Nella neve

Davide Tassi

Antonio Piccolo

Esposti

La voce a te dovuta

Dirty Talk

Inquilini

Affogo

  

Nostos Teatro: stagione teatrale "Approdi 25.26: come and play".

Sessa Aurunca (CE) - Dal 1 al 13 agosto 2025

Comunicato stampa

Il Nostos Teatro annuncia la nuova stagione teatrale "Approdi 25.26: come and play". Un titolo che parte dal viaggio e dalla necessità di trovare un porto sicuro, in perfetta continuità con l'identità stessa del teatro ("Nostos" come ritorno a casa), e invita a riunirsi per giocare/recitare insieme, sfruttando il doppio significato del verbo ‘play’ in inglese. La stagione si presenta come un arcipelago di storie: dal teatro civile alla riscrittura dei classici, dalla riflessione sulla violenza di genere a una storia di bullismo e solitudine e un’altra sulla demenza senile, dalla sperimentazione interattiva al teatro di figura, fino a percorsi di alta formazione.
I direttori artistici del Nostos Teatro, Gina Oliva, Giovanni Granatina e Dimitri Tetta ne parlano così: «Con "Approdi 25.26. Come and play" rinnoviamo la promessa che il Nostos ha fatto al suo pubblico sin dal primo giorno: essere un luogo di ritorno e, al contempo, di scoperta, una casa dove tutti possono essere se stessi. Ogni spettacolo che abbiamo scelto è un approdo necessario. In un tempo fluido e spesso tempestoso, il teatro resta la nostra terraferma, il luogo dove la comunità si riconosce e si interroga. Abbiamo immaginato questa stagione come una mappa nautica che tocca diverse coste: l'infanzia che resiste, la denuncia sociale che non fa sconti, la lingua che si reinventa e la memoria che ci definisce. Non sono solo spettacoli da guardare, ma esperienze da "abitare", proprio come una pelle o una casa. Invitiamo il pubblico a salpare con noi, certi che ogni approdo lascerà un segno.»
La stagione si apre nel segno delle famiglie e della magia del Natale, per poi addentrarsi in tematiche civili, sociali e umane di grande impatto.
Sabato 20 Dicembre, alle 17:30, "Storia di uno Schiaccianoci", produzione Il Teatro nel Baule.
Si tratta di una rilettura originale del classico di Hoffmann dal punto di vista dello zio Drosselmayer. Tra invenzioni meccaniche e le musiche di Čajkovskij, un viaggio per sconfiggere la maledizione dei topi. Lo spettacolo è consigliato dai 5 ai 100 anni e oltre.
Martedì 6 Gennaio, alle 17:30, "Nella Neve - Storie di Natale dal mondo", produzione Il Teatro nel Baule
Lo spettacolo, diretto da Simona Di Maio, vede in scena Carla Guardascione e Raffaele Parisi, arricchito dalle suggestive sagome realizzate da Francesco Felaco.
Lo spettacolo è un viaggio tra coraggio e altruismo. Si legge nelle note: “Quell’anno non si era mai vista così tanta neve... Sarà stata la terribile strega d’inverno? In un’atmosfera sospesa tra fiaba e realtà, una notte appare una stella così grande e brillante da lasciare senza fiato. Attraverso il racconto di storie provenienti da diverse culture, “Nella Neve” guida il pubblico alla scoperta di quella luce che, nel cuore del bosco, riesce a illuminare anche la tempesta più gelida.”
Sono storie di coraggio, avventura e altruismo, pensate per tutta la famiglia, proprio mentre si accendono le ultime luci del periodo natalizio. Un’esperienza immersiva dedicata a un pubblico trasversale, capace di emozionare i più piccoli e far sognare gli adulti.
Domenica 18 Gennaio, alle 19:00, "Avrei voluto essere Pantani" di e con Davide Tassi,
spettacolo scritto e interpretato da Davide Tassi, con la regia di Francesca Rizzi.
L’opera non è solo un omaggio al "Pirata", ma un feroce atto di accusa contro il “Sistema”: quell’ingranaggio fatto di istituzioni, medici compiacenti e multinazionali del farmaco che usa la salute degli atleti per alimentare il business delle medaglie e delle sponsorizzazioni.
Marco Pantani viene raccontato come un eroe tragico, vittima eccellente di un meccanismo che lo ha prima esaltato e poi spremuto fino all'ultima goccia. A differenza di molti colleghi, Pantani non ha accettato di essere un semplice strumento nelle mani del potere sportivo. La sua ribellione, tuttavia, si è scontrata con una fragilità che lo ha trascinato nel buio della depressione e della cocaina, distruggendo l’uomo insieme all'icona.
Lo spettacolo si spinge oltre la cortina di fumo dei complotti che da vent'anni saturano i media. Davide Tassi conduce lo spettatore verso una riflessione più profonda e scomoda: la piaga del doping e della corruzione, un mercato che fattura quanto quello della cocaina (a cui peraltro è strettamente legato).
A dare un peso civile e documentale straordinario alla messa in scena è la presenza di Sandro Donati. Già allenatore della nazionale di atletica e tra i protagonisti della celebre docu-serie Netflix sul caso Schwazer, Donati è oggi il simbolo mondiale della lotta al doping. In questo spettacolo, Donati non solo ha collaborato alla stesura del testo ma interpreta sé stesso in un passaggio cruciale della narrazione.
Lunedì 26 Gennaio, alle 20:30, "Mattatoio Numero Enne" (Progetto Nostoi - Modulo I), a cura di Antonio Piccolo.
l primo appuntamento vede protagonista il laboratorio guidato da Antonio Piccolo, attore, regista e drammaturgo partenopeo. Il progetto muove i passi dal capolavoro di Kurt Vonnegut, Mattatoio n. 5, per esplorare i temi universali della guerra, della memoria e del senso dell’esistenza.
Non si tratta di un adattamento didascalico, ma di un "attraversamento" collettivo: tra frammenti, salti temporali e ironia, i partecipanti trasformano la pagina scrit
Lunedì 2 Febbraio, alle 20:30, "Eternità - Primo movimento" (Progetto Nostoi - Modulo I), a cura di Esposti.
Il secondo lunedì è affidato a Esposti (Valentina Carbonara e Ciro Esposito), duo artistico nato nel 2008 e dedito da anni alla formazione e creazione d’avanguardia.
Al centro di questo "Primo movimento" c’è l’universo della fiaba, intesa come territorio anarchico e poetico, lontano dalle logiche della produttività moderna. Citando Gianni Rodari, la performance indaga cosa sia rimasto dei soldatini, delle sirene e degli angeli dell'infanzia nei corpi adulti di oggi. Un viaggio per scoprire se la fiaba sia ancora quel "luogo di tutti i possibili" capace di parlare alla realtà e ai suoi incubi, offrendo una via per ripartire.
Domenica 8 Febbraio, alle 19:00, "La voce a te dovuta", produzione Piccola Città Teatro,
una produzione firmata Piccola Città Teatro che affronta il tema della violenza attraverso una lente inedita, poetica e profondamente vitale.
Nato da un’idea di Anna Bocchino ed Ettore Nigro, con i testi di Sharon Amato, lo spettacolo si avvale di un espediente scenico strutturale: la presenza sul palco di due gemelle, Anna e Clara Bocchino. La loro somiglianza non è un semplice vezzo estetico, ma il fulcro di un’indagine sulla dualità, sullo specchiarsi nel dolore dell’altro e sulla necessità di trovare una voce comune per scardinare l’impotenza che spesso circonda le vittime di violenza.
La narrazione si sviluppa all'interno della cornice di un podcast, un luogo contemporaneo dedicato all'ascolto delle storie personali. Qui la voce smette di essere solo suono e si trasforma in uno strumento politico e vitale.
Sotto la guida del regista e dramaturg Ettore Nigro (coadiuvato dal regista assistente Giovanni Sbarra), lo spettacolo costruisce un ponte tra il dramma e la speranza. Le scene di Giancarlo Minniti, i costumi di Giuseppe Avallone e le musiche curate da Antonio Bocchino contribuiscono a creare un'atmosfera sospesa tra realtà e narrazione mediatica, dove il silenzio viene finalmente infranto.
Domenica 15 Febbraio, alle 20:00, "Dirty Talk" - Speciale San Valentino e San Faustino, format interattivo condotto da M. Montecatino, C. Fidia, R. Bisogni.
Dimenticate la classica messinscena teatrale: Dirty Talk è un’esperienza immersiva condotta da Marco Montecatino, Claudio Fidia e Renato Bisogni. Un talk che demolisce la quarta parete e invita il pubblico a mettersi a nudo, protetto dall’anonimato di un foglio di carta.
L’accoglienza è parte integrante del rito: all’ingresso ogni spettatore riceve un foglio con delle domande. Mentre si sorseggia un drink e si conosce gente, si risponde in libertà. Quelle risposte diventeranno il carburante dello show. Il collettivo si è dato solo due regole: parlare di sesso e parlarne sporco. Non per provocazione, ma per creare uno spazio di condivisione autentica, dove il microfono è solo uno strumento per dare voce a ciò che spesso resta taciuto.
In occasione del weekend dedicato agli innamorati (San Valentino) e ai single (San Faustino), l’episodio mette faccia a faccia amore e sesso in un viaggio tra sentimento e desiderio, territori che spesso non vanno d'accordo. Tra ricordi, "inciampi" passionali e ferite, i conduttori guidano il pubblico in un confronto dove l’unica bussola è l’unicità dell’esperienza umana, lontana dall’omologazione.
Domenica 1 marzo, alle 19:00, "Inquilini", testo e regia di Filippo Stasi.
Con Daniele Arfé, Viola Capponcelli, Mattia D’Angelo, Simona De Sarno, Michele Pedata, Scene Francesca Sorrentino, Consulenza Musicale Mario Autore, assistente alla regia: Anna Bocchino, con il sostegno di Piccola Città Teatro
Inquilini è un racconto corale che mette a nudo l’esistenza umana attraverso la lente di cinque personaggi confinati in una stanza chiusa. Tra le pareti di questo microcosmo, i protagonisti si conoscono, si sopportano e si proteggono, aggrappandosi a rituali che sanno di casa ma anche di limite.
L’equilibrio, apparentemente immobile, viene scosso da un evento improvviso che costringe ciascuno a guardarsi allo specchio, affrontando il dualismo tra la paura dell’ignoto e il bisogno viscerale di libertà.
"Inquilini è un teatro dell’oggi: esistenziale, dinamico, necessario. È una domanda aperta rivolta a chiunque si sia mai chiesto se il proprio 'stare' sia una scelta o una rassegnazione” si legge nelle note di regia.
Con una scrittura fluida e una scena essenziale curata da Francesca Sorrentino, Filippo Stasi firma una regia che punta tutto sull'intensità degli interpreti. In scena, un cast affiatato composto da Daniele Arfé, Viola Capponcelli, Mattia D’Angelo, Simona De Sarno e Michele Pedata, capaci di muoversi in perfetto equilibrio tra l’ironia del quotidiano e la malinconia dell’esistere. Le suggestioni musicali sono affidate alla consulenza di Mario Autore che accompagna lo spettatore in questo viaggio intimo ma potente.
Sabato 7 alle 21 e domenica 8 marzo alle 19, "Affogo" di Dino Lopardo (Prod. Gommalacca Teatro),
Già finalista al Premio In-Box 2024/25 e candidato nella categoria ‘miglior autore di novità’ ai premi Le Maschere del Teatro Italiano 2025, "Affogo" è un’opera cruda e potente che indaga le zone d'ombra dell'animo umano. Attraverso la storia di Nicholas — interpretato da Mario Russo, affiancato in scena da Alfredo Tortorelli — lo spettatore viene trascinato in un vortice di solitudine, bullismo e conflitti familiari.
Nicholas vive con zii ottusi in un ambiente provinciale soffocante. Il suo sogno è diventare un campione di nuoto, ma è paralizzato da una fobia ancestrale: la paura dell’acqua. La scena si divide tra due "arene": una vasca da bagno, luogo dell'intimità e dei ricordi d'infanzia legati a una papera giocattolo, e una piscina abbandonata, simbolo della società e spettro del passato. Nicholas è, al tempo stesso, vittima e carnefice, un riflesso delle difficoltà emotive che nascono da una società corrotta e da un’adolescenza spezzata.
Lo spettacolo si inserisce nel progetto più ampio della "Trilogia dell’odio" di Lopardo. Il linguaggio scelto è quello del "tragicomico scorretto", influenzato dall’umorismo sick di Lenny Bruce, comico, cabarettista e autore teatrale satirico statunitense: una visione del mondo sgradevole, immorale ma profondamente autentica, resa attraverso un mix di suoni arcaici e slang dialettale.
"I sogni possono essere spezzati da una violenza subdola?" – si chiede il regista. "Affogo" non dà risposte semplici, ma mette a nudo l'incapacità di regolare le proprie emozioni in un mondo che spinge alla prevaricazione.
Domenica 22 marzo, alle 19:00, "Groppi d'amore nella scuraglia" di Tiziano Scarpa, con Silvio Barbiero.
La saga comica e poetica di Scatorchio, raccontata in una lingua primitiva e inventata. Un viaggio nell'educazione sentimentale di un eroe naif che, per amore, trasforma il suo paese in una discarica.
Domenica 12 aprile, alle 18:00, "Pulcinella nella Storia del Re", di e con Paola Maria Cacace.
L'incontro tra la Commedia dell'Arte e il Teatro di Figura. Un Pulcinella metafisico si fa burattino per affrontare un re tiranno, in uno spettacolo che celebra la meraviglia del teatro e della condivisione.
Domenica 19 aprile, alle 19:00, "Il vecchio e la sua ombra", produzione Centro Teatrale Umbro.
Una commovente rilettura del Don Chisciotte ambientata in una stanza d'ospedale. La demenza senile si trasforma in epica cavalleresca, in un omaggio al potere della fantasia e all'amore che sopravvive al tempo.

Accanto alla programmazione, Nostos Teatro conferma la sua vocazione formativa con due appuntamenti imperdibili: dal 10 all’11 gennaio, La pelle che abito, un laboratorio esperienziale su costume e arteterapia con Gina Oliva e Viviana Sannino, e, dal 14 al 15 marzo, Dalla parola alla macchina scenica, workshop di scrittura monologica e drammaturgia con Dino Lopardo.

altri appuntamenti

sabato 10 e domenica 11 gennaio, formazione con il laboratorio esperienziale “La pelle che abito. Tessiture di sé tra gli abiti di scena”.
un progetto nato dalla collaborazione tra la costumista Gina Oliva e l’esperta di arteterapia Viviana Sannino, della Scuola Teatro Arte Terapia di Napoli.
Abitare la stoffa per narrare il profondo e partire da una domanda: che cos’è un costume di scena? Non è solo un indumento, ma una “dimora di stoffa” in cui si fondono spazio, tempo e memoria. Entrare in un costume significa accettare una metamorfosi: abitare un’altra pelle per esplorare limiti, possibilità, prudenza e coraggio.
Il laboratorio propone un’esplorazione tattile e immaginifica tra abiti, ninnoli e “vite da indossare”. Non si tratta di lezioni frontali, ma di un viaggio interattivo dove la teoria lascia ampio spazio alla sperimentazione pratica. I partecipanti vengono guidati a tessere le trame del proprio sé attraverso il contatto con i materiali e la suggestione della scena.
L’incontro nasce dall’incontro di due professionalità complementari: Gina Oliva, costumista teatrale di lunga esperienza, capace di dare corpo ai personaggi attraverso la materia, e Viviana Sannino, esperta di arteterapia e figura di riferimento della Scuola Teatro Arte Terapia di Napoli, specializzata nell'uso del mezzo artistico come strumento di consapevolezza e benessere.
Il workshop è aperto a chiunque voglia mettersi in gioco: attori, educatori, allievi di teatro o semplici curiosi desiderosi di scoprire cosa si nasconde dietro (e dentro) un abito di scena.

sabato 14 e domenica 15 marzo, Dino Lopardo presenta un laboratorio intensivo dedicato agli esercizi di scrittura monologica. Il workshop è un viaggio pratico per capire come la scrittura drammaturgica possa tradurre e trasformare la realtà attraverso l’uso di "trucchi e magie sceniche".
Il programma è composto da diverse parti: artigianato della scrittura, dalla teoria alla stesura di un breve monologo, poetica del sorpresivo per allenare il pensiero laterale e rompere gli schemi logici lineari, drammaturgia della luce e dello spazio per capire la grammatica della scena e lo svelamento, dall'autobiografia all'attualità, per riscrivere testi partendo da urgenze personali. Ancora, una parte dedicata alla regia del proprio testo, per approcciare la messa in scena e il lavoro con l’attore.
"L'obiettivo è distanziarsi dalla realtà per avvicinarsi ad essa in modo dissacrante e catartico," spiega Lopardo. Il laboratorio ha un carattere prettamente pratico: i partecipanti inizieranno a scrivere da subito per uscire dall'esperienza con materiale pronto per la scena.
Il laboratorio si rivolge ad attori, registi, drammaturghi o chiunque voglia comprendere le dinamiche della creazione teatrale con un massimo 10 persone (per garantire un lavoro approfondito su ogni testo).
Si consiglia di portare almeno un’idea "urgente" su cui voler lavorare.

Informazioni e Prenotazioni
Nostos Teatro, Via Giacomo Brodolini, 6, Aversa
info@nostosteatro.it
www.nostosteatro.it
389 24 71 439
Facebook: Nostos Teatro
Instagram: @nostos.teatro

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