Collettiva: Di luce e di colori
Santa Maria Capua Vetere (CE) - dal 23 gennaio 2026
Comunicato stampa
Disvelamenti, avvertimenti, apparizioni: mi sembrano i termini che
maggiormente interpretano i lavori della seconda rassegna “Luce e colori”,
che Sergio Gioielli promuove nel suo pregevole spazio sammaritano
Centometriquadri: termini che, in un contesto di molteplici rimandi
allusivi, fanno pensare a stati rivelativi dell’essere e del sentire, a
visioni che da fisiche si fanno metafisiche e paiono alludere ad una
metafora interiore, al senso stesso della vita. I nomi sono sei, di varia
provenienza, ma che paino uniti da motivi comuni o almeno convergenti della
ricerca, al di là dello specifico e personale registro di stile.
Immaginando un percorso intuitivo, si può partire da
Marco Grimaldi. Egli esplora nelle sue
opere assetti interni della luce, tra apparizione e sparizione, con una
analisi rigorosa della percezione visiva: una sorta di geometria
energetica, che annette una implicazione metaforica dello sguardo, in cui i
colori, in un ordine spaziale di ritmica e calibrata composizione, si
addensano e rarefanno, suggerendo stati interiori, moti d’anima. Fanno
seguito i lavori dell’artista giapponese Hirotsugu Aisu. Qui è la materia
stessa che dialoga con la luce. L’artista è un demiurgo: egli, partendo da
una carta preziosa, quella di Amalfi, morbida e spessa, elabora, attraverso
abili e ispirate piegature, sorprendenti superfici e raffinate partiture,
connotate da un forte e cangiante riflesso ottico. C’è, da parte
dell’artista, come il desiderio di dare spirito alla materia, e di
rigenerarla in una superiore, rigorosa armonia. Sullo stesso fronte della
ricerca, ma con una prospettiva più introversa, più psichica, sono i lavori
di Agostino Tulumello, caratterizzati da
una paziente e attenta sedimentazione di rilievi cromatici e stati
sensitivi. L’opera, nel riflesso emozionale dello spettatore, appare come
l’invito ad un progressivo processo di identificazione, a raccontarsi nello
spazio astratto della materia cromatica. Quell’immagine visiva in
equilibrio tra il dentro e il fuori, che caratterizza la gran parte delle
opere della presente collettiva, si emblematizza nel lavoro di
Angelo Farina, in cui un interno, si
direbbe di un pubblico locale, viene rappresentato in una dimensione
sospesa, con una tenuta di colori tenui, inclini al monocromatismo, con
grigi e rosa nell’azzurro di luci soffici e indistinte. Lo sguardo
visionario dell’artista trascende la realtà e la astrae, fissandola in una
sensibile dimensione interiore, al di là del tempo. Suggestivi sono altresì
i lavori di Pasquale Musone. Egli
promuove, con una tecnica mista, contesti naturalistici in cui innesta
elementi astratti e luci geometrizzate, che vanno al di là della forma
realistica e che pure caratterizzano uno spazio, un ambiente. Sono fasci di
luce netti, caldi, quasi segnaletici, che danno il senso di una improvvisa,
catartica apparizione. Infine le opere di Michele D’Alterio. Qui geometria
e segno si legano in una visione che interpreta un fine equilibrio tra
attenzione visiva e dimensione simbolico-narrativa. Quasi tutto il lavoro
di D’Alterio, infatti, è mosso da una tensione intuitiva e visionaria che
si misura scrupolosamente, nella fase operativa, con il rigore e la sfida
del progetto. Ne derivano pazienti e meditate opere di assemblaggio, che
corrispondono ad attente e sensibilissime costruzioni della mente.
Giorgio Agnisola
Centometriquadri Arte Contemporanea, via C. Santagata, n.14, Santa Maria
Capua Vetere
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