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Reggia di Caserta: eventi

Caserta -  gennaio-marzo 2026 2025

Comunicato stampa

Il 1° e il 6 gennaio 2026, la Reggia di Caserta sarà eccezionalmente aperta al pubblico per dare il via al 2026 nella meraviglia della Corte dei Borbone.
4 gennaio,
Domenica al museo
La Reggia di Caserta aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura che prevede l’accesso con biglietto gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali la prima domenica di ogni mese.
Aperti gli Appartamenti reali e il Parco reale. Chiusi le Sale Vanvitelli, il Teatro di Corte, il Giardino Inglese e la Gran Galleria.
16 gennaio, ore 17.30, Cappella Palatina, terza edizione di Specchi di Musica. Università e Città in armonia promossa dall’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. "Luigi XIV al crepuscolo"
A inaugurare l’iniziativa, la cui direzione artistica è affidata a Paologiovanni Maione docente di Musicologia e Storia della Musica dell’ateneo, è il celebre direttore d’orchestra e clavicembalista Christophe Rousset tra le figure più richieste dalle grandi istituzioni musicali internazionali.
Da oltre trent'anni, Rousset con l'ensemble Les Talens Lyriques si dedica a riportare alla luce le opere più emblematiche del passato e in particolare del repertorio barocco in cui eccelle.
Il programma "Luigi XIV al crepuscolo", pensato per quest’occasione, si apre con la sonata a tre La Steinkerque composta da Couperin nel 1692 e ispirata all’omonima battaglia che ebbe luogo in quello stesso anno. Gli ultimi vent'anni del regno di Luigi XIV furono segnati da diverse guerre, come quella di Steinkerque, che segnò uno degli scontri della guerra dei Nove Anni, che permise alla Francia di conservare la città di Namur.
Gli ultimi vent'anni della vita del re Sole furono segnati anche dalla morte di Lully e dall'ascesa alla ribalta dei compositori François Couperin e Michel Pignolet de Montéclair, entrambi presenti in questo concerto. Insegnanti e amici – il secondo insegnò persino musica ai figli del primo – si collocarono entrambi a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo. Le loro composizioni sono inoltre caratterizzate da una fusione di stili francese e italiano.
Le opere di François Couperin che verranno eseguite si distinguono per la loro diversità: sonate a tre ispirate allo stile italiano, una cantata, ma anche arie serie e una canzone da bere, «Souvent dans le plus doux sort» («Spesso nella più dolce sorte»), la cui parte di basso continuo è aggiunta da Christophe Rousset. La cantata di Montéclair, composta dopo la morte del sovrano, è nello stesso stile di quelle del suo amico Couperin.
Les Talens Lyriques e il giovane basso-baritono Lysandre Châlon, diretti da Christophe Rousset, ci offrono, attraverso questo splendido programma, opere rappresentative della ricchezza della vita musicale durante il crepuscolo del regno del Re Sole.
La prestigiosa stagione è fortemente sostenuta da Giovanni Francesco Nicoletti, rettore dell’Università Campania-Vanvitelli e attualmente membro del Consiglio di Indirizzo del Teatro di San Carlo di Napoli. L’ingresso al concerto è libero e si prevede per la Reggia di Caserta il solo biglietto di accesso agli Appartamenti di 5 euro e le eventuali riduzioni previste.
PROGRAMMA
Louis XIV au crépuscule
Lysandre Châlon, basso-baritono
Les Talens Lyriques
Gilone Gaubert e Benjamin Chénier, violini
Atsushi Sakaï, viola da gamba
Christophe Rousset, direzione e clavicembalo
FRANÇOIS COUPERIN (1668-1733)
La Steinkerque, sonate en trio (ca. 1692)
Ariane consolée par Bacchus, cantate (1708)
La Superbe, sonate en trio (ca. 1695)
Airs choisis:
«Qu’on ne me dise plus», air sérieux (1697)
«Doux liens de mon cœur», air sérieux (1701)
«Souvent dans le plus doux sort», air à boire (s.d.)
La Visionnaire, sonate en trio (1690)
MICHEL PIGNOLET DE MONTÉCLAIR (1667-1737)
L’enlèvement d’Orithie, Cantate, deuxième Livre (1713)
17 Gennaio,
ore 10:30, presentazione del volume "VOX SIGNIS, dialogo tra Parole e Segni" edito dalla casa editrice "Frammenti", la casa editrice di Giuseppe Venditto, insieme alle opere in mostra dell'artista Enzo Toscano.
Coordina Marilena Lucente, Letture di Sara D'Aiello e Giuseppe Zappia
Un volume in cui con la ricerca visiva dell'artista Enzo Toscano hanno dialogato dieci scrittori casertani ossia: Lello Agretti, Cesare Cuscianna, Donato Cutolo, Mariastella Eisenberg, Marilena Lucente, Brillante Massaro, Tullio Pizzorno, Anna Ruotolo, Elisa Ruotolo, Eugenio Tescione. L'opera è arricchita anche dalle citazioni critiche di Giorgio Agnisola, Luca Palermo e Augusto Ferraiuolo.
proiezione in anteprima di "Sagone', cronache da un martirio moderno" di Rino Della Corte sulle oprere di Enzo Toscano
Un viaggio che scava oltre la materia per farsi indagine spirituale: è questo il cuore di “Sagomè, cronache di un martirio annunciato”, l’ultima fatica cinematografica di Rino Della Corte. Il docu-film, che esplora l'universo espressivo dell’artista casertano Enzo Toscano, sarà presentato ufficialmente in anteprima nazionale sabato 17 gennaio, alle ore 10:30, negli storici spazi dell'Archivio di Stato presso la Reggia di Caserta.
Il regista Rino Della Corte, da sempre attento osservatore dei fermenti culturali della Campania, distilla in questo lavoro una cifra stilistica che sfiora la video-arte. La sua telecamera non si limita a osservare le opere di Toscano, ma le "interroga", trasformando le celebri figure antropomorfe in entità viventi. Grazie alla fotografia di Raffaele Ferraro, il documentario costruisce un'architettura di luci e ombre capace di restituire allo spettatore la stessa urgenza creativa dell'artista.
L’opera cinematografica nasce e si sviluppa a partire dalle suggestioni del volume “VOX SIGNIS, dialogo tra Parole e Segni” (Edizioni Frammenti di Giuseppe Venditto). Nel film, la coralità dei testi di autori come Lello Agretti, Cesare Cuscianna, Donato Cutolo, Mariastella Eisenberg, Marilena Lucente, Brillante Massaro, Tullio Pizzorno, Anna Ruotolo, Elisa Ruotolo ed Eugenio Tescione diventa voce narrante, arricchita dalle analisi critiche di Giorgio Agnisola, Luca Palermo e Augusto Ferraiuolo.
Il titolo “Sagomè” è un’intuizione semantica che intreccia l'oggetto plastico (la sagoma) con un richiamo esistenziale e identitario. Attraverso il volto e la voce dell'attore Giuseppe Zappia, il martirio citato nel titolo si fa simbolo universale della condizione umana e, al contempo, riflesso di una terra — quella casertana — sospesa tra una feconda bellezza e ferite ancora aperte.
"Attraverso questo percorso visivo, ho cercato di dare dignità e voce ai segni indelebili di Toscano," spiega Rino Della Corte. "L'obiettivo era superare la superficie delle figure per toccarne l'anima, interpretando il sentire degli autori che hanno scritto di lui per raccontare il nostro tempo."
Prodotto da Ola Fabbrica Creativa APS, il docu-film rappresenta un nuovo capitolo dell'impegno di Della Corte nel valorizzare le eccellenze del territorio, confermando la sua capacità di rendere il patrimonio artistico una materia viva e pulsante
21 gennaio,
ore 17, Sala degli Incontri d'arte, presentazione del catalogo "Nino Longobardi alla Reggia di Caserta".
Alla presenza dell'artista, interverranno Tiziana Maffei, Tomas Arana, Angela Tecce e Olga Scotto di Vettimo.
24 Gennaio,
ore 17.00, Viaggio in Italia
Fin dai tempi del classico Grand Tour, che risalgono alla fine del Seicento e arrivano sino al primo Ottocento, il Belpaese è stato una tappa obbligatoria per chiunque volesse intraprendere un viaggio di formazione in Europa. Così è stato anche per molti musicisti che hanno percorso la Penisola in lungo e largo, ammirandone l’arte, godendo delle sue variegate bellezze paesaggistiche, apprezzandone il clima mediterraneo e scoprendone le varie tradizioni locali.
Nel 1831 Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847) partì da Amburgo per andare a visitare l’Italia su esortazione del grande vate Johann Wolfgang von Goethe (1742-1832) che vi era stato oltre quarant’anni prima, e ne aveva celebrato le impressioni nel suo Viaggio in Italia. Fu la città di Roma che ispirò più intensamente la creatività musicale del giovane compositore che qui ebbe modo di terminare l’ouverture de Le Ebridi (op. 26), di iniziare la prima stesura di una ballata di Goethe dal titolo La prima notte di Valpurga (op. 60) e di dedicarsi alla composizione della sinfonia n. 4 op. 90 detta, appunto, “Italiana”. Il “romanticismo felice”, come fu ben definito quello di Mendelssohn, trova una delle sue più perfette espressioni in quest’ultima composizione.
Tale sinfonia è un omaggio all’Italia, alla forma classica, e indirettamente alla grande arte di J.S. Bach. Il carattere ‘italiano’ della composizione andrà rintracciato nella sua spumeggiante freschezza, nella cantabilità davvero mediterranea di molti temi, nella luminosità della magistrale strumentazione. La cornice formale è quella classica, in quattro movimenti con ordinati ritornelli e riprese, ù che nella snellezza delle proporzioni sembrano guardare soprattutto ai modelli haydniani e mozartiani. Ma in molti punti traspare anche il grande amore che Mendelssohn nutriva per Bach: emblematico è in tal senso l’Andante con moto, dove i contrappunti dei flauti al tema principale e soprattutto il movimento dei bassi sembrano realmente rievocare lo spirito barocco.
INTERPRETI: Orchestra Filarmonica Campana, Giulio Marazia, direttore, Martin Kasik, pianoforte,
PROGRAMMA: Fryderyk Chopin Variazioni sul tema “Là ci darem la mano” per pianoforte e orchestra op. 2
Wolfgang Amadeus Mozart Concerto per pianoforte e orchestra n. 23 in la maggiore KV 488
Felix Mendelssohn-Bartholdy Sinfonia n. 4 in la maggiore “Italiana” op. 90
Fuori programma dedicato al progetto Regine in collaborazione con la Reggia di Caserta:
Leonardo Leo, Le nozze di Amore e Psiche (1739) Festa Teatrale per le nozze di Maria Amalia di Sassonia con Carlo di Borbone (Introduzione)
Giuseppe De Majo, Il sogno d’Olimpia (1747) Festa Teatrale per la nascita del primo figlio maschio di Maria Amalia e Carlo di Borbone, il principe Filippo (Sinfonia)

Il 1° febbraio la Reggia di Caserta aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura che prevede l’accesso con biglietto gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali la prima domenica di ogni mese.
7 febbraio, ore 17.30, Cappella Palatina, Specchi di Musica: Pagine d’opera per Teresa Iervolino
Università e Città in armonia promossa dall’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.
Teresa Iervolino tra le più apprezzate cantanti della sua generazione offrirà agli ascoltatori un programma avvincente che culminerà con alcune delle più belle pagine tratte da opere italiane e francesi. Il celebre mezzosoprano, che vanta presenze nei maggiori teatri nazionali e internazionali, in intesa con il direttore artistico della stagione Paologiovanni Maione, affronterà per la prima volta in pubblico alcune pagine legate all’immaginario canoro melodrammatico. Di Verdi interpreterà «O don fatale» tratto dal Don Carlo e di Cilea «Acerba voluttà» da Adriana Lecouvreur, pentagrammi destinati a narrare passioni e tormenti femminili nonché la fascinazione sensuale di eroine immortali come Carmen.
La sezione operistica serve a riaffermare il ruolo che il melodramma ha in un contesto internazionale e soprattutto, le pagine degli autori italiani, a rammemorare che il canto lirico italiano è uno dei beni immateriali dell’umanità, come dichiarato dall’UNESCO. Non c’è programmazione dei teatri lirici nel mondo che non sfoggi un congruo numero di opere italiane, tra le più amate e seguite dai pubblici di qualsiasi latitudine che fanno di volta in volta segnare il tutto esaurito presso i botteghini.
La prima parte del concerto è invece all’insegna della liederistica tedesca con Wagner, Mahler, Brahms e Schubert senza tralasciare il disincantato Rossini con due pagine deliziose quali La danza o Tarantella e Le dodo des enfants. Iervolino è tra le cantanti più duttili che governa con sapienza un repertorio vasto che va dal Seicento al Novecento con sensibilità e proprietà stilistica controllando il suo strumento, di rara bellezza timbrica, con straordinaria disciplina.
In questa occasione è affiancata da Andrea del Bianco, finissimo pianista capace di dialogare e arricchire il percorso musicale dell’interprete nonché notevole solista come si avrà modo di ascoltare in alcune pagine presenti nel programma. Del Bianco è in forze come Korrepetitor presso l’Opernhaus Zürich, dove contribuisce alla preparazione musicale di cantanti e produzioni di altissimo livello, con particolare attenzione allo sviluppo artistico delle giovani generazioni. Ha lavorato al fianco di direttori d’orchestra quali Riccardo Muti, Bruno Bartoletti, Nello Santi, Fabio Luisi, Donato Renzetti, Gianandrea Noseda, Marco Armiliato, Bruno Campanella, William Christie, Ottavio Dantone, Roberto Abbado, Antonino Fogliani offrendo un supporto musicale di grande precisione e profondità stilistica.
Ancora una volta l’Università della Campania Luigi Vanvitelli offre alla comunità un evento di grande rilievo a ingresso libero, per la Reggia di Caserta è previsto il solo biglietto di accesso agli Appartamenti di 5 euro e le eventuali riduzioni previste.
Domenica 8 febbraio, ore 16, Gran Ballo di Carnevale alla Reggia di Caserta.
Avvolti dalla magia del Vestibolo superiore, i visitatori della Reggia di Caserta faranno un viaggio nel tempo per essere spettatori di corti danzanti in abiti ottocenteschi.
Nel valorizzare la tradizione dei festeggiamenti carnevaleschi, l’Associazione Culturale APS Società di Danza Napoli e Caserta, diretta dal Maestro Lucio Martino, ricrea un'atmosfera di festa a corte con balli e coreografie filologicamente ricostruite sulle note di romantici valzer, quadriglie, mazurke, polke, galop e contraddanze.
Il Gran Ballo di Carnevale, con un repertorio dalla migliore tradizione operistica europea, offre al visitatore del museo l'esperienza immersiva in un’epoca, quella della seconda metà del XIX secolo, per farne rivivere e reinterpretare insieme i rituali di svago e divertimento nelle società di corte.
Il pubblico museale è invitato a entrare nell’atmosfera festosa del Gran Ballo di Carnevale, accompagnato dalla descrizione di aspetti e valori della danza e della cultura del tempo.
La partecipazione all’evento è inclusa nel costo ordinario del biglietto/abbonamento al Museo.
Sabato 14 febbraio, l'Istituto del Ministero della Cultura festeggia l'amore alla mostra "Regine. Trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l'Europa".
Alle 11 lo staff del Museo attende i visitatori lungo il percorso dell'esposizione nella Gran Galleria del Palazzo reale per approfondire la storia di uno dei simboli del Parco reale: la Camelia. Proprio in questi giorni, la pianta originaria dell'Asia, è nel periodo di piena fioritura. Tra la Camelia e le regine c'è un antico legame: Maria Carolina d'Asburgo Lorena ebbe un ruolo importante nell'introduzione di questa esotica specie botanica nel Giardino Inglese di Caserta. La camelia madre, tra le prime giunte in Europa dall'Oriente, è oggi il simbolo del patrimonio naturale della Reggia vanvitelliana.
Per l'occasione, i visitatori del Museo potranno anche comprare negli spazi della mostra una pianta in vaso. Dalle 10 alle 16 all'ingresso della Gran Galleria, sarà infatti possibile acquistare la Camelia delle Regine. L'iniziativa è realizzata in collaborazione con le Serre di Graefer.

Opera Laboratori: eventi

 domenica 18 gennaio, ore 11,30, Regine in Parola, una visita tematica rivolta al pubblico adulto che accompagna i visitatori alla scoperta delle sovrane attraverso le loro stesse parole. Lettere, scritti e corrispondenze diventano strumenti per entrare in contatto con il lato più intimo e umano del potere, rivelando emozioni, responsabilità e strategie politiche celate dietro il ruolo pubblico.
L’attività verrà riproposta anche giovedì 29 marzo alle ore 11,30 e chiuderà il ciclo di visite per adulti.
venerdì 24 gennaio, ore 12,30, Diario di una Regina: Maria Carolina, una visita di approfondimento (al costo di 10 euro a persona) che conduce all’interno del diario inedito di Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, relativo agli anni 1781–1785. Attraverso la lettura e il commento di brani selezionati, il percorso restituisce il ritratto complesso di una sovrana colta, determinata e profondamente coinvolta nella vita politica del suo tempo.
Le visite si svolgeranno anche il 7 febbraio e il 7 marzo, sempre alle ore 12,30.
domenica 25 gennaio, ore 11, Opera Laboratori Guidati dalle illustratrici Arianna Masia e Filomena Nostrale, docenti della Scuola Fumetto Cassino, i partecipanti (al costo di 5 euro) impareranno a osservare i ritratti delle sovrane esposte e a reinterpretarli attraverso il linguaggio del fumetto e dello stile manga. Le regine borboniche diventano così personaggi contemporanei, dinamici ed espressivi, in un’attività che stimola creatività, immaginazione e capacità di lettura dell’immagine, avvicinando i più piccoli alla storia attraverso un codice visivo a loro familiare.
Mercoledì 4 febbraio, ore 16, Album delle Regine, un laboratorio creativo (al costo di 8 euro) che invita i più piccoli a costruire un racconto personale delle sovrane attraverso immagini e brevi testi, trasformando la visita in un vero e proprio album illustrato di storie e personaggi.
Giovedì 6 febbraio e giovedì 20 marzo alle ore 16, Diario Reale: l’enigma della corona, una visita-gioco (proposta al costo di 5 euro) che trasforma il percorso espositivo in una caccia al tesoro tra simboli, indizi e messaggi nascosti, permettendo ai bambini di ricostruire relazioni e vicende delle protagoniste della mostra.
Venerdì 21 febbraio e venerdì 21 marzo, ore 16, Un gioiello di Mostra, laboratorio (al costo di 8 euro) che unisce una visita di approfondimento dedicata ai gioielli raffigurati nei ritratti esposti a un momento creativo finale, durante il quale ogni partecipante realizzerà un proprio monile ispirato alle mode del Settecento e dell’Ottocento.
Sabato 22 febbraio e sabato 22 marzo alle ore 11, Le Regine della Mostra torna con una nuova edizione del laboratorio di fumetto, confermandosi come uno degli appuntamenti più originali e richiesti del calendario. A seguire, per entrambe le giornate è previsto alle ore 12,30 anche Indovina Chi – Queen Edition, una visita interattiva (al costo di 5 euro) che coinvolge adulti e bambini in un gioco di osservazione e deduzione tra i ritratti delle sovrane.

Ogni giorno i visitatori avranno inoltre la possibilità di partecipare a Un viaggio tra le Regine, una visita accompagnata che si tiene alle 11,30 e alle 17,15 e che offre un percorso di un’ora tra storia, politica, passioni e strategie di potere delle sovrane protagoniste della mostra. Ogni gruppo è composto da massimo 20 partecipanti, e il costo è di 10 euro oltre al biglietto di ingresso. Completano il ricco palinsesto di attività una serie di approfondimenti brevi, gratuiti e su prenotazione, che si svolgeranno ogni giovedì di gennaio, febbraio e marzo alle ore 16,30, per un massimo di 10 partecipanti. Gli incontri del mese di gennaio sono dedicati alle dinamiche fondamentali della vita di corte: il 22 gennaio Madri regine. Custodi di eredi e dinastie esplorerà la maternità come funzione pubblica; il 29 gennaio Regine in scena. Ruolo e immagine pubblica analizzerà il cerimoniale come linguaggio del potere assoluto. Il ciclo continua il 5 febbraio con Gesti del potere. Cerimoniali ed etichette, dedicato all’esercizio attivo del potere da parte delle sovrane attraverso mecenatismo, carità e diplomazia; mentre il 12 febbraio Stanze regali. L’affermazione del gusto offrirà uno sguardo sugli spazi privati e sulle passioni personali delle regine, come nel caso di Carolina Bonaparte Murat e del suo gusto neoclassico.
Nel mese di febbraio si apre anche il dialogo tra il passato e il presente con il ciclo Le Regine e il Contemporaneo. Il 19 febbraio Formazione e Potere mette a confronto l’educazione strategica delle principesse con le moderne sfide dell’accesso ai ruoli di leadership, soprattutto in ambito STEM e politico. Il 26 febbraio L’immagine pubblica. Dal ritratto di corte all’icona sui social, traccia un parallelo tra i ritratti ufficiali delle regine e le attuali dinamiche di personal branding. Il 5 marzo: La stanza tutta per sé analizza i luoghi privati delle sovrane come spazi di espressione personale, avvicinandoli alle dinamiche odierne di esposizione pubblica delle passioni individuali. Il ciclo si chiude il 12 marzo con un doppio approfondimento dedicato alla maternità e alla coppia come spazio politico: Maternità e carriera riflette sul doppio ruolo tra dinastia e vita privata, mentre Il contratto indaga il matrimonio come alleanza strategica, ieri come oggi.

Tutte le attività sono su prenotazione e i costi indicati non includono il biglietto di ingresso alla mostra. I laboratori riservati ai bambini dai 6 ai 10 anni avranno una durata di 90 minuti e accoglieranno fino a 20 persone per ogni fascia oraria. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’Info Point della Reggia di Caserta al numero 0823 324185 o scrivere a: caserta@operalaboratori.com.

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