Cavalleria Rusticana

Mamma Tammorra

Laura C

Vangelo visto da un cieco

Fabrizio Bonora

Nicola Morelli.

 

Teatro “Caserta, Città di Pace”: rassegna "Eventi Teatrali 2009/2010"

Puccianiello (CE), dal 31 Ottobre 2009 al 13 Marzo 2010

Comunicato stampa

Ancor più ricca di eventi la rassegna "Eventi Teatrali", diretta da Anna D’Ambra, che parte il 31 Ottobre al "Teatro “Caserta, Città di Pace” di  Puccianiello (via SS. Nome di Maria). La rassegna si avvale della direzione organizzativa della Commissione Cultura Comunità “Caserta Città di Pace”, dell'Associazione Culturale e Teatrale “Gli Esclusi” con la direzione amministrativa: Michela Cerrato
Calendario eventi
31 ottobre 2009,  ore 21,00, Gennaro Piccirillo, Gigi Savoia e Alessandra Borgia in "L'Avaro" di Moliére
Note di regia
La prosa oggigiorno risulta essere una parola a molti sconosciuta. Mi domando allora perché in questo stato di cose, l'attore di teatro si ostina a frequentarla. Credo per un motivo molto semplice: viene utilizzata per scoprire l'intero mondo sotteso al testo, nascosto dal testo, e questa scoperta im-plica il dover dire per forza quella determinata parola e non un'altra, perché precisa emanazione di un ragionamento, esatta propaggine di un sentimento, di una emozione. C'è, nella prosa, un enorme sottotesto che va, con grande lavoro certosino, riportato a galla. L'attore, e qui è il gioco - play, jouer, spile, materializza col suo corpo qualcosa che in potenza può diventare vita: cerca di rag-giungere la verità del personaggio, e quindi svolge ricerche di natura antropologica, partendo da se stesso e dalla osservazione del mondo circostante, e il suo stesso corpo diventa oggetto di studio.
Potrebbe risultare un azzardo proporre Moliére oggi? Non credo. Pur essendo passati quasi quattro secoli, lo si è scelto in quanto rappresenta il primo autore dell'era moderna a utilizzare la commedia come struttura drammaturgica. Prima di lui, come sappiamo, agivano ancora i Comici della Com-media dell'Arte, i quali non avevano copioni, bensì canovacci sui quali poi improvvisavano.
L'Avaro, che fu tratto liberamente dal più becero avaraccio plautino de L'Aulularia, ha già qualcosa in più di molto moderno, direi contemporaneo: non si limita infatti al semplice accumulo e alla non utilizzazione del denaro, ma al contrario lo utilizza per incrementarne altro e altro ancora. Egli pratica l'usura.
La messa in scena sarà essenziale, ci preme soprattutto mettere in evidenza la psicologia dei personaggi. Abbiamo lavorato molto sulle dinamiche dei rapporti umani: padre-figli, innamorato-innamorata, padrone-servo, ecc.
Attori: Marco Matarazzo; Ilaria Scarano; Salvatore Felaco; Peppe Cantore; AI/onso Capuano; Ma-rianna Robustelli; Antonio Marino, Brindavoine; Angela Salemi;
Musiche - Patrizio Marrone; Elementi scenografici - Gennaro Frezza; Costumi - Eleonora Di Maio e Francesca Apostolico; Disegno luci - Vincenzo Piccolo; aiuto regia - Eleonora Di Maio; regia - Gennaro Piccirillo.
28 novembre 2009, ore 21,00, Luca Rossi in "Mamma Tammorra", Evocazioni Mediterranee (nostro articolo)
La Tammorra come icona del ventre materno. Da millenni accompagna la voce del popolo campa-no, protagonista e sostegno dei rituali collettivi legati alla festa ed alla devozione. Un tamburo a cornice diffuso in moltissime culture del Mediterraneo. Attraverso il concetto della Madre come o-rigine ed il tamburo come mezzo di comunicazione tra i popoli, Mamma Tammorra vuole rappre-sentare un viaggio ideale nella cultura popolare mediterranea mediante l'interpretazione in chiave coreutico-musicale dell'originale repertorio tradizionale.
Luca Rossi
Scrittore e poeta, è autore per il teatro e percussionista specializzato nei tamburi a cornice dell'area del Mediterraneo.
Ha seguito studi accademici in etnomusicologia al DAMS di Bologna e collabora con numerosi ar-tisti italiani e stranieri (tra questi, Marcello Colasurdo, Abdelli, Miguel Gil, Benham Samani, Kel-vin Sholar) e con produzioni e compagnie di teatro-danza. Insegna tecniche e stili dei tamburi a cornice per l'associazione Danzemeticce e presso il centro culturale Zonarelli di Bologna e l'Acca-demia dell'Arte di Arezzo. È endorser per il marchio "Musiqua framedrums". Ha partecipato a di-versi festival nazionali e internazionali. Fondatore del gruppo Cathartica, ha vinto la prima edizione del Festival di musica etnica "Terre in Moto", incidendo il suo primo disco, Purkiakos.
Con: Luca Rossi: voce e percussioni, Ashai Lombardo Arop: danza, Enzo Faraldo: Contrabbasso, Andrea Russo: fisarmonica, Loredana Carannante: voce, Tommy Ruggero: batteria, Carmine Scialla: plettri, Alessandro De Carolis: flauti
19 dicembre 2009, ore 21,00, Residui Teatro in "Laura C", liberamente tratto da "Aspettando Godot" di S. Beckett. Testo di Francesco Beltrani e Pasquale Marino. Regia di Gregorio Amicuzi. Con Pasquale Marino, Gregorio Amicuzi, Ignazio Abbatepaolo
Il percorso di lavoro nasce da un'esigenza principale: restituire un fatto di cronaca utilizzando una commistione di linguaggi teatrali contemporanei. La messa in scena utilizza tecniche di teatro fisi-co, in cui il corpo dell'attore è scomposto e la creazione avviene seguendo una partitura di azioni fisiche. A questo si aggiunge la narrazione, accenni di tecniche circensi e acrobatiche, sketch di cabaret, così come le feste, i balli tradizionali irrompono in un clima immobile per restituire quelle relazioni umane che la 'ndrangheta reinventa, ricostruisce ed immobilizza in una struttura che si mantiene ben salda e si presenta come sostituto di uno stato invisibile. L'ironia, il tono farsesco e qualche accenno di cinismo sono la chiave di rappresentazione di uno spettacolo che descrive una situazione tragica.
Laura C è una normalissima nave mercantile che durante la seconda guerra mondiale scompare per sempre nei fondali marini portando con sé alimenti, vestiario, armi e un quantitativo di tritolo in-commensurabile destinato alle truppe nazi-fasciste che aspettavano i rifornimenti in Africa setten-trionale. L'emergenza guerra ed una cattiva amministrazione degli affari della marina militare hanno occultato per sempre la scomparsa della nave e, soprattutto, ciò che essa trasportava. Non a caso nella piece, la Magistratura prenderà il posto del Bambino dell'Aspettando Godot per sottolineare la sua innocenza di fronte ad un sistema che permette complici, ma non intromissioni. Proprio la Ma-gistratura ha lasciato trapelare la notizia che tutto il tritolo trasportato dalla nostra Laura C sia stato utilizzato per atroci e noti delitti: il duplice omicidio Falcone-Borsellino, l'attentato a Roma in via Fauro (ecc.). La verità, in fondo, è un relitto celato negli abissi.
Musiche di A. D'Ntoni; Allestimento e disegno luci di Ignazio Abbatepaolo; Tecnico audio: Viviana Bovino; Costumista: Margherita Pansini; Sarta: Annamaria Ciliberti. Foto di scena: Giovanna D'Ascenzi, Vincenzo Tersigni
(15 giugno '09 Madrid.Primo premio "Ciudad Lineal Escena: I Certamen de Teatro Independiente" eV Festival Teatro Carabanchel: terzo premio e menzione come miglior versione teatrale e sele-zione musicale, 14 settembre '08, Madrid)
23 gennaio 2010, ore 21,00, "Crimini e Malanimi", Canzoni e altro dal cabaret degli anni '60, '70, '80, '90, '100.
Chi è fuori è fuori, chi è dentro (forse) è dentro.
Quasi sempre avere la pretesa di scrivere qualcosa di immortale - o perlomeno sensato- è il sistema migliore per affossare quel po' di buono che vi si può involontariamente celare.
Viceversa, a dire esclusivamente ciò che si reputa immaginifico e sentito come parte del momento (ad esempio vituperare i portatori di assorbenti sottoascellari), ci sono buone possibilità di essere ci-tati nei sussidiari per i quaranta anni a seguire, e questo è il caso del cabaret. Più di quarant'anni fa, nulla di quel che ne uscì era progettato per reggere l'ingiuria del tempo e l'oblio delle epoche suc-cessive agli anni '60, ma prendere alcune canzoni e accostarle a pezzi di vecchi e nuovi autori dei decenni successivi non ha fatto altro che esaltarne le caratteristiche di durevolezza.
Con: Fabrizio Bonora (voce, chitarra, organetto, stupidaggini e altro), Nicola Morali (pianoforte e serafica rassegnazione)
Fabrizio Bonora da oltre trent’anni si ostina a tediare o (a volte) divertire il prossimo ed è seria-mente intenzionato a farlo ancora, malgrado l’età ormai matura. Ha al suo attivo successi planetari e bufale cosmiche, ed è stato talmente dappertutto ed ha lavorato con tanta gente più o meno famosa che ormai si è stufato di raccontarlo in giro, tanto non gliene frega niente a nessuno.
Nicola Morali è tutta un'altra cosa. Intanto sa suonare il pianoforte con grande destrezza e origina-lità (che F. B. ha cercato di limitare in tutti i modi); ha composto musica per teatro, danza e video, e con queste musiche sforna CD come se piovessero. Inoltre è un bravo arrangiatore, e non si rifiuta di suonare quasi nulla.
20 febbraio 2010, ore 21,00, TeatrO dell'Orsa / Compagnia Bella in "Il Vangelo visto da un cieco". Progetto vincitore “I teatri del Sacro” Federgat, drammaturgia e testo Giampiero Pizzol; con Laura Aguzzoni, Bernardino Bonzani, Monica Morini, Gaetano Nenna musiche Gaetano Nen-na collaborazione scenografica e opere tessili Antonella De Nisco collaborazione tecnica e sceno-grafica FrancoTanzi; regia TeatrO dell'Orsa / Compagnia Bella (nostro articolo)
Durante la Pasqua a Gerusalemme alcuni personaggi si incontrano nell'anticamera del Sinedrio, in attesa di testimoniare al processo di Gesù. L'esaltazione scanzonata e fiduciosa del cieco Bartimeo contrasta con la drammatica figura della Samaritana. Tra i due irrompe la moglie di Zaccheo, giunta da Gerico in cerca del marito, corso a testimoniare in favore del Messia. Il Vangelo viene raccontato con lo sguardo ingenuo di un'umanità stupita, toccata dal miracolo e forse non ancora consapevole, eppure coinvolta con tutte le forze vitali del proprio essere. Una stanza sospesa nel tempo custodita da un misterioso musicista, una rete gettata nel mare della vita in cui guizzano anime attirate dallo splendore della verità. Un luogo di racconti epici e comici, poetici e buffi che attingono al pozzo della saggezza tradizionale e della commedia popolare. Un intreccio di paesaggi e identità diverse, la luce del miracolo e l'acqua della vita, universi maschili e femminili a confronto fra loro e soprat-tutto a confronto con il Cristo.
TeatrO dell'Orsa
L'associazione TeatrO dell'Orsa è fondata dagli attori, autori e registi Monica Morini e Bernardino Bonzani. I loro spettacoli nascono da una ricerca sui linguaggi teatrali e sui materiali storici. Nel 2003, nell'ambito di Premio Scenario, ricevono il Premio Ustica per il Teatro di impegno civile e sociale per lo spettacolo Cuori di Terra. Nel 2007 la compagnia riceve il Premio 8 marzo Pro-vincia di Parma, e con il contributo realizza il progetto sul tema della violenza alle donne Nudi di fronte al male.
Compagnia Bella
L'Associazione Compagnia Bella nasce come spazio per la ricerca teatrale di alcuni attori e autori, impegnati già fin dagli anni '70 nel campo del teatro e reduci da esperienze con numerosi attori, au-tori e registi tra cui Giovanni Testori, Eugenio Barba, Krizystof Zanussi, Tadesz Bradecki , ecc. La Compagnia partecipa a Zelig Off e ad altri programmi TV con personaggi nati nell'ambito teatrale e poi resi famosi dal piccolo schermo.
13 marzo 2010, ore 21,00, Ass. "G. F. Haendel" presenta "Cavalleria Rusticana" di Pietro Mascagni. Melodramma in un atto di Targioni - Tozzetti - Menasci tratto dalle "Scene popolari" di G. Verga  (nostro articolo)
Amicizia e professionalità s'incontrano in questa scommessa artistica: realizzazione di un'opera liri-ca per intiera su un territorio, quello casertano, poco avvezzo all'incontro con il melodramma. Un tentativo fatto con umiltà e pochissimi mezzi per offrire la possibilità allo spettatore di un approccio al vero teatro lirico.
La scena si svolge in un paese siciliano durante il giorno di Pasqua. Ancora a sipario calato, si sente Turiddu, il tenore, cantare una serenata a Lola, sua promessa sposa che durante il servizio militare di Turiddu ha però sposato Alfio. La scena si riempie di paesani e paesane in festa, giunge anche Santa, detta Santuzza, attuale fidanzata di Turiddu, che non si sente di entrare in chiesa sentendosi in grave peccato. Entra allora in casa di mamma Lucia, madre di Turiddu, chiedendole notizie del figlio ... (seguirà libretto di sala).
Soprano Maria Ranieri: Santuzza
Mezzosoprano Cira di Gennaro: Lola
Contralto Sara Masella: Lucia
Tenore Enzo Errico: Turiddu
Baritono Maurizio Esposito: Alfio
Coro "G. F. Haendel"
Violino solista: Ascanio Trivisano
Violoncello solista: Sergio Savinelli
Pianista: Savino D'Alterio
Consulenza drammaturgica: Anna D'Ambra
Direzione musicale: Savino D'Alterio

Per informazioni, prenotazioni e prevendita:dal lunedì al sabato, dalle 17 alle 19:30, presso la sede della Commissione Cultura, via SS. Nome di Maria, Puccianiello. Tel:  338 1002496, 349 4208371

Biglietto: intero 12€, ridotto 8€, abbonamento 50€

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