Biagio Izzo

Vinicio Marchioni e Giuseppe Zeno

Isa Danieli

Massimo Lopez e Tullio Solenghi

Carolina Rosi e Gianfelice Imparato

Carlo Buccirosso

Lucio Pierri

Geppy Gleijeses

  

Teatro Ricciardi: stagione 2019-2020

Capua (CE) – dal 26 Novembre 2019 al 2 Aprile 2020

Comunicato stampa

26 novembre, ore 20:30, Biagio Izzo in "Tartassati dalle Tasse"
scritto e diretto da Eduardo Tartaglia
“Io le tasse le pagherei. Se solo però poi le cose funzionassero veramente!” Quante volte anche la nostra coscienza di pur buoni ed onesti cittadini ha segretamen- te partorito concetti del genere? E se poi davvero ragionassimo tutti quanti sempre così, come e perché mai le cose potrebbero veramente funzionare? Sarà costretto improvvisamente a domandarselo anche Innocenzo Tarallo, 54 anni ben portati, napoletano, imprenditore nel settore della ristorazione, nipote e figlio di baccalaiuolo ora proprietario orgoglioso di un ristorante internazionale di sushi all’ultima moda, che dopo tanti sacrifici avrebbe voluto ora godersi anche un po’ la vita; magari anche grazie a qualche piccola “furbizia” di contribuente… E che si ritroverà invece in balia di mille peripezie e problemi.
12 dicembre, ore 20:30, Vinicio Marchioni e Giuseppe Zeno in "I Soliti ignoti"
dal film di Mario Monicelli, Cecchi D’Amico, Age&Scarpelli regia Vinicio Marchioni
La commedia è la prima versione teatrale del mitico film di Monicelli, uscito nel 1958 e diventato col tempo un classico imperdibile della cinematografia italiana e non solo.
Le gesta maldestre ed esilaranti di un gruppo di ladri improvvisati sbarcano sulle scene rituffandoci nell’Italia povera ma vitale del secondo dopoguerra. L’adattamento è fedele alla meravigliosa sceneggiatura di Age e Scarpelli senza rinunciare a trovate di scrittura e di regia per rendere moderna quell’epoca lontana. Il cast si avvale di attori di primo piano cresciuti alla lezione di quei mostri sacri della recitazione che sono stati Gassman, Mastroianni, Totò e gli altri attori del film. Uno spettacolo divertentissimo ed emo- zionante, assolutamente da non perdere
30 dicembre, ore 20:30, Isa Danieli in "Raccontami"
testi e versi di A. Ruccello, E. Moscato R. Cappuccio, L. Wertmuller. regia: Isa Danieli
Un percorso di donna e di attrice che ha attraversato e attraversa i generi più diversi delle forme teatrali esistenti. Dal gradino più basso, quello della Sceneg- giata, alla tragedia greca di Euripide e di Eschilo, fino ad incarnare le parole di au- tori contemporanei che hanno scritto per lei. Da L. Wertmuller a U. Chiti, Ruccello, Santanelli, Moscato, fino al recente Rug- giero Cappuccio. Una tradizione teatrale antichissima, tradita e amata al tempo stesso. Parole soffiate fino al cuore di chi ascolta, per trattenerle, perchè rimbalzino in un’eco mai rassegnato e muto. “Sono contenta di condividere con voi un privilegio specialissimo: quello di aver dato voce, per un quarto di secolo, ad autori che hanno scritto per me storie che narravano quegli e questi anni: la forza, la fragilità, i vizi e le virtù dei personaggi che ho interpretato, sono imbrigliati nei ricordi e in questa lettura ce n’è una testimonianza, che voglio salutare insieme a voi .
29 gennaio 2020, ore 20:30, Massimo Lopez e Tullio Solenghi in "Massimo Lopez e Tullio Solenghi show"
scritto da Massimo Lopez e Tullio Solenghi
Massimo Lopez e Tullio Solenghi tornano insieme sul palco dopo 15 anni come due vecchi amici che si ritrovano, in uno Show di cui sono interpreti ed autori, coadiuvati dalla Jazz Company che esegue dal vivo la partitura musicale: uno spettacolo che dopo due stagioni trionfali si avvia alla terza con sempre rinnovata passione.
Ne scaturisce una scoppiettante carrellata di voci, imitazioni, scketch, performan- ce musicali, improvvisazioni ed interazioni col pubblico. Tra i vari camei, l’incontro tra papa Bergoglio (Massimo) e papa Ratzinger (Tullio) in un esilarante siparietto di vita domestica, o quello di Maurizio Costanzo con Giampiero Mughini….In quasi due ore di spettacolo, Tullio e Massimo, da “vecchie volpi del palcoscenico”, si offrono alla platea con l’empatia spassosa ed emozionale del loro inconfondibile “marchio di fabbrica”.
13 febbraio, ore 20:30, Carolina Rosi e Gianfelice Imparato in "Ditegli sempre di sì"
Una commedia in bilico tra la pochade e un vago pirandellismo, un congegno bizzarro in cui Eduardo si applica a variare il tema della normalità e della follia, consegnando a Michele Murri, il protagonista, i tratti araldici della sua magistrale leggerezza. L’intreccio è di una semplicità disarmante: un pazzo, erroneamente congedato come guarito dal manicomio che lo ha ospitato, torna a casa dalla sorella Teresa e inizia, lucidamente, furiosamente, a sperimentare, e stravolgere, gli effetti della cosiddetta normalità. Il luogo dove siamo convocati è il tipico interno piccolo-borghese di Eduardo, il salottino, e subito diviene lo specchio scheggiato della follia del protagonista, l’antro in cui la sua mente può elaborare, manipolare, e distorcere, i ragionamenti e i sofismi di chi gli viene a tiro, scardinandone la fragilità e la vanità.
26 febbraio, ore 20:30, Carlo Buccirosso in "La rottamazione di un italiano perbene" con Rosalia Porcaro
Alberto Pisapìa gestisce un ristorante di periferia ormai sull’orlo del fallimento! Da quasi quattro anni, vive una situazione di grande disagio psichico che negli ultimi tempi ha assunto la conformazione di un vero e proprio esaurimento nervoso! Difatti, un pò a causa della crisi econo- mica del paese e della propria attività di ristorazione di riflesso, e anche a seguito di una serie di investimenti avventati consigliati dal fratello Ernesto, suo avvocato e socio in affari, Alberto si è ritrovato a dover combattere una personale disperata battaglia contro gli attacchi spietati dell’Equitalia e la malvagità di sua suocera Clementina, spietato ed integerrimo funzionario della agenzia delle Entrate! Un incubo dal quale potersi liberare solo grazie all’amore della famiglia che si prodigherà per salvare la vita di un onesto contribuente, di questa Iniquitalia.
12 marzo, ore 20:30, Lucio Pierri, Ida Rendano e Claudia Mercurio in "La scommessa"
di Lucio Pierri e Lello Marangio regia Lucio Pierri
Una notte come tante, la vita della “Napoli bene” viene improvvisamente sconvolta in un noto night della movida partenopea. La morte di un giovane imprenditore, apparentemente avvenuta per cause naturali, cela in realtà un quadro fitto di intrecci di persone, legate tra di loro da una passione diventata ben presto una dipendenza: la ludopatia…pur di vincere, si è disposti a tutto. Pur di assaporare soltanto per un istante che può sembrare eterno, l’estasi del piacere per aver saputo sfidare e battere la sorte. E’ questa la nuova trama dell’ultimo libro di Stephen king?…macchè! E’ il plot della nuova commedia di Lucio Pierri e Lello Marangio, prodotta da Fratelli Di Versi, dove i contorni del Thriller spionistico e psicologico sono lo spunto alla comicità esilarante e frenetica a cui i due autori hanno saputo abituarci negli anni. La scommessa sarà lo spettacolo sorpresa dell’anno…non ci credete? Scommettiamo?
2 Aprile, ore 20:30, "Così Parlò Bellavista"
dal film e romanzo di L. De Crescenzo, regia Geppy Gleijeses
In occasione del 90° compleanno di Luciano De Crescenzo, Alessandro Siani e Geppy Gleijeses adattano per il teatro il film di culto e il romanzo “Così parlò Bellavista”. Un omaggio doveroso, grande affresco corale sugli “uomini d’amore” e “gli uomini di libertà”, lo spettacolo tenderà a riproporre le scene più esilaranti del film come “il cavalluccio rosso”,” la lavastoviglie”, “ il Banco Lotto”, “la ‘500 tappezzata di giornali” e naturalmente il mitico contrasto tra il professor Bellavista e il direttore dell’Alfasud Cazzaniga. Ma anche con inserti di grande filosofia di vita di De Crescenzo, che nel cenacolo snocciolerà deliziando i suoi discepoli.
La scenografia riprodurrà la facciata del grande palazzo di via Foria dove fu girato il film, con scale praticabili dall’interno e vari elementi carrellati subentranti dai lati. Con le musiche originali di Claudio Mattone e ricordando sempre lo storico coautore di quel film: Riccardo Pazzaglia

Teatro Ricciardi - Largo Porta Napoli, Capua (CE)
Tel. +39 0823 963874 - Email: info@teatroricciardi.it

Prezzo Abbonamento: Platea €230, Gallerie €180

Fuori abbonamento

Sabato 19 Ottobre, ore 20, Concerto Grosso per i New Trolls
Circa 30 orchestrali della Real Cappella del Teatro San Carlo diretti magistralmente dal M°Ivano Caiazza al servizio dei New Trolls.
Biglietti: Platea €30 – I Galleria €25 – II Galleria €20
Concerto Grosso n° 1
Quella che inizialmente doveva essere la semplice colonna sonora di un film (“La vittima designata”, di Maurizio Lucidi), diviene una delle opere più importanti del rock progressivo italiano. S’intuisce già dal titolo come l’opera, barocca nell’impostazione e gradevolissima negli esiti, nasconda qualcosa di provocatorio. Concerto Grosso rappresenta la prima esperienza di Bacalov nell’ambito rock e scaturisce dalla necessità di comporre una musica di commento ad una trama cinematografica molto particolare. Protagonista de “La vittima designata”, appunto, è un nobile veneziano (interpretato dall’attore francese Pierre Clementi) dedito a modelli di vita spesso differenti da quelli della propria classe sociale. Per questo a Bacalov venne l’idea di sperimentare una fusione fra musica classica barocca, sulla scia del modello vivaldiano, e musica rock, facendo coesistere a volte i due linguaggi, altre volte ponendoli in netta contrapposizione.
Il Concerto Grosso n. 1 è suddiviso in tre tempi e una canzone:
Allegro: immediatamente si sfidano due archetipi stilistici: il rock entra a contatto col linguaggio del Settecento. Si sviluppa più di un Solo accompagnato da frequenti improvvisazioni, cui segue il Tutti finale, dove prende corpo un vero e proprio esperimento di fusion musicale.
Adagio: gli archi si confondono con la chitarra elettrica e regalano tensione drammatica alla nobile linea melodica del tema. È qui che i New Trolls introducono le loro voci, prendendo spunto dall’Amleto di Shakespeare: “to die / to sleep / maybe to dream”, ripetono i solisti. È la stessa frase che il nobile veneziano protagonista del film ama recitare…
Cadenza-Andante con moto: una lunga avvolgente Cadenza del violino e di nuovo, poi, le parole di Shakespeare, riprese in un diverso sviluppo musicale, fino alla chiusura del concerto.
Shadows: è il titolo della canzone tratta dal tema dell’Adagio. È affidata, naturalmente, alle voci dei New Trolls, che riescono a cucirvi intorno un formidabile assolo con chitarra distorta: il brano è dedicato esplicitamente a Jimi Hendrix ed è frutto della verve improvvisativa della band genovese.
Concerto Grosso n° 2 ​
Questa composizione, inserita nell’omonimo album, nasce nel 1976 sempre dalla collaborazione tra i New Trolls e Luis Bacalov (ma al progetto discografico partecipa anche un nume tutelare della canzone italiana come Sergio Bardotti). Il concetto di contaminazione tra stili diversi è analogo a quello celebrato nell’altro Concerto Grosso, anche se qui manca il pretesto narrativo-cinematografico. Siamo di fronte, così, ad un nuovo felice esperimento di fusion ante litteram.
La pagina è divisa in tre tempi a denominazione canonica, con evidenti riferimenti al linguaggio classico: Vivace, Andante, Moderato. Particolarmente riuscito appare il movimento centrale, per il forte impatto melodico della canzone eletta a tema portante, intorno alla quale i New Trolls ricamano un fitto gioco di variazioni.
Questo disco non suscitò, all’epoca, lo stesso forse consenso di critica del precedente, ma fu molto apprezzato dal pubblico, e le vendite superarono le centomila copie: una cifra assolutamente considerevole, specie se rapportata alle medie di oggi.
New Trolls il mito
Band genovese, i New Trolls nascono dal nucleo dei vecchi Trolls, gruppo beat dei primi anni Sessanta. Un aneddoto vuole che il complesso si sia formato sulla scia della recensione di un critico musicale, divertitosi ad indicare, su un giornale locale, la sua formazione ideale scelta fra i musicisti attivi, in quegli anni, nei locali di Genova. La storia dei New Trolls è segnata fin dagli inizi dalla forte capacità di costruire un rock di chiara ispirazione hard e psichedelica, originale e grintoso. È il biennio d’esordio 1967-1968 a segnare lo stile del gruppo, che si ispira al mondo musicale di Jimi Hendrix, Vanilla Fudge, Iron Butterfly, Deep Purple, senza perdere di vista la forma-canzone. I New Trolls debuttano nel 1967 con il 45 giri Dietro la nebbia/Questa sera. Grazie ad un rock d’effetto, che riflette un’ottima preparazione musicale, il complesso riesce a vincere il premio della critica al Festival di Rieti nello stesso anno. Il successo ottenuto è così grande che i New Trolls vengono subito chiamati come band supporter per la tournée italiana dei Rolling Stones. In seguito partecipano anche al “Disco per l’Estate” col singolo Visioni, che venderà più di 200mila copie: da quel momento prende avvio definitivamente una fortunata carriera concertistica. Brani come Sensazioni, Cristalli fragili, Davanti agli occhi miei, Un’ora, Io che ho te, Cosa pensiamo dell’amore, trovano forza nel poderoso virtuosismo chitarristico di Nico Di Palo oltre che nella vocalità collettiva di tutto l’ensemble, e portano i New Trolls ai primi posti della hit-parade. Nel 1968 il gruppo riesce in un’impresa che solo alcune formazioni mod-rock, come gli Who e i Kinks, sapranno portare a termine con le loro opere: coniugare melodia e hard rock. Realizza, infatti, in collaborazione con Fabrizio De Andrè e Gianpiero Reverberi, lo splendido album Senza orario senza bandiera, una lunga e malinconica rappresentazione dell’animo umano, dove i testi del cantautore genovese trovano l’ideale arrangiamento nelle musiche del gruppo. Passano appena due anni e i New Trolls si confermano grandi innovatori del rock con un altro disco evento, il concept album (un album, cioè, tutto attraversato da un unico filo conduttore) Concerto Grosso, pietra miliare del rock progressivo italiano. Il disco nasce grazie alla collaborazione con il compositore Luis Bacalov e si propone quale primo tentativo di mettere insieme il genere moderno popolare con la musica colta. Giudicato da qualcuno «opera rock-kitsch», Concerto Grosso rivela invece la capacità dei New Trolls di sapere fondere linguaggi musicali molto diversi in un’epoca in cui tali esperimenti rappresentavano una grossa novità. Sempre nel ’71 la band partecipa con successo ai Festival Pop di Caracalla, Viareggio e al “Davoli Pop” di Reggio Emilia; quindi la ritroviamo anche in manifestazioni poco frequentate dai gruppiprogressive, per esempio il Cantagiro e il “Disco per l’Estate”. Nel 1972 si cimenta nella pubblicazione di un doppio album, Searching for a land, registrato parte in studio e parte dal vivo, con i testi in inglese, la partecipazione dei Rhodes e la voce e la chitarra elettrica di Nico Di Palo lanciata in assoli hendrixiani. Dopo un breve periodo contrassegnato da qualche divergenza interna, il gruppo si ricompatta nel 1976, e così Di Palo, De Scalzi, Belleno, D’Adamo con il neo arrivato chitarrista Ricky Belloni tornano a ricercare il successo con Concerto Grosso n. 2. Negli anni successivi, la carriera della band, segnata pure dalla partenza di alcuni componenti e dall’arrivo di volti nuovi, continuerà nell’ambito del prediletto e collaudato genere della canzone, con un successo che, in alcuni casi (Quella carezza della sera), rappresenterà un premio gratificante per l’aver saputo rinnovare l’ispirazione degli anni d’esordio. Il loro album Aldebaran è stato ritenuto dalla critica tra i più belli degli ultimi vent’anni; ma, in generale, ogni nuovo lavoro dei New Trolls è stato salutato da un numero sempre crescente di sostenitori ed ha apportato puntualmente qualcosa di nuovo nel panorama musicale italiano.

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