Otgl teatro off: Stagione teatrale 2025/26
Caserta- dal 18 ottobre 2025 al 9 Maggio 2026
Comunicato stampa
Direzione artistica: Claudia Buono
Programma:
18 e 19 ottobre, Compagnia teatrale OTGL in "Il Dio del
massacro" di Y. Reza
Regia: Claudia Buono
8 novembre,
Compagnia Actory Art in "Il sole non spunta"
Regia: Vittoria Sinagoga
22 e 23 Novembre, La Margherita APS in "I monologhi della V..."
liberamente ispirato all'opera di E.Ensler. Regia: Nicola Alessandro Tebano
6 dicembre, "Ho rapito Paolo Mieli" di e con Diego Frisina
Regia: Mario Pizzuti e Diego Frisina
(Selezionato "Inventaria", il festival
del teatro off)
12 dicembre, "Davvero" di Maria Teresa
Carla'
Lo spettacolo, in buona parte musicale, (vengono eseguiti dialoghi
teatrali introduttivi e musica popolare napoletana) nasce dall’interpretazione
che Serao ci offre attraverso le parole del racconto “La canzone popolare”
contenuto nella raccolta “Dal Vero”.
La ricerca e lo studio di questa
narrazione di Serao ha rivelato un vero e proprio "trattato" sulla canzone
popolare, quella che dovrebbe essere diffusa e tramandata con responsabilità e
consapevolezza, e molti spunti di riflessione sollecitati e solleticati dalla
visione pacifista e di identità nazionale seppur legata saldamente alla
napoletanità di Serao.
Serao ha amato il suo popolo e lo ha espresso nei modi
a lei più congeniali, ovvero la scrittura. La sua attenzione speciale di donna
poliedrica si è soffermata però anche sulla musica e questa è stata la scoperta
che ha fatto da fonte emozionale ed ha dato propulsione alla elaborazione per
l’allestimento scenico.
Nel racconto Serao ci restituisce il suo concetto di
“popolo” e di “libertà” e con poche e semplici parole ci ricorda che il canto è
la speciale manifestazione dell’uomo, che il popolo è l’uomo.
20 e 21 dicembre, Comp. Matutae Teatro in
"Parlami di te bella signora"
Scritto e diretto da Brillante Massaro,
con la compagnia @matutaeteatro
Lo spettacolo affronta i luoghi comuni che
ingabbiano le donne e nei quali le donne si lasciano ingabbiare.
Dalla
necessità di essere multitasking per soddisfare le attese altrui, al ricorso ad
esperti per risolvere problemi di cuore.
Dalla diversità come elemento
deviante e quindi stigmatizzabile, all’attribuzione di responsabilità alla prima
donna deviante: Eva.
Dal desiderio di maternità, alla solitudine della
maternità.
Dall’etichettare tutte le donne che deviano come streghe, al
necessario assassinio del proprio Angelo del focolare, quella parte di noi
accondiscendente e remissiva che ci impone di conformarci ai modelli imposti dal
patriarcato.
Il tutto con un’ironia amara che strappa sorrisi mentre stringe
lo stomaco.
Un labirinto di aspettative e stereotipi dal quale le donne
faticano ad uscire. Ci provano con l’ironia, strappando sorrisi, perché ridere
insieme di quello che ci ferisce crea appartenenza e identità condivisa, ci
tende più forti e più resilienti.
10 e 11 gennaio 2026, Compagnia Sabor Art in "La mala morte"
Scritto e diretto da Aldo Errichiello
24 gennaio, E.
Sparaco e P. Nicolella in "Non è colpa tua"
drammaturgia interpreti
e regia: Paolo Nicolella & Eufemia Sparaco
Violenza sulle donne, contro le
donne, soprattutto quelle donne che ostentano coraggio, determinazione,
intelligenza. Donne a cui vengono negate cultura, emancipazione e quella
normalità che dovrebbe essere “normale” per ogni essere umano.
Donne che
vengono violentate, maltrattate nel corpo e nell’anima da uomini, da quegli
uomini che dovrebbero proteggerle e sostenerle, ma anche dagli stereotipi di una
società che ancora fatica a capire e da altre donne, che sono e saranno per
sempre legate a questi stereotipi.
La storia di Virginia e Gabriele si
avvicina a questo dramma eterno in punta di piedi, quasi a non voler disturbare
il pubblico, ma racconta una verità cruda che troppe volte viene ignorata. Però
rappresenta anche il riscatto di tutte quelle donne che sono condannate a subire
e di tutti gli uomini di animo puro che riescono ad esprimere un amore che non
sia fatto di prevaricazione e violenza. Quella di Virginia e Gabriele è una
storia semplice, delicata, quasi banale che, però fa e deve far riflettere. E
che non ci deve ingannare con il lieto fine, perché di storie come questa, senza
il finale da tutti desiderato, ne è ancora pieno il mondo.
8 febbraio, Contestualmente Teatro
in "SETTANTUNO - L'uomo di merda"
Interpretazione e drammaturgia: Nello
Provenzano. Regia: Riccardo Pisani
Il nostro lavoro parte da una ricerca sui
fascismi online, un fenomeno in preoccupante crescita e sempre più tangibile. Ci
siamo resi conto che sempre più persone, spesso i più insospettabili, riversano
in rete il proprio odio, rancore e frustrazione con post, commenti e
considerazioni così crudeli e agghiaccianti, da farci interrogare sulla reale
natura del mondo che ci circonda. Lo sviluppo di internet e dei social media è
stato il catalizzatore di tutte queste istanze ed è proprio sul web che si è
concentrata la nostra ricerca.
Abbiamo raccolto moltissimo materiale che è
diventato l’ossatura stessa del testo con tematiche che spaziano dal razzismo,
all’omofobia, alla misoginia e ad ogni forma di feroce intolleranza. In scena
vediamo Flaviano un maschio bianco di quarant’anni che in qualche modo incarna
tutte queste istanze e che conduce una vita all’insegna dell’odio. Lui racconta
e si racconta dal suo punto di vista ma i suoi tentativi di ostentare ragione e
coerenza non fanno altro che palesarne la pochezza umana. Flaviano si nutre
dell’odio e della violenza che ogni giorno attraversa il mondo e i suoi eroi, i
suoi punti di riferimento sono tutti coloro che agiscono in nome degli “ideali”
in cui si riflette. Ma Flaviano non è uomo d’azione, bensì uno dei tanti
insospettabili che quotidianamente conduce una vita apparentemente normale e
abitudinaria. Flaviano risulta essere poco più di un pallone gonfiato e poco
meno di un “guappo di cartone”. Lo spettacolo affronta la tematica del fascismo
in tutte le sue declinazioni e rispecchia la banalità del male. In scena il
protagonista delinea una doppia personalità. In casa è spavaldo e aggressivo,
arrivando a sfogare le proprie frustrazioni sulla madre, mentre al di fuori del
suo spazio sicuro, diventa un personaggio anonimo e potenzialmente sottomesso.
Flaviano incita all’odio e lo fa online dove è mascherato, cosa che ne rafforza
l’aspetto di codardia e incita i suoi followers a farsi giustizia da soli . Il
finale è un crescendo delirante, dove in un ultimo sforzo Flaviano si fa carico
di un atto estremo e ripugnante.
7 e 8, 15 marzo, Compagnia
Teatrale OTGL in "Casa di bambola" di H. Ibsen
Adattamento e regia: Claudia
Buono
Sinossi:
Scritta da Henrik Ibsen nel 1879, Casa di bambola è uno
dei primi testi teatrali a mettere in luce la condizione di subordinazione della
donna nella società borghese dell’Ottocento. In questa originale messa in scena,
la vicenda viene trasportata negli anni Settanta, un periodo attraversato dalle
lotte femministe e dalla profonda messa in discussione dei ruoli tradizionali.
Nora Helmer appare come una moglie moderna, brillante e disinvolta,
perfettamente inserita nel modello di felicità familiare del suo tempo.
Tuttavia, dietro questa immagine si cela una libertà solo apparente. Il segreto
che custodisce – un prestito contratto illegalmente per salvare il marito –
rivela il suo coraggio e la sua capacità di agire in autonomia, qualità che il
sistema patriarcale in cui vive tende a negarle.
Quando l’equilibrio
domestico viene messo in crisi e le reazioni di Torvald mostrano tutta la
fragilità di un rapporto fondato su convenzioni e ruoli prestabiliti, Nora è
costretta a confrontarsi con una verità scomoda,il modo in cui è sempre stata
guardata e definita dagli altri: una "bambola".
Da qui prende avvio un
profondo percorso di consapevolezza, che la porta a interrogarsi su sé stessa,
sul matrimonio e sul significato dell’essere donna.
Letto attraverso la
sensibilità degli anni Settanta, lo spettacolo mette in risalto la forza ancora
attuale del testo di Ibsen, trasformando la vicenda di Nora in una riflessione
intensa sull’identità, sull’autodeterminazione e sul diritto di esistere come
individuo autonomo, oltre i ruoli imposti e oltre ogni epoca.
28 e 29 marzo, Compagnia A te... Istrione in "E'
felice sua eccellenza"
di G. Manfredi. Regia: Veturia Zanframundo
18 e 19 aprile, Ass. Artistica 30 allora in "Il discorso del re" di D.
Seidler
Regia: Vincenzo Russo
9 maggio, Giovanni
Allocca in "Diego e la mia vita"
Drammaturgia e regia: Nicola Maiello e
Giovanni Allocca.
Altri eventi
14 febbraio, ore 20:30, San Valentino
all’OTGL – Teatro Off
Quest’anno festeggiamo l’amore in un modo speciale: 15
anni di attività dell’associazione Generazione Libera
Una serata di
condivisione, tradizione e allegria con:
- Panino salsiccia e friarielli
-
Calice di vino o bibita a scelta
- Balli della tradizione popolare a cura
dell’associazione La Barca di Teseo!
Un’occasione per stare insieme, brindare
ai 15 anni di cammino condiviso
e continuare a costruire comunità… passo di
danza dopo passo!
OTGL teatro-off - Centro Polifunzionale "Silvia Ruotolo"
vicolo N. Abbagnano, 6, Caserta (fraz. Tuoro)
Tel :389 - 9411955.

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