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Giornate FAI d’Autunno

Caserta e provincia (CE) -10 e 11 ottobre 2026

Comunicato stampa

Caserta

Palazzo della Prefettura,

Sabato: 09:30 - 13:30 (ultimo ingresso 13:30)
L'apertura del Palazzo Acquaviva, rappresenta un evento straordinario, sede istituzionale non è solitamente accessibile al pubblico.Le Giornate FAI di Autunno saranno l'occasione per ammirare le meraviglie di questo Palazzo , le sue sale e suoi decori, abilmente guidati da giovani Apprendisti Ciceroni.
PER SAPERNE DI PIÙ
Palazzo Acquaviva è uno degli edifici più antichi e rappresentativi della città di Caserta. E' stato la residenza dei conti e dei principi di Caserta, dagli inizi del Trecento fino al 1749 poi, con la vendita del feudo di Caserta a Carlo di Borbone da parte del principe Michelangelo Caetani di Sermoneta (1750), è stato utilizzato come temporanea dimora della corte borbonica durante la costruzione del palazzo reale. In seguito ha ospitato scuole ed uffici amministrativi e, attualmente, vi hanno sede gli uffici della Prefettura e della Questura.
Visite a cura di Apprendisti Ciceroni studenti Liceo Artistico San Leucio, ISISS Mattei-Ferraris Accoglienza, ITC Terra di Lavoro Animazione Musicale

Real Vaccheria e Tempietto del SS Sacramento,

Scuola di Polizia - via Eleuterio Ruggiero 14, Aldifreda,
Orario Sabato: 09:30 - 13:30 (ultimo ingresso 13:30)
Domenica: 09:30 - 13:30 (ultimo ingresso 13:30)
La Real Vaccheria ed il Tempietto del SS Sacramento, attualmente, sono parte integrante della Scuola Agenti Polizia di Stato, quindi è un luogo normalmente non fruibile. L'apertura tende quindi a far conoscere un una parte della città, che nasce come attività produttiva di "supporto" alla Reggia e che negli anni ha avuto diverse destinazioni d'uso. Durante la visita sarà possibile ammirare nel locale della ex polveriera alcuni cimeli della Polizia di Stato.
PER SAPERNE DI PIÙ
La famiglia dei Borbone acquistò lo Stato di Caserta in una realtà piuttosto modesta sia dal punto di vista sociale che territoriale, dimensioni e densità edilizia, il definitivo salto di qualità della “città nuova” avverrà soltanto, nella seconda metà del XVIII secolo, con la realizzazione della Reggia. Il casale di Aldifreda, che prende il nome da una principessa longobarda di nome Rifredi si trova attualmente nel pieno centro di Caserta, in direzione nord, ed è situato in adiacenza al parco della Reggia vanvitelliana.
La Vaccheria Reale, oggi sede della Polizia di Stato, risale al 1750, anno in cui i Borbone acquistarono il terreno dal Principe Michelangelo Gaetani di Sermoneta, per realizzarne una stalla per 136 vacche ed una capretteria, con annessa lavorazione di formaggi e di sostanze che venivano utilizzate nella tessitura della seta. In merito alla progettazione dell'intero complesso risalente al 1753, rimane indiscusso l'operato dell'architetto Luigi Vanvitelli, difatti in una lettera scritta al fratello urbano il 30 ottobre 1753, si legge ..."Questa mattina il re è andato in giro per tutto il giardino....mi ha dato l'ordine di fare il disegno della Vaccheria et un Caffeaus per bevere il latte in essa"...
L'edificio, a pianta semicircolare, ha il fronte principale a due piani, in origine, il primo per uso magazzini e lattiere, il secondo per abitazione dei vaccari e per altri impianti. La parte interna posteriore ha una forma ellittica, dove erano situate le stalle, ed in avancorpo tra i due antichi ingressi vi era il caffeaus, progettato da Luigi Vanvitelli per il trattenimento della famiglia reale, con ambiente interno ellittico. L'intero complesso sarà modificato ad Ospedale Militare con Sovrano Rescritto del 31 ottobre 1850 N° 4100. Il Tempietto del SS. Sacramento, situato nel cortile, fu costruito quando la Real Vaccheria aveva cessato la sua attività, sopraelevato rispetto alla quota del cortile, fu costruito come un tempio greco assemblando i blocchi di pietra senza l'utilizzo di leganti. La cupoletta, all'interno, è affrescata con una rappresentazione raffigurante la "Incoronazione della SS. Vergine con coro di Angeli ed altri accessori" del pittore Gennaro Maldarelli.
Delegazione FAI di Caserta
Visite a cura di
Apprendisti Ciceroni Istituto Salesiano " Sacro Cuore di Maria" di Caserta

Riardo

Parco Sorgenti Ferrarelle

Contrada Ferrarelle snc,
Orario Sabato: 10:00 - 13:00 (ultimo ingresso 13:00)
Il Parco Sorgenti Ferrarelle di Riardo è patrocinato dal FAI, che ne tutela lo straordinario contesto paesaggistico e architettonico. Un paradiso tutto naturale che custodisce le fonti delle acque minerali Ferrarelle, Santagata ed Electa. All'interno del Parco Sorgenti di Riardo (dove ha origine la naturale effervescenza di Ferrarelle), Ferrarelle ha fondato la società Masseria delle Sorgenti, azienda agricola che coltiva in regime di agricoltura biologica e Fattoria Didattica riconosciuta dalla Regione Campania.
PER SAPERNE DI PIÙ
Un impegno che si concretizza attraverso opere di restauro di manufatti architettonici di pregio e interventi sulla vegetazione e l'agricoltura. All'interno del Parco Sorgenti di Riardo (dove ha origine la naturale effervescenza di Ferrarelle), Ferrarelle ha fondato la società Masseria delle Sorgenti, azienda agricola che coltiva in regime di agricoltura biologica
L'azienda agricola Masseria delle Sorgenti ha la sua dimora all' interno della Masseria Mozzi, le cui origini si perdono nella storia fin dal Medioevo. Le terre, a quel tempo possedimenti agricoli dei Monaci benedettini dell'Abbazia della Ferrara, erano meta del soggiorno estivo dei monaci, che qui vi trovavano frescura nei mesi più caldi e un terreno particolarmente fertile e ricco di sali minerali per l'agricoltura. Sono proprio i monaci a dare il nome “Le Ferrarelle” a quei luoghi disseminati di fonti d'acqua di origine vulcanica.
La Masseria vuole continuare a svolgere il proprio ruolo nel territorio, migliorando continuamente i propri standard produttivi e la sostenibilità delle proprie attività. Inoltre, l'ambizione del progetto porta a rappresentare un esempio virtuoso delle buone pratiche agricole per le altre aziende locali. In questo modo puntiamo a creare una rete di imprese che tutelano e valorizzano il patrimonio unico a nostra disposizione.
Delegazione FAI di Caserta
La sua storia inizia molti secoli fa, nel Medioevo, ed è strettamente collegata a quella del nucleo urbano in cui venne costruito l'edificio, il casale di Torre, poi denominato Caserta.Alla fase di declino di Caserta Vecchia iniziata nel Trecento, corrisponde quella di crescita urbana e demografica di Torre con la costruzione di un “palazzotto”, attiguo ad una preesistente torre, da parte dei Della Ratta, che governavano il feudo di Caserta in quel periodo.Gli Acquaviva subentrarono nel 1509 apportando molte migliorie. Nel 1579 Caserta da Contea divenne Principato e gli Acquaviva continuarono l'ambizioso programma di trasformarla in una degna sede della loro corte commissionando opere artistiche ed architettoniche ad importanti artisti, come in Palazzo Acquaviva e Palazzo al Boschetto.
La struttura plano-volumetrica del palazzo risulta notevolmente cambiata nel corso dei secoli, poiché nel periodo di governo degli Acquaviva d'Aragona, a partire dal conte Baldassarre, vennero realizzati diversi interventi, anche nei retrostanti giardini all'italiana che erano estesi fino ad Ercole. I suoi successori, i principi Giulio Antonio ed il figlio Andrea Matteo, commissionarono interventi anche di decorazione pittorica delle sale, poiché era l'edificio rappresentativo dello status symbol del principato, in cui per un periodo, nel Seicento, vennero ospitati illustri personaggi del vicereame spagnolo. La forma originaria era forse a ferro di cavallo, con cortile centrale, stalle al piano terra e numerose stanze al piano nobile, dotato anche di una cappella. Nel periodo in cui governarono i Caetani di Sermoneta vi abitarono saltuariamente, avendo affidato la gestione amministrativa a persone del posto. Nel periodo borbonico fu aggiunto il secondo piano detto delle cameriste. I successivi interventi sono stati molto poco rispettosi della struttura.
Delegazione FAI di Caserta

Aversa

Chiesa di San Giovanniello

Sabato: 09:30 - 13:30 / 15:30 - 18:30 (ultimo ingresso 17:30)
Domenica: 09:30 - 13:30 / 15:30 - 18:30 (ultimo ingresso 17:30)
La chiesetta è solitamente chiusa sarà questa l'occasione per ammirare il restauro dell'icona mariana restituita alla città di Aversa
PER SAPERNE DI PIÙ
La Chiesa di San Giovanniello è sita in via Costantinopoli n 36. Attualmente la si considera una chiesa privata appartenente alla famiglia Emini di Aversa.
La Chiesa si definisce di San Giovanniello in quanto riferita alla figura di San Giovanni Elemosiniere, un patriarca esistito intorno al 611 ad Alessandria, celebre per la sua beneficienza. E' importante quindi far riferimento alla storia dei gerosolamitani sorti nel 1084, in concomitanza con la creazione a Gerusalemme dell' ospedale di S. Giovanni Elemosiniere, costruito per concessione del califfo d'Egitto e provvisto di un'infermeria e di un ospizio per tutta la gente di qualsiasi fede religiosa. La chiesa è sita in via Costantinopoli ad Aversa e contiene un interessante affresco della Madonna Lactans, simbolo di iconografia mariana, inizialmente presente sull'Altare Maggiore.
In seguito a un convegno sulla suddetta chiesa a cui ha partecipato la delegazine FAI, da Don Michele Salato e dalla delegata I.R.Motti, ha avuto inizio il tanto agognato restauro dell'affresco della Madonna Lactans a cura del restauratore Gianfranco Zarrillo e devoluto dalla famiglia Emini. L'immagine risale al ‘300 e la chiesa è stata ristrutturata intorno all'800. La parte più antica che si vede della Madonna è il volto, il bambino e il seno; le aureole della Madonna e del bambino sono le più originali. Tutto il resto è stato aggiunto, come ad esempio, il manto celeste, con degli abbellimenti dell'affresco in sé, fino a considerare la prospettiva della pavimentazione, della collana e degli orecchini. Riguardo l'originale pittore della Madonna, si tratta di un pittore di ambito giottesco di Napoli, trasferitosi ad Aversa probabilmente su invito di un nobile che aveva sede in Aversa e che gli fece dipingere l'affresco in questione. L'iconografia è molto antica, già risalente all'antico Egitto cristianizzato del VI secolo, poi diffusosi in ambito bizantino
Ilaria Rita Motti Gruppo FAI Aversa
Visite a cura di Volontari FAI

Palazzo Cascella

Via Cesare Battisti, 90,
Orario Sabato: 09:30 - 13:30 / 15:30 - 19:00 (ultimo ingresso 19:00)
A conclusione della visita guidata dove i visitatori potranno incontrare i proprietari eredi Cascella e conoscere gli aneddoti più suggestivi della ricca storia che caratterizza il palazzo, le visite si concluderanno in serata con un ballo in costumi d'epoca organizzato dall'associazione culturale Mirarte che collabora strettamente con la famiglia Cascella su tutto il territorio locale e regionale.
PER SAPERNE DI PIÙ
Il palazzo Cascella è una dimora storica a ridosso del quatiere Costantinopoli nel centro storico di Aversa
La residenza storica di “Palazzo Cascella” fu costruita tra la fine del 1600 ed i primi anni del 1700. Il fabbricato si trova tra il quartiere Lemitone, in una traversa della via Nova,che conduce a via Costantinopoli, all'epoca denominata Santa Caterina. Gli antichi atti notarili, lo descrivono, intorno al 1710, come una costruzione cinta da mura con orto e pozzo. All'incirca nel 1750, ed il 1760, è stato abbellito architettonicamente secondo il gusto dell'epoca. Voluto da Giacomo Cascella commerciante e proprietario terrierio, il palazzo ha visto la visita nel tempo di diverse personalità illustri del mondo della politica, dell'arte-spettacolo-sport e della cultura.
Dalla strada, l'attuale via Cesare Battisti, si accede all'androne che, attraverso sottoportici con annessa scala conduce ai piani superiori. Si configura un'ampia corte, che sfocia in un ordinato giardino, con prevalenza di alberi di agrumi secolari. L'edificio si presenta con pianta che possiamo definire a “ ferro di cavallo “, è incorniciato da ampie terrazze, su ambedue i lati; da una di queste, vi è l'opportunità di salire al secondo piano, dove è situato un altro vasto terrazzo, da cui si ammira sia parte del campanile di Porta Napoli, ovvero, l'Arco dell'Annunziata, che il maestoso Vesuvio, in lontananza. Procedendo lungo il terrazzo , si entra nei locali, dove in passato veniva posto il grano, insieme allo stoccaggio di altri generi alimentari , in gergo locale, gli antichi “ Suppigni “. L'edificio ha la caratteristica di non aver subito, nei secoli, trasformazioni e si presenta con tutta la suggestione e l'imponenza dell'impianto antico.
Rosalba Corvino Capo Gruppo FAI Aversa
Visite a cura di Volontari FAI

Galluccio

 
la Collegiata di Santo Stefano Protomartire, la Chiesa di Santa Maria del Trionfo nel borgo di Sipicciano, l’Azienda vitivinicola Telaro e l’Azienda vitivinicola Porto di Mola

Il 10 e 11 ottobre visite e appuntamenti culturali alla scoperta di un angolo dell’Alto Casertano che custodisce paesaggi, storia e tradizioni.
Colline dolci, vigneti, uliveti e castagneti disegnano il paesaggio di Galluccio, un angolo delle aree interne dell’Alto Casertano dove la bellezza dei luoghi si accompagna alla memoria dei borghi e a un legame ancora vivo tra comunita e terra. Alle pendici del vulcano spento di Roccamonfina, questo territorio conserva ampi spazi naturali e un patrimonio diffuso di chiese, architetture e tradizioni: un invito a rallentare e a scoprire una Campania meno conosciuta.
Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026, le XV Giornate FAI d’Autunno, promosse sul territorio dalla Delegazione FAI di Caserta, offriranno l’occasione di conoscere questo patrimonio attraverso quattro aperture nel Comune di Galluccio: la Collegiata di Santo Stefano Protomartire, la Chiesa di Santa Maria del Trionfo nel borgo di Sipicciano, l’Azienda vitivinicola Telaro e l’Azienda vitivinicola Porto di Mola.
Ad accompagnare i visitatori sara l’Associazione Rigenerazione Galluccio, con il coinvolgimento dei suoi giovani. Per la Collegiata e prevista anche la collaborazione del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”.
La Collegiata di Santo Stefano Protomartire, in via don Pietro Calce, raccontera il ruolo di un luogo che per secoli ha costituito un riferimento religioso e culturale per Galluccio e le comunita circostanti. Il campanile e il pregevole soffitto ligneo a cassettoni accompagneranno la scoperta di un patrimonio nel quale arte e storia locale si intrecciano.
A Sipicciano, la visita alla Chiesa di Santa Maria del Trionfo, in piazza Sant’Anna, sara occasione per scoprire il polittico custodito al suo interno e conoscere il borgo e il suo rapporto con il paesaggio. Due approfondimenti guideranno la lettura del luogo: “Storia, memoria e tradizioni: Santa Maria del Trionfo nell’antico borgo di Sipicciano”, a cura della professoressa Virginia Machera, sabato alle 11:00 e domenica alle 16:00; “Un patrimonio da scoprire: arte e architettura di Santa Maria del Trionfo”, a cura dell’architetta Angela Lato, sabato alle 15:00 e domenica alle 11:00. Le visite all’Azienda vitivinicola Telaro, in via Cinque Pietre, e all’Azienda vitivinicola Porto di Mola, in via Risiera, porteranno invece alla scoperta della vocazione agricola ed enologica di Galluccio. Vigneti e paesaggi produttivi offriranno una chiave di lettura del rapporto tra caratteristiche del territorio, lavoro e qualita delle produzioni locali.
A questo legame sara dedicata anche “I sapori del territorio”, l’esposizione di prodotti enogastronomici allestita negli spazi esterni alla Collegiata di Santo Stefano, il 10 e l’11 ottobre dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:00. Le realta presenti sono Volcano Gems, Delli Colli, Cantine Ortali, Luca Paparelli, Fontana Falcone e Peppape: un’occasione per avvicinarsi alle produzioni e alle realta imprenditoriali che contribuiscono a raccontare l’identita del territorio.
Sempre nella Chiesa dell’Annunziata, il programma unira arti visive, musica e letteratura. In entrambe le giornate sara visitabile la mostra pittorica di Rosa Capraro. Sabato alle 16:00 e domenica alle 12:00, “Terra Mia” proporra un breve viaggio musicale tra radici e contaminazioni culturali, con Bruno Mignanelli al pianoforte e le voci di Maria Rosaria Pacifico e Arturo Violo. Alle 17:00, sia sabato sia domenica, “Galluccio tra le righe” dara spazio alle poesie e ai racconti di Franco Acri, con lettura e analisi di Mariangela Acri.
Domenica, dalle 14:00 alle 16:00, il Casale Le Arcate, nel borgo di Sipicciano, ospitera lezioni e una mostra micologica a cura del Gruppo Micologico Roccamonfina.
Alla manifestazione parteciperanno inoltre gli alunni dell’Istituto Comprensivo Alto Casertano di Galluccio, con disegni, letture poetiche e approfondimenti presso la Collegiata e la Chiesa di Santa Maria del Trionfo.
Un fine settimana che invita a conoscere Galluccio attraverso i suoi luoghi e le persone che li custodiscono, mettendo in relazione patrimonio culturale, paesaggio e vita della comunita.
Orari delle aperture: Collegiata di Santo Stefano, Chiesa di Santa Maria del Trionfo e Azienda vitivinicola Telaro saranno visitabili sabato e domenica dalle 9:30 alle 13:30 e dalle 15:00 alle 18:00. L’Azienda vitivinicola Porto di Mola sara aperta solo sabato, negli stessi orari.

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