Roberto Solofria e Ilaria Delli Paoli

Ellis Island

Tonino Taiuti

Lino Musella

Andrea Renzi - ph Giuseppe Distefano

Tony Laudadio

Pinuccio - storia di un caruso

Andrea de Goyzueta, Giovanni Granatina e Fabio Rossi

Filippo Giardina

Io so e ho le prove

Licia Lanera

Trans-Aeolian Transmission

A-Medeo

I Vestiti nuovi dell'Imperatore

Storie dell'altro mondo

Inside Depeche Mode

Roberto Latini

Nonsolofreaks

Ria Rosa

Do not disturb

Trattato di Economia

Antonio Pascale

L’uomo nel diluvio

Il Baciamano

Malagrazia

Semi

Supermarket

Nevrotika

Idroscalo

  

Teatro Civico 14: Stagione Teatrale 2017/2018

Caserta – dal 7 ottobre 2017

Comunicato stampa

sabato 7 e domenica 8 ottobre, (RELAZIONI) Mutamenti/Teatro Civico 14 presenta "Di un Ulisse, di una Penelope" di Marilena Lucente
regia Roberto Solofria
con Roberto Solofria e Ilaria Delli Paoli (nostra recensione)
progetto sonoro Paky Di Maio | scene Antonio Buonocore | costumi Alina Lombardi | disegno luci Marco Ghidelli
Il testo originale di Marilena Lucente racconta la relazione e il rincontro di un uomo e di una donna, di un marito e di una moglie, ma probabilmente di due perfetti sconosciuti.
Incontro in cui tutto sembra poter ricominciare: cambia Ulisse, cambia Penelope, come non era accaduto nei venti anni di separazione. Domande furiose che nascono dall’amore e si trasfigurano nelle suggestioni del regista Roberto Solofria e nelle musiche dal vivo di Paky Di Maio.
Chiunque abbia avuto un’Itaca nella propria vita sa di cosa stanno parlando quei due. In questa frase di Marilena Lucente si racchiude il senso della sua operazione che illumina con unampersonale sfumatura la storia di Ulisse e Penelope. Una scrittura sempre in dialogo tra passato e presente, con particolare attenzione all’universo femminile. Una scrittura che consolida la collaborazione con Roberto Solofria, che insieme a Ilaria Delli Paoli, porta in scena il testo nella
sua personale trascrizione registica e linguistica di Ulisse. Ci troviamo di fronte un eroe umanizzato, fatto di debolezze ed errori. Un uomo che affronta una donna, abbandonata ragazzina e lasciata al proprio destino. Un uomo che torna per riprendersi tutto: la sua isola, il suo palazzo, suo figlio, la sua donna. Penelope l’ha aspettato, non per accoglierlo in silenzio, ma per metterlo davanti ad una scelta. Una scelta che ancora una volta Ulisse non vorrebbe fare, che ancora una volta vorrebbe delegare a lei.
DI UN ULISSE, DI UNA PENELOPE non è solo uno spettacolo, ma è anche il primo volume della collana INCHIOSTRI-Tracce di teatro edito da Mutamenti/Edizioni. La scrittura teatrale è come la traccia di un aratro, è la semina da cui fiorisce lo spettacolo grazie alla cura certosina dei teatranti. L’inchiostro nero solca la pagina bianca evocando mondi a tre dimensioni di cui lo spettatore farà effettivamente esperienza durante l’evento performativo, che, come è noto, svanisce. Ma la traccia resta. Prendere in custodia quella traccia è il compito che si pone la collana editoriale INCHIOSTRI, pensata e creata dal gruppo di lavoro Mutamenti/Teatro Civico 14 di Caserta.
sabato 14 e domenica 15 ottobre, (INCONTRI) "Ellis Island" di e con Maurizio Igor Meta
collaborazione scena e costumi Alessandra Bonanni
collaborazione suono Danilo Valsecchi
in creation residency presso La MaMa Experimental Theatre New York
produzione La MaMa Umbria International
coproduzione URA_Centro Teatrale Umbro
in collaborazione con La Corte Ospitale
con il sostegno di Kilowatt Festival, Qui e Ora Residenza Teatrale
Ellis Island è il Viaggio della Vita.
Nel novembre 2015 Maurizio Igor Meta incomincia il suo viaggio dal porto di Napoli in nave cargo per ripercorrere i passi del bisnonno che, nel novembre del 1890, decise di partire per gli Stati Uniti, dove lavorò per l’antica società ferroviaria degli Stati Uniti d'America, la Pennsylvania Railroad. Partendo dalle sensazioni avute nel ripercorrere il suo cammino e combinandole con le ricerche storiche sulla vita degli immigrati italiani, Maurizio Igor Meta ha costruito una drammaturgia che evoca il momento della partenza, il viaggio in nave, l’arrivo ad Ellis Island, la fatica sulle rotaie, fino al ritorno all’Origine, in un Viaggio epico e poetico.  Una drammaturgia originale e intensa, in grado di ripercorrere attraverso la poesia dell’autore la personale esperienza di vita rendendo lo spettacolo un viaggio universale.
venerdì 27 e sabato 28 ottobre, (INCONTRI < debutto assoluto) Mutamenti/Teatro Civico 14 presenta "Verso il mare" di e con Tonino Taiuti
“VERSO IL MARE non è un’antologia, è la costruzione di una storia fatta con richiami, evocazioni, frammenti, ma anche relitti, resti e avanzi che dal fondo del mare vengono a galla. È il messaggio nella bottiglia che viene portato in scena”. In questo concerto teatrale di poesia per attore solo con chitarra elettrica, il mare serve a svelare la magia del teatro e il mistero della vita, dove onde di parole e vortici di musica affiorano e si consumano in un gioco scenico che coinvolge e intrappola lo spettatore.
Attore, performer, studioso, musicista, sperimentatore, dopo oltre trent’anni di carriera ed esponente “involontario” della nuova scena napoletana degli anni ottanta. Taiuti condivise con Antonio Neiwiller, Enzo Moscato, Annibale Ruccello, Silvio Orlando e molti altri un periodo di grande fermento culturale della città di Napoli. Recentemente premiato a “Le Maschere del Teatro Italiano 2017” come Migliore attore non protagonista per lo spettacolo AMERICAN BUFFALO per la regia di Marco D’Amore.
domenica 29 ottobre, (INCONTRI) Elledieffe presenta "L’ammore nun’è ammore"
30 sonetti di Shakespeare traditi e tradotti da Dario Jacobelli con Lino Musella e Marco Vidino (cordofoni e percussioni)
Dario Jacobelli, poeta napoletano scomparso prematuramente nel 2013, dedicò negli ultimi anni della sua vita alla traduzione in napoletano e al tradimento, come amava definirlo, dei sonetti di Shakespeare. Non aveva scadenze, non doveva rispettare le indicazioni o correzioni di nessun editore. Per committenti aveva i suoi amici più cari ai quali dedicava ogni sua nuova traduzione. Come un esercizio spirituale, un gioco puro. I sonetti sono battute senza personaggio e nella traduzione di Jacobelli il paradosso sta proprio nel restituire una teatralità ai versi del grande drammaturgo. Il suo napoletano attinge da una lingua teatrale e letteraria passando dalle contaminazioni contemporanee che vanno dallo slang al linguaggio di strada.
Lino Musella, fondatore della Compagnia Musella/Mazzarelli e apprezzato attore diretto negli ultimi anni da registi come Andrea Baracco e Antonio Latella, nonché noto volto della serie tv GOMORRA, interpreta il ruolo di un inconsueto Bardo per condurre il pubblico in un delicato viaggio nella parola poetica shakespeariana reinterpretata, però, nel teatralissimo napoletano dei sonetti “traditi e tradotti” da Dario Jacobelli, pubblicati postumi dalla casa editrice partenopea ad est dell’equatore .
da venerdì 3 a domenica 5 novembre, (INCONTRI) doppio spettacolo > in occasione del 100° anniversario della Rivoluzione d’Ottobre
- Teatri Uniti presenta "Fuochi a mare per Vladimir Majakovskij" di e con Andrea Renzi
luci Pasquale Mari | suono Daghi Rondanini | direzione tecnica Lello Becchimanzi
Armato dei suoi versi e di una Smith and Wesson a canna corta, in una immaginaria conferenza cosmica e pirotecnica il grande poeta russo si presenta in tutta la sua smisurata, tenera e trascinante vitalità. Dalla tribuna di un piccolo tavolino, alle sue spalle il cielo trapunto di stelle, la requisitoria poetica ha il suo cuore pulsante nel poemetto la Nuvola in Calzoni, dove ingaggia un corpo a corpo con i temi universali dell'amore, della religione, della vecchia poesia e della rivoluzione, realizzando un insuperabile manifesto della sua concezione poetica potentemente innovativo sul piano formale.
In un montaggio - sottolinea Andrea Renzi - scandito dallo sparo suicida le gemme verbali, le burle immaginifiche, i concitati paradossi, gli amori disperati e carnali e le profetiche visioni di questo gigante del secolo scorso giungono fino a noi. Che forse, nani quali siamo, faremmo bene a metterci sulle sue spalle. Fuochi a mare per Vladimir Majakovskij è un tributo a un poeta e alla poesia come Luogo della Vita, come fosse un tributo all’Etna, alle Alpi, al delta del Nilo, come fosse un tributo a una cannoniera, a una cimice, a un cucciolo di cane. Qualcuno ha scritto che l’arte deve essere contro la bomba atomica, cioè contro la disintegrazione della coscienza. Condivido questa posizione e la vita e la poesia di Vladimir Majakovskij, sono contro la bomba atomica.
- Teatri Uniti presenta "Šostakovic – il folle santo" drammaturgia Antonio Ianniello e Francesco Saponaro con Tony Laudadio
regia e spazio scenico Francesco Saponaro
colonna sonora Dmitrij Šostakovič
Creazione teatrale ispirata alla vita e all’opera del compositore russo Dmitrij Šostakovic. Melologo in cui si fondono vita privata, musica e riflessioni sul rapporto cruciale tra artista e potere. Un’accalorata confessione, ricostruita a partire da un ampio epistolario e da alcune prestigiose biografie, da cui emerge un complesso mondo interiore venato di malinconica ironia che rimanda ai racconti della letteratura russa. Figura tra le più rappresentative e profetiche del Novecento, Šostakovic subisce la crudeltà di uno stato repressivo che tenta con la ferocia e con l’inganno di espropriare e manipolare la cultura. Infaticabile compositore, schivo, introverso, segretamente tormentato dai fantasmi della persecuzione politica, vive i suoi giorni all’ombra del tiranno. La sua eccellente complessità di compositore regala al futuro l’esempio di una musica toccante e universale che fonde, nonostante tutto, ironia e tragedia, tormento e gioia. Dmitrij Šostakovic (San Pietroburgo 1906-Mosca 1975) è una delle maggiori personalità della musica russa. Formatosi politicamente e culturalmente nel clima della rivoluzione sovietica, entrò spesso in conflitto con il regime stalinista. Realizzò cicli di sinfonie e quartetti d’archi, opere teatrali, balletti, colonne sonore. Musicò testi poetici di Apollinaire, Rilke, Garcia Lorca. Tra le sue composizioni più emblematiche la Sinfonia n.7 dedicata a Leningrado (1941).
sabato 11 e domenica 12 novembre, (INCONTRI) Prima Quinta presenta "Pinuccio - storia di un caruso" di e con Aldo Rapè
musiche originali dal vivo Zafarà
Ci sono storie che nessuno conosce, storie che non avranno mai fine perché non se ne conosce l’inizio. Nell'atto di riportare i fatti della sua vita, Pinuccio evoca un mondo inesplorato e spinge lo spettatore a visitarlo, conoscerlo e a interagire con esso. Pinuccio è la storia di uno dei tanti, forse troppi, bambini che hanno lavorato nelle miniere di mezza Sicilia. È la storia di una città, Caltanissetta, capitale mondiale dello zolfo. È la storia del riscatto di un'isola, la Sicilia, e forse della sua condanna. Tre chilometri separano la miniera di Gessolungo dalla città. A dieci anni, Peppino ha solo tre chilometri per diventare grande, per non essere “cchiu un picciriddu” ma diventare un “carusu”, un ragazzo.
Miglior Monologo - Premio Internazionale per il Teatro e la Drammaturgia Tragos.
sabato 25 e domenica 26 novembre, (RELAZIONI) Taverna Est Teatro - in collaborazione con Ex Asilo Filangieri e Nostos Teatro pesenta "Caipirinha, Caipirinha!"
Drammaturgia e regia Sara Sole Notarbartolo, con Andrea de Goyzueta, Giovanni Granatina e Fabio Rossi
disegno luci Paco Summonte | costumi e allestimento scenico Gina Oliva
Siamo in un bar a Rocca Paduli, un non meglio precisato piccolissimo paese del sud Italia. Bob, Walter e Vincenzo sono tre amici dalla nascita, dalla scuola, dal loro amore per una stessa donna, Wilma, e dalla gabbia della vita di provincia. Gli eccessi d'ira di Vincenzo, il coma mistico in cui cade Bob a 10 anni, l'inferno della precarietà della vita di Walter, vengono svolti in un racconto in cui il tempo "non trascorre, resta incantato" e che quindi può essere riavvolto ed esplorato un'infinità di volte. Bob, Walter e Vincenzo ci portano a ricostruire una storia che cambia di continuo, a scoprire una ferita che fa troppo male, così male da non poter essere detta. Ma il vero protagonista è il tempo: in un futuro che non contiene speranza perché già è scritto, tutto trascorre infinitamente, ma non passa.
Note di regia
Temo malinconicamente che la scrittura nasca sempre da una forma di malattia. Da un nocciolo doloroso. Il mio nocciolo doloroso, la mia punta di impazzimento degli ultimi anni riguarda le conseguenze del non detto. Come tanti grandi depressi vivo l’esilarante maledizione di riuscire a esprimere le cose che fanno male solo in modo molto molto divertente. E così, aiutata e anche guidata dalle estenuanti improvvisazioni dei tre attori che sono sulla scena ho messo davanti ai miei, e ai vostri, occhi, una cosa indicibile, teneramente indicibile, assolutamente indicibile: il tradimento per amore di qualcuno che si ama.
La chiave non è nel fatto che Wilma sia una donna libera o una zoccola, né se Bob e Walter e Vincenzo siano realmente amici, né se i loro tentativi di dirsi la verità siano sinceri, né se la verità sia meglio saperla o lasciarla occultata. La chiave, semplicemente, non c’è. C’è solo la porta. E la porta è quella di un bar.
venerdì 2 dicembre, (EVENTO) Virus Teatrali presenta "Io so e ho le prove - la conversione di un ex-manager bancario"
drammaturgia e regia Giovanni Meola, con Giovanni Meola e Daniela Esposito
ass.te alla regia Annalisa Miele | regista assistente costumi Chiara Vitiello | scenografia Monica Costigliola e Angelo De Tommaso
Il libro di Vincenzo Imperatore IO SO E HO LE PROVE, con quasi 50.000 copie all’attivo, è uno dei casi letterari degli ultimi anni dove si racconta la conversione di Enzo, un ex-manager bancario che, dopo un quarto di secolo al servizio della più importante banca italiana, ne è uscito denunciandone tutte le nefandezze, comuni all’intero settore. Enzo, di estrazione popolare ma ambizioso, si trova al posto giusto nel momento giusto: la “deregulation” del sistema bancario. In questo modo, fa carriera e soldi per più di vent'anni. Poi arriva la conversione. Tutte le conversioni sono piene di ostacoli e contraddizioni, ma Enzo è ostinato e vuole diventare un uomo diverso e così si trova a vivere la sua nuova vita.
sabato 9 e domenica 10 dicembre, (INCONTRI) Fibre Parallele presenta "2.(Due)" di Licia Lanera e Riccardo Spagnulo
con Licia Lanera
luci e suono Riccardo Spagnulo | si ringrazia Marluna Teatro
Una sorta di incubo splatter costruito sui brutali racconti di noti assassini. In una piccola stanza bianca c'è una donna dalle profonde occhiaie e dai capelli rossi. È vestita di bianco e cammina su dei tacchi alti. Confinata tra quattro pareti, in uno spazio immaginario, c’è quello che rimane della sua vita di donna, la cui storia d'amore è finita con un addio: lui l'ha lasciata per un altro uomo, lei lo ammazza. Inizia così la lotta esasperata tra la vita e la morte, che si conclude con l'annientamento finale. Con brutale lucidità ricostruisce le sensazioni, le immagini, i respiri agonizzanti della vittima, le sue ultime forze, gli occhi vitrei.
Progetto finalista di EXTRA-segnali dalla nuova scena contemporanea.
Vincitore del primo premio Fringe/L’Altrofestival al 18° Festival Internazionale del Teatro di Lugano in Svizzera.
venerdì 22 e sabato 23 dicembre, (OSSERVATORIO) VulìeTeatro presenta "A-Medeo" di Michele Brasilio e Marina Cioppa
con Stefania Remino e Antimo Navarra
disegno luci Alessandro Benedetti
l giovane duo casertano composto da Michele Brasilio e Marina Cioppa porta in scena lo spettacolo A-MEDEO che rivendica la paternità artistica di Eduardo De Filippo nei confronti dei suoi figli scenici. I lavori del maestro si innestano su un gioco fatto di luci e immagini che riescono a dare voce ai silenzi. "Mia famiglia", "Filumena Marturano", "Bene mio core mio", "Gennareniello", "Sabato, domenica e lunedì", "L'abito nuovo", "Napoli milionaria", "Natale in casa Cupiello" in cui la presenza dei figli è determinante per lo svolgimento dell’opera stessa e il riconoscimento degli altri personaggi. La modernità degli anni 2000 ha portato a numerosi cambiamenti quasi inimmaginabili ma nonostante questo per tutte le madri "i figli sò figl e sono tutti uguali". Scritto da Marina Cioppa, diretto da Michele Brasilio, in scena Stefania Remino e Antimo Navarra.
Vulìe Teatro analizza quella che è la raffinata e forse ineguagliabile drammaturgia di Eduardo immaginando di essere lui stesso un suo figlio e cambiando così la prospettiva di scrittura che è quella di un figlio che osserva, analizza e forse arriva a comprendere la figura del padre, spesso fatta di errori e mancanze, piuttosto che l’inverso. È un testo particolare, introspettivo, che volutamente ha un finale aperto; lo spettatore deve sentirsi libero di immedesimarsi o meno nella figura di un genitore quanto di un figlio, e di odiare quanto comprendere certe scelte che inevitabilmente rientrano in una soggettività e una sfera intima in cui l’autore non vuole, non può entrare fino in fondo. La scelta degli attori non è casuale: con Stefania Remino e Antimo Navarra si è volutamente pensato a due giovani artisti la cui caratteristica primaria è la passionalità e la naturalezza scenica.
da martedì 26 a domenica 7 gennaio, (XMAS) Xmas - A Natale Vieni A Teatro!
26 dicembre, ore 17, Canto di Natale, lettura animata per bambini dai 6 anni
con Ilaria Delli Paoli e Roberto Solofria
27, 28, 29 e 30 dicembre, ore 17, I Vestiti nuovi dell'Imperatore, spettacolo per bambini dai 4 anni
con Antimo Navarra, Vincenzo Bellaiuto, Martina Porfidia, Maria Elena Mennella, Lucia Schiavone
31 dicembre, ore 10:30, Alice nel paese delle meraviglie, lettura animata per bambini dai 6 anni
con Ilaria Delli Paoli e Roberto Solofria
2, 3 e 4 gennaio, ore 17, FILM D’ANIMAZIONE (da definire) per bambini dai 6 anni
5, 6 e 7 gennaio 2018 ore 17, Storie dell'altro mondo, spettacolo per bambini dai 6 anni
con Vincenzo Bellaiuto, Martina Porfidia, Alina Shost, Buket Kilnamaz
biglietto unico € 6,00
per info e prenotazioni > 0823.441399 / 339.1873346
more info > http://www.teatrocivico14.org/wp/event/xmas/
sabato 13 gennaio, ore 21, (EVENTO al Teatro Izzo (CE)) INSIDE PROJECT e Teatro Civico 14 presentano "Inside Depeche Mode"
a cura di Paky Di Maio e Luigi Iacono
L’edizione 2018 sarà dedicata a quella che è stata la prima band di musica elettronica ad esibirsi negli stadi, a cui si deve la fusione definitiva tra la freddezza delle macchine ed il calore delle valvole, la sperimentazione e la fusione definitiva tra l'elettronica ed il rock. Saranno i Depeche Mode ad essere omaggiati da oltre venti artisti che faranno propria la musica della band di Basildon e la reinterpreteranno secondo il proprio linguaggio artistico, stile e background.
INSIDE sostiene una nuova idea musicale, realizzare un appuntamento stagionale dove gli artisti coinvolti rendono omaggio, con nuove chiavi d’interpretazione, una band o un’artista che ha segnato la storia della musica. Nato da un'idea di Paky Di Maio e Luigi Iacono, realizzato in collaborazione con il Teatro Civico 14, INSIDE porta le esplorazioni musicali fuori dal TC14 verso il Teatro Izzo di Caserta, in via Kennedy - 42, dove artisti e performers di tutte le estrazioni sono chiamati a rendere un tributo, dissacrandone l'essenza, per celebrare una delle band più importanti degli ultimi quarant'anni.
Biglietto unico > € 10,00
Biglietti disponibili presso il botteghino del Teatro Civico 14, via F. Petrarca (Parco dei Pini) c/o Spazio X, 81100, Caserta. Online su www.etes.it e presso gli ETES Point.
Info: http://insideproject.org
Artisti:
7Parsec
AcusticaCaustica
Amatelab
Damiano Errico
Das System (Livio Lanzetta)
Domenico Naf-mk Tirino
Elizabeth O'Key
Gianluca Vanità
Lucia Cinquegrana
Malevera
MaPe Illustrazioni
Marcella Martusciello
Morks
Mutamenti/ Teatro Civico 14
PassePartout
Trasnochando C'è Tango Caserta
YKAP (Paky Di Maio) feat. Francesco Di Maio
sabato 20 e domenica 21 gennaio, (INCONTRI) Fortebraccio Teatro presenta "Cantico Dei Cantici "
adattamento, regia e con Roberto Latini
musiche e suoni Gianluca Misiti | luci e tecnica Max Mugnai | organizzazione Nicole Arbelli | con il sostegno di Armunia Festival Costa degli Etruschi | con il contributo di MiBACT e Regione Emilia-Romagna
Il CANTICO DEI CANTICI è uno dei testi più antichi di tutte le letterature. Pervaso di dolcezza e accudimento, di profumi e immaginazioni. Se lo si legge senza riferimenti religiosi e interpretativi, rinunciando a parallelismi, quasi incoscientemente; se lo si dice senza pretesa di cercare altri significati; se si prova a non far caso a chi è che parla, ma solo a quel che dice, senza badare a quale sia la divisione dei capitoli, le parti; se si prova a stare nel suo movimento interno, nella sua sospensione, può apparirci all’improvviso, in una dimensione onirica di mondo parallelo, forse precedente, dove i sogni e le parole ci scelgono e accompagnano. Nel suo adattamento Latini non traduce alla lettera le parole, ma la sensazione.
sabato 27 e domenica 28 gennaio, (RELAZIONI) Casa del Contemporaneo presenta "Ria Rosa - il viaggio"
regia Rosario Sparno
con Antonella Romano e al pianoforte Giosi Cincotti
installazioni Antonella Romano | costumi Alessandra Gaudioso
Un viaggio-rivoluzione in musica, che parte da Napoli e arriva a New York attraverso i versi delle canzoni osate, cantate, suonate, provate, respinte. Ria Rosa, sciantosa del Cafè Chantant, nasce a Napoli con il nome di Maria Rosaria Liberti. Debutta nel 1915 a 16 anni ed è subito contesa per le sue capacità. Nel 1922 va in tournée a New York ed è la prima artista italiana a vestirsi da uomo per la sua versione di "Guapparia". Fonda una propria compagnia e allestisce sceneggiate su problemi sociali. Dal 1933 è ufficialmente emigrata negli USA, dove non teme di prendere posizione in difesa degli anarchici Sacco e Vanzetti. Antifascista e femminista ante litteram, Ria "la nonna delle femministe", getta le basi per un’idea di donna più moderna ed emancipata.
domenica 4 febbraio, (EVENTO) ARB Dance Company "Le città invisibili"
regia e coreografia Roberta De Rosa
video editing Roberta De Rosa | voce narrante Michele Casella | costumi ARB Dance Company
Lo spettacolo prende ispirazione dal libro di Calvino “Città Invisibili” e racconta di temi che riguardano tutti: la memoria, il tempo, il desiderio, la morte. La performance è un viaggio simbolico alla ricerca di luoghi interiori, dimenticati a causa di una società che destabilizza l’uomo, spingendolo a non riconoscere e non riconoscersi. In parallelo e integralmente allo spettacolo è proiettato un video, in cui sono immortalate le immagini decadenti di luoghi abbandonati la cui bellezza e il valore culturale sono spesso ignorati, proprio a dimostrare come la bellezza interiore umana e quella creata dall’uomo oggi giorno non trovano il proprio spazio, piuttosto vengono abbandonate a se stesse in una società che logora e distrugge il bello.
sabato 17 e domenica 18 febbraio, (RELAZIONI) ALDES - in collaborazione con Sardegna Teatro presenta "Trattato di economia – versione unplugged"
coreocabaret confusionale sulla dimensione economica dell'esistenza; progetto, drammaturgia, regia e con Roberto Castello e Andrea Cosentino
assistente Alessandra Moretti | direzione tecnica Luca Telleschi | videopartecipazione straordinaria Attilio Scarpellini | realizzazione oggetti di scena Paolo Morelli | con il sostegno di MiBACT e Regione Toscana
TRATTATO DI ECONOMIA è l'incontro fra due artisti diversi per generazione, ambito e percorso artistico, che per caso un giorno hanno scoperto di covare lo stesso desiderio: realizzare uno spettacolo sulla scienza che vuole liberare l'umanità dalla schiavitù del bisogno. Dopo letture, incontri, dubbi, entusiasmi e crisi il progetto ha preso una forma nella quale economia, arte e morale si aggrovigliano con esiti paradossali. Il risultato è una performance tra parola e gesto che si interroga sul denaro, sul suo valore, sulla sua invadente onnipresenza e sulla sua mancanza di rapporto con la realtà. Porsi ai margini del contratto per renderne palesi i paradossi inventando situazioni limite e domande inappropriate è il modo per riprendere possesso, almeno simbolicamente, di ciò che non si capisce e non si controlla.
venerdì 23 febbraio, ore 21, Antonio Pascale in "4 Lezioni sentimentali"
4 donne 4 diversi modi di amare.
Un monologo, una divertente e veloce stand up comedy: lo scrittore Antonio Pascale smonta la parola amore. E si chiede: ma l'amore è una variabile indipendente o una variabile dipendente? Rende la vita migliore o solo possibile? Il racconto si snoda attraverso 4 donne, ogni donna esprime un modo di vedere e vivere l'amore. Con ogni donna lo scrittore si confronta e apprende (qualche volta subisce) delle lezioni sentimentali: l'irruenza del maschio Alpha, le sfumature della bellezza, la difficoltà (e la sofferenza) dell'amore romantico e infine il tentativo di trasformare (attraverso l'amore) il trauma in dolore, perché il dolore rispetto al trauma può essere almeno condiviso. Un racconto narrativo sostenuto e alimentato da diversi strumenti: quelli filosofici, antropologici e quelli legati alla biologia evoluzionista. 60 minuti di viaggio, tra stazioni varie, tra divertimento e riflessioni.
Nato a Napoli, cresce a Caserta e nel 1989 si trasferisce a Roma, dove lavora come ispettore del Ministero delle Politiche Agricole. Scrive per il teatro e la radio. Collabora con Il Mattino, Lo Straniero, Limes, Corriere della Sera e con i siti salmone.org e newclear.it. Il suo blog è ospitato dal quotidiano online Il Post. I suoi libri sono citati in Daniela Carmosino, Uccidiamo la luna a Marechiaro. Il Sud nella nuova narrativa italiana, Roma, Donzelli, 2009. Nel 1999 ha esordito con un reportage narrativo, La città distratta, pubblicato da L'ancora del mediterraneo, che vince il Premio Sandro Onofri e il Premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante.
sabato 24 e domenica 25 febbraio, al Royal Hotel (CE), Nuovo Teatro Sanità e Mutamenti/Teatro Civico 14 presentano "Do not disturb - il teatro in albergo"
DO NOT DISTURB – Il teatro si fa in albergo, nella nuova versione ispirata ai cinque sensi, porta il pubblico e gli attori in tre camere dell’hotel in Viale Vittorio Veneto: la stanza della vista, firmata da Claudio Finelli, vede in scena Alessandro Palladino e Roberto Caccioppoli; mentre la stanza del tatto, scritta da Alessandro Palladino, sono protagonisti Irene Grasso, Gennaro Maresca e Fabio Rossi. Sarà presentata, in anteprima a Caserta, la stanza dell'olfatto scritta da Mario Gelardi e Giordano Bassetti, diretta ed interpretata da Roberto Solofria e Ilaria Delli Paoli.
Venti spettatori, come intrusi, ogni sera penetrano nell’intimità di tre coppie, ascoltando, quasi spiando, i personaggi, poco prima che lascino la stanza. Tre episodi, della durata di circa venti minuti ciascuno, animeranno le camere del Royal Hotel di Caserta, rendendo visibile quello che in genere accade solo a porte chiuse. Nella stanza dell’olfatto, scritta e diretta da Mario Gelardi e Giordano Bassetti, diretta ed interpretata da Roberto Solofria e Ilaria Delli Paoli, un uomo si trova nella sua camera d’albergo con la stalker che lo tortura da mesi. Finalmente possono parlare e capirsi, possono scoprire chi sono veramente e come l’amore a volte, sia troppo idealizzato. Nella stanza della vista, scritta da Claudio Finelli e diretta da Gelardi, Alessandro Palladino e Roberto Caccioppoli sono una giovane coppia che comunica solo attraverso la tecnologia. Anche se sono insieme, nello stesso luogo, in pochi metri quadrati, i sentimenti non riescono a incontrarsi, a vedersi, a toccarsi. C'è una barriera percettiva che si frappone tra loro: lo smartphone. Scritta da Alessandro Palladino, la stanza del tatto vede in scena Irene Grasso, Gennaro Maresca e Fabio Rossi. La vicenda vede protagonisti due fratelli di ritorno a Napoli per incontrare una vecchia amica. Nel corso dell'incontro, in camera, prende il via un gioco di ruolo, un continuo rincorrersi tra gioco surreale e sentimenti reali. Un girotondo di furbizia e a colpi di di ribaltamenti di vita.
sabato 10 e domenica 11 marzo, (INCONTRI) Blue Desk presenta "L’uomo nel diluvio"
drammaturgia e regia Simone Amendola e Valerio Malorni, con Valerio Malorni
residenza produttiva Carrozzerie n.o.t. | con il patrocinio di Roma Capitale | con la collaborazione di Interno 5/Start
Generazionale, sociale, della società e del paese in cui ci hanno costretto a vivere. In un momento in cui la parola emigrazione è così tragica e reale. Con una narrazione originale, percorrendo la linea sottile che separa la verità della persona e quella del personaggio, lo spettacolo inscena una storia individuale che diventa collettiva, per una necessità condivisa di speranze, di possibilità da realizzare. Il progetto nasce dall’incontro con un’immagine in un libro per bambini. Vi è raffigurata la moglie del patriarca di fronte alla porta di casa, nell’atto di mangiarsi le unghie. Il marito, impegnato nella costruzione dell’arca, le ha chiesto di scegliere ciò che intende salvare dal diluvio, ma lei, di fronte all'uscio di casa, non entra, indugia.
Vincitore Premio IN-BOX | Finalista Premio SCENARIO | Miglior spettacolo Premio RETE CRITICA.
sabato 24 e domenica 25 marzo, (RELAZIONI) Teatro Segreto presenta "Il baciamano" di Manlio Santanelli
regia Giovanni Esposito, con Susy Del Giudice e Giulio Cancelli
aiuto regia Felice Panico | costumi Rossella Aprea | scene Luigi Ferrigno | effetti video Davide Scognamiglio | progetto luci Nadia Baldi | collaborazione musicale Elio Manzo
Ambientato nella Napoli di fine Settecento, "Il baciamano" racconta la storia di una donna ed un uomo: Janara, giovane popolana avvizzita prima del tempo, e il gentiluomo che, legato mani e piedi, le è stato portato in casa dal marito. Come mai due creature tanto lontane l'una dall'altra si scoprono partecipi dello stesso destino, che in qualche modo ne parifica la condizione, le fa apparire solidali ancorché inchiodate a ruoli fatalmente contrapposti? Della risposta a questo interrogativo si fa carico il testo scritto da Manlio Santanelli, nella sincera speranza che risulti il più possibile esauriente e, allo stesso tempo, nella profonda convinzione che tra le molte finalità del teatro vi sia anche quella di arrivare a dimostrare ciò che altre discipline ritengono indimostrabile.
sabato 7 e domenica 8 aprile, (RELAZIONI) Progetto Nevrotika presenta "Nevrotika vol. 4-5-6"
drammaturgia e regia Fabiana Fazio, con Fabiana Fazio, Valeria Frallicciardi e Giulia Musciacco
aiuto regia Angela Carrano
Prosegue la ricerca di Progetto Nevrotika nel mondo della nevrosi, o meglio, di quel "disturbo dell'adattamento" da cui nessuno (o quasi), al giorno d’oggi, può dirsi del tutto salvo. Con i primi tre volumi di Nevrotika ha iniziato quello che potremmo definire un lungo e tortuoso ironico viaggio negli inferi della nostra esistenza. Come un moderno Dante, con Nevrotika vol.4-5-6, si continua ad esplorare i diversi gironi dei dannati, come curiosi turisti di noi stessi. "Condannati" in vita a perseverare nei nostri errori, costretti a pagare la nostra incapacità di rompere uno schema, una dinamica, uscire da un copione. Ognuno potrà riconoscersi nel girone che preferisce: nell'ipocondriaco, nell’ossessivo-compulsivo, nel paranoico... ce n'è per tutti!
domenica 15 aprile, (EVENTO) Phoebe Zeitgeist presenta "Malagrazia"
ideazione e regia Giuseppe Isgró, drammaturgia Michelangelo Zeno
Due fratellini orfani alle prese con le paure dell’infanzia, il desiderio di diventare grandi e la solitudine del volo; si inventeranno mondi passati e presenti, alle prese con pestilenze immaginarie e doveri di stato, fino alla ricerca ultima delle loro origini. In un territorio sospeso, animato da presenze affilate e pericolose, attraversando situazioni cangianti e identità impossibili e dolorose, ciò che resta a queste creature isolate per andare avanti, non è altro che il desiderio di un’identità che plachi le eterne tensioni fra l'alto e il basso, fra il superno e l'infimo. Fino alle tragiche istanze finali.
sabato 21 e domenica 22 aprile, (OSSERVATORIO) VulìeTeatro presenta "Semi - peccato, non esiste più l’amore platonico" di e con Michele Brasilio e Marina Cioppa
disegno luci Alessandro Benedetti | registrazioni audio Ugo Pancaldi
Lo spettacolo attraversa la vita di coppia e i litigi soliti che la caratterizzano, ma non è tutto qui. Ugo e Claudia sono una coppia, convivono e hanno organizzato la loro prima cena a casa con amici. Ugo è preciso, metodico, ma poco attento probabilmente alle esigenze di claudia. Claudia è uterina, perspicace ed il suo carattere forte spesso cozza con quello del compagno. Chi la spunterà è tutto da vedere, la coppia resterà insieme nonostante le divergenze oppure si sfascerà? Come reagiranno Ugo e Claudia? Si tratta di un momento per immedesimarsi, si tratta di un modo per cercare la soluzione, si tratta di guardare a fondo nella vita di coppia, pur tenendo presente che l'amore non è unico intermediario per comprendersi.
sabato 5 e domenica 6 maggio, (RELAZIONI) "Idroscalo 93 - la morte di Pier Paolo Pasolini"
drammaturgia Mario Gelardi , regia Ivan Castiglione, con Ivan Castiglione e Riccardo Ciccarelli
consulenza di Carla Benedetti | voice Over Connie Bismuto | musiche originali Mariano Bellopede
Dal fondo del palcoscenico un uomo entra canticchiando il brano “che cosa sono le nuvole”. Trasporta in spalla un altro uomo come se fosse un pupazzo, una marionetta dall’ aspetto consumato e devastato. Questo pupazzo squallido e disgustoso è Giuseppe Pelosi, quello che a tutt’oggi è l’unico condannato per l’assassinio di Pier Paolo Pasolini.

Orario Spettacoli: Feriali > 21.00, Festivi > 19.00

Jarmusch Club nello Spazio X

Rassegna di spettacoli organizzata dal Jarmusch club all'interno dello SPAZIO X, in Via Petrarca 25 Parco dei Pini, Caserta.
Venerdì 15 dicembre, ore 21, Filippo Giardina in "Lo ha già detto Gesù" (Stand-up comedy)
Ottavo monologo satirico di Filippo Giardina.
A due anni dal suo ultimo spettacolo, il fondatore di Satiriasi Stand-up Comedy ritorna sul palco con il suo nuovo one man show.
“Lo ha già detto Gesù” è l’analisi impietosa di un paese paralizzato come l’Italia che pensa di essere la Svizzera ma in realtà è la Colombia.
“Lo ha già detto Gesù” è un viaggio esistenziale tra giovani imbecilli, vecchi rincoglioniti e adulti emotivamente gretti.
“Lo ha già detto Gesù” è uno spettacolo comico che parla di sentimenti.
Il linguaggio crudo e i temi trattati rendono “Lo ha già detto Gesù” uno spettacolo rigorosamente vietato ai minori di 18 anni.
Biglietto
spettacolo + aperitivo > € 15,00
L’aperitivo è offerto dall'Enoteca Le Botti Fuori e dall’OrtoBio "Fondazione Leo Amici".
martedì 26 dicembre, ore 21, Trans-Aeolian Transmission, Concert & Road Movie
Musiche di estasi, trance ed elevazione, dall’avant-rock all’elettronica fino ai muquam dei Dolan, ricomposte dal vivo da François R. Cambuzat e Gianna Greco, sulla proiezione di “Xinjiang, Taklamakan & Karakoram”, documentary-fiction-road-movie sulla musica Uigur dello Xinjiang in Cina, registrato e filmato in situ dai due musicisti nel corso di viaggi fuori norma.
Trans-Aeolian Transmission viaggia su un nuovo concetto: viaggiare/comporre/scrivere/filmare altrove, lontano, là dove né l’industria discografica né le agenzie artistiche oseranno portare i musicisti occidentali.
Sostenuto dal Servizio Culturale dell’Ambasciata francese a Pechino (RPC), «Xinjiang, Taklamakan & Karaoram» è stata la prima creazione della Trans-Aeolian Transmission.
Una musica Neo-Sciamanica e Post-Industriale per un’avventura/creazione composta e filmata nel paese Uygur tra Kashgar, Marqit e Iarkam, nel cuore del deserto del Taklamakan, sulle montagne del Karakoram lungo le frontiere pachistane, tajike e kirghize fin nel cuore delle ultime città-tappe della Via della Seta.
Trans-Aeolian Transmission Web-page: http://www.trasportimarittimi.net/trans-aeolian_transmission.html
François R. Cambuzat viene dal punk, dall’improvvisazione e dall’avanguardia, ha studiato canto classico a Amsterdam, ma anche la musica orientale al conservatorio di Tunisi.
Ha lavorato con alcuni tra i grandi nomi del jazz, della musica classica contemporanea, dell’avant-rock e della musica classica magrebina.
In seguito a questi primi trent’anni di sperimentazioni musicali, è ora convinto che ogni tipo di musica sarà poco consistente se concepita e eseguita senza una forte emozione, rischio, ribellione, ferocia, stacco e trascendenza.
Il suo è un processo selvaggio di musiche improvvisate poi ricomposte, di strumenti tradizionali, computer e chitarre elettriche, oltre a tutto il tragitto di un movimento creativo lungo chilometri.
François R. Cambuzat ha pubblicato oltre 19 album e si è esibito più di 4000 concerti in tutto il mondo.
Ha creato numerosi progetti e gruppi (Kim Squad, Gran Teatro Amaro, L’Enfance Rouge,pUTAN cLUB, Machine Rouge…), ha collaborato con Luciano Berio ed Emanuele Luzzati.
François R. Cambuzat collabora regolarmente con Lotfi Bouchnak (TN), Lydia Lunch (USA), Eugene S. Robinson (USA) e Denis Lavant (F).
venerdì 26 gennaio, Nonsolofreaks - Clips "Revival" patchwork show
Uno scoppiettante concerto-spettacolo di musica italiana, napoletana ed internazionale cucita assieme dalla teatralità dei due magnetici ed ironici cantanti/performer, Rino De Masco e Nicola Vorelli, pronti a reinventare le tante cover che, nel loro giocoso ed inesausto mash-up, rimandano ad un immaginario collettivo shakerato, colorato e trasgressivo.
Dopo quasi due decenni dal loro debutto e dopo anni di esperienze vissute individualmente tra l'Inghilterra e l'Italia, i due artisti (che vantano collaborazioni prestigiose in teatro e al cinema) tornano insieme per riproporre in chiave originale quelle canzoni che furono tanto apprezzate in quegli anni e altro materiale inedito, cambiando mille costumi di scena, coloratissimi ed eccentrici, proponendo brani musicali mescolandoli ferocemente, il tutto in una sarabanda graffiante, sarcastica, colorata.
Erano avanti vent’anni fa e lo sono ancora.
venerdì 9 febbraio, EVÌ EVÀN in "Chiacchiere al tekès"
Rebetiko: musica, aneddoti e racconti
Il Tekès era un locale con finalità e natura ambigue: un bancone da taverna, due o tre bottiglioni di liquori colorati e le saracinesche sempre mezze abbassate. Un posto dove ci si incontrava per fumare il narghilé, chiacchierare, trovare l’amore a pagamento e perdere il tempo con gli amici. Un piccolo spazio oscuro e fumoso dove l’illegalità si mescolava con l’intrattenimento; la borghesia con la malavita. Un modo di passare le serate importato in Grecia dagli immigrati cacciati dalla Turchia dopo la Katastrofì del 1922; un punto di incrocio tra Oriente e Occidente.
Oggi ci troviamo in un tekès nella periferia di Caserta per una serata dal sapore orientale; per ritrovare ritmi di vita lenti e il piacere di ascoltare insieme canzoni di storie di amore maledetto, di porto e di periferie cittadine; di prigioni, di zingare, passione per musica, vino e narghilè dove i ritmi dell’allegria si alternano alle melodie melanconiche.
Un viaggio nel tempo che con le canzoni rebetike, i canti urbani, la musica dei negri ellenici, ci riporta alla prima metà del secolo scorso, in un’epoca dove la povertà e la fatica di vivere si vincevano cantando e stando insieme.
Una musica alternativa, mistikì, nascosta, rispetto alla globalizzazione delle proposte contemporanee.
“Praticare il rebetiko oggi è un modo di uscire dal girone delle discoteche, dei club, del meccanismo che c’è dietro. Dalla pubblicità delle mode giovanili. Trovarsi a casa. Stare nel proprio. Con una musica che parla di te, e non di qualcuno che non conosci nemmeno” (dal Tefteri di Vinicio Capossela)
L’ensemble è composto da: Dimitris Kotsiouros: bouzouki, cumbus saz, Giorgos Strimpakos: baglamas, canto, Valerio Mileto: chitarra, oud
venerdì 30 Marzo, Supermarket live
Supermarket è sinonimo di marchetta musicale. La sigla nasce infatti attorno al 2010, quando il chitarrista Alfredo Nuti Dal Portone (Giacomo Toni, Saluti da Saturno, Jang Senato, Niconote), perseguitato dalla situazione storica e da un penoso stato di povertà, muove i primi passi attraverso il sogno di un arricchimento facile, e del successo sicuro. Fu un senso innato per gli affari, dunque, ad orientare le sue prime scelte in direzione di un nucleo totalmente improvvisativo, completamente casuale e senza repertorio, ricco di suggestioni provenienti da generi che non conosceva affatto.
Calypso, cumbia, mariachi, manouche e tango, uniti al jazz, all’improvvisazione radicale e alla no wave – nello spirito, infine, della musica solare – questa prima formazione dei Supermarket, sempre diversa (dal duo all’ottetto, e oltre), ebbe subito generosi riscontri live e si caratterizzò per il numero sconsiderato dei musicisti di volta in volta coinvolti. Si arrivano a contare dieci batteristi e almeno altrettanti bassisti; dei fiati si è perso il conto – conditio sine qua non, comunque, che gli interpellati fossero svelti di musica e di comprendonio, poco esosi, e in generale non rompipalle.
Nonostante alcune evidenti impossibilità nella gestione artistica, arrivate anche a risultati esecrabili (il leader stesso, per esempio, è stato sostituito un paio di volte da musicisti “equivalenti”), questa primigenia confusione è stata, a conti fatti, un laboratorio sperimentale di grande valore per le evoluzioni future del progetto.
Una lista sommaria degli amici che negli anni hanno prestato il loro contributo a questa “cosa” sarebbe enorme e rappresentativa di una scena strumentale cooperante, romagnolissima, e in continua evoluzione, di cui questo nucleo “energetico” è stato un importante centro di smistamento e – perché no? – di “passatempo” (vi si trovano nomi coinvolti poi in Sacri Cuori, Opez, Ronin, C’mon tigre, Action Man, Giacomo Toni, NicoNote, Duo Bucolico, solo per renderne la varietà).
Costruendo più che dei brani, dei presupposti per cui ciascuno potesse fare quel che voleva, in assoluta libertà, si sono visti, di volta in volta, batteristi metal assieme a saxofonisti be bop, virtuosi di accademia assieme a punkettoni senza pietà, piano baristi, intellettuali snob e rudi bestie di montagna, in un reciproco e fecondo detestarsi, allegro e positivo.
Così, nel tempo, si è potuti uscire da questo stato di anarchia totale con le idee più chiare e arrivare alla nomina di un quartetto all’incirca stabile (una band: Alfredo Nuti dal Portone alle chitarre, Marcello “Gianduia” Detti agli ottoni, Roberto Villa al basso e contrabbasso, Daniele Marzi alle percussioni), e alla stesura di un repertorio originale più articolato, senza pregiudiziali di alcun tipo, quindi antistorico, che cerca di sintetizzare parte di questa esperienza creativa, potendo con classe, altrimenti senza. World music romagnola, appunto: temi e ritmi immaginari da tutto il mondo della cosiddetta world music, dall’imprintig “solare”, ispirati a una riviera decadentissima e kitsch, forse anch’essa immaginaria, in quanto frutto della fantasia di gente dell’Appennino, che in genere non va al mare, e non sa neanche nuotare. Il miglior calypso della riviera viene dalla montagna!
Al secondo titolare della band, Marcello “Gianduia” Detti (Del Barrio, Giacomo Toni, Nobraino) estremamente ricco, si deve infine l’approdo a quell’attitudine cabarettistica delirante grazie alla quale il gruppo si è evoluto in una mini orchestra spettacolo a tutti gli effetti, con all’attivo centinaia di esibizioni l’anno nelle location più diverse (dai club tipicamente “indie” a Umbria jazz, con una particolare predilezione per le cerimonie, dove la gente è meno incline al risparmio) e migliaia di copie di un demo, vuoto, vendute. Tale prodotto alieno ha un target di pubblico essenzialmente fondato su giovani vecchi dentro e anziani con la sindrome di Peter Pan, questo spiega la sua versatilità. Sommando lauree e diplomi è il quartetto più colto dell’Europa sudorientale.
Portobello è il loro primo album ufficiale.
Giovedi 26 Aprile, Vive male la sua vita ma lo fa con tanto amore (Le canzoni di Piero Ciampi) con Le Rapide Fughe

Incontri attore/autore>< autore/attore

in collaborazione con Il Pickwick
Il TC14 propone un ciclo di appuntamenti dedicati ai giovani attori e performers in formazione.
Quattro incontri finalizzati alla costruzione di una discussione necessaria per riconoscere la relazione tra l’urgenza autoriale e le tecniche performative. Partiamo dal chiederci se questa relazione è una prassi del contemporaneo e sul come sta mutando il lavoro dell’attore e degli autori. È necessario, per comprendere il concetto di performatività sotto questa nuova prospettiva della drammaturgia, ragionare sull’idea stessa di performance, intesa come pratica corporea necessaria ad una ridefinizione critica e strumento di conoscenza e di relazione.
ingresso libero, ore 17, con prenotazione obbligatoria: scrivere a info@teatrocivico14.it, www.teatrocivico14.it
10 dicembre 2017, Licia Lanea, Fibre Parallele
Fibre Parallele nasce nel 2005 a Bari. Il nucleo della compagnia è costituito da Licia Lanera e Riccardo Spagnulo. Nel 2007 produce Mangiami l'anima e poi sputala, nel 2008 monologo 2.(DUE), vincitore del Festival Internazionale del Teatro di Lugano. Nel 2009 debutta Furie de Sanghe - Emorragia cerebrale, in scena nel 2009 a Skopje in Macedonia, nel 2010 al Théâtre de la Ville di Parigi e nel 2013 al Festival di Liegi. Del 2011 sono Have I None e Duramadre. Nel 2011 vince il Premio Hystrio e Licia Lanera il Premio Landieri. Nel 2013 produce Lo Splendore dei Supplizi. Nel 2014 la compagnia vince il premio Lo Straniero, mentre Licia Lanera riceve il Premio Eleonora Duse e il Premio Ubu come miglior attrice under 35 per la sua interpretazione nella Celestina di Luca Ronconi.
21 gennaio 2018, Roberto Latini, Fortebraccio Teatro
Fortebraccio Teatro è una compagnia teatrale riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali dal 1999. Volta alla sperimentazione del contemporaneo, alla riappropriazione dei classici e alla ricerca di una scrittura scenica originale, vive della collaborazione artistica di Roberto Latini, Gianluca Misiti e Max Mugnai. Roberto Latini, attore, autore e regista, si è formato a Roma presso lo Studio di Recitazione e di Ricerca teatrale diretto da Perla Peragallo, dove si è diplomato nel 1992. Vincitore negli anni dei premi intitolati "Wanda Capodaglio", "Prova d’Attore", "Bruno Brugnola" e "Sergio Torresani", ha ricevuto il PREMIO SIPARIO nell'edizione 2011, il PREMIO UBU 2014 come Miglior Attore e il PREMIO DELLA CRITICA dall'Associazione Nazionale dei Critici di Teatro nel 2015. Direttore del Teatro San Martino di Bologna dal 2007 alla primavera del 2012, è il fondatore della compagnia Fortebraccio Teatro.
18 febbraio 2018, Roberto Castello/Andrea Cosentino, ALDES
ALDES è un’associazione di artisti e operatori culturali che dal 1993, sotto la direzione di Roberto Castello, produce e promuove opere di sperimentazione coreografica con particolare attenzione alle forme di confine fra danza e arti visive, danza e nuove tecnologie, danza e teatro, realizzando spettacoli, video, installazioni, performances e manifestazioni che hanno come oggetto il corpo, il movimento e la loro rappresentazione. Roberto Castello ha vinto il Premio UBU speciale nel 1985 per 'Il Cortile' e nel 2003 UBU miglior spettacolo della stagione sez. teatro-danza con 'Il migliore dei mondi possibili'. Andrea Cosentino è un drammaturgo italiano, attivo in teatro anche come attore e regista, da giovanissimo frequenta una scuola di prosa, ma si indirizza ben presto verso il teatro di ricerca, frequentando – tra gli altri – anche un laboratorio con Dario Fo presso la Libera Università di Alcatraz di Gubbio. Sempre durante l'apprendistato si trasferisce a Parigi, dove segue l'insegnamento di “teatro gestuale” di Philippe Gaulier della scuola mimica e clownesca di Jacques Lecoq: si tratta di un insegnamento fondamentale per i suoi futuri lavori, in cui il racconto (l'esposizione verbale di una storia) si accompagna infatti a una certa espressività pantomimica.
11 marzo 2018, Simone Amendola, Valerio Malorni
Simone Amendola è Cineasta e drammaturgo. Nel 2016 ha presentato il suo ultimo documentario 'Zaza,Kurd' alla 73° Mostra del Cinema di Venezia. Per i suoi lavori ha ricevuto diversi riconoscimenti, oltre a quelli per gli spettacoli teatrali, tra cui il Premio Ilaria Alpi (2010) per il documentario narrativo e Premio Solinas (2014) per la sceneggiatura. Tra i suoi film Alisya Nel Paese Delle Meraviglie, presentato in oltre 50 festival e più volte trasmesso dalla Rai, che ha contribuito a far emergere con poesia, il mondo delle seconde generazioni.
Valerio Malorni: Attore, danzatore, autore. È parte del Teatro delle Apparizioni. Recita in spettacoli e performance in Italia e all’estero, tra cui Metafisico Cabaret e Paradiso di Giorgio Barberio Corsetti. Collabora con Amnesia Vivace, Areté Ensemble, La Bottega del Pane, e altre realtà nazionali. Tra i suoi lavori come autore, Con Chi e Lo Stato di Saluto. È parte del gruppo Mimesilab dell’Università di Roma Tre e collabora con la Casa dello Spettatore. Ritiene parte fondante del proprio percorso artistico l'attività con l'infanzia e in ambito sociale.

Suona Visibile La Parola

Ciclo di appuntamenti di letture pubbliche di poesia ideato da Eugenio Tescione e Ortensia De Francesco. Appuntamenti aperti a tutti, ad ingresso libero, ogni volta con un tema o un ospite differenti.
venerdì 24 novembre ore 19, Silvio Perrella presenta "Insperati incontri' ed. Gaffi 2017
modera Eugenio Tescione, letture a cura del Teatro Civico 14
Il libro 'Insperati incontri', pubblicato da Gaffi Editore, è una raccolta di incontri reali e immaginari con scrittori, poeti e artisti raccolti dal critico letterario e scrittore Silvio Perrella, autore fra gli altri di Calvino (Laterza, 1999) e curatore del celebre Meridiano Mondadori dedicato a Raffaele La Capria (2003).
Il volume, strutturato con l’espediente dell’alfabeto, mette insieme gli incontri reali e a volte immaginari dell’autore con personalità del calibro di Italo Calvino, Gianni Celati, Raffaele La Capria, Ferdinando Camon, Antonio De Benedetti, Giulio Einaudi, Giangiacomo Feltrinelli, Alda Merini, Amelia Rosselli, Luigi Pirandello, Elvira Sellerio, Ginevra Bompiani, Erri De Luca, Andrea Zanzotto e moltissimi altri, restituendo al lettore una bellissima ricognizione tra realtà e immaginazione in cui l’autore va “a bottega di alfabeto” e “impara l’artigianato dello scrivere, l’artigianato del guardare, l’artigianato dello stare al mondo”, tracciando una serie di ritratti delle “persone” dietro le opere e attraversando quella quotidianità minuta e nascosta dei grandi nomi della letteratura e non solo che, esercitando la nobile arte della sottrazione, Silvio Perrella ha selezionato nel dare forma a questo libro.

Laboratori

dal 20 al 22 aprile, "Il racconto del corpo" Laboratorio di teatrodanza condotto da Riccardo Fusiello e Agostino Riola / Compagnia Sonenalé
Aperto a danzatori, attori e a tutti coloro interessati al lavoro sul corpo e il suo movimento.
Il laboratorio si terrà con un minimo di 8 partecipanti.
venerdì 20 aprile 20.00 - 22.00
sabato 21 aprile 10.00 - 17.00 (con un'ora di pausa)
domenica 22 aprile 10.00 - 17.00 (con un'ora di pausa), a seguire dimostrazione finale
80 euro (iscrizioni entro 13 aprile)
70 euro (iscrizioni entro 30 marzo)
Il laboratorio è un'occasione di incontro con la Compagnia Sonenalé per avvicinarsi alla sua ricerca sul corpo e sul movimento che integra e rielabora diverse discipline (teatrodanza, danza contemporanea, teatro fisico, yoga, etc..).
In questo incontro, in particolare, si indaga con lo strumento della danza il corpo nelle sue parti, facendole dialogare tra loro e lasciando che siano esse stesse a raccontare qualcosa.
L'improvvisazione guidata diventa, in questo tipo di lavoro, la chiave di accesso alle potenzialità creative personali.
Il lavoro parte da un riscaldamento fisico secondo i principi del floorwork e della danza contemporanea e si basa su un immaginario che stimola e favorisce il movimento. Attraverso il rilassamento e un uso cosciente della respirazione si cercherà un' apertura maggiore del corpo agli stimoli sia interni che provenienti dal mondo esterno.
Nella seconda parte il lavoro verterà sulle possibilità di espressione del nostro corpo attraverso il metodo dell'improvvisazione guidata, specifico nel teatrodanza, e successivamente sulla rielaborazione del materiale creato dai singoli per sperimentare il lavoro di costruzione coreografica.
Il laboratorio si concluderà con una dimostrazione finale del lavoro svolto.
Inviare mail a organizzazione@teatrocivico14.org, specificando nell'oggetto "Laboratorio TeatroDanza"
Sonenalé è una compagnia di teatrodanza diretta da Riccardo Fusiello, coreografo e danzatore, e da Agostino Riola, performer e regista. Fondata a Milano nel 2012, in pochi anni la compagnia ottiene prestigiosi riconoscimenti e collaborazioni in Italia e in Europa: Aarhus Performing Arts Centre - Danimarca, Centro Danza Canal - Madrid, ANTICORPI XL - network giovane danza d'autore, E45 Napoli Fringe Festival - Fondazione Campania dei Festival, Movin'Up - Giovani Artisti Italiani e Ministero Beni e Attività Culturali. Le sue performance vengono invitate in importanti festival e teatri italiani come, ad esempio, Festival Internazionale della Creazione Contemporanea (Terni), Festival Exister (Milano), Teatri di Vita (Bologna), Teatro Kismet (Bari), Zona K (Milano), Napoli Teatro Festival Italia, Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria, Teatri del Sacro (Ascoli Piceno), Festival Ammutinamenti - Vetrina della Giovane Danza d'Autore (Ravenna). Da diversi anni la compagnia coltiva una relazione speciale con il Teatro Civico 14 di Caserta, che ha sostenuto e ospitato diversi suoi progetti. Nel 2015 Sonenalé si trasferisce a Bisceglie e dalla stagione 2016 - 17 collabora con Libero Corpo, progetto di formazione coreutica professionale di Sistema Garibaldi (Bisceglie) e Teatro Pubblico Pugliese.
www.sonenale.it

ingresso libero fino a esaurimento posti
Prenotazione obbligatoria allo 0823441399 – info@teatrocivico14.it

LA STAGIONE 2017/2018
> INCONTRI
Un viaggio nel panorama artistico nazionale, con attori del teatro contemporaneo impegnati in monologhi, per un incontro intimo con il pubblico.
> RELAZIONI Spettacoli che raccontano l’individuo a confronto con i suoi simili e con se stesso, in un gioco di riflessi e relazioni. > XMAS Il programma di spettacoli nelle festività natalizie pensato per i più piccoli.
> OSSERVATORIO
Una nuova sezione, dedicata a una compagnia emergente diversa ogni anno, con lo scopo di darle visibilità e possibilità di confrontarsi con il pubblico, proponendo più produzioni nell’arco dell’intero programma.
> EVENTI Spettacoli e performance con tematica diversa, vere e proprie esperienze per lo spettatore: teatro, cinema, danza, arti visive. Una sezione destinata a crescere durante l’anno.

BOTTEGHINO: Teatro Civico 14, Spazio X - Via Petrarca Parco dei Pini, Caserta, T. +39 0823441399, info@teatrocivico14.it
oppure acquista i biglietti online su etes.it
Biglietto intero € 12,00 Biglietto ridotto € 10,00 [under 30 / over 65 / convenzioni] Biglietto XMAS € 8,00 FORMULA CARNET 5 spettacoli a scelta con prenotazione tra: INCONTRI/RELAZIONI/EVENTI*/OSSERVATORIO Intero € 50,00 Ridotto € 40,00
*per INSIDE e DO NOT DISTURB non è valido il carnet e non è attivo il servizio di baby parking
BABY PARKING > durante gli spettacoli della stagione teatrale in collaborazione con Spazio X e Malivì

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