Forestàte 2026 "Il paesaggio delle differenze" sesta edizione
Tora e Piccilli (CE) - dal 3 luglio 2026
Comunicato stampa
Programma:
Venerdì 3 luglio, ore 21, Paese Mio Bello
"Suitenapoletana2"
con Lello Giulivo, Gianni Lamagna, Anna Spagnuolo,
Patrizia Spinosi, Michele Boné, Paolo Propoli (chitarre)
Concerto a
quattro voci per cantare Napoli, l’Italia, e non solo, con lo sguardo
rivolto al mondo. Quattro giovanissimi quando, nel 1979, si sono incontrati
per la prima volta in uno spettacolo con la regia di colui che è stato il
loro maestro fino alla fine degli anni '90: Roberto De Simone.
Il nome
Paese Mio Bello, è stato ispirato da una raccolta di canzoni popolari
registrate da immigrati italiani negli Stati Uniti d’America tra il 1911 e
il 1939.
Un concerto sorprendente dove sono presenti tutte le note, le
epoche, i generi cantati sempre sul crinale tra il ricordo struggente e di
quel nuovo che è linfa vitale per continuare a studiare e ricercare il
“magico accordo” nell’armonia di quattro voci.
Venerdì 10 luglio,
ore 21, Campania Teatro Festival 2026 "L’uomo Nuovo" di Antonio Maiorino
Marrazzo
con Andrea De Goyzueta e Gennaro Maresca Regia Luisa Guarro
Scenografia e Costumi Luisa Guarro Disegno Luci Paco Summonte Produzione
Associazione Primopiano
Carmine Senise e Leopoldo Zurlo sono due figure
centrali e controverse che hanno vissuto le due guerre mondiali e la
dittatura fascista dall’interno del sistema: due funzionari che vissero
tutta la vita sotto lo stesso tetto e che le veline di regime accusavano di
essere amanti. Il caso dei due esponenti ai vertici della gerarchia
fascista, il capo della polizia Carmine Senise e il responsabile della
censura teatrale Leopoldo Zurlo, legati da un’amicizia indissolubile,
scapoli “impenitenti”, che convissero fino alla morte nella casa romana,
viene messo in scena quale vicenda esemplare: i due vivono una intima
divisione dalla formazione dell’italiano virile, lontani da quel legame
propagandato tra corpo e nazione. La storia di due uomini al centro di una
rivoluzione antropologica e politica che cercano di sfuggire, non senza
ambiguità, all’esperimento totalitario fascista. La relazione di Carmine
Senise e Leopoldo Zurlo, gli avvenimenti che caratterizzarono quelle vite
durante la dittatura, è raccontata attraverso la doppia lettura storica e
familiare. Il fascismo non voleva soltanto governare gli uomini, ma
trasformarli antropologicamente. L’Uomo Nuovo fascista doveva: mettere il
sistema sopra l’individuo; subordinare la coscienza personale al dovere;
essere disciplinato; soldato prima ancora che cittadino e cittadino prima
che individuo. Lo spettacolo interroga l’idea fascista di “Uomo Nuovo” non
nella sua dimensione propagandistica ed eroica, ma nella sua conseguenza
più silenziosa e inquietante: la produzione di uomini disciplinati, fedeli
ed efficienti, al servizio del sistema fino al punto di abdicare
progressivamente alla responsabilità personale delle proprie azioni. Il
loro privato li rende vulnerabili, ricattabili. Lo spettacolo mostra come
un sistema autoritario si regga non soltanto sulla brutalità dei fanatici,
ma anche sulla moderazione di uomini colti, ragionevoli e sensibili, capaci
di rendere il controllo più accettabile. Il fascismo non appare come una
frattura improvvisa, ma come una possibile degenerazione di apparati,
strutture e logiche già esistenti nello Stato liberale, monarchico prima,
democratico poi. La pièce è stata selezionata nella sezione Drammaturgia
Italiana dal Campania Teatro Festival 2026 e debutterà al Teatro Nuovo di
Napoli il 30 giugno 2026.
Venerdì 17 luglio - ore 21,
Trio Medeidae "Di corde e versi"
Umberto Maisto chitarra classica e
chitarra portoghese, Pasquale Fama voce e chitarra Luca Enipeo chitarra
classica e chitarra portoghese
Il progetto nasce dall'incontro elettivo
tra Umberto Maisto e Pasquale Fama. Un sodalizio che si consolida
attraverso comuni tappe fondamentali con l’esigenza di un luogo di libertà
espressiva: un “Laboratorio-Canzone” distante dalle mode, dove note e
parole si fondono nel solco della ricerca poetica. Medeidae diventa un trio
grazie all’ingresso di Luca Enipeo la cui sensibilità artistica si fonde
con la ricerca sonora di Umberto Maisto e con i testi di Fama creando un
intreccio di "immagini auditive" capace di sorreggere un ricercato pastiche
linguistico.
Un mosaico multiculturale che fonde musica etnica,
letteratura esoterica, metafisica e ispirazione poetica.
Venerdì
24 luglio, ore 21, Caipirinha, Caipirinha! di Sara Sole
Notarbartolo
con Giovanni Granatina, Marco Palumbo, Fabio Rossi Regia
Sara Sole Notarbartolo Disegno Luci Paco Summonte Costumi Gina Oliva Regia
e Drammaturgia Sara Sole Notarbartolo Produzione Taverna Est Teatro
Ambientato nel bar di un piccolo paese del Sud Italia, lo spettacolo mette
in scena un intreccio di relazioni sentimentali tanto appassionate quanto
contraddittorie: tre uomini, legati da amicizia e rivalità, gravitano
attorno alla figura di Wilma, in un gioco emotivo in cui amore, possesso e
verità si rincorrono senza mai trovare un punto definitivo.
Con una
scrittura brillante e un ritmo serrato, Caipirinha Caipirinha! costruisce
un equilibrio preciso tra leggerezza e profondità, attraversando con
lucidità e ironia i territori complessi del desiderio, delle relazioni e
del non detto. Il testo ha avuto una significativa circolazione in ambito
internazionale e accademico ed è stato tradotto a cura della casa editrice
Kiepenheuer per i territori di Austria, Germania e Svizzera tedesca.
"Il
gioco s'è detto è leggero, ma l'angoscia è profonda e l'amore grande assai.
In poco più di un'ora di spettacolo però il divertimento s'impenna, la
risata si ripete, lo stupore s'impossessa dello spettatore che applaude
convinto.” Giulio Baffi - La Repubblica -
“Divertente, ironico,
coinvolgente. Capirinha Capirinha è un lavoro che stupisce e fa sorridere
il pubblico in sala con il suo ritmo serrato e sostenuto. Fa sorridere,
rende alticci e allegri eppure, appena si spengono le luci e cala il
sipario, un velo di amarezza si deposita sui cuori. Vale assolutamente la
pena assaggiarlo.” Loredana Borrelli - teatro.it – "Un intarsio piccolo e
perfetto come certi paesaggi da cameo" Natascia Festa - Corriere del
Mezzogiorno - “Con le sue numerose produzioni Notarbartolo ci ha abituati
ad una poetica incisiva che attraversa di filata i rapporti umani. Lo ha
fatto per esempio in modo meravigliosamente straziante con La Tentazione,
paradossalmente umano con Faust, profondamente sognante con Sueño4. Mentre
adesso si concentra sul non detto.” Emanuele Tirelli - Il Mattino -
Venerdì 31 luglio, ore 21, Amalinze "Leggendaria"
Francesco Nacchia Amalinze Frontman, Metta chitarra elettrica e acustica,
Marcos sequenza, cori e chitarra
Francesco Nacchia, in arte Amalinze
(Pagani, 1989), definito “l’unico cantautore-performer che restituisce al
rap la sua originaria Nobiltà Popolare”, ha pubblicato oltre 80 brani.
Radici territoriali, critica sociale e contaminazioni sonore sono la sua
cifra poetica e musicale. Il suo ultimo album Beyond, in collaborazione con
Vastiprod, vanta la partecipazione di Andrea Tartaglia, Marilena Vitale,
Raffica, T-Camel e Y’Ma Drop.
Il suo brano “Il fiume Sarno” (2025) è la
colonna sonora del docu-film “Fiume Madre” di Giuseppe A. Nuzzo.
Vincitore del Giffoni Rap Contest 2019 con giuria presieduta da Don Joe.
Premiato da Ritratti di Territorio (2020), Squarciare i Silenzi (2015) e
con il Gatta Cenerentola (2023).
Amalinze è una delle voci più
autentiche e consapevoli della scena campana.
Venerdì 7 agosto,
ore 21, "Piper Cimatti"
Soggetto e dramaturgia: Antonio Maiorino
Marrazzo
Autori: Marina Cioppa, Miriana Fusco, Federico Gazerro, Valeria
Giove, Giuseppe Grillo, Antonio Mormone, Sisto Razzino
con Andrea De
Cesare, Andrea De Simone, Davide De Simone, Carmine Lautieri, Antonio
Mormone,– Riccardo Mormone, Sara Rulli, Sonia Taffuri, Nello Zaccaria,
regia Gennaro Maresca
Un testo teatrale a più mani, un incontro e un
intreccio di scrittura drammaturgica su un soggetto di Antonio Maiorino
Marrazzo.
La storia di Simon Izzo, nato in Francia da genitori italiani,
con doppia cittadinanza, è quella di un giovane uomo che deve compiere una
scelta tra abbandono o riconquista di un senso di appartenenza
apparentemente smarrito. Simon è figlio unico, orfano di madre dall’età di
12 anni, riceve in eredità, dopo la morte del padre, emigrato in Francia
negli anni ’70, la casa dei nonni in un piccolo borgo di Terra di Lavoro.
Poco incline alla vita di campagna, abituato ai chiassosi e veloci ritmi
cittadini, comincia a riordinare i suoi ricordi d’infanzia e le piacevoli
estati del suo passato.
Il giovane trova nel deposito di casa un Piper
Cimatti VKS Lux appartenuto al nonno e a suo padre.
In sella al Piper
inizia il suo viaggio visitando i luoghi che la memoria, il caso, il
desiderio di conoscere meglio quel mondo.
Piper in inglese significa
‘pifferaio’… il magico pifferaio che guiderà Simon nella sua scelta.
Produzione PrimoPiano ETS - TOPIC LAB c/o Biblioteca Comunale Conca della
Campania
Venerdì 14 agosto, ore 21:30, Evento Speciale
- Aspettando Ferragosto: Tartaglia Aneuro
Andrea Tartaglia frontman,
voce e chitarra, Paolo Cotrone, chitarra, Mattia Cusano, basso, Salvio La
Rocca, percussioni, Federico Palomba, batteria
Napoletano, o meglio
Flegreo d'origine, ma poliglotta nell'anima, il progetto Tartaglia Aneuro
nasce nel 2012 dall' incontenibile bisogno espressivo di Andrea Tartaglia
che riunisce attorno a sé il chitarrista e compositore Paolo Cotrone, il
bassista Mattia Cusano, il percussionista Salvio La Rocca, e dopo una lunga
gavetta in formazione "unplugged" si aggiunge in pianta stabile il
batterista Federico Palomba con cui inizia il lavoro di arrangiamento e
rifinitura del materiale cantautorale di Tartaglia.
Centinaia di
concerti tra Italia ed estero (Austria, Francia, Spagna) partecipa inoltre
a progetti collettivi come: “Capitan Capitone e i fratelli della costa”
guidato da Daniele Sepe, il progetto sociale “Terroni Uniti” All’attivo
anche una nomination al Premio Tenco come miglior pezzo singolo per “Le
Range Fellon” ft. Daniele Sepe, primo in classifica per un mese nella
classifica “Viral 50 Italia” di Spotify. Tartaglia (il frontman della band)
inoltre ha partecipato come musicista all'interno dell'ultimo album di
Vinicio Capossela "ballate per uomini e bestie”, come performer e vocal
coach nel progetto “Trenodia” di Maria Angela e Vinicio Capossela
all’interno dello Sponz Fest 2019, ha fatto parte della band “Rolling
Sponzing Review” di Vinicio Capossela per lo Sponz Acquà 2020.
Venerdì 21 agosto, ore 21, "L’Avaro" da Molière
Adattamento e
regia Mario Autore, con Franco Nappi, Mario Autore, Chiara Vitiello
Produzione: Il Demiurgo
L'Avaro" di Molière è una commedia famosissima,
tra le più note e rappresentate al mondo. Racconta la storia di Arpagone,
un uomo ricco e avaro che è più ossessionato dal denaro che dai suoi figli.
Quando Arpagone decide di forzare i suoi figli a sposarsi con persone
anziane e ricche per mantenere il suo tesoro, essi, con l'aiuto dei loro
servi, intraprendono una serie di raggiri per ottenere la felicità.
L’Avaro non racconta solo l'avidità di un uomo, ma la costruzione di un
mondo fondato sull'assenza d'amore, sulla paura, sull'istinto di
conservazione. I figli non si oppongono davvero: partono da un
desiderio
autentico di vita, ma finiscono per apprendere e riprodurre esattamente la
logica del padre. La sparizione della cassetta non è un incidente, è un
atto di sopravvivenza. Un gesto consapevole.
All’inizio, qualcosa è
ancora vero. L’amore tra Cleante e Mariana, il bisogno di libertà di Elisa,
il conflitto con il padre sono sentiti, credibili. Ma a poco a poco la
struttura si piega, si svuota. I sentimenti si mascherano. I figli, per
salvarsi, diventano attori. Recitano altri ruoli, costruiscono davanti ad
Arpagone un teatro che lui possa credere vero. La menzogna non è una
scelta: è la sola possibilità. L’amore stesso non è risparmiato. Esiste
forse, a tratti, in qualche scintilla tra i personaggi, ma viene subito
contaminato, strumentalizzato, piegato al gioco della sopravvivenza. Il
confine tra verità e finzione non è mai netto: scivola, si dissolve.
Arpagone è tragico proprio perché resta cieco. Non comprende nulla: né la
realtà, né l'inganno. Crede al lieto fine perché gli restituiscono la
cassetta, non perché riesca a vedere o a sentire davvero. Quando tutto si
conclude, resta solo, con il suo denaro e con il vuoto che ha creato
intorno a sé. I figli prendono il suo posto. Ma non c'è vittoria. Non c'è
liberazione. Il trionfo ha il sapore amaro della ripetizione, del ritorno
eterno della stessa storia. Nessuno, davvero, si salva
Magistrali le
capacità attoriali di Franco Nappi, Mario Autore e Chiara Vitiello, la loro
‘flessibilità’ interpretativa, il puntualissimo e rigoroso gioco nel
trasformarsi di continuo in più personaggi, sempre credibili e coerenti,
fanno di questa pièce un prezioso intarsio di maestria drammaturgica, di
nodi rintrecciati che scrittura e interpretazione sciolgono fino a farne un
piccolo gioiello.
Venerdì 28 agosto, ore 21, "Mare di
ruggine -La mise en espace" testo e regia Antimo Casertano
Testo
vincitore Premio Nuove Sensibilità 2.0 2022 Premio Fersen Premio Antonio
Conti di Pesaro Premio Speciale Felicetta Confessore – Ritratti di
territorio
Con Daniela Ioia, Francesca De Nicolais, Luigi Credendino e
Antimo Casertano
Progetto Compagnia Teatro Insania
Mare di ruggine –
la mise en espace, è un'alternativa reale e concreta al lavoro "ufficiale"
Mare di ruggine- la favola dell'Ilva.
È la volontà ed una occasione di
poter portare il nostro lavoro in contesti "più piccoli" (inteso come
spazio scenico).
La possibilità di far conoscere questa favola, che
favola non è, in quei luoghi fertili e vivi che non hanno le possibilità
"sceniche" che hanno altri spazi teatrali
In Mare di ruggine- La mise en
espace lo spettatore potrà godere della stessa intensità attoriale e della
stessa resa emotiva ed emozionale dove il pubblico è ancora di più
protagonista, sollecitato nella fantasia quanto nelle emozioni.
Nulla
della favola “originale” verrà ritoccato o "dismesso", lo spettatore si
troverà, nonostante la semplicità della mise en espace, catapultato nel
mondo della fabbrica e nelle sue vicende che hanno rappresentato l'ex -Ilva
poi Italsider di Bagnoli.
Un’esperienza immersiva per poter condividere
tutti assieme questa favola, che proprio favola non è.
Mare di ruggine è
un viaggio tra memoria collettiva e identità operaia, tra lotte sindacali,
deindustrializzazione e ferite sociali lasciate dal tempo. Mare di ruggine
dà voce a una generazione che ha creduto nella fabbrica come promessa di
riscatto e si rivolge alle nuove generazioni, affinché' possano immaginare
un futuro diverso, libero dai mostri del passato. Il testo riflette sul
valore del lavoro, sulla perdita di identità industriale e sulla necessità
di ricostruire un senso comune.
Un atto d'amore verso le radici sociali
del nostro Paese, tra utopia e disincanto.
Abbonamenti e biglietti
Tutti gli spettacoli hanno il prezzo unico di 10 Euro per posto non
assegnato ad esclusione dello spettacolo del 14 agosto il cui prezzo è di
12 Euro.
Per i bambini fino a 12 anni il prezzo è di 6 Euro.
Il
prezzo dell’abbonamento per l’intera rassegna è di 70 Euro.
Si può
prenotare l’abbonamento inviando un messaggio testo via WhatsApp al numero
351 801 5422

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