Io e Franca

Io, Marta

Pippo Infante (dx) e Camillo Maffia (sx)

Angelo Bove

Paola Tarantino

 Giovanna Cappuccio

Gino Accardo

Francesco Rivieccio

Cresci bene. Cresci forte

  

Piccolo Teatro Studio: programma 2018/19

Caserta – dal 27 Ottobre 2018 al 28 Aprile 2019

Comunicato stampa

27 e 28 Ottobre, (Genere: Teatro di Prosa) Comp. Masnadieri in "Io e Franca (storia di una Amicizia)"
di e con Duska Bisconti. Messa in scena di Mariateresa Elena
La produzione è della compagnia teatrale I Masnadieri di Roma, la messa in scena di Mariateresa Elena, mentre in scena ci sarà Duska Bisconti. E’ il racconto di una storia struggente e poetica, come quella raccontata da Duska Bisconti, unita per sempre all’indimenticabile Franca Rame…in una Roma in pieno fermento, nei primissimi anni 80 al teatro tenda di piazza Mancini, quando folle oceaniche correvano ad assistere agli spettacoli di Dario Fo e Franca Rame, e quando ancora la speranza della sinistra non si era del tutto spenta. In questo contesto nasce l’amicizia tra una giovane attrice (Duska Bisconti) e Franca Rame, un sodalizio che rimane inalterato nel tempo. Le vediamo spesso, nelle auto scassate della giovane attrice, ridere, chiacchierare, vivere libere i loro pensieri e la vita che le attraversa. E’ una storia che passa attraverso Roma, Cesenatico, Firenze, le piazze d’Italia e si trasforma il giorno della morte di Franca in mezzo ai disordini di piazza Taksim a Istanbul in un canto di libertà.
3 e 4 Novembre, (Genere: Comico/Musicale) Comp. Mario Sorbello in "Follie del varieta’"
 testi e regia M. Sorbello con Mario Sorbello e Agata Taormina
In scena ci saranno, Mario Sorbello, che ha curato anche la regia e la drammaturgia, e Agata Taormina. Questa pièce è di genere musicale/comica, ma nello stesso tempo anche storica/narrativa. Questa la sinossi: Due quitti del varietà, Ninette e Michelotto, durante la repubblica di Salò vengono catturati dai fascisti e costretti a rappresentare uno spettacolo di varietà a un pubblico di prigionieri che da li a poco verranno trucidati. Al momento dello spettacolo Ninette, attrice di forte temperamento, si ribella e viene fucilata. Ma Ninette “appare”, dopo la sua morte, a Michelotto, manifestando il suo totale dissenso per quello che fa, lasciandolo impaurito, e con un vuoto sentimentale. Uno spettacolo cantato, recitato, divertente ed emozionante. Due atti di grande teatro e spettacolarità, che ripercorre il periodo del varietà come momento di spiensieratezza durante la guerra
10 e 11 Novembre (Genere: Teatro Commedia), Comp. Le Leggende in "Una, tante, nessuna…riflessioni ironiche e non"
Scritto e diretto da Francesca Bove con 10 attori in scena
In scena ci sanno: Annalisa Galdi, Luisa Morrone, Carmine Capuano, Alfonsina Oliva, Antonietta Pannullo, Maristella Caputo, Samantha Maiorino, Mimma Capuano, Lisa Mariniello, Angela Oliva, Rosaria del Gaudio, Lo spettacolo teatrale “Una tante, nessuna…riflessioni ironiche e non” è un percorso guidato da una voce narrante che racconta la donna nella sua complessa, versatile e multiforme capacità di esistere. Sette scene per altrettanti diversi aspetti della donna: Moglie, madre, social, operaia, alfa, amante, nessuna. Tutti questi aspetti sono raccontati con ironia, ma con forti spunti di riflessione per cercare di entrare con maggiore consapevolezza nell’universo femminile. La compagnia teatrale, salernitana, nasce in occasione della rappresentazione di uno spettacolo fiabesco, interpretato da sole donne, ambientato nel mondo delle streghe, la cui trama si dipana intorno ad una leggenda. Da qui l’idea di chiamare la nostra compagnia teatrale “Le Leggende” nome scelto anche per ricordare che i membri provengono tutti da una lunga esperienza teatrale e proseguono il percorso con entusiasmo. Il gruppo storico in seguito si arricchisce di nuovi elementi, tutti co competenza teatrale, maturata in diversi percorsi. Entra a far parte della compagnia un’unica componente maschile alla sua prima esperienza teatrale, con il pregio di sapersi adattare con ironia e leggerezza alle mille sfaccettature di noi donne: “Siamo imperfette, ma perfettamente straordinarie, siamo donne, amanti, madri, amiche…siamo vita, amore e determinazione, siamo straordinarie, SIAMO DONNE!”
17 e 18 Novembre, (Genere: Teatro di Prosa) Comp. Bridge Cultural Association in "Io, Marta" regia M. Peluso
di e con Margherita Peluso – voci di S. Monaco e M. Villucci
In scena Margherita Peluso che ha curato anche la regia e la drammaturgia. “Io, Marta”, è stato interamente recitato anche in lingua inglese, e fa parte del progetto Next Generation 2017 presso La Mama Theater International di Spoleto e Residenza Artistica presso Manifattura K. La produzione è della compagnia teatrale Bridge Cultural Association di Milano, in collaborazione con The Fusion People Project e Impact Theater. Le voci sono di Stefania Monaco e Massimo Villucci. Assistenza Drammaturgica Michela Giudici. Teatro d’indagine sulla storia di una donna che ha ispirato, rivoluzionato, anima, musa, eroina di Luigi Pirandello…le commedie di Pirandello non sarebbero esistite senza Marta Abba e le sue eroine non avrebbero mutato l’arte e la donna. Era il febbraio del 1925 quando Luigi Pirandello e Marta Abba si conobbero. Lei, milanese, ha soltanto ventiquattro anni. Luigi ha già cinquantasette anni di Agrigento. Il loro rapporto è di collaborazione e di amore. L’aveva scritturata “a scatola chiusa”. Marta Abba conquisterà il drammaturgo fino a identificarsi in un’immagine vivente del teatro pirandelliano: il successo dell’uno sarebbe stato il successo dell’altra. A testimonianza del rapporto con Pirandello, rimane un epistolario. Un corposo carteggio, poi donato all’Università di Princeton NYC, che sarà pubblicato integralmente soltanto nel 1994. La pubblicazione avvenne tardi perché per decenni la grande attrice italiana Marta Abba aveva meditato sull’opportunità di mettere a disposizione degli studiosi quei documenti, e continuava a rimandare ogni decisione, combattuta tra il desiderio di rivelare al mondo un Pirandello intimo e ancora ignoto, e il pudore d’infrangere il velo di riserbo sul loro rapporto. Un teatro d’indagine dunque, con proiezioni, registrazioni vocali, interazioni con il pubblico faranno da sfondo a questo docu-show. Obiettivo, finire il lavoro che forse Marta non è mai riuscita a ultimare, una ricerca che ci porterà con Marta a Milano, Roma, NYC, Parigi, Svizzera, per concludersi in Sicilia. Se parliamo dell’arte di Pirandello, non è lecito dimenticare Marta Abba
24 e 25 Novembre, (Genere: Teatro/Cabaret) Comp. Pippo Infante in "La vita va presa con filosofia" (omaggio a N. Taranto)
con Pippo Infante e alla fisarmonica Camillo Maffia
In scena oltre allo stesso Infante, che ha curato anche la drammaturgia e la regia, ci sarà il maestro Camillo Maffia, che eseguirà musiche dal vivo con la fisarmonica. Le luci della ribalta si accenderanno con “Sciò sciò ciucciuè” dando vita a una sorta di esorcizzazione del male con incenso e “buatta” girata a destra e a sinistra per allontanare il malocchio. Il titolo dello spettacolo “La vita va presa con filosofia”, fa parte di quello che è il pensiero classico dei macchiettisti napoletani del periodo della rivista. Lo spettacolo ripercorre alcuni momenti di vita partenopea e vuole essere un omaggio al grande Nino Taranto. Il testo è diviso in quadri, in ognuno dei quali, s’inscena un passaggio macchiettistico dell’attore Napoletano. Dal rosario dei femminielli, riproposto pochi anni fa da Peppe Barra, all’autentico ciccio formaggio, per seguire poi con dove sta zazzà, ecc. Di rilevanza comica, lo spettacolo annovera nel suo viaggio itinerante attraverso la macchietta, anche un momento di tradizione popolare con “O Miercurì da Madonn o’ Carmine” (Il mercoledì della madonna del Carmine) dove la tradizione cristiana, si fonde con la tradizione popolare. La scena è ambientata nella chiesa della madonna del Carmine o spesso alla madonna dell’Arco, in piena seconda guerra mondiale, dove al cospetto della madre di Dio, militari, anziani e soprattutto mamme, chiedono grazie e fanno suppliche alla vergine santa. Di forte effetto, è la lacrimazione della statua della madonna, avvenuta presumibilmente intorno al 1944. “La vita va presa con filosofia” è un inno all’ottimismo. Nino Taranto diceva: “A vita è nu surriso”. Quindi sorridere sempre, anche quando le circostanze sembrano o siano avverse. Per questo, l’antidoto contro la tristezza e la negatività, lo dona proprio l’attore comico: io regalo un sorriso e tu pubblico in cambio mi rendi un applauso.
1 Dicembre, (Genere: Teatro Canzone), Angelo Bove in "Faber la leggenda" Omaggio a Fabrizio de AndréGli avvenimenti che si racconteranno in quest’allestimento, riguarderanno sia la vita privata di Fabrizio De Andrè che gli stessi eventi da cui il cantante genovese ha tratto l’ispirazione per dare musica e parole a canzoni come: Il Suonatore Jones, La Guerra Di Piero, Una Storia Sbagliata, Bocca Di Rosa, Don Raffaè, Il Bombarolo, Dolcenera, La Canzone Di Marinella. Tra le tante storie, si rivelerà anche la fonte ispiratrice de La Canzone di Marinella che ha segnato la svolta definitiva nella vita di Fabrizio De Andrè, facendogli abbandonare l’università a pochi esami dalla laurea di giurisprudenza, preferendo la musica, anche grazie ai primi contratti discografici. Un altro aspetto particolare di questo spettacolo è la scelta registica di una messinscena garbata, sia per quanto riguarda il volume morigerato, che per la “delicatezza narrativa” dei racconti e dei momenti recitativi, fino ad arrivare a un’esecuzione canora armoniosa, che pur rispettando la melodia dei brani di De André, offre una lieve variante interpretativa che si contraddistingue da quella originale.
2 Dicembre, ore 19,Teatro in video: "Anfitrione" di T. M. Plauto
commedia di Tito Maccio Plauto, interpretata da Grazia Maria Spina, Renzo Giovanpietro, Emanuela Fallini, Francesco Mulè ed Enrico Montesano. La regia è stata affidata a Vittorio Sindoni.
Questa la trama: un bel giorno il divino Giove s’innamorò di Alcmena, la fedele moglie di Anfitrione, re di Tebe e, approfittando del fatto che il re era fuori città per impegni militari, s’introdusse di notte nel suo palazzo assumendo le sembianze dello stesso sovrano. Il dio Mercurio gli fa da ruffiano nell’imbroglio, vestendo i panni di Sosia, il fedele servo di Anfitrione. Così vestiti, i due riescono a eludere la sorveglianza della servitù e a ingannare Alcmena, che crede che Giove sia suo marito di ritorno dalla guerra e trascorre con lui una piacevole notte d’amore. All’improvviso arriva il vero Anfitrione preceduto dal fedele servo Sosia che, entrato nel palazzo s’imbatte nel falso Sosia, ovvero Mercurio, e rimane sconvolto nel trovarsi dinanzi a se stesso. Ancora più farsesco è l’incontro tra il vero e il falso Anfitrione, tanto che il re dubita della fedeltà della moglie. La vicenda trova il suo culmine nella nascita di due bimbi, un figlio di Anfitrione, e l’altro, Ercole, concepito con Giove. Alla fine Giove svela l’inganno e la propria identità ad Anfitrione e questi, anteponendo la devozione religiosa all’orgoglio, si dichiara onorato che il padre degli dei abbia scelto sua moglie come amante.
8 e 9 Dicembre, (Genere: Teatro di Prosa), Comp. Odysseiateatro in "Ti maledico"
Scritto diretto e interpretato da Paola Tarantino
Dal buio di una stanza, illuminata fiocamente da un cuore luminoso, si propaga un lamento. E’ il lamento di una donna stesa a terra da chissà quando, che urla a qualcuno di aver fame sete che questo qualcuno l’ha salvata dal suicidio per poi infilarla in una prigione di cemento e silenzio senza un perché. Questo qualcuno è il suo interlocutore silenzioso che si manifesta attraverso bagliori di luce e un disarmante silenzio. Lei dice che vorrebbe andare, fuggire ma la verità è che lei vuole solo che qualcuno ascolti la sua storia, che qualcuno la ami, che qualcuno l’accetti per quella che lei è. Lei vuole solo essere abbracciata e non essere lasciata sola al buio
15 e 16 dicembre, (Genere: Teatro di Prosa) Comp. Exstravagarte in "Il figlio cambiato" di G. Moretti (da L. Pirandello)
con Giovanna Cappuccio
Questa rappresentazione è un'opera originale dello stesso Moretti, è nasce da una suggestione della lettura dell’omonima novella di Luigi Pirandello. In questo nuovo lavoro l’autore esplora il “non detto” tra le righe dello scrittore siciliano, e affronta il tema del distacco tra madre e figlio, dell’abbandono e della dolorosa rinuncia all’amore materno causata da quella povertà in cui il sud Italia versava tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento e che ora, spesso, troviamo nei drammi delle migrazioni dal Terzo Mondo. La vicenda è ambientata nella zona vesuviana, di cui fa proprio il linguaggio, e fa riferimento al culto delle Sette Madonne della Tammorra cui la protagonista è devota; utilizzando suoni e musiche che provengono dalla tradizione musicale delle festività delle Madonne, si attraverseranno le vicende spirituali di profonda umanità che la terra Campana conosce bene.
22 e 23 Dicembre, (Genere: Musica Classica Napoletana) Comp. Gino Accardo in "Il mio 900"
Con Accardo la canzone classica napoletana trova un interprete di grande affermazione nel panorama della melodia partenopea di tutti i tempi della cultura canora napoletana. Dotato di una voce accattivante che lo rende unico nel panorama musicale della canzone classica napoletana e di carattere aperto e solare, Gino Accardo riesce a stabilire un feeling con il pubblico creando atmosfere di suggestiva intimità. Gino nasce al Vomero, ed è proprio al Vomero che Gino si sente più legato. Non mancano, infatti, in alcune sue incisioni, brani di sua composizione, dove è viva, presente e più che mai radicata l’ispirazione alla figura paterna, che diventa un mito per Gino, fino al punto da rendergli omaggio scrivendo un brano dal titolo “Quann'e' sera” che tanto profondamente ama. Cantante chitarrista della canzone classica napoletana, Gino è un accurato conoscitore dei motivi della tradizione canora napoletana dal Duecento al Novecento. Roberto Murolo, che lo ha sempre stimato volendolo al suo fianco, scrive tra l’altro in una lettera: "ricorda Gino, che Napoli ha bisogno di giovani come te che porti avanti la vera cultura classica napoletana". Accardo, inoltre, è stato protagonista in molte trasmissioni televisive: “La Vita In Diretta” (Rai uno) “Uno Mattina” (Rai uno) “Serata d’onore” (TMC) “Stelle del Mediterraneo” (Rete 4) “Il Canta Giro” (Rai International) “Premio Calabria” (Rai Tre) “ Miss Italia in Campania (Rai uno) ”. Il riconoscimento maggiore per le straordinarie qualità canore/artistiche, lo avrà quando nel concerto eseguito al Campidoglio davanti al Presidente della Repubblica Italiana il Dott. Carlo Azeglio Ciampi, sarà premiato proprio alla presenza dello stesso Ciampi. Numerosi sono stati i suoi concerti in Italia e all'estero: Croazia, Germania, Francia, Belgio, Spagna, Grecia, Svizzera, Australia, Canada
29 e 30 Dicembre, (Genere: Teatro di Commedia) Comp. Arianova in "Finalmente solo"
 Regia Rita Pirro con S. Mancini R. Speranza, L. Amati, G. Baldini, M. Ruggiero, G. Luongo
5 gennaio, Angelo Bove in "Faber la leggenda"
6 gennaio, Teatro in video: Il malato immaginario di J. B. P. Molière, regia di Silverio Blasi.
Gli interpreti principali sono Tino Buazzelli e Luigi Sportelli. Questo spettacolo è uno dei caposaldi della storia del teatro, non fosse altro perché fu l’ultima commedia scritta e interpretata da Molière: il 17 febbraio del 1673, già minato nella salute, lo scrittore e attore, poco dopo aver recitato questo suo testo, morì. È una commedia/balletto in tre atti molto divertente. Argante, il protagonista, è un ricco nobiluomo che si crogiola nelle proprie malattie o almeno in quelle che gli fanno credere schiere di medici-ciarlatani. La serva Tonina si sforza di riportarlo con i piedi per terra ma Argante nemmeno si accorgerà che intorno a lui le cose vanno a scatafascio. Molière la definiva una farsa e farsesco è sicuramente il protagonista, con la sua ossessiva e ridicola ipocondria, anche se serie, e rivolte a una critica sociale, sono le amare riflessioni dell’autore disseminate dietro la risata.
12 e 13 gennaio, (Genere: Comico/musicale) Comp. Francesco Rivieccio in "Bagarìa"
testi e regia di F. Rivieccio, con Francesco Rivieccio
Che cosa hanno in comune un ex architetto, scarpe rotte, un vecchio cappotto, un giovane chitarrista, una coperta e il Purgatorio? Può sembrare, con questo elenco, solo confusione… na bagarìa, come direbbero in parlesia i musicisti napoletani. In fondo è così: hanno in comune “Bagarìa”, un soprannome che rispecchia la doppia esistenza di un uomo, le due facce della medaglia di un’esistenza invisibile, ma che un tempo era sotto gli occhi di molti. Nasce così una trama che si sviluppa nel ricordo di ciò che si è stati e nella speranza di cosa ancora dovrà aspettarci. Esorcizzare la morte, dialogare con essa e con il mondo ultraterreno, è da sempre per il popolo napoletano una questione di vita o di morte. Un primordiale bisogno che fa da tramite tra i due mondi. Ma quando poi si muore? Che cosa succede? Questo è quello che si è sempre chiesto Bagarìa, un senzatetto di sessantadue anni, napoletano. Morto per il troppo freddo, ora la sua anima si ritrova affianco alla sua salma avvolta in una vecchia coperta. L’anima di Bagarìa ha l’età a lui più cara, ventitré anni. Ho immaginato che quando si muore, la prima “cosa” da scegliere è l’età che la propria anima desidera per trascorrere l’eternità e il nostro protagonista ha scelto quella appartenente al periodo più felice, più “normale” della sua vita. Ora Bagarìa, o meglio la sua anima, si trova in un immaginario Purgatorio: può, quindi, vedere quello che succede sulla terra, vedere la sua salma, ma non può partecipare alla “vita”. Sta scontando un periodo di pena prima di affrontare l’incontro con Dio. Nessuno lo ha mai creduto e veniva respinto anche nelle chiese dove cercava riparo… ma ora che finalmente si trova davanti al Creatore può raccontare la sua storia, sicuro che tutti lo crederanno, visto che “vivrà” nel mondo della Verità. Ognuno ha la sua storia, la propria strada da percorrere…
vincitore menzione speciale: Festival di nuova drammaturgia “’O Curt” (3° edizione)
finalista sezione “Miglior Testo” Festival TrentaTram (1° edizione)
finalista sezione “Miglior attore” Festival TrentaTram (1° edizione)
finalista “Miglior spettacolo” Festival MonoDrama (4°edizione)
19 e 20 Gennaio, (Genere: Teatro Commedia) Comp. Ovatta Armata in "Cresci bene. Cresci forte" di F.R.M. Picardi
con V. Martino Ghiglia, F. R. M. Picardi, A. Muccioli.
La madre è il fulcro centrale di ogni persona. E' una figura che ci accompagna fino all'ultimo dei nostri giorni. La più importante. Ma da sempre siamo abituati a parlare di madri come eroine, coraggiose e leonesse, che farebbero di tutto per i loro “cuccioli”. In Italia la figura della madre è da sempre descritta nell'estremo positivo. Eppure, da anni, ascoltando le persone, si finisce sempre a parlare dei mostri che le madri creano: consciamente o inconsciamente. Siamo ciò che ci succede, diventiamo ciò che respiriamo? Quando il male, il non ascolto, la violenza, il possesso, ha il volto di una madre, tutto si trasforma in ombre e macchie, che se non curate, ti fanno diventare indifesa, cattiva, sbagliata, senza forze. Quattro episodi per quattro famiglie sghembe, traballanti, umiliate dalla vita. Vite piccole e disperate o dove i "non detto", diventano inferni silenziosi tra le pareti di condomini, che non vedono e non ascoltano e non aiutano. Non c'è giudizio. Sola narrazione. Esposizione di ferite. Feritoie strette dove gli spettatori sono invitati a entrare e a viverci scomodi. Dentro. La nostra Compagnia è composta di sole donne, dalla scrittura alla tecnica luce e fonica. Dal 2008 lottiamo in questo nostro Paese per farci sentire. Crediamo negli scambi, nelle possibilità negli incontri, che sono alla base del nostro cammino teatrale. Il teatro come mezzo, il testo come pretesto, la rappresentazione come deflagrazione emozionale da offrire a uno spettatore che sia di un altro Continente, che diventa quindi materia viva. Crescere attraversando l'oceano. Respirare e far respirare. Avere la possibilità di incrociare destini, occhi e realtà lontane eppure vicinissime. La possibilità di non fermarsi. Noi ci vogliamo credere. La frase che ci descrive migliore è: Il sangue è acqua. L'argilla è immobile. Alzati ragazzo, dormirai quando sarai morto.
26 e 27 Gennaio, (Genere: Teatro Commedia) Comp. Paciullo/ Milani in "Un amore di vacanze"
scritto diretto e interpretato da Paciullo e Francesca Milani
2 febbraio, (Genere: Comico Musicale) Comp. Cts e Attori Scapigliati in "La rivista …va …rivista"
Sketch con A. Bove, T. Pedoto, A. Casale
3 febbraio, Teatro In Video "L’importanza essere franco" di O. W.
9 e 10 Febbraio, (Genere: Teatro di Prosa) Comp. Les Moustaches e Teatro Studio Uno in "Il giovane Riccardo" scritto e diretto di A. Fumagalli
con A. Fumagalli, A. Bertini, A. Muro, L. Farina, L, d’Auria
16 e 17 Febbraio, (Genere: Teatro di Prosa) Comp. Ragli in "Macbeth Aut Idola Theatri" da W. Shakespeare
adattamento, regia e interpretazione di Dalila Cozzolino
23 e 24 Febbraio, (Genere: Comico/Musicale) Comp. Magurno/Valentino in "Veemenza Senile" di Magurno/Valentino
con Giancarlo Valentino e Gino Magurno
2 e 3 Marzo, (Genere: Teatro di Prosa) Comp. CAST Centro Artistico Sperimentazione Teatrale in "Il tavolo verde"
di e con Guarino; inoltre: Cerullo, Gazzanni, Franceschelli, Giallorenzo, Rossi, Gagliardi, Gasbarro
9 e 10 marzo, (Genere: Teatro di Prosa) Comp. Mario Sorbello in "Femmine o femminicidio" (da Pirandello a F. Rame)
con Mario Sorbello e Maria Luisa Lombardo
16 e 17 marzo, (Genere: Teatro di Prosa) Comp. Teatro Movimento in "Cosacattiva" di G. Villanova
con Simone Boscarino e Giada Villanova
23 e 24 Marzo, (Genere: Teatro di Prosa) Comp. Marina Romondia in "Rien ne va plus" (da un racconto di A. Di Lupo)
di e con Marina Romondia
30 e 31 Marzo, (Genere: Teatro di Prosa) Comp. Teodora Mastrototaro in "Felicia (Frammenti di Felicia Impastato)"
di e con Teodora Matrototaro – Regia di Olga Mascolo
6 e 7 Aprile, (Genere: Teatro/ Danza) Comp. Laboratorio D’arte Etoile in "Il vento e il deserto" di L. Giuffrida e F. Sforza;
con: Lina Giuffrida e la danzatrice/ narratrice Elisa Bontempo
13 e 14 aprile, (Genere: Teatro di Prosa) Vincenza Fava in "La ragazza che non sapeva inginocchiarsi"
Tratto dal “ Diario (1941-1943)” di Etty Hillesum
21 Aprile, Teatro in video: L’albergo del libero scambio di Georges Feydeau
27 e 28 Aprile, (Genere: Teatro Commedia) Comp. Redfoxproduzioni in "Io tu & boh" di G. Carfora
con Giulio Carfora, Lia Mosca e Ettore Cecere

Orario: Sabato ore 21,00 e Domenica ore 19,00 - biglietto Euro 10
Piccolo Teatro Studio, Via L. Pasteur 6, Caserta
Per info. e prenotazioni tel. 330.713278, angelo.bove@libero.it

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