Gino Accardo

Sorbello

Sara Gison

Angelo Callipo

La banda degli onesti

Salvatore Iermano

Abbasce la cape

 

Piccolo Teatro CTS: 25 stagione teatrale

Caserta - Dal 28 Settembre 2025

Comunicato stampa

domenica 28 settembre alle ore 11:15, con replica ore 17:00, teatro dei burattini del Teatro Cartolandia “Pan barbiere, il barbiere pasticcione”.
Il teatro dei burattini è una forma di arte teatrale in cui attori, i burattinai, animano personaggi tramite pupazzi di legno o stoffa (i burattini), nascosti dentro un teatrino portatile, per raccontare storie. Questa antica tradizione, che unisce maestria artistica e racconto orale, affascina il pubblico di tutte le età con spettacoli ricchi di fantasia, emozione e divertimento. Dunque, uno spettacolo di burattini, questo, creato per stimolare i bambini divertendosi e indirizzandoli a capire che il bullismo ha ripercussioni negative verso gli altri e verso se stessi. Un argomento che abbiamo voluto toccare per tutto ciò che accade oggi giorno tra i giovani e non. In prima persona abbiamo avuto minacce da un "bullo" adulto, e abbiamo risposto con questo spettacolo. Il bullismo è una delle più grandi debolezze interiori, il comunicare con serenità invece è la strada di un popolo evoluto, un evoluzione che noi esseri umani dobbiamo raggiungere a differenza di molte specie animali, dove il bullismo è la loro sopravvivenza

25 e 26 Ottobre, Gino Accardo e Sara Gison in "Promenade"
La canzone classica napoletana, con Gino Accardo e Sara Gison, trova due interpreti di grande affermazione nel panorama della melodia partenopea di tutti i tempi della cultura canora napoletana. In alcune incisioni di Gino, ci sono brani di sua composizione, dove è viva, presente e più che mai radicata l’ispirazione alla figura paterna, fino al punto che Gino gli rende omaggio scrivendo un brano dal titolo Quann’è sera. Inoltre Gino Accardo, è un accurato conoscitore dei motivi della tradizione canora napoletana dal duecento al novecento. Roberto Murolo, che lo ha sempre stimato volendolo al Suo fianco, scrive tra l’altro in una lettera: “Gino ricorda, che Napoli ha bisogno di giovani come te che porti avanti la vera cultura classica napoletana..." Accardo è stato protagonista in molte trasmissioni televisive: “La Vita In Diretta” (Rai uno) “Uno Mattina” (Rai uno) “Serata d’onore” (TMC) “Stelle del Mediterraneo” (Rete 4) “Il Canta Giro” (Rai International) “Premio Calabria” (Rai Tre) “ Miss Italia in Campania (Rai uno). Mentre Sara Gison, è una cantante, attrice, musicista. Ha iniziato a recitare da piccolissima con Nino Taranto. E sempre come attrice ha lavorato nelle compagnie teatrali di: Bruno Tabacchini, Beppe Sollazzo, Antonio Guida ecc. Attualmente sta lavorando ad un progetto tutto suo, un musical dal titolo "Partenopea". Ovviamente il genere musicale che predilige è la canzone napoletana classica accompagnandosi con la chitarra.
1 e 2 Novembre, Angelo Bove in "Faber La Leggenda" (storie su F. De André)
Presentato, cantato e interpretato da A. Bove
Una performance questa, con sussidi in video sulle tormentate vicende del poeta Fabrizio De André, presentata e interpretata da Angelo Bove. Queste le note di regia: “la leggenda di Fabrizio De André continua e continuerà ancora per tanto tempo, perché tante sono le sue canzoni, tanti sono gli episodi che si possono raccontare, si potrebbe parlare del suo essere anarchico, anticonformista, del suo rapimento, della sua morte, del suo funerale, ecc.” Per cui, proprio da quest’ultime considerazioni e in particolare ascoltando la canzone “Un Malato Di Cuore” di De André, che ha iniziato ha prendere forma quell’ incipit creativo che si è concretizzato nella messinscena di uno spettacolo non solo per celebrare il cantautore De Andrè, ma anche il suo essere poeta a tutti gli effetti. Fabrizio De Andrè, con la sua voce si è immerso straordinariamente nell’universo musicale, ma con la stessa sensibilità ha però magnificato le parole e i versi delle sue canzoni. Non a caso “La Guerra Di Piero” è uno degli esempi della produzione musicale di De André che meglio rappresentano questo tipo di poetica, dove la componente narrativa è fortissima. Che i versi di Fabrizio De André siano considerati poesia non è una novità, ma vedere analizzata “La Guerra Di Piero” come un vero e proprio componimento letterario (a spiegarlo è stata Federica Ivaldi, dottoressa di ricerca in Studi Italianistici all’Università di Pisa) è la dimostrazione più chiara di come “Faber” sia riuscito con musica e parole a infrangere e ampliare i confini della letteratura e della poesia. Gli avvenimenti che si racconteranno in questo allestimento, riguarderanno sia la vita privata di Fabrizio De Andrè che gli stessi eventi da cui il cantante Genovese ha tratto l’ispirazione per dare musica e parole alle sue canzoni.
8 e 9, 15 e 16 Novembre, Angelo Bove e Daria Fiorillo in "Broadway Napoletano" (rinviato)
Divertente mini musical/cabaret in napoletano e non
22 e 23 Novembre, Angelo Bove in "Faber La Leggenda" (storie su F. De André) (rinviato)
Presentato, cantato e interpretato da A. Bove
29 e 30 Novembre, M. Sorbello e M. L. Lombardo in "Dino in arte Campana"
Un viaggio su una delle voci più nuove della poesia europea dove si amalgano suoni, colori, musica, in potenti bagliori immaginifici. Attraverso una vita da diverso, il poeta sogna una poetica europea da fondersi con la civiltà latina . I versi, attraverso il suo narrare, diventano faro e punto di comunione tra vita e poesia. L’ incontro con un nuovo sentimento amoroso, Sibilla Aleramo, è una continua ricerca di un giusto amore che possa dare sollievo ai mali del poeta. Ma tutto ciò si trasformerà in una sconfitta fisica e morale. A proposito del dissidio tra Campana e l’ambiente letterario fiorentino si leggano le parole che Campana scrisse a Papini in una lettera del maggio del 1943 “E se di arte non capite più niente cavatevi da quel focolaio di càncheri che è Firenze e venite qua a Genova: e se siete un uomo d'azione la vita ve lo dirà e se siete artista il mare ve lo dirà. Ma se voi avete un qualsiasi bisogno di creazione non sentite che monta attorno a voi l'energia primordiale di cui inossare i vostri fantasmi? Accademia della Crusca. Accademia dei Lincei. Accademia del mantellaccio: sì, voi siete l'accademia del Mantellaccio; con questo nome ora vi dico in confidenza, io vi chiamo se non rispettate di più l'arte. Mandate via quella redazione che a me sembrano tutti cialtroni. Essi sono ignari del «numero che governa i bei pensieri». La vostra speranza sia fondare l'alta coltura italiana. Fondarla sul violento groviglio delle forze nelle città elettriche sul groviglio delle selvagge anime del popolo, del vero popolo, non di una massa di lecchini, finocchi, camerieri, cantastorie, saltimbanchi, giornalisti e filosofi come siete a Firenze. Sapete, essendo voi filosofo sono in diritto di dire tutto: del resto vi sarete accorto che sono un'intelligenza superiore alla media. Per finire, il vostro giornale è monotono, molto monotono: l'immancabile Palazzeschi, il fatale Soffici: come novità: Le cose che fanno la Primavera. In verità vi dico tutte queste cose non fanno la Primavera ma l'inverno. Ma scrivete un po' a Marinetti che è un ingegno superiore, scrivetegli che vi mandi qualche cosa di buono: e finitela colla critica".
6 e 7 Dicembre, Antonio Lippiello e Alberto Tortora in "La banda degli onesti"
regia di Antonio Lippiello e presentato dalla compagnia teatrale PROTEATRO.
In scena ci saranno: Antonio Lippiello, Alberto Tortora e Domenico Palmiero; mentre i costumi sono a cura di Vincenza Di Nuzzo.
Dopo il successo del debutto napoletano al Teatro Arcas, torna in scena ONESTI: La Banda 3.0, la nuova e brillante produzione della Compagnia Proteatro, liberamente ispirata al capolavoro “La Banda degli Onesti”. Uno spettacolo che ha conquistato il pubblico partenopeo e ricevuto parole di grande apprezzamento da Elena Anticoli De Curtis, nipote del Principe Antonio De Curtis, che ne ha lodato l’ironia e la freschezza interpretativa. Ecco una breve sinossi: tre uomini qualunque, stretti tra sogni, difficoltà e tentazioni, si ritrovano per caso tra le mani una carta identica a quella delle banconote da 100 euro… e da lì tutto precipita in una serie di equivoci, colpi di scena e risate imperdibili. una commedia travolgente e contemporanea, dove l’eredità del grande Totò si fonde con un linguaggio teatrale nuovo, dinamico e sorprendentemente attuale.Un trio affiatato, capace di dare vita a un ritmo comico irresistibile: improvvisazioni, trovate sceniche, battute fulminanti e una complicità che conquista dal primo istante. Onesti: La Banda 3.0 è uno spettacolo da non perdere: una risata intelligente, un omaggio affettuoso al cinema d’autore e una riflessione ironica sulla furbizia
14 Dicembre, Salvatore Iermano in "Il giorno dell’indipendenza" V.M.18
Un monologo di Antonio Mocciola da cui è stato tratto il cortometraggio "La controra", finalista al Capri Hollywood e al Los Angeles film festival, e vincitore di numerosi prestigiosi premi, su soggetto e sceneggiatura dello stesso autore partenopeo. Diretto da una lucida e visionaria regia, Salvatore Iermano, sempre completamente nudo per tutto lo spettacolo, raggiunge altissimi acuti interpretativi e intrisi di purissima, oscena, vera emozione. Uno sconvolgente e spudorato "auto-da-fé" senza nessun tipo di freno inibitorio. Un uomo messo a nudo dalla vita fa i conti con sé stesso e spalanca tutta la sua anima lacerata, pagando i conti col destino, e liberando, non senza vittime sacrificali, tutta la sua energia repressa, festeggiando così il "giorno dell'indipendenza". Inibizione. Di questo si parla in questo serrato ed allucinato monologo ideato e scritto da Antonio Mocciola. Un uomo che scava alle radici del problema che, come un asfissiante tappo, ha bloccato la sua creatività artistica, e di conseguenza il suo sviluppo sessuale (ma anche viceversa). Quel problema è la sorella maggiore. Asfissiato dal caldo, dai rimorsi, da una follia galoppante, il protagonista aggredisce la propria inibizione come se fosse un pungiball, per liberarsi finalmente, a costo di rinunce necessarie, e festeggiare così il giorno della (propria) indipendenza. Circondato da cocci di bottiglie, residui di tristi bagordi e di una vita in frantumi, in un cerchio di morte che pian piano lo avvolge fino a togliergli lo spazio vitale, quest'uomo fragile e nudo finisce ingoiato dal proprio stesso ego, vittima felice di un amore impossibile e venefico, quello tra fratelli, con la distratta (?) benedizione dei genitori. Quando la spirale consuma i suoi giri, come uno zampirone, l'impossibilità di muoversi (e di nuocere) può essere l’unica salvezza. Liberamente ispirato ad un racconto di Agota Kristof, "Il giorno dell'indipendenza" toglie il respiro a chi lo interpreta (Salvatore Iermano, che non a caso recita completamente nudo dall'inizio alla fine) e a chi, assistendo allo spettacolo, accetta di farsi sedurre dal gioco al massacro di un "auto-da-fé" che scarnifica l'anima fino al midollo, rivelando, perché no, squarci di macabra ansia liberatoria
20 e 21 Dicembre, Daniele Fedeli e Andrea Stazi in "La vita nascosta"
Drama ispirato a Pindaro Holderlin Esenin Campana Bellezza; per voce, flauto e percussioni, ideato da Daniele Fedeli e Silvia Pasello, con Daniele Fedeli e Andrea Stazi. Performance teatrale di Daniele Fedeli e Chiara Gistri, sostenuto da MAT - Movimenti Artistici Trasversali. La vita nascosta rappresenta uno sprofondamento all’interno del corpo di isolamento, dentro l'universo dell'auto recluso, nella sua "stanzetta" come scrive Holderlin, per osservare in ascolto, cosa vi accade. Egli è lì, disteso, mezzo nudo, annichilito, svilito, come senz'anima. Non riesce ad alzarsi, non ha più forze, è come se fosse oggetto di una pena immobile che non gli permette di agire. Pensata come una specie di Wort-Ton-Drama wagneriano per voce, percussioni e synth, questa azione performativa-teatrale pone il solitario auto recluso come in attesa di qualcosa che arrivi dall'alto o dall'abisso di sé, in tensione verso un'ideale di bellezza che desidera conquistare e di cui egli si fa portavoce davanti al mondo. È una tensione umana, interiore: aspirare ad una bellezza impalpabile e indicibile. Durante l'intera performance c'è una sola simbolica azione da attraversare con fatica: alzarsi in piedi, conquistare l’altezza e guardare gli uomini e il mondo nuovamente. Entriamo nella sua stanza, nel suo letto. Siamo l’uomo nero o siamo la purezza oscura. Come varcare la soglia di un luogo segreto? In un puro silenzio, forse. Come assistere e prendere parte alle visioni e al desiderio di bellezza del folle solitario? Sono domande, queste, a cui ogni spettatore, invitato ad entrare nel suo intimo luogo, forse potrà rispondere.
27 e 28 Dicembre, Compagnia teatrale Mentite Spoglie in "Sarcofagia"
Scritto e diretto da Antonio Mocciola, aiuto regia Barbara Lafratta, con Stefano Coppola.
In questa pièce, si racconta la storia di Vincenzo Verzeni, detto "il vampiro della bergamasca", un serial killer arrestato nel 1873. Fu uno dei più discussi e potenti casi mediatici di fine ottocento, capostipite di un genere (la cronaca nera) che da allora in poi diventerà amatissimo dagli italiani. Il caso-Verzeni, omicida e divoratore delle proprie vittime, occupò per mesi le prime pagine dei giornali, scatenando anche una insana e morbosa passione che arrivò a un vero e proprio "feeling" con il killer. Il drammatico processo, la condanna, il dibattito lombrosiano, la questione del sottoproletariato nell'Italia post-unitaria confluiscono nello spettacolo di Antonio Mocciola, in cui Stafano Coppola interpreta un Verzeni completamente nudo, senza nulla in scena se non il proprio corpo esposto e peccatore, di fronte alla propria coscienza. Uno psicodramma forte e violento, che attraversa tutta la gamma dei sentimenti umani. Atroci, proprio perché umani. La sarcofagia, per Plutarco, é il nutrirsi di carne, e per esteso di cadaveri. La sua condanna divenne epica nel suo trattato Del mangiare carne. Il primo vegetariano della storia. Come la maggior parte degli spettacoli di Antonio Mocciola, anche questo è vietato ai minori di diciotto anni.
3 e 4 Gennaio, Maurizio Sarubbi in "Abbasce la cape"
tratto da "L'ultimo giorno di un condannato a morte " di Victor Hugo; un romanzo questo, scritto da Hugo nel 1829, romanzo molto importante dal punto di vista letterario. Sono narrati, in prima persona, gli ultimi giorni di vita di un prigioniero destinato al patibolo. Testo molto commovente che porta in scena le agonie di un uomo torturato dal sol pensiero di attendere per sei settimane la morte. Il personaggio descrive la situazione in cui si trova, con una scrupolosa descrizione delle immagini reali che aprono, nella sua mente, tutti i sui ricordi della vita "ormai"passata (infanzia, giovinezza e età adulta). L'idea di "Abbasce la cape", spettacolo vincitore festival Teatramm 2024 presso il teatro De Servi di Roma e premio come Miglior attore e Miglior regia nel festival Uiltiamo 2024, nasce dalla volontà di Maurizio Sarubbi, autore regista e interprete, di forgiare il personaggio di Hugo in modo personale incrociando i ricordi d 'infanzia e giovinezza vissuti per le strade della nostra Puglia. Enorme il lavoro di fusione dei due testi: il romanzo di Hugo è il filo conduttore dell'opera e gli innesti di "strada Angiola", giustificati all'interno del testo, avvicinano lo spettatore ad una situazione più semplice e reale. L’importanza dei ricordi, l’importanza delle cose semplici, 1'importanza di alcuni aspetti che ci sembrano normali e dovuti ma che, quando vengono a mancare, creano un grande vuoto. L’innesto del testo "Strada Angiola" di Giuseppe Lorusso rende più leggero e a tratti divertente l’intero monologo. Lo spettacolo porta lo spettatore a conoscere questo romanzo di V. Hugo ricco di sentimenti, con l’uomo al centro di tutto con le sue fragilità, le sue paure, con il suo diventare piccolo davanti alla morte. Linguaggio poetico e semplice che, proprio attraverso questa semplicità, arriva dritto al cuore e alla testa. Incuriosisce e provoca la ricerca delle cose perdute o degli aspetti più sottovalutati della vita. Evidenzia l’importanza, forse ormai perduta, di un sorriso, del rumore del mare, del volo delle rondini, di uno squarcio di cielo e di un soffio di vento sul viso. Linguaggio leggero, cadenzato e a tratti divertente grazie agli innesti dei racconti di tradizione. Messa in scena molto semplice: Una sedia, una piccola tinozza piena d'acqua e un fascio di luce che ricorda un raggio di sole.
10 e 11 Gennaio, Marco Mulattieri e Sara De Luca in "Altrimenti non sarei quì"
Perché una foto è solo una scusa per ritrovarsi
17 e 18 Gennaio, M.C. Generali, M. Cotognini, M. Benetti in "Foglie Morte"
Tre donne tre violenze: Psicologica, Fisica, Sessuale
24 e 25 Gennaio, Andrea Milano e Sofia Abbati in "Paesaggio con figura verticale"
Concerto poetico con poesia suoni e musica
31 gennaio e 1 febbraio, A. Bino, S. Felizzi, E. Pantone, R. Totaro in "Stupro & Stoccolma"
Un’opera teatrale di forte impatto sulla violenza
7 e 8, 14 e 15 Febbraio, A. Bove, M. Aiezzo, D. Fiorillo in "L’amante burlone"
Divertentissima commedia degli equivoci…
21 e 22 Febbraio, G. Carfora, L. Mosca, F. Pilla in "Io tu bho…"
Una commedia divertente e un po’ folle
28 Febbraio e 1 Marzo, Luigi De Sanctis e Peppe Romano in "Mi sa dire l’ora"
commedia equilibrata tra comico e commozione
7 e 8 Marzo, Angelo Callipo in "Adda passà 'a nuttata"
Don Chisciotte e un Sancio Pancia napoletano.
14 Marzo,  D. Fiorillo, in "La scelta"
tratto da un Libro di Oriana Fallaci
15 Marzo, D. Fiorillo in e G. Iago Esposito in "Amore in scena"
Ilarità e riflessioni amorose
21 e 22 Marzo, C. M. Seguino, R. Iodice, R. Leone in "La firma"
Tratto dal romanzo di Pirandello: “Suo Marito”
28 e 29 Marzo, A. Bino, S. Felizzi, A. Giusti, D. Rossi in "Che te ne fai di un titolo"
scritto e diretto da Giovanni Luca Valea
4 e 5 Aprile, Nunzio Amato e Giovanni Iovino in "Ti amo ma per sbaglio"
una commedia attuale, comica e sorprendente
11 e 12 Aprile, Peppe Carosella e Anita Mosca in "Disguidi coniugali"
commedia noir con sorprendente suspense
18 e 19 Aprile, Patrizia Eger, Maria Strazzullo in "Reggi qui un attimo"
comicità e musica con S. Mautone alla chitarra
25 e 26 Aprile, Compagnia Teatrale La Nuova Bottega in "Sister…Azz!"
Commedia brillante con cast tutto al femminile

Giovediamoci- Direzione artistica di Gennaro Vitrone.

Giovedì 6 novembre ore 21, concerto dei Sarràccussì. (annullato)
Special guest: Ubaldo Tartaglione.
Dopo concerto ci sarà un incontro conviviale tra artisti e pubblico. Il Biscottificio e Tarallificio Stoto, di Lucia Stoto offrirà un assaggio dei loro prodotti, ovviamente accompagnati da un buon bicchiere di vino.
ticket 10€

Art Friday. Un venerdì, un critico, un artista

Venerdì 14 novembre, ore 18, il critico d’arte Enzo Battarra converserà sul palcoscenico del teatro con l’artista e grafico Michele D'Alterio, mentre alle loro spalle verranno proposte le opere in videoproiezione.
Per l’occasione Gloria D'Alterio eseguirà la "Danza araba" di Tchajkovskij, lo spiritual americano "Sometimes I Feel", "Nana" di Manuel de Falla, "Le foglie morte" di Joseph Kosma e "Gymnopedie" di Eric Satie.
Michele D'Alterio è nato nel 1968, vive e lavora a Caserta. Si è diplomato nel 1990 all'Accademia di Belle Arti di Napoli, nella sezione di Pittura del maestro Armando De Stefano.
Oltre al perfezionamento delle tecniche artistiche di disegno e pittura, ha approfondito negli anni la conoscenza della grafica digitale e del web design. Nel 1998 ha creato lo Studio di grafica "Dharma Immagine e Comunicazione".
Insegna Discipline Grafiche e Pittoriche al Liceo Artistico San Leucio di Caserta.
La sua ricerca artistica è improntata a un certo eclettismo. Accanto all'approfondimento formale, illustrativo, all'attrazione per il paesaggio e per le forme della natura, non manca l'interesse alle superfici, ai materiali, alle sperimentazioni.

Orario: Sabato ore 21,00 -Domenica ore 19,00 - quota associativa annuale ripartita per ogni singolo evento: Euro 10
Attenzione! il programma potrebbe variare: info e prenotazioni tel. 330.713278 - oppure info su Facebook: Angelo Bove (Piccolo Teatro Cts)

Teatro Cts, Via Pasteur, Caserta

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