Caserta History Film Festival II ed
Marcianise e Capodrise (CE) - dal 4 al 13 novembre 2026
Comunicato stampa
La storia torna sul grande schermo con la seconda edizione del
Caserta History Film Festival, manifestazione internazionale dedicata al
cinema documentario storico, promossa dall’Università degli Studi della
Campania “Luigi Vanvitelli”. La rassegna coinvolgerà Caserta, Capua, Aversa
e Piedimonte Matese, portando il cinema nelle sale del territorio e negli
spazi dell’Archivio di Stato, all’interno della Reggia di Caserta, fino
alla cerimonia conclusiva al Rettorato dell’Ateneo.
La manifestazione,
organizzata nell’ambito delle attività di Terza Missione e Impatto Sociale
dell’Ateneo, ha la direzione artistica del regista Luca Gianfrancesco e la
direzione esecutiva della professoressa Lucia Monaco. Nell’anno degli
ottant’anni della Repubblica, il CHIFF rinnova il confronto sulle vicende
che hanno segnato la storia italiana ed europea attraverso opere che
accostano i grandi avvenimenti alle esperienze individuali e le fonti
d’archivio alle testimonianze dei protagonisti.
IL PROGRAMMA, QUATTRO CITTÀ DAVANTI ALLO SCHERMO
Ad aprire il festival saranno, il 4, 5 e 6 novembre, le
proiezioni mattutine degli otto documentari italiani all’Auditorium
Provinciale di Caserta, con la partecipazione delle scuole superiori della
città. Dal 9 al 12 novembre il programma si sposterà nei
cinema del territorio, con quattro mattinate dalle 9 alle 13, aperte al
pubblico e agli studenti. Ogni appuntamento prevede due film e un incontro
con gli autori.
Lunedì 9 novembre, al Cinema Don Bosco
di Caserta, saranno proiettati “È giunta l’ora” di Nicola Maria Tella,
Alberto Sotis e Leandro Barichello e “Fora pal Mont (i passi rimasti)” di
Lorena Trevisan e Michele Pastrello. Il primo intreccia la riscoperta
dell’archivio del fotografo Nicola Scafidi con la memoria familiare e i
grandi set del cinema italiano. Il secondo restituisce voce alle donne
della Valcellina che, nei primi decenni del Novecento, lasciavano i propri
paesi per dedicarsi al commercio ambulante.
Martedì 10 novembre,
al Cinema Ricciardi di Capua, saranno proiettati “Madre Teresa a Roma” di
Antonio Farisi, dedicato all’incontro della religiosa con la povertà delle
periferie della capitale, e “Achille Lauro – The Terror Cruise” di Simone
Manetti, che ricostruisce il dirottamento della nave nel 1985 e la crisi
diplomatica che ne seguì attraverso le testimonianze delle persone a bordo.
Mercoledì 11 novembre, al Cinema Vittoria di Aversa, il
programma metterà al centro due storie legate a Napoli: “Elvira Notari,
oltre il silenzio” di Valerio Ciriaci, che ripercorre la vicenda della
prima regista italiana, il suo cinema popolare e la riscoperta della sua
opera, e “Una vetrina che guarda il mare” di Massimiliano Gallo, dedicato
alla storia della famiglia Marinella, tra tradizione artigianale, eleganza
e affermazione internazionale.
Giovedì 12 novembre, al
Cinema Cotton Movie di Piedimonte Matese, il pubblico potrà vedere “Cassino
Then and Now” di Paolo Ameli, che ripercorre le vicende di soldati di
diverse nazionalità e di un profugo italiano sul fronte della linea Gustav
nel 1944, mettendo a confronto le immagini della guerra con i luoghi di
oggi, e “Riusciranno i nostri eroi, il cinema di Age & Scarpelli” di Marco
Spagnoli, che racconta il lavoro della celebre coppia di sceneggiatori e le
trasformazioni dell’Italia attraverso la commedia cinematografica.
DARIO FO E I MESTIERI DEL CINEMA
Uno degli appuntamenti centrali del festival sarà la proiezione di “Dario
Fo, l’ultimo Mistero Buffo”, in programma lunedì 9 novembre
alle 18.30 al Cinema Don Bosco di Caserta. Al documentario sarà conferito
il Premio Speciale Vanvitelli CHIFF 2026. Jacopo Fo e il regista Gianluca
Rame, rispettivamente figlio di Dario Fo e nipote di Franca Rame,
incontreranno il pubblico e ritireranno il riconoscimento. La serata
renderà omaggio all’eredità artistica del Premio Nobel per la Letteratura
1997, nel centenario della nascita.
Il festival approfondirà anche i
processi di ideazione e realizzazione delle opere audiovisive attraverso
due incontri ospitati dall’Archivio di Stato, negli spazi della Reggia di
Caserta.
Martedì 10 novembre, dalle 15 alle 17,
l’autore, sceneggiatore, regista e montatore Paolo Guerrieri condurrà il
workshop “La scrittura infinita”, prendendo spunto dal documentario
“Federico Faggin, l’uomo che vide il futuro” per esplorare il percorso che
dalla ricerca conduce alla scrittura e al montaggio.
Venerdì 13
novembre, sempre dalle 15 alle 17, l’incontro “La Campania come
set: i successi della Film Commission e le opportunità per produrre
audiovisivo sul territorio” sarà dedicato alle prospettive della produzione
audiovisiva nella regione. Interverranno Maurizio Gemma, direttore generale
della Film Commission Regione Campania, e Claudia Pascotto, referente
dell’area produzione e responsabile della gestione e organizzazione degli
eventi.
IL CONCORSO EUROPEO E LO SPAZIO SCUOLE
La dimensione
internazionale del CHIFF si sviluppa attraverso quattro documentari
finalisti della sezione europea. “Destiny or Will. Marusia” di Vyacheslav
Bihun racconta, attraverso la testimonianza di una donna, un secolo di
storia della Transcarpazia, regione dell’Ucraina occidentale al confine con
l’Europa centrale. “Echoes of Chornobyl” di Lana Delaroche ricostruisce la
memoria del disastro nucleare attraverso le voci di chi lo documentò,
interrogando il valore delle immagini e la responsabilità dei testimoni.
Il tedesco “How to Spell Empire” di Markus Schlaffke riporta alla luce la
vicenda dei prigionieri tatari nei campi tedeschi durante la Prima guerra
mondiale, tra propaganda, appartenenze religiose e aspirazioni di libertà.
Con “The Spirit of Monastir”, Eyal Boers segue invece un gruppo di studenti
di architettura sulle tracce della comunità ebraica di Bitola, in Macedonia
del Nord: un viaggio nel quale patrimonio, memoria familiare e Shoah si
incontrano.
Accanto ai concorsi italiano ed europeo trova posto “Memoria
Corta”, la sezione dedicata ai cortometraggi di finzione e ai documentari
di argomento storico o storico-artistico realizzati dalle scuole italiane.
L’UNIVERSITÀ, IL PUBBLICO E I PREMI
«Con il Caserta History Film
Festival – sottolinea la professoressa Lucia Monaco – l’Università
Vanvitelli mette in relazione ricerca, formazione e partecipazione
culturale. Il documentario permette di condividere conoscenze, interrogare
le fonti e avvicinare pubblici diversi alla storia. Portare queste opere
nelle sale del territorio significa creare occasioni di confronto nelle
quali studenti, studiosi, autori e cittadini possano contribuire alla
costruzione di una memoria comune e consapevole».
«La selezione racconta
una storia che continua a interrogarci – spiega il direttore artistico Luca
Gianfrancesco – e accanto ai grandi avvenimenti trovano spazio le vicende
familiari, il lavoro, le esperienze delle donne e le immagini che hanno
contribuito a formare il nostro immaginario. Abbiamo cercato opere capaci
di coniugare la forza del racconto con il rigore della ricerca storica e
delle fonti. La novità dell’edizione 2026 del Caserta History Film Festival
è la sua concezione come festival diffuso, pensato per coinvolgere l’intero
territorio della provincia di Caserta, portando il cinema documentario
storico nei luoghi, nelle comunità e nelle realtà culturali del territorio.
Vogliamo che il festival diventi un’occasione di incontro e partecipazione
per avvicinare il pubblico della provincia di Caserta alla storia,
attraverso la conoscenza e la scoperta di opere documentaristiche, capaci
di restituire eventi, testimonianze e vicende del passato e di renderli
patrimonio condiviso delle comunità del territorio».
La cerimonia di
premiazione si terrà sabato 14 novembre, alle 18.30, al Rettorato
dell’Università Vanvitelli di Caserta. Saranno assegnati i riconoscimenti
per il miglior documentario italiano, la miglior fotografia, il miglior
montaggio e la miglior ricerca d’archivio, oltre al Premio Università
Vanvitelli e al Premio Giovani, assegnato dalle giurie degli studenti
universitari e delle scuole superiori. Completano il palmarès i premi per
il miglior film europeo e per la sezione “Memoria Corta”.

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