televisiva è tornata al teatro e dal 2001 ha realizzato diversi laboratori teatrali. Nel 2000, con la regista Alessandra Cutolo ha fondato la compagnia teatrale "I liberanti" presso la casa circondariale di Lauro, composta da detenuti ed ex detenuti, che mette in scena spettacoli teatrali sia nelle carceri che nei teatri cittadini (quando i permessi premio dei carcerati lo permettono). Nel 2014 si esibisce, con il nome di Dolores Melodia, in canzoni del repertorio napoletano.
19 e 20 Dicembre, Daniela Cenciotti in “Cattiva”, regia di Fabio Brescia.
Lo spettacolo è presentato dalla compagnia teatrale Titaniateatro la cui direzione artistica è affidata a Carlo Croccolo. Queste le note di regia: Donne di mezza età si raccontano. Ciascuna ha un punto su cui riflettere, da cui partire per esprimere sentimenti e disagi. Nello studio di uno psicoanalista, ciascuna si sofferma su un avvenimento importante della propria vita, mostrando le ripercussioni psicologiche dei fatti. Ogni figura rivive sulla scena le scelte, le imposizioni, gli incontri, i lutti, le gioie passate come se avvenissero nel presente. Tante voci per un’attrice sola, un monologo che avvicina i personaggi al cuore dello spettatore con tono ironico e leggero, quasi fosse una sola protagonista che mostra i tanti lati della personalità femminile. Temi che appartengono a tutte le donne, che con leggerezza potranno trovare un po’ di sé. Ritorna il rapporto con la madre, ormai anziana, figura fondamentale nella vita di ogni individuo. La frustrazione della ‘regina della casa’. L’ambizione dell’intellettuale e la ‘necessità’ di essere sempre belli. Le amicizie, gli amori, gli oggetti che rendono sicuro e confortevole il proprio spazio vitale. Un percorso, insomma, nell’essere donna ai giorni nostri, non scevro da pregiudizi e condizionamenti. Il titolo, più che un giudizio dell'autrice, rappresenta piuttosto una visione ancora diffusa nella nostra società. Una donna è cattiva se abbandona il lavoro. Se ‘taglia’ le amiche. Se lascia il marito. Se ascolta se stessa. Se diventa consapevole. Il finale sorprenderà lo spettatore al momento della riflessione finale. Cattiva è una donna, o forse più donne, o tante donne in una. E' comunque il tentativo di rappresentare un caleidoscopio di personalità, tutte con un minimo comune denominatore, la cattiveria, appunto, non perché la bontà non sia più di moda, ma perché la cattiveria senza dubbio è più scomoda, leggi più teatrale. Una seduta psicoanalitica del personaggio che racconta, si racconta e non raccoglie soluzioni ma una ri-soluzione, unica e definitiva. E chissà quanti/quante leggeranno la propria storia in quelle raccontate, e dinanzi alla ri-soluzione penseranno "Magari...".
26 e 27 Dicembre, Comp. Etiellezeta in "L’Amante" di Harold Pinter
Regia e interpretazione: Eva Tomat e Lorenzo Zuffi
Questa la trama: l'apparente, tranquilla e quasi frivola vita matrimoniale di una coppia borghese londinese si rivelerà per niente convenzionale. Sara ha un amante. La viene a trovare ogni volta che Richard, il marito, esce di casa per recarsi al lavoro nella City. E Richard lo sa. Anche Richard ha un' amante. Ma che succederebbe se Sara, Richard ed i loro rispettivi amanti si incontrassero? Un' apparente commedia si rivelerà una trappola psicologica fine e sensuale, oppure un gioco per mantenere viva la coppia. A voi la scelta
2 e 3 Gennaio, Comp. Archivio Futuro in "Come la Cenere"
regia P. Carosella. Con Peppe Carosella e Aurelio De Matteis
Il testo è un vero tour de force coi suoi continui cambiamenti di prospettiva sulla storia privata e sulle relazioni che legano i due protagonisti il cui amore per la stessa donna, che non compare mai in scena, si nutre di una spiritualità che fa di entrambi due persone vere, concrete, con un vissuto complesso che va ben al di là di quello che emerge sulla scena rimandando a “un altrove” che si trova nelle vite vissute da entrambi fuori dalla scena, là dove la presenza-assenza della donna funge da cartina al tornasole sulla capacità degli uomini, dei maschi, di amare. Testo di rara intelligenza ma anche difficile da sostenere e interpretare con credibilità richiede agli interpreti la generosità di andare in scena con dei ruoli che chiedono di far emergere sentimenti che, per matrice culturale, gli uomini sono abituati a tenere occulti, oltre a non far dimenticare lei, la donna, non la relegandola mai a mero deux ex machina ma riconoscerle la funzione di motore profondo tanto della pièce quanto delle esistenze dei due protagonisti. Il testo ha moltissimo da dire a seconda dei punti di vista da cui lo spettatore può osservare a cominciare da quello dei due stessi protagonisti molto diversi tra loro e quasi complementari che rimangono maschilmente bloccati in un solo aspetto del proprio carattere, che li cristallizza e li imprigiona, mentre la donna, per quanto ci è dato saperne dal loro racconto, sa vivere il cambiamento come cifra precipua dell'esistenza tanto che si può dire, solo apparentemente per celia, che per fare una donna di uomini ce ne vogliono due. L'amore si nutre del carattere e dei principi estetici e morali dei due uomini e il testo diventa così strumento di riflessione sulla musica; sulla letteratura ribadendo la natura doppia, carnale e spirituale, dell'amore, non più sublimato da un sentimento che trascende i sensi ma che in essi è scritto e mette radice riuscendo ad elevarsi solo loro tramite. Un amore che è al contempo un gesto di disinteressata generosità e l'affermazione di un inalienabile egoistico bisogno primario che trova nei due protagonisti le due sponde di un discorso a doppio binario nel quale l'invenzione letteraria si intreccia con quella drammaturgica in maniera sorprendente ed eccezionale. Un testo che vive dei continui slittamenti semantici della storia raccontata. Un testo che non lascia indifferenti ma parla direttamente a ogni spettatore e spettatrice del pubblico che potrà riconoscersi in questo o quel dettaglio e avrà confermata l'idea che la vita di ogni uomo e donna è sempre più complessa di quanto riusciamo a dirci in ogni (auto)rappresentazione di quanto ci accade con un racconto le cui parole ci dimentichiamo di poter usare solamente come strumenti descrittivi facendone esperienza dolorosa nell'equivoco che abbiano una funzione prescrittiva.
9 e 10 Gennaio, “La Riunione: imprevisti e probabilità di una fantasia amorosa". Drammaturgia e regia di Beatrice Baino e Diana di Paolo che saranno anche le protagoniste di questa rappresentazione.
La peculiarità di questa performance è che lo spettacolo è rivolto al solo pubblico femminile, per cui ai “maschietti” sarà interdetto l’ingresso ed inoltre lo spettacolo non sarà effettuato come di consueto nella sala teatro ma nel “foyer” ovvero nel salotto di casa di Angelo e Paola.
note di regia:
La rappresentazione nasce dalla ricerca di nuovi linguaggi dell'arte teatrale attraverso un diverso rapporto con il pubblico. Negli ultimi anni la compagnia CRASC ha sperimentato nuovi spazi per le performance, dalla formula itinerante a veri e propri spazi alternativi e sceglie per questa produzione "la casa privata" come scenografia alternativa e totalmente coinvolgente. Lo spettacolo ruota intorno alle più sentite tematiche femminili: la cura di se stesse, il rapporto di coppia, le problematiche professionali, la gestione dei diversi ruoli della donna negli equilibri familiari, il bisogno di continua affermazione della propria dignità al di là delle differenze sessuali. Ed anche se il tutto sarà trattato con un linguaggio drammaturgico semplice, ironico e divertente, non mancheranno spunti di riflessione sul ruolo della donna nella società attuale, la difficoltà dell'agire quotidiano, il rapporto con i figli e con la "società maschile". Due consulenti estetiche si ritrovano in una casa privata per una dimostrazione. Lo spettacolo si apre come una reale consulenza estetica, la rappresentante Sonia e la ricercatrice Teresa, esordiscono con la presentazione dell'azienda, della sua filosofia e dei prodotti di punta... ma una delle due consulenti (Teresa) non è concentrata, si distrae, viene più volte richiamata dalla sua collega. La sua confusione è dovuta dalla spasmodica attesa della telefonata di un uomo...
E' qui che comincia la performance attoriale con scambi di battute tra le protagoniste ed il pubblico (esclusivamente femminile) sul tema del rapporto uomo/donna nei suoi molteplici aspetti. Affermare e dissacrare gli stereotipi allo stesso tempo: "... ed ecco che comincia un discorso che ho sentito miliardi di volte nella vita, di solito basato sul calcio, ma anche su tutti gli altri sport: tutti, tutti, tutti gli uomini non sono diventati grandi campioni per una serie di, a loro dire, "sfortune giovanili" tipo <<mi sono fratturato...>> e giù con tutte le ossa possibili a seconda della specie di campione che stavano diventando... una catastrofe di ginocchia e colli del piede e spalle e dita... mio marito non è diventato un grande portiere perché è rimasto basso!!!" Teresa racconterà la sua fantasiosa storia d'amore con un suo affascinante collega... fantasiosa sì in quanto non c'è sesso, non c'è relazione, non c'è concretezza, ma solo ipotesi, sguardi, paroline e messaggini. La "storia" si svolge esclusivamente nella sua fantasia, ma questa capacità di immaginazione riesce a farle affrontare la vita con un po' più di leggerezza: "Mi sveglio all'alba, sistemo la casa, sveglio e lavo i bimbi, preparo la colazione per i bimbi, per mio marito e per il cane, se non l'ho fatto la sera prima stiro le cose di cui hanno bisogno mio marito ed i bimbi, preparo gli zaini e le merende, preparo me stessa alla meno peggio, butto l'immondizia, accompagno i bimbi a scuola e poi....aaaaaahhh fantastico un po' su di lui..."
16 e 17 Gennaio, Corrado Taranto in "Varietaranto" un omaggio a Nino e Carlo Taranto a trent’anni dalla loro scomparsa.
Ecco alcune note dello spettacolo: Più di cento anni fa, nel popolare quartiere di Forcella, nascevano i Taranto. La recitazione di Nino Taranto è sempre stata misurata, mai volgare, garbata nei modi, senza eccessi: nonostante sia stato partecipe di un cinema sostanzialmente comico, leggero ma non greve, riuscì a rivelare la completezza delle sue doti in Anni facili (1953) di Luigi Zampa, film che gli valse nel 1954 il Nastro d'argento come protagonista. Questo spettacolo vuole essere una carrellata nella sua lunga e gloriosa carriera. Si scopriranno, attraverso il racconto, lati sconosciuti di quello che fu considerato “il signore della risata”. Taranto ebbe la sua prima e vera Consacrazione oltreoceano, con la compagnia di sceneggiata di Cafiero-Fumo, facendo proprie preziose esperienze attoriali e dotandosi di competenze che gli permisero di passare dalla canzone alla macchietta, dal genere comico a quello drammatico. Lo troveremo protagonista nel Varietà, splendido interprete di un genere storico indimenticabile: “ la macchietta”. In teatro fu precursore nella Rivista e ottimo interprete di prosa; lo rivedremo in televisione, in cinema, in una panoramica del suo modo di essere artista a 360 gradi. Al suo fianco, ad accompagnarlo in tanti di questi momenti, ci fu il fratello Carlo, sempre presente in teatro con lui, ma con una carriera autonoma, anche nel cinema, con gustose interpretazioni come ne “Il medico e lo stregone”, con la regia di Mario Monicelli, e in “Mi manda Picone” a fianco di Giancarlo Giannini e la regia di Nanni Loy e non ultimo “Il presidente del Borgorosso” al fianco di Alberto Sordi. Interprete al fianco del fratello del memorabile “CARNEVALE” in “MORTE DI CARNEVALE” di Raffaele Viviani. Sarà proprio il figlio di Carlo, Corrado, a essere conduttore e interprete di questo spettacolo-omaggio. Rivedremo, in video, il Taranto della Rivista, del Cinema, del Teatro, della Televisione e al suo fianco il fratello Carlo, Totò, Fabrizi, Macario. Ascolteremo alcune delle sue più famose interpretazioni attraverso la voce di Corrado Taranto. Rivivremo attraverso storie e aneddoti, la vita dell'uomo e dell'artista. Saranno inoltre presentati due inediti, due provini discografici incisi da Nino e Carlo, entrambi registrati durante una tournèe tenuta negli Stati Uniti. Uno spettacolo originale, dove l’ambientazione di scena sono le immagini e i filmati tratti da film, commedie e momenti di vita.
venerdì 22 gennaio, ore 21,15, "Deviazioni Collaterali" presentato dalla Compagnia Palcoscenico diretta da Pasquale Renzi.
In scena oltre allo stesso Renzi nella triplice veste di autore regista e attore, ci saranno anche Enzo Sodano e Marianna Russo.
Note di regia: Albert Kroll giace disteso in terra nell’appartamento ufficio di sua figlia Clara, da lui trovata brutalmente assassinata. Il violento trauma subito gli ha, inoltre, provocato dei Parziali blocchi mentali. L’ispettore Fine, che si occupa del caso, sottopone Kroll ad un pressante interrogatorio che, lentamente, gli risveglia la memoria. Nella ricerca degli indizi, si ricostruisce la personalità di Clara, ex psicologa addetta al recupero sociale di ex detenuti. L’assassino è con ogni probabilità uno di essi, di cui come Kroll sa bene, Clara era innamorata. Quell'uomo, di cui Kroll non ricorda il nome, era stato in prigione, per aver ucciso la sua ex fidanzata. Nel lento recupero della memoria Kroll rileva, inoltre, di aver scoperto Clara in un momento di intimità omosessuale, con una collega. Ed proprio per questa insospettata tendenza di Clara, questa sua probabile bisessualità il motivo per cui non si è mai opposto con forza a quel fidanzamento. Ma in quella stanza insanguinata anche Fine si confronta, di riflesso, con il suo passato, mettendo fuori con amarezza, il suo tormento per la morte di suo figlio, suicida, in guerra nel Vietnam. Fine si sente responsabile per non aver saputo, anch'egli come Kroll, rendere facile la vita del figlio. Kroll, ormai quasi in pieno possesso della propria lucidità, é costretto a riaffrontare i suoi ideali: deve ripudiarli o confermarne la validità, malgrado tutto? I due protagonisti restano coinvolti in una sorta di rapporto osmotico, un “cedersi” dell’uno all’altro alla disperata ricerca di risposte che forse non avranno mai.
23 e 24 Gennaio, Tiziana D’Angelo in "Mare Amaro"
Con Best Wilfred Endurance. La D’Angelo, oltre ad essere la protagonista e autrice di questo spettacolo, ha curato anche la regia, di seguito, riportiamo le sue brevi note: "i sogni, le speranze, la fede di chi attraversa il nostro mediterraneo...la storia che implacabile si ripete...l'amore per la vita che sfida l'ignoto. Voci e versi che si perdono e si accompagnano a tempeste e maree... madri, vergini, sante e barboni... naufraghi, figli e angeli. Percorsi poetici raccontano cammini e destini
30 e 31 Gennaio, “Cattiva” con Daniela Cenciotti, regia di Fabio Brescia.
Lo spettacolo è presentato dalla compagnia teatrale Titaniateatro la cui direzione artistica è affidata a Carlo Croccolo.
Donne di mezza età si raccontano. Ciascuna ha un punto su cui riflettere, da cui partire per esprimere sentimenti e disagi. Nello studio di uno psicoanalista, ciascuna si sofferma su un avvenimento importante della propria vita, mostrando le ripercussioni psicologiche dei fatti. Ogni figura rivive sulla scena le scelte, le imposizioni, gli incontri, i lutti, le gioie passate come se avvenissero nel presente. Tante voci per un’attrice sola, un monologo che avvicina i personaggi al cuore dello spettatore con tono ironico e leggero, quasi fosse una sola protagonista che mostra i tanti lati della personalità femminile. Temi che appartengono a tutte le donne, che con leggerezza potranno trovare un po’ di sé. Ritorna il rapporto con la madre, ormai anziana, figura fondamentale nella vita di ogni individuo. La frustrazione della ‘regina della casa’. L’ambizione dell’intellettuale e la ‘necessità’ di essere sempre belli. Le amicizie, gli amori, gli oggetti che rendono sicuro e confortevole il proprio spazio vitale. Un percorso, insomma, nell’essere donna ai giorni nostri, non scevro da pregiudizi e condizionamenti. Il titolo, più che un giudizio dell'autrice, rappresenta piuttosto una visione ancora diffusa nella nostra società. Una donna è cattiva se abbandona il lavoro. Se ‘taglia’ le amiche. Se lascia il marito. Se ascolta se stessa. Se diventa consapevole. Il finale sorprenderà lo spettatore al momento della riflessione finale. Cattiva è una donna, o forse più donne, o tante donne in una. E' comunque il tentativo di rappresentare un caleidoscopio di personalità, tutte con un minimo comune denominatore, la cattiveria, appunto, non perché la bontà non sia più di moda, ma perché la cattiveria senza dubbio è più scomoda, leggi più teatrale. Una seduta psicoanalitica del personaggio che racconta, si racconta e non raccoglie soluzioni ma una ri-soluzione, unica e definitiva. E chissà quanti/quante leggeranno la propria storia in quelle raccontate, e dinanzi alla ri-soluzione penseranno "Magari...".
6 febbraio, ore 21, spettacolo di musica blues: Lino Ruffo in "Senza Nessun Freno"
Con linguaggio chiaro e comprensibile, Lino Rufo disincaglia le sonorità del blues dalle secche delle otto e dodici battute di una trattazione stereotipata, attingendo alle recenti espressioni della scena giovanile internazionale, e recuperando la fitta rete dei suoi saperi e conoscenze sviluppati in quasi quattro decadi, nel tentativo di restituire un ascolto del fenomeno blues ricco e circostanziato, depurato dalle distorsioni e dalle conseguenze di certi approcci superati quanto difficili da sradicare. Anche se, come tutte le sintesi, questa immagine può apparire riduttiva, la vita musicale e poetica di Lino Rufo si è sviluppata, fin dagli esordi giovanili, nella tipica forma in dodici battute del blues, raccontando con la sua chitarra le grandi e piccole vicende del suo vissuto e interpretando le ansie di cambiamento con lo spirito disincantato di un attento osservatore, anche se, sempre con un curioso sguardo verso il domani. Nella pur vasta produzione discografica che Lino, negli ultimi vent'anni, ha dedicato al blues in tutte le sue forme, si avvertiva la mancanza di un album che diventasse la somma di tante intuizioni e delle innumerevoli scoperte che ha sviscerato di volta in volta. La raccolta delle nuove canzoni s’intitola “Swing low…” e, per vincere la sfida, Lino Rufo si immergei nell’inedito mix di un blues ammantato da raffinate ed eleganti sonorità e jazz acustico in stile New Orleans tirato a lucido come i riflessi del dobro illuminato dai raggi di un sole d’agosto.
7 Febbraio, Roberto Capasso in "Juoco Antico"
regia R. Capasso
Queste invece le note di regia dello spettacolo di Roberto Capasso nelle vesti di autore, attore e regista di “Juoco Antico”: Suggestioni, ricordi, sensazioni, emozioni di un tempo passato che riaffiorano mescolandosi al tempo presente e che giocando tra loro danno vita ad un viaggio, questo è “Juoco Antico”. Quando penso al gioco non posso non ricordare quanto esso sia stato presente nel cinema così come nel teatro e abbia rappresentato uno strumento fondamentale per trasmettere messaggi profondi, importanti, poetici o semplicemente divertenti e mi torna alla memoria la favolosa scena del film di De Sica “L’oro di Napoli” o ancora ripenso alla celebre ed emblematica poesia di Viviani “Guaglione” quando il poeta ancora bambino “pazziava o’strummolo”. Lo spettacolo ha come strumento un gioco tra i più antichi della tradizione napoletana, la tombola e si serve di esso per accompagnare lo spettatore in un percorso di teatro, musica e poesia, grazie alla simbologia dei numeri della smorfia che ne traccia il contenuto. Così accade che un numero diventi parola e la parola assuma significato e che un semplice 90 possa essere “la Paura “ di Gaber, 76 che nella tradizione è la “donna di marciapiede” diventi “Ciucculatina d’a ferrovia” di Nino D’Angelo o il numero 15 “Guaglione” di Raffaele Viviani. Ho voluto l’essenzialità della scena, immersa in un’atmosfera suggestiva tra candele, luci e ombre, in cui si potesse aggirare la forte presenza del personaggio cardine, la Matrigna della Gatta Cenerentola alla quale mi ispiro per introdurre lo spettatore nel viaggio, partendo dalla famosissima opera del maestro De Simone, per poi spogliarmi di quella maschera e indossarne tante altre, da Viviani a Ferdinando Russo fino ad Annibale Ruccello. Il mio obiettivo è dar vita ad uno spettacolo che diverta e faccia emozionare il pubblico attraverso le parole di questi grandi autori…..
13 e 14, 20 e 21 Febbraio, "Fallo…In Volgare…ma non troppo… " scritto, diretto, adattato e interpretato da Angelo Bove.
Una rappresentazione, a tratti musicale, composta da vari sketch divertentissimi di cabaret scurrile eseguiti più che altro in lingua napoletana dalla durata di circa 1 ora e 10 minuti. Si inizia con il personaggio del mimo che inavvertitamente scopre la presenza in scena di una batteria a percussione invisibile e che lo stesso soggetto poi mimerà il percuotere della batteria con movimenti sincronizzati, provocando una stravagante comicità. Dopo un brevissimo dialogo con un uomo invisibile, iniziano i vari sketch che daranno luogo a una tipologia di spettacolo che un po’ ricorda il varietà musicale di una volta. Infatti nel contesto di tutto lo spettacolo sono presenti canzoni umoristiche, classiche napoletane, che saranno eseguite con sarcasmo dallo stesso Bove, anche se alcune di queste si presenteranno con il testo adattato opportunamente alla scenetta da rappresentare. In tutto questo ovviamente c’è da tenere presente la linea comune di tutto lo spettacolo, ovvero la tematica principale e peculiare sulla quale nasce e si costruisce uno spettacolo con un titolo del genere: una passerella di espressioni dialettali volgari che provocano un umorismo costruito proprio sui doppi sensi e legittimato dalle stesse villanie popolari e tradizionali. Per cui tale spettacolo è stato opportunamente “apparecchiato” per proporre una comicità, certamente con forte impatto e licenziosità impudica, ma senza dubbio con notevole ironia e dignitosa consapevolezza, evitando così un calo di stile. Dopo il mimo iniziale, questi i vari personaggi in ordine cronologico: presentatore e prefazione sulla peculiarità volgare dello spettacolo e dei suoi personaggi; l’omm’ fatt’ appost’ e i suoi proclami “strunzate” poi una canzone umoristica napoletana; agente 007 napoletano storia di un infiltrato a Buckingham Palace con base musicale di una classica napoletana ma con testo adattato; la sciantosa compagna di Berlusconi e la sua beffarda intervista telefonica fatta ad Arcore; l’onorevole Tartaglia (o’ncacaglio) liberamente ispirato al personaggio dell’avvocato Tartaglia della commedia teatrale O’ Scarfalietto’ di Eduardo de Filippo, ma con la differenza che tale Tartaglia non farà l’arringa in un tribunale, (così come previsto nella commedia de O’Scarfalietto) ma sarà l’onorevole Tartaglia alle prese di un aberrante comizio elettorale
27 e 28 Febbraio, Mario Landi con “Tiemp’ Bell’ ‘e Na’ Vot” un viaggio storico nella canzone classica napoletana.
Con Mario Landi la canzone classica napoletana trova un altro interprete di grande affermazione nel panorama della melodia partenopea di tutti i tempi. Dotato di una voce accattivante che lo rende unico nel panorama musicale della canzone classica napoletana e di carattere aperto e solare, Mario Landi riesce a stabilire un feeling con il pubblico e a creare atmosfere di suggestiva intimità ed è un interprete della canzone classica napoletana, un accurato conoscitore dei motivi della tradizione canora napoletana dal Duecento al Novecento. L'espressione musicale per Mario è sentimento e passione che trasmette al meglio attraverso il canto. La critica scrive di Mario: "Mario Landi, una dimostrazione dove la canzone classica napoletana trova un interprete di gran valore. Il pubblico viene coinvolto magicamente dalle melodie e dalla ritmica che li vede prima portare il tempo e poi cantare insieme con il Landi alcune canzoni del repertorio”. Ricordiamo che La canzone classica napoletana è un repertorio musicale che va dagli inizi dell'Ottocento all'immediato secondo dopoguerra. Definita epoca d'oro della canzone napoletana, la stessa vede tra gli autori e compositori importanti poeti e parolieri, per lo più napoletani, nonché illustri personalità della lirica che hanno tramandato nel tempo i brani del repertorio. Escludendo Villanelle e canti popolari precedenti al 1800, i quali ancora non avevano la struttura melodica e lirica tipica della canzone napoletana propriamente detta, molte fonti collocano la nascita ella classica universalmente conosciuta al 1839 e al brano Te voglio bene assaje. Il testo fu scritto da Raffaele Sacco e musicato da Filippo Campanella, anche se si è in seguito diffusa una leggenda popolare che vorrebbe Gaetano Donizetti come autore. La canzone fu presentata il 7 settembre 1839 alla Festa di Piedigrotta. Proprio le celebrazioni della Festa di Piedigrotta si dimostrarono negli anni l'occasione ideale per l'esibizione dei nuovi pezzi, i quali videro tra gli autori personalità come Salvatore di Giacomo, Libero Bovio, E.A. Mario, Ferdinando Russo, Ernesto Murolo. Con costoro si attribuisce al periodo che cade a cavallo tra Ottocento e Novecento, quello di epoca d'oro della canzone classica napoletana. Persino Gabriele d'Annunzio si è cimentato nella stesura di un brano della canzone classica. Infatti si narra che egli scrisse i versi di A Vucchella (1904) dopo un'accesa discussione con Ferdinando Russo che scommetteva sull'incapacità del poeta pescarese di scrivere in lingua napoletana. Tra le composizioni più rilevanti della canzone classica napoletana, appartenenti all'Ottocento, si ricordano: Te voglio bene assaje, Fenesta ca lucive, Santa Lucia, Funiculì funiculà, Era de maggio, Marechiare, 'E spingole frangese, Lariulà, Catarì, 'A vucchella, Serenata napulitana, 'O sole mio. A dimostrazione del successo e dell'importanza della canzone napoletana ottocentesca, il brano Palummella zompa e vola fu addirittura proibita per i suoi evidenti contenuti sovversivi, poiché alludeva alla libertà. Per questo motivo, gli autori ne cambiarono il testo anche se il popolo napoletano continuò a cantarne l'originale versione. Agli inizi del Novecento si annoverano altre importanti canzoni divenute anch'esse famose in tutto il mondo: Voce 'e notte, Comme facette mammeta, Core 'ngrato, 'O surdato 'nnammurato, Reginella, Lacreme napulitane, 'O paese d' 'o sole, Dicitencello vuje. In questo arco temporale, infine, la canzone napoletana raggiunse il suo massimo spessore, giungendo in ogni parte del mondo e diffondendosi nelle culture musicali internazionali grazie anche alle interpretazioni eseguite dai maggiori tenori del tempo.
5 e 6 Marzo, “L'uomo Senza Mare” con Nico Zancle, autore, attore e regista e Gianluca Sciliberti, Mimmo Ambriano e Antonella Formisano.
Il lavoro teatrale racconta il dramma di Nicola: l'emarginazione, un tremendo conflitto di questa epoca consunta da disordini etici, morali e civili. Nicola è l'uomo che si confina nel nord Europa mai dimentico della sua luminosa e lussureggiante terra di Sicilia, e soprattutto del suo mare dal quale aveva avuto la vita e dato la vita. E per questo mondo che cambia, che si evolve, Nicola è amareggiato, deluso, quasi sconfitto. La fuga precipitosa dalla terra che amava più di se stesso, dai ricordi della famiglia in frantumi, della incomunicabilità irreversibile. Ha scelto un rifugio angosciante, delirante, dove per lui non c'e' più posto, non c'è una spiaggia su cui approdare con la barca dei suoi sogni ormai infranti….. Un testo teatrale di Nico Zancle e Giovanni Brigandì che rispecchia il neorealismo, acquisito da Nico Zancle dai suoi maestri Amerigo Merli e Luchino Visconti. Un lavoro teatrale che ha coinvolto gli spettatori di Liegi, La Louviere, Mons, Bruxelles, e coinvolgendo in modo speciale, il pubblico siciliano. Superba l'interpretazione e la regia di Nico Zancle. Nel 1961 Nico interpreta “Caccia al Lupo” di G.Verga e “La Morsa” di Luigi Pirandello. Nel 1963 è Eugenio Machbens in Candida di G.B. Show. Nel 1964 Interpreta la morte e passione di Cristo al teatro Savoia di Messina. Nel 1968 è Renato il protagonista di “Delirio” di Diego Fabbri. Nel 1978 è il protagonista in “Onorevole per Disgrazia” lavoro teatrale di Nicolò Bonarrigo. Nel 1979 è Nanni Lasca nella “Lupa” di G. Verga per la regia di Saro Anastasi con Nino Frassica nel ruolo di Neli. Nel 1980 è il barone Bartolo nella commedia di Nicolò Bonarrigo “Il Dilemma Cornuto del Barone Bartolo Triolo Musarra”. Il 1985 ritornano le repliche del “Formicaio Affogato” di M. Dursi ben 24 repliche. Nel 1986/7 Nico è impegnato nei lavori teatrali “Il Canto del Cigno e Una Domanda di Matrimonio” di A. Cechov. Nel corso dell’anno 1990 riceve il premio dei “Magnifici Dieci” per il teatro, riportando il voto unanime della commissione come migliore attore siciliano. Infine, dopo questa rappresentazione prevista al Cts, ci sarà anche un divertentissimo fuori tema a sorpresa.
12 e 13 Marzo, Compagnia del Piccolo Teatro del Giullare di Salerno in "Vaga,Vagina,Vaga" .
In scena oltre ad Andrea Carraro nelle vesti di autore, regista e attore, ci sarà anche Amelia Imparato.
Note dello spettacolo: ci sono tante cose dette e non dette....Il mistero avvolge il mondo delle donne....Ne succedono cose strane alle streghe....Cos'è il capezzolo del diavolo? Per capire bisogna guardare...Il teatro si nutre di poesia....Il teatro è pervaso dalla fantasia....Ha detto Louise Bourgeois:”Sono prigioniera delle mie emozioni. Devi raccontare la tua storia e poi devi dimenticarla. Dimentichi e perdoni. Questo ti rende libera”.
sabato 19 marzo, ore 21, Eva De Rosa, attrice e presentatrice di Caserta, in “Il Mio Teatro”, una escursione teatrale che attraverserà tutta la ventennale carriera della nostra attrice casertana, ottenuta dalla realizzazione di tantissime rappresentazioni di cabaret, di teatro classico, di televisione, di cinema e di autrice, e tutto ciò messo insieme, riordinato in un'unica rappresentazione fatta di sketch, monologhi, gag, per appassionare e divertite il pubblico. Una sorta di croce e delizia del teatro di Eva tutto da scoprire, poiché per adesso la De Rosa non vuole dirci di più sulla sua esibizione, anzi ci riferisce che: “ dovrà essere volutamente una sorpresa da scoprire, da intrigare, da deliziare a poco a poco in un crescendo di emozioni, commozioni e divertimento”. Staremo a vedere.
20 Marzo, Comp. Comic Arte in "I Magnifici Tre (Totò, Eduardo,Troisi)"
con: Angelo Perotta, Melania Pellino, Valerio Di Tella
“I magnifici Tre” vuole essere un omaggio a Napoli, partendo da Eduardo, fino ad arrivare al grande Massimo Troisi. Lo spettacolo comprende vari pezzi teatrali, intervallati da vecchissime canzoni classiche napoletane e cantate dal vivo. Alcuni pezzi inseriti nella rappresentazione prendono spunto dalla famosa “Smorfia” del trio: De Caro - Arena – Troisi. Poi troveremo un ulteriore adattamento scenico da l’atto unico di Eduardo De Filippo “Pericolosamente” e non mancheranno note riguardanti altri mostri sacri della Napoletanità, come Totò, Di Giacomo, ecc. Inoltre saranno rappresentati anche dei miei scritti inediti per ricordare Napoli e i sopra citati Maestri. Lo spettacolo si presenta come un omaggio alla cultura partenopea e italiana. I pezzi scelti per la compagnia, formata da attori professionisti, mettono in risalto il valore della comicità non volgare. Inoltre, la Comic Art, formata da giovani attori, sottolinea anche l’importanza della canzone classica napoletana, un bene che Napoli e l’Italia posseggono e che è giusto tramandare alle nuove generazioni. Per di più, ci sarà un omaggio a Lucio Dalla con un pezzo inedito recitato e dedicato a Troisi.
26 e 27 Marzo, Gino Accardo in "Tutta Una Vita"
Un viaggio storico nella canzone classica napoletana dove Gino racconta i suoi 25 anni di attività artistica. In 1ora e 10 minuti di canzoni classiche napoletane l'artista percorrerà la sua carriera artistica non tralasciando le collaborazioni che ha avuto e raccontando alcuni aneddoti capitati a lui, divertirà il pubblico coinvolgendolo e lo stupirà con le sue doti canore, inoltre ci saranno dei momenti di vera poesia.
Con Gino Accardo la canzone classica napoletana trova un altro interprete di grande affermazione nel panorama della melodia partenopea di tutti i tempi. Dotato di una voce accattivante che lo rende unico nel panorama musicale della canzone classica napoletana e di carattere aperto e solare, Gino Accardo riesce a stabilire un feeling con il pubblico e a creare atmosfere di suggestiva intimità ed è un interprete della canzone classica napoletana, un accurato conoscitore dei motivi della tradizione canora napoletana dal Duecento al Novecento. L'espressione musicale per Gino è sentimento e passione che trasmette al meglio attraverso il canto. La critica scrive di Gino: "Gino Accardo, una dimostrazione dove la canzone classica napoletana trova un interprete di gran valore. Il pubblico viene coinvolto magicamente dalle melodie e dalla ritmica che li vede prima portare il tempo e poi cantare insieme con Gino alcune canzoni del repertorio”. Ricordiamo che La canzone classica napoletana è un repertorio musicale che va dagli inizi dell'Ottocento all'immediato secondo dopoguerra. Definita epoca d'oro della canzone napoletana, la stessa vede tra gli autori e compositori importanti poeti e parolieri, per lo più napoletani, nonché illustri personalità della lirica che hanno tramandato nel tempo i brani del repertorio. Escludendo Villanelle e canti popolari precedenti al 1800, i quali ancora non avevano la struttura melodica e lirica tipica della canzone napoletana propriamente detta, molte fonti collocano la nascita ella classica universalmente conosciuta al 1839 e al brano Te voglio bene assaje. Il testo fu scritto da Raffaele Sacco e musicato da Filippo Campanella, anche se si è in seguito diffusa una leggenda popolare che vorrebbe Gaetano Donizetti come autore. La canzone fu presentata il 7 settembre 1839 alla Festa di Piedigrotta. Proprio le celebrazioni della Festa di Piedigrotta si dimostrarono negli anni l'occasione ideale per l'esibizione dei nuovi pezzi, i quali videro tra gli autori personalità come Salvatore di Giacomo, Libero Bovio, E.A. Mario, Ferdinando Russo, Ernesto Murolo. Con costoro si attribuisce al periodo che cade a cavallo tra Ottocento e Novecento, quello di epoca d'oro della canzone classica napoletana. Persino Gabriele d'Annunzio si è cimentato nella stesura di un brano della canzone classica. Infatti si narra che egli scrisse i versi di A Vucchella (1904) dopo un'accesa discussione con Ferdinando Russo che scommetteva sull'incapacità del poeta pescarese di scrivere in lingua napoletana. Tra le composizioni più rilevanti della canzone classica napoletana, appartenenti all'Ottocento, si ricordano: Te voglio bene assaje, Fenesta ca lucive, Santa Lucia, Funiculì funiculà, Era de maggio, Marechiare, 'E spingole frangese, Lariulà, Catarì, 'A vucchella, Serenata napulitana, 'O sole mio. A dimostrazione del successo e dell'importanza della canzone napoletana ottocentesca, il brano Palummella zompa e vola fu addirittura proibita per i suoi evidenti contenuti sovversivi, poiché alludeva alla libertà. Agli inizi del Novecento si annoverano altre importanti canzoni divenute anch'esse famose in tutto il mondo: Voce 'e notte, Comme facette mammeta, Core 'ngrato, 'O surdato 'nnammurato, Reginella, Lacreme napulitane, 'O paese d' 'o sole, Dicitencello vuje.
2 e 3 Aprile, Enzo Merolla in "Napoli e…..Dintorni"
Con gli attori: Vincenzo Merolla, e Daniela Scognamillo,  ed i musicisti Gianni Caso e Francesco Esposito. Regia di Vincenzo Merolla.
Racconti, versi, musica, fatti e “fattarielli”. Un viaggio storico nella Napoli e… dintorni, di una volta. Queste le note dell’attore regista: Un viaggio nei vicoli della Napoli di un tempo, dove tanti autori si sono ispirati ed hanno dato vita a storie intriganti, ironiche e sentimentali, ma anche con finali tragici, una Napoli che viveva la sua quotidianità semplice e spensierata, con un popolo pronto a rimboccarsi le maniche ed affrontare il problema quando questo si presentava. Per certi versi una Napoli che si vive ancora oggi in maniera diversa, ma come si dice: "cagna 'o maestro, ma 'a musica e sempe chella". Cerco di raccontare in maniera sobria questa Napoli scritta in versi in musica ed in prosa dai grandi autori napoletani. Napoli e... Dintorni, un percorso di teatro musicale itinerante. Certo non pretendo in un’ora di spettacolo di raccontare la nostra storia, la storia di Napoli. Ho messo in scena momenti di vita quotidiana attingendo da grandi maestri del passato che hanno reso Napoli protagonista nel mondo tramite la canzone, il teatro e il cinema. La mia performance, é divisa in quadri, tutto quello che accadeva e accade nei vicoli di Napoli e dintorni. Momenti di festa, dove i napoletani partecipavano in massa con grande entusiasmo e succedeva di tutto, una festa sentita da tutti in modo particolare "‘A festa 'e Piedigrotta", scugnizzi che la facevano da padroni, signorine in cerca di fidanzati, mariti gelosi e canzoni di successo. La Piedigrotta è stata l’antesignana del festival della canzone napoletana e forse anche di quello di Sanremo. Nella notte d questa festa nascevano gli amori, “ll’ ammore e 'na nuttata”, unioni che diventavano famiglie e quelle meno fortunate sfociavano in gelosie, tradimenti e fatti di cronaca. Insieme all'attrice Daniela Scognamillo, e ai maestri Francesco Esposito e Gianni Caso, vi raccontiamo questo spaccato di vita, con ironia ed arte. Il nostro obiettivo è quello di trascorrere qualche ora insieme ricordando la Napoli di un tempo.
sabato 9 Aprile, ore 21, Proiezione del film “Strade Le Scelte Della Vita”, film interamente girato a Caserta e dintorni nel 1994. Costo biglietto film euro 2,50. r domenica 10 Aprile, ore 19, Enzo Armenante con "Clown Lenny Show".
In un’atmosfera piacevole e divertente lo spettacolo magico del Clow Lenny coinvolgerà proprio tutti, grandi e piccini. L’intrattenimento offrirà numeri di magia, mimo, giocoleria, gag di clawnerie, tratti direttamente dalla tradizione circense, dei saltimbanchi e degli artisti di strada, che sono sempre la passione di Enzo Armenante, in arte Clown Lenny: “Ricordo che da piccolo i miei genitori mi portavano sempre al circo! Per me era un mondo magico, pieno di colori, di animali che potevo vedere da vicino…il fantastico mondo del circo fatto di carrozzoni, artisti, ballerine, acrobati, domatori, giocolieri, trapezisti… Comunque il personaggio che amavo di più era il Clown. Dopo che avevo visto lo spettacolo, correvo a casa e andavo a rovistare nel guardaroba del mio babbo ed iniziavo a prendere i suoi vestiti…il suo largo pantalone…la sua larga giacca e le sue grandi scarpe. Poi facevo una cosa di cui mia mamma si arrabbiava sempre: prendevo il suo “trucco” e…pasticciavo. A quel punto iniziava per me un gioco magico…improvvisavo uno spettacolo per i miei amichetti e mi divertivo moltissimo…e ancora adesso, in quei panni da Clown cresciuto, in ogni mio spettacolo con adulti e bambini, mi diverto esattamente come allora”. All’inizio spettacolo il Clown Lenny si trucca, è la metamorfosi da uomo a Clown. La magia si accende sotto gli occhi del pubblico… Poi fantastiche gag e sketch divertenti, classici delle clownerie mondiale, animano lo spettacolo. Il repertorio del Clown Lenny è ricco. Poi si arriva al momento della magia con divertentissime battute e poi sketch come il direttore d’orchestra, i tenori, i soprani, ecc. Insomma divertimento assicurato per adulti, ragazzi e bambini. Enzo Armenante, personalità effervescente dagli interessi poliedrici, che si esprime in svariate forme d'arte. Attore e regista di cinema e teatro, mimo e cabaret, si e formato alla scuola di teatro “La Scaletta” di Roma. Ha lavorato nel cinema con Kim Rossi Stewart, Giuliana De Sio, Sabrina Ferilli, Francesco Nuti, Amanda Sandrelli. Ha partecipato allo Stages "clown clandestino" della scuola di circo "TEATRAZIONE" a Torino. Nel 2009 diventa allievo del più grande clown al mondo Jango Edwards partecipando a Certaldo IFII al "Clown Theory 1° Level school'. Ha partecipato anche a programmi TV come "Cocco" Rai 2, “Candid Camera Show" Italia 1. 'La vita in diretta" rai uno.
sabato 16 Aprile ore 21, Ottavio Buonomo con “Ma Quanto Mi Piace”, uno spettacolo comico in lingua napoletana e non.
Ma Quanto Mi Piace, più che uno spettacolo teatrale è un racconto fantastico con personaggi straordinari. In scena, i veri protagonisti sono i “campioni” del Teatro Comico Italiano che Ottavio Buonomo presenta attraverso un aneddoto, uno sketch, una canzone, un ricordo, un pensiero. Ottavio riesce ad unire momenti di sano divertimento alla storia del Teatro Comico Italiano di cui riesce a rievocarne i fasti, i talenti e quei volti straordinari che hanno scritto le pagine più interessanti e piacevoli del nostro spettacolo. Da abile mattatore riesce a conquistare l'attenzione del pubblico che viene spesso coinvolto in brillanti improvvisazioni. Una “lezione” di teatro e di quella comicità mai volgare che si ispira al “cabaret classico” e alle forme più alte del teatro nazionalpopolare italiano. Un omaggio sincero, divertente ed interessante, sicuramente inedito di alcune maschere della scena italiana del Novecento, dalla commedia musicale di Garinei e Giovannini a Ettore Petrolini, dalle interpretazioni del primo Totò alle creazioni di Nino Taranto, passando per Mariangela Melato, Gabriella Ferri, Vittorio Gassman, Aldo Fabrizi, Ciccio e Guido De Rege, Tino Scotti, Wanda Osiris, Carlo Dapporto, Pietro De Vico. I maestri del varietà, dell'avanspettacolo, del teatro che da sempre è il più amato dal pubblico. “Ma quanto mi piace” nasce come un dovuto “Grazie” per tutti coloro che hanno saputo raccontare attraverso il monologo, la macchietta, il personaggio, i vizi (comici) e le virtù degli italiani.”Mi piace pensare che una rappresentazione sia solo uno dei tanti episodi di un grande spettacolo che dura da sempre e che non avrà mai fine perché ci sarà sempre almeno uno spettatore pronto ad emozionarsi, a sorridere, a vivere il suo momento d'amore in compagnia di persone sconosciute che si uniscono per dare vita ad una “nuova vita”, ad una grande storia”.
domenica 17 Aprile, ore 19, è previsto “Fabulous Music” uno spettacolo di musica rock blues proposto dalla Costyband con Costanzo Falvo (chitarra e voce), Nicola Sparago (chitarra acustica) e Peppe Nubifero (Percussioni).
La Costyband capitanata da Costanzo Falvo con linguaggio chiaro e comprensibile, disincaglia le sonorità del blues dalle secche delle otto e dodici battute di una trattazione stereotipata, attingendo alle recenti espressioni della scena giovanile internazionale, e recuperando la fitta rete dei suoi saperi e conoscenze sviluppati in quasi quattro decadi, nel tentativo di restituire un ascolto del fenomeno blues ricco e circostanziato, depurato dalle distorsioni e dalle conseguenze di certi approcci superati quanto difficili da sradicare. La vita musicale e poetica della Costyband si è sviluppata, fin dagli esordi, nella tipica forma in dodici battute del blues, raccontando con la sua chitarra le grandi e piccole vicende del suo vissuto e interpretando le ansie di cambiamento con lo spirito disincantato di un attento osservatore, anche se, sempre con un curioso sguardo verso il domani. Nella pur vasta produzione musicale degli ultimi trent’anni, la Costyband si è dedicata, oltre al blues e al rock soft, anche in tutte quelle forme musicali fatte di intuizioni e scoperte che hanno sviscerato di volta in volta tutto il panorama musicale del passato. Per cui la raccolta delle canzoni selezionate per questo spettacolo immerge il pubblico, per l’appunto, in un inedito e ammantato mix fatto di raffinate ed eleganti sonorità dal jazz al rock acustico, fino alla musica leggera degli anni passati.
23 e 24 Aprile, la compagnia Alta Marea presenterà “Semenzella” con Tina Femiana e Carmen Femiano, musiche di Pan, Nando Misuraca e Gaemaria Palumbo; scene di Flaviano Barbarisi.
L’opera, scritta e diretta dal regista Sandro Dioniso, è ispirata a fatti di cronaca realmente accaduti e datati 2010, quando nella città di Terzigno, la popolazione fu protagonista di una vera e propria rivolta contro la decisione governativa di aprire nel loro territorio” la cava più grande d’Europa, a dispetto del disastro ambientale già imposto al territorio con l ‘apertura di cava Sari. Semenzella è una “Mamma Vulcanica”, una donna semplice divisa tra famiglia e barricate improvvisate ma è anche la voce antica di una comunità che rivela solo nel finale la propria natura mitologica. Salita per caso su un olivo della propria bellissima terra devastata, Semenzella si trova a bruciare la bandiera italiana senza vera convinzione, ma lo choc di quell’atto diventa il pretesto per raccontarsi e mettersi in gioco. Un testo per voce e coro, dove la voce arcaica della città si perde nelle strofe delle canzoni popolari trovando in esse una eco se non una risposta. L’ omaggio appassionato di Erri De Luca alla gente di Terzigno introduce una canzone alla Sirena Partenope che trova sempre nuove spoglie per incarnarsi nel ventre vivo della città, affidata alla sensibile interpretazione di Tina Femiano e alla voce di Carmen Femiano, accompagnate dalle musiche di Pan, Nando Misuraca e Gaemaria Palumbo. Sandro Dionisio è un drammaturgo, musicista. Regista per il cinema ed il teatro, si è diplomato in Regia e Sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma nel 1987. Ha lavorato con alcuni dei più importanti maestri del cinema italiano (Rosi, De Santis, Amelio e Risi tra tutti). Nel 2007 Benevento città spettacolo ha visto l’esordio della sua opera “Corpi Celesti (memorie di Nomadi)”, spettacolo evento dedicato alla memoria di Mariateresa Di Lascia e Antonio Neiwiller. Il suo primo lungometraggio, La Volpe a tre Zampe, premiato al Giffoni Film Festival del 2003.Nel 2012 esce la sua nuova opera cinematografica, Un Consiglio a Dio, esperimento di cinema cross-over con Vinicio Marchioni, ha rappresentato l’Italia al Festival Internazionale del Cinema di Pesaro del 2012 e nel 2013 ha vinto il Procida Film Festival. Attualmente distribuito in home-video dalla Cecchi Gori-Group. Nel 2014 realizza un altro lungometraggio, Voce ‘e Sirena, con Cristina Donadio, Rosaria De Cicco, Enzo Moscato e altri autorevoli esponenti della cultura napoletana. La ricerca teatrale di Dionisio si divide tra le attività laboratori ali di Clandestinoteatro e la messinscena di opere al confine di linguaggi meticci, come le recenti “Il coro negato”, andato in scena nel dicembre 2013 e gennaio 2014 alla Sala Assoli del Teatro Nuovo di Napoli e al Theatre d’Epoche, e il recentissimo “Semenzella”, canto alle mamme vulcaniche, presentato nel febbraio del 2014 al Nuovo Teatro Sanità. Dal 2015 insegna Cinematografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli.
sabato 30 aprile ore 21 e domenica 1 maggio ore 19, Mauro Serio con lo spettacolo “La Valigia” di Bruno di Marcello.
Il protagonista è un attore che parla con la moglie e col pubblico mentre fa e disfa di continuo la valigia per partire alla volta dell'ennesima, estenuante tournée. E la sua mente vaga dai ricordi professionali a quelli familiari, citando a memoria Shakespeare e Goldoni e prendendosela con i figli scansafatiche, mentre di tanto in tanto il telefono squilla portando quasi sempre brutte notizie. Un racconto sempre sul filo dell'ironia e della risata, pur con qualche momento in cui i toni diventano più seri, che parla della condizione precaria degli attori, soggetti ad alterne vicende di successi e insuccessi, ascese e rovinose cadute nell'oblio. Ma parlando dell'attore parla in fondo di ognuno di noi, della condizione umana che di fisso e sicuro non ha niente, che deve sempre reinventarsi per andare avanti ogni giorno. E guai se non ci fosse l'ironia. Un monologo di circa un'ora, virtuosistico e spassoso, durante il quale il protagonista mostra le sue doti drammatiche e comiche e perfino canterine. "La valigia" è stato scritto pensando proprio a Mauro Serio, attore di razza e grande esperienza che ha vissuto in prima persona tutto l'iter di ogni attore navigato che si rispetti, dal teatro degli inizi alla televisione degli anni ruggenti. Le oniriche scenografie sono opera di Giovanna Vasapollo e Marta Della Lena.
Mauro Serio nel 1994 lavora alla Rai dove presenta i programmi per ragazzi "Che fine ha fatto Carmen Sandiego?" su Rai 2 e soprattutto "Solletico" su Rai 1 e il suo stile simpatico, garbato, gli dà l'opportunità di vincere più volte il Telegatto. Divenuto volto noto di programmi per i bambini, Mauro Serio presenta insieme all'immancabile Cino Tortorella anche tre edizioni del "Festival dello Zecchino d'Oro". Nel 1998 e nel 1999 conduce anche "Giochi senza frontiere", mentre tra il 1999 ed il 2000 ripercorre i momenti più felici della sua trasmissione più famosa con "Solletico 2000" e "Solletico Story". Ha preso parte alla serie tv "I Cesaroni 2" e "La ladra" con Veronica Pivetti. Il suo impegno teatrale lo vede a fianco di maestri del calibro di Mauro Bolognini (Sogno di una notte di mezza estate); Gino Landi (La casa delle tre ragazze e Il cavallino bianco) e Giorgio Albertazzi (Re Lear). Mauro Serio creò fin dall'inizio degli anni novanta un sodalizio artistico con Luca Barbareschi che lo portò a recitare spesso al fianco dell'amico in commedie quali "Mercanti di bugie"; "Presente prossimo venturo" ed "Oleanna". Del 2002 è invece Il principe ranocchio (tratto dalle opere dei fratelli Grimm). Apparso raramente al cinema, ha figurato nella commedia di Dino Risi "Teresa" (1987), "Supplì" (1993) di Vincenzo Verdecchi, "Fame chimica" (2003) di Antonio Bocola e Paolo Vari.
Bruno di Marcello è nato a Caserta nel 1973. Trasferitosi a Roma nel 1991, nel 1999 si Laurea in Discipline dello spettacolo con la tesi “Fellini tra fumetti e riviste umoristiche”. Il suo esordio sul set è come assistente alla regia per il film "Il Tuffo" con Vincenzo Salemme e Carlotta Natoli. Seguono: "L'amico" e "Pugni nell’aria" di Roberto De Francesco (Selezione ufficiale Festival di Venezia ‘99); "Il manoscritto di van Hecken" con Barbara D’Urso e Renato Carpentieri; Approda alla regia televisiva nel 2006 con il programma La linea d’ombra (RAI 2 con Massimo Picozzi), cui seguono DeA Kids; Giorgio Almirante dall'RSI all'MSI (RAI 3, “Correva l'anno” 2010); La terra del sorriso (RAI 2, “Sulla via di Damasco” 2013); Baby tour (4 puntate per Rai Storia, “Magazzini Einstein” 2014); Augusto, la dolcezza della vita (Rai Storia, 2014); Storie dell'Arte (10 puntate su Rai Storia 2014); Viaggio nell'Italia del Giro (RAI Sport/RAI Storia, 2015).

Orario: Sabato ore 21,00 e Domenica ore 19,00 - biglietto Euro 10
Piccolo Teatro Studio, Via L. Pasteur 6, Caserta
Per info. e prenotazioni tel. 330.713278, angelo.bove@libero.it

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