Quartiere Militare Borbonico: eventi
Casagiove (CE) - gennaio-marzo 2026
Comunicato stampa
mercoledì 15 aprile, ore 17, Presentazione di "Il bambino
di Nagasaki" di Giuseppe Carlo Comes
Interventi di Daniela Borrelli e
Antonio Bassolino. Modera: Lidia Luberto
L’incontro, gode del gratuito
patrocinio del Comune di Casagiove
Il testo. Il bambino di Nagasaki
raccoglie in volume alcuni degli articoli di G. C. Comes pubblicati in
questi ultimi anni su "Il Caffè", riorganizzati e in qualche caso
lievemente aggiornati per realizzare un testo nel quale i temi cari
all’Autore sono trattati con l’accuratezza che ne caratterizza la scritura
e la passione che da sempre ne contraddistinguono la personalità e l’opera.
19 aprile, ore 19, Ass. 30Allora in "La nostra ragione"
regia di Vincenzo Russo e Gianluca Masone
16 e 17 Maggio, Associazione Culturale "30Allora" presenta
"Tale madre, tale figlia"
In scena: Rosalisa Di Micco ,Nadia Marsano e
con Veturia Zanframundo
La regia è di Vincenzo Russo
( Laura Forti)
è un attraversamento sottile e viscerale dentro un legame che non conosce
tregua: quello tra chi dà la vita e chi, da quella vita, tenta di
emanciparsi.
In uno spazio intimo e disarmante un bagno, rifugio di
solitudini e verità si sfiorano e si feriscono parole mai dette, respiri
trattenuti, silenzi che pesano più delle urla. Qui, Lucia prova a
ritrovarsi tra i frammenti di una vita offerta agli altri, mentre Camilla,
ancora in bilico tra infanzia e tempesta, cerca il proprio posto nel mondo,
oscillando tra bisogno d’amore e fuga.
Si guardano come in uno specchio
che deforma e rivela: si riconoscono, si negano, si rincorrono. Due età,
due solitudini, un unico nodo irrisolto. Tra ironia e rabbia, fragilità e
resistenza, si consuma un dialogo spezzato, fatto di ciò che non si riesce
a dire e di ciò che esplode troppo tardi.
E poi c’è quel suono.
Il
rumore dei tubi.
Un eco metallico e profondo che attraversa le pareti
come un respiro antico: vibra, ritorna, insiste. È memoria liquida, è paura
che scorre sotto la pelle, è infanzia che bussa da lontano. Ogni colpo,
ogni gorgoglio diventa voce sommersa, rievocazione di ciò che è stato e di
ciò che ancora non riesce a trovare parola. Il bagno si fa allora cassa di
risonanza dell’anima: un luogo dove anche il silenzio ha un suono, e quel
suono racconta.
E proprio sull’orlo della frattura, quando tutto sembra
sul punto di cedere, accade qualcosa di fragile e potente: madre e figlia
si vedono davvero. Spogliate dai ruoli, restano due esseri umani,
imperfetti e veri, capaci forse di scegliersi ancora.
Uno spettacolo che
racconta la lotta e la grazia di un amore che non si arrende, anche quando
ferisce.
NOTA DI REGIA
Questo spettacolo è nato come un’immagine che
non smetteva di tornare: due corpi lontani eppure uguali, due voci che si
cercano senza trovarsi davvero. Una madre e una figlia, non raccontate ma
vissute, esposte nella loro distanza e nella loro inevitabile somiglianza.
Portare in scena una giovanissima attrice accanto a un’attrice adulta non è
stato solo un gesto artistico, ma una necessità: volevo che il tempo si
incarnasse, che il divario generazionale fosse visibile, tangibile, quasi
doloroso. Che il pubblico potesse riconoscersi, anche con disagio, in
quella frattura così familiare.
Prova dopo prova, quell’intuizione ha
preso respiro: negli sguardi evitati, nei silenzi troppo lunghi, nelle
tensioni che non si potevano fingere. È nato un legame vivo, instabile,
capace di oscillare tra rifiuto e bisogno, tra amore e resistenza.
L’adattamento nasce da questa urgenza: rendere il testo carne, presente,
esperienza. Avvicinarlo al nostro tempo, renderlo più nudo, più diretto,
più vulnerabile.
Il bagno, spazio scenico scelto, è una soglia: luogo in
cui ci si libera non solo dei vestiti, ma delle difese. È il teatro della
verità, dove si è soli e osservati insieme, dove ogni emozione può crollare
o finalmente emergere.
Forse è proprio qui che si trova il cuore dello
spettacolo: in un’esplosione che non distrugge, ma ricompone. In un grido
che non separa, ma avvicina.
Perché, in fondo, madre e figlia sono
questo: due solitudini che continuano, ostinatamente, a cercarsi.
Domenica 24 Maggio, Ore 19, Spirali Magiche
Storie
danzate tra sogno e realtà
Lasciati trasportare dalla magia della danza
del ventre, dai colori d’Oriente e dalle emozioni che prendono vita sul
palco…
Una serata unica dedicata alla danza del ventre, tra fascino,
eleganza e atmosfere incantate.
Per info: 351 327 7689
Quartiere Militare Borbonico, Casagiove (CE)
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