XVIII festival-laboratorio palascianiano: Ama, conosci, parla
Capua (CE) - dal 12 Aprile 2026
Comunicato stampa
A ingresso gratuito, in varie sedi di Capua e dintorni, da aprile a
ottobre 2026 l'Accademia Palasciania terrà il XVIII festival-laboratorio
palascianiano di scienza, filosofia, poesia, gioco e umana armonia: «Ama,
conosci, parla. Un percorso "caleidoscosmico" con Marco Palasciano tra
racconti meravigliosi, educazione filosofica e giochi teatrali».
Ognuna
delle quattordici puntate, tranne l'ultima, si articolerà in due tempi: il
primo tempo consisterà in una lezione-spettacolo di Marco Palasciano,
integrata nel secondo tempo da una sessione di laboratorio ludico,
affettivo, narrativo e teatrale dove saranno infine i partecipanti stessi –
insieme con lo scolarca – a stabilire i temi della puntata successiva. La
quattordicesima puntata, invece, inizierà con la cerimonia di conferimento
del Premio Palasciano-Bellofiore per la letteratura 2026 e si concluderà
con la festa dei diplomi.
programma:
domenica 12 aprile, ore
18:30, Sala Vinciguerra, Palazzo Fazio, via Seminario 10, Capua, puntata n.
1 – «Ipermeganouicon» ovvero, anagrammando, «Xx xxxxx xxx xxxxx»
(Il
titolo grecizzante «Ipermeganouicon» vuol dire «Cose da menti ultragrandi»,
oltre a essere un anagramma del titolo alternativo nascosto dietro le "x".)
L'incontro farà da introduzione al mondo dell'"accademia meno accademica
del mondo". La lezione del primo tempo avrà per argomento base la forma
mentis tipica di Leonardo, di Goethe e d'altri genî universali: il volgersi
a una molteplicità di discipline anziché alla specializzazione in un solo
campo. Di contro, nell'età contemporanea s'è scavato un abisso fra cultura
umanistica e cultura scientifica, e a peggiorare le cose l'odierno sistema
scolastico va per lo piú in direzione contraria rispetto all'antica idea
d'un sapere libero da ogni fine utilitaristico. Ma v'è un filo che corre
per i secoli; e se talora s'è spezzato, ha sempre trovato chi lo
riannodasse.
Nell'intervallo tra primo e secondo tempo si terrà la Festa
dell'Amicarium, con premiazione dei vincitori del Premio dell'Amicarium
2025: 1° Giulio Verazzo, 2° Pasquale Carbone, 3° Olimpio Sparaco.
sabato 25 aprile nel centro storico di Capua con partenza
alle ore 18:30 da Palazzo Fazio (via Seminario 10), cui circa un'ora dopo
si tornerà per recitare sul palco della Sala Vinciguerra, grazie alla
collaborazione di Capuanova e FaziOpenTheater, puntata n. 2 di «Ama,
conosci, parla» – intitolata «Dai Tucci a Turandot. Una lezione-passeggiata
e un laboratorio di teatro della fiaba»
La Festa della Liberazione
coinciderà quest'anno con il 100° anniversario della prima rappresentazione
della «Turandot» di Giacomo Puccini. Per celebrare ambedue l'Accademia
Palasciania terrà un unico evento, a partecipazione libera e gratuita,
nell’àmbito del XVIII festival-laboratorio palascianiano di scienza,
filosofia, poesia, gioco e umana armonia «Ama, conosci, parla. Un percorso
"caleidoscosmico" con Marco Palasciano tra racconti meravigliosi,
educazione filosofica e giochi teatrali».
Poco prima dell'inizio
dell'evento si potranno depositare a Palazzo Fazio eventuali costumi,
oggetti di scena e altro che possa servire nella parte II. Ciascuno si
porti da casa, se vuole, tutto ciò che ritenga utile alla recita.
La
parte I, la lezione-passeggiata, tratterà di natura umana, storia e altro
ancora, nel frattempo toccando alcuni dei luoghi più significativi in
merito alla Resistenza capuana durante la II guerra mondiale: a esempio il
Museo Campano – che sotto la direzione di Luigi Garofano Venosta fu sede di
riunioni antifasciste – e i luoghi in cui veniva stampato il giornale
clandestino della Resistenza fondato da Leniscki (Aniello Tucci) e Rosso
(Michele Semeraro), «Il Proletario», la cui stamperia mobile ebbe uno dei
suoi nascondigli segreti nella bottega del fratello di Leniscki, Tommaso
Tucci. Saranno presenti familiari viventi di alcuni dei personaggi citati,
ad arricchire l'esperienza con le loro testimonianze.
La parte II, il
laboratorio di teatro della fiaba, vedrà improvvisarsi sul palco la messa
in scena della storia di Turandot. Chiunque fra le persone presenti lo
desideri potrà interpretare una o più parti; Palasciano baderà al
canovaccio e alla regia.
A conclusione saranno i partecipanti stessi,
insieme con lo scolarca, a stabilire i temi della puntata n. 3. A seguire
si cena in pizzeria.
domenica 3 maggio, ore 18:30, Sala Vinciguerra di
Palazzo Fazio (Capua, via Seminario 10), puntata n. 3: «La leggenda del
pianista sull'oceano dei mostri. Neurodivergenza e mundus procrustèus,
turris ebùrnea e spirali di formiche, musica dorotèa e teatro della fiaba».
La parte I consisterà in una lezione-spettacolo di M.P., il quale – oltre a
trattare dell'eterna lotta fra la presunta normalità e chi ne diverge –
improvviserà al pianoforte da novello Novecento guidato dalla grazia
iperurania, a onta d'ogni Salieri shafferiano, coinvolgendo
nell'incredibile gioco dei "ritratti musicali" tutte le anime gentili
presenti.
La parte II sarà una sessione di laboratorio teatrale (era in
programma per l'incontro scorso, ma si è dovuta rimandare ad ora) in cui si
improvviserà sul palco la messa in scena della fiaba di Turandot, di cui
chiunque potrà interpretare uno o più ruoli. Facoltativo portarsi da casa
costumi, oggetti di scena e altro che si ritenga utile alla recita.
A
conclusione saranno le stesse persone partecipanti, insieme con lo
scolarca, a stabilire i temi della puntata n. 4. A seguire si cena in
pizzeria.
domenica 17 maggio, ore 18:15, chiesa di San
Salvatore a Corte (via Principi Longobardi 19), puntata n. 4: «Ama,
conosci, parla. Un percorso "caleidoscosmico" con Marco Palasciano tra
racconti meravigliosi, educazione filosofica e giochi teatrali».
Titolo:
«Pro·va· d'or·ch·e·str·a·» ovvero, sciogliendo l'acrònimo, «Proteiforme
varianza d'ordinario chaos e straordinaria armonia».
La parte I
consisterà in una lezione-spettacolo di M.P. integrata da dialoghi con le
persone presenti, e il cui prologo avrà per scenario la conclusione di una
prova musicale, grazie alla collaborazione della Teatro Ricciardi Heart
Sound Orchestra diretta dal M° Domenico Rocco. Dall'orchestra concreta si
passerà, allegorizzando, a quella della natura umana, tra le varie "voci"
in contrappunto (violenza e amore, follia e ragione...): ed ecco il bene
cercare di emergere dal caos, mentre il male cerca di soffocarne l'armonia,
come nella Sinfonia n. 5 di Silvestrov – massimo compositore ucraíno
vivente – che da sola vale piú di settantamila Eurovision Song Contest. Né
si trascurerà il dato che, dal 2005, il 17 maggio è la Giornata
internazionale contro le fobie relative a identità e affettività.
La
parte II includerà una sessione di laboratorio teatrale. Si improvviserà
sul tema «Prìncipi e carnefici», ispirandosi alla prima scena della
«Turandot» di Puccini, dove un mandarino annuncia al popolo la sorte del
giovane principe di Persia (in risonanza tragica con le attuali esecuzioni
di giovani iraniani). Infine si terrà un dibattito sugli argomenti della
puntata, e ogni partecipante potrà proporre uno o piú argomenti da trattare
nelle puntate successive.
domenica 31 maggio, ore
18:30, chiesa di San Salvatore a Corte (via Principi Longobardi 19),
puntata n. 5 grazie alla collaborazione di Capua Sacra
Qui – in
occasione del cinquantottesimo compleanno dello scolarca, che a fine
puntata si festeggerà in pizzeria con chi voglia esserci – l'Accademia
testerà un'inedita formula. Ci saranno sette buste, il pubblico ne
sceglierà una a caso, e solo allora si saprà quale lezione-spettacolo debba
andare in scena. Queste le opzioni in gioco:
(a) «L'abbecedario
dell'umano spirito. Viaggio di nozze mistiche dalla A di Abisso alla Z di
Zenit»
(b) «Bestia ignorante, pericolo costante. Come
l'antiscientificità sta rovinando l'umanità»
(c) «I peggiori filosofi
del mondo. Mainländer, Michelstaedter e chi li ha spinti a buttarsi nel
secchio»
(d) «Filosofia dell'amore. Dalla morte di Liù alla teleologia
della vita»
(e) «Capitano Nemo propheta in patria. L'indifferenza del
capuano medio di fronte ai doni divini dell'ingegno umano»
(f) «Gibus
schiacciato. Concilium cadavericum contra Matilde Serao in vendetta di
Oscar Wilde, genio immortale»
(g) «Prove tecniche di opus magnum.
Dialogo tra Palasciano e una intelligenza artificiale sul suo sogno di
un'enciclopedia totale».
In ogni caso la puntata includerà, tra la prima
e la seconda parte della lezione frontale, una sessione di laboratorio
teatrale, dove si improvviserà su due temi opposti: il “Mi hai colpito” di
un tragico fatto di cronaca consumatosi a Napoli l'aprile scorso, e il "Mi
hai sorriso" dell'atto I della «Turandot» di Puccini.
Dopo il secondo
tempo, a conclusione, si terrà un dibattito sugli argomenti della puntata e
ogni partecipante potrà proporre uno o più argomenti da trattare nelle
puntate successive.
sabato 13 giugno, 211° anniversario della nascita di
Ferdinando Palasciano, ore 18, Museo Campano, Capua, incontro con
Wanda Marasco a cura del BCC Book Club "San Vincenzo de' Paoli" e del
Festival "Capua il Luogo della Lingua", arricchito da una visita alla
Biblioteca – tra documenti e cimeli palascianiani – e da una lettura
dell'autrice e di Marco Palasciano da «Di spalle a questo mondo», romanzo
vincitore sia del Premio Campiello, sia del Premio Palasciano-Bellofiore
per la Letteratura.
domenica 14 giugno, ore 18:30,
chiesa di San Salvatore a Corte, via Principi Longobardi 19, Capua, puntata
n. 6: «Vita: gioco mirabile di carte / tra asini e mostri, santi ed alti
ingegni»
L'appuntamento – a ingresso gratuito in collaborazione di Capua
Sacra. Per partecipare non vi è necessità di aver seguito le puntate
precedenti.
L'incontro consisterà, per circa la metà, di una
lezione-spettacolo dello scolarca dell'Accademia; per il resto, di una
sessione di laboratorio teatrale (dove si improvviserà su un esule che
decide, per amor fou, "d'affrontar la prova" che lo metterà a rischio della
vita) e di un dibattito durante il quale chiunque, oltre a condividere
esperienze e dubbi vitali, potrà proporre uno o più argomenti da trattare
nelle puntate successive.
E infatti la lezione che andrà in scena è
costruita su vari argomenti proposti in precedenza dai partecipanti del
festival-laboratorio (a partire da un sogno a base di tarocchi e lirica,
passando per il dialogo tra filosofi e credenti, fino ai "droni drasticoni"
del futuro programmati per risolvere il corto circuito tra democrazia e
ignoranza) più, in quadratura circuli ad orologeria, gli spunti offerti
dalle ricorrenze della settimana legate a Giacomo Leopardi, a Ferdinando
Palasciano e ad Antoni Gaudì, il genio che avviò la costruzione – a
Barcellona – della chiesa più alta del mondo: la Sagrada Familia, la cui
torre centrale sarà inaugurata a 100 anni esatti dalla morte
dell'architetto, ossia quattro giorni prima della puntata.
sabato 27 giugno, ore 18:45, presso i giardinetti di via
Duomo, precisamente all'angolo in cui si trova il Monumento ai Cadutin. 7,
puntata n.7 con Marco Palasciano tra racconti meravigliosi, educazione
filosofica e giochi teatrali».
Titolo della puntata: «Capua Città della
Filosofia. Una lezione-passeggiata al modo aristotelico, ma di gusto più
platonico, per esporre i vostri dubbi cosmici o domestici allo scolarca
dell'Accademia meno accademica del mondo».
Sarà un'occasione preziosa
per camminare e ragionare insieme, tra scorci di natura e stratificazioni
storiche urbane, condividendo con la più felice mente filosofica di Terra
di Lavoro i propri dubbi su ogni livello dell'esistenza – dalle intime
questioni quotidiane ai misteri del cosmo e d'oltrecosmo – per ipotizzare
risposte senza presumere certezze, al contempo leggendo il paesaggio come
un libro e familiarizzando con il vocabolario del pensiero.
A metà
percorso, inoltre, si perverrà a un luogo "segreto" – mai usato come palco
all'aperto prima d'ora – per una sessione di laboratorio teatrale. Qui si
improvviserà una scena dal titolo «Gli enigmi sono tre, il gatto di
Schrödinger è uno» (allusione alle voci di Turandot e Calàf che si
sovrappongono come stati quantistici, lei cantando "Gli enigmi sono tre, la
morte è una" e lui "Gli enigmi sono tre, una è la vita", mentre il gatto è
contemporaneamente vivo e morto finché non si apre la scatola).
Tutta
questa "caccia al thesaurus" – a partecipazione libera e gratuita si
concluderà un paio d'ore dopo sulla soglia di una pizzeria dove l'incontro
proseguirà, per chi vorrà, in forma d'una cena fra vecchi e nuovi amici
dell'Accademia Palasciania, con lo scolarca a mutarsi in simposiarca.
Si
consiglia di segnalare la propria presenza a cena – con un messaggio al 347
957 5971 – almeno un giorno prima, dato che prenotare un tavolo di sabato è
più difficile che conciliare Platone con Aristotele.
domenica 12 luglio, ore 19:00, , presso i
giardinetti di via Duomo, Capua, puntata n. 8:Capua speculum mundi. Una
nuova lezione-passeggiata per la Città della Filosofia
(precisamente
all'angolo in cui si trova il Monumento ai Caduti), per dipanarsi quindi
lungo le vie più fresche e ombrose del centro storico e concludersi un paio
d'ore dopo sulla soglia di una pizzeria. Qui l'incontro proseguirà, per chi
vorrà, in forma di una cena fra vecchi e nuovi amici dell'Accademia "meno
accademica del mondo".
Il XVIII festival-laboratorio palascianiano di
scienza, filosofia, poesia, gioco e umana armonia – iniziato ad aprile 2026
e intitolato «Ama, conosci, parla. Un percorso "caleidoscosmico" con Marco
Palasciano tra racconti meravigliosi, educazione filosofica e giochi
teatrali» – si caratterizza per una programmazione aperta agli spunti del
quotidiano e alle proposte dei partecipanti, con Palasciano a sperimentare
formule didattiche inusuali, come la lezione-passeggiata o la
lezione-festa, e tradurre concetti complessi in esperienze dirette: lo
scolarca capuano spiega il proprio sistema filosofico usando la struttura
architettonica del campanile del Duomo; tratta di kalokagathìa indicando un
giovane virtuoso, e del Socrate sileno indicando sé stesso; approfitta del
concludersi delle prove di un'orchestra per dotare la puntata n. 4 di un
prologo inusuale, in [orch]estrosi versi, che inizia mentre i musicisti
ripongono gli strumenti; costruisce l'intera puntata n. 6 a partire dal
sogno di un sodale, vincitore di medaglia d'argento delle Cento Presenze, e
per un novizio aggredito da un passante alterato organizza un cerchio di
condivisione e ascolto; supera un proprio trauma costruendoci sopra la
puntata n. 3, «La leggenda del pianista sull'oceano dei mostri»; trasforma
in teatri spazi urbani insoliti, come il basamento di un edificio demolito;
e rielabora la cronaca e la memoria storica mettendo in scena, ad esempio,
il mortale ferimento di un ragazzo a Napoli in concomitanza con il transito
lunare della navicella Integrity, o celebrando il 25 aprile sia la
Resistenza antifascista capuana – tra l'altro facendoci scoprire i luoghi
in cui i fratelli Tucci stampavano clandestinamente «Il Proletario» – sia
il centenario della «Turandot», di cui da allora inserisce nel mezzo di
ogni puntata del festival-laboratorio una diversa scena da fare recitare a
chiunque lo desideri.
Tocca ora alla puntata n. 8, che come la n. 7 – di
cui costituisce il complemento – si terrà in forma di dialogo itinerante:
«Capua speculum mundi. Una nuova lezione-passeggiata per la Città della
Filosofia». Capua assurgerà a specchio del mondo, per omotetìa, e ad
enciclopedia-labirinto; le sue mura saranno anche le mura di Gerico e di
Troia, si leggerà Omero, si scopriranno gli immensi cimiteri sotterranei
nascosti nelle chiese – cui pose fine l'editto di Saint-Cloud, che un
attore commenterà in endecasillabi prestando la propria voce a Ugo Foscolo
– e le carceri in bella vista, ma ignorate, in piazza, presso le quali
Amleto spiegherà a Guildenstern e Rosencrantz come il mondo sia tutto nella
nostra testa, sfumando quindi dal teatro nell'ontologia e nella
gnoseologia, quest'ultima soppesando equanime il pensiero magico-religioso
e la logica, con Gödel a tentare di dimostrare matematicamente l'esistenza
di Dio e una monaca geniale a soffrire in parallelo con un altro mistico,
ma musulmano, le rispettive tragedie di amore proibito, mentre dal
gregoriano di santa Ildegarda si passerà alle improvvisazioni di un genio
autodidatta sul pianoforte dei portici – non bastasse l'impronta dello
spirito di Mozart sul convento agostiniano, dove pernottò – e dai versi di
Rumi a quelli di Centore.
19 luglio, ore 21:00 si terrà nel giardino di una pizzeria
di Capua (per sapere quale, contattare il 18 luglio il 347 957 5971) un
incontro fuori programma
L'evento – come sempre a ingresso libero –
consisterà in una cena (ognuno per sé sceglie e per sé paga) inclusiva di
dialogo filosofico con lo scolarca dell'Accademia, reso per l'occasione
simposiarca, sul tema dell'immortalità dell'anima. Si potranno inoltre, a
tavola o durante la digestiva passeggiata, suggerire altri temi, di cui
trattare sia nell'immediato sia in qualche incontro a venire.
Titolo:
«De immortalitate animæ. Convivio "borgesiano" a onta della finale della
Coppa del Mondo FIFA 2026, sicut erat in 1978, oltreché alla facciazza di
Pomponazzi». Nel 1978, infatti, Jorge Luis Borges volle tenere a Buenos
Aires (la nazione era allora sotto il giogo del generale Videla, con
migliaia di morti assassinati) una conferenza sull'immortalità dell'anima,
esattamente nel giorno e all'ora di Argentina-Olanda, la finale del
campionato calcistico mondiale; e nel 2026 l'Accademia Palasciania vuole
ripetere il suo gesto, per gioco.
Un gioco certamente più nobile di
quello che è diventato il calcio. Perché "Quello che un tempo era un rito
autotelico e locale, profonda espressione di libertà e catarsi, si è
ridotto a un business transcontinentale frammentato e mercificato,
interamente subordinato al profitto miliardario e alle logiche geopolitiche
dello sportwashing globale"; dove "gli atleti non sono più simboli di
virtù, ma ingranaggi algoritmici di uno spettacolo programmato per la
distrazione di massa". Oggi come, in sostanza, già nell'epoca dei
desaparecidos.
E così, invece di assistere alla finale del mondiale –
in scena al MetLife Stadium, nel regno di Trump – ci si ritroverà
appositamente in un locale privo di televisori sintonizzati sulla partita,
in un borgo medieval-barocco, per dedicarsi alla filosofia, pronti a
riprendere il tema scelto nel 1978 da Borges. Dato il quale, non si potrà
fare a meno d'accennare fra l'altro al «De immortalitate animæ» (1516) di
Pietro Pomponazzi, che – pur credendo all'immortalità dell'anima per fede –
diceva, sulla scorta d'Aristotele, che tale idea va contro la ragione.
A dispetto del filosofo lombardo, gli "accademici di nulla accademia"
capuani invece mostreranno – forti del rigoroso e cristallino sistema
filosofico palascianiano – come essa sia perfettamente razionale. Il loro
"novello Leibniz" risponderà a ogni dubbio in merito durante il banchetto.
Al quale ci si augura di essere "in undici, per fare squadra e vincer la
partita fra i noiosi Materialisti e noi, osi Metarealisti".
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