Stagione teatrale del Teatro Lendi stagione 25/26
Sant'Arpino (CE) – dal 12 novembre 2025 al 17 Aprile 2026
Comunicato stampa
Dal 12 al 14 novembre, “Un ponte per due”,
di e
con Paolo Caiazzo ed Antonello Costa, regia Paolo Caiazzo
In piena notte, sul
Tower Bridge di Londra, un uomo in frack scavalca il parapetto per buttarsi
nelle gelide acque del Tamigi. E’ quasi sul punto di lanciarsi quando un
passante lo ferma e tenta di dissuaderlo. Entrambi sono emigranti italiani e
l’aspirante suicida decide di sospendere l’atto per raccontare la sua
disperazione.
Antonello di origini siciliane, da 10 anni ha aperto una
Rosticceria specializzata in Arancini, ma il vizio del gioco lo ha indebitato a
tal punto da essere minacciato dagli strozzini londinesi. Non vedendo una via di
uscita decide di sacrificare la sua vita per salvare la famiglia.
Paolo
invece, napoletano di nascita, si è trasferito qualche anno prima nella capitale
inglese aprendo una succursale di una storica pizzeria di famiglia. Anche lui ha
problemi economici, sentimentali e di famiglia ed esponendoli al connazionale si
rende conto che, forse, ha più motivazioni dell’altro e decide così di
scavalcare il parapetto.
La situazione si ribalta ma Antonello non riesce a
far desistere l’altro fino a quando l’arrivo di due poliziotti di ronda
intimorisce Paolo che rientra nei margini di sicurezza. Una volta allontanati i
poliziotti decidono di tuffarsi insieme, ma con calma. Vale la pena di cogliere
l’occasione e di continuare quella piacevole ed “ultima” chiacchierata.
Si
confessano così in maniera sincera e profonda e, per esorcizzare le proprie
disgrazie, le raccontano come una esilarante gara di sfiga. Il rintocco del Big
Ben segna il passare del tempo e l’appetito richiede la chiamata ad un rider,
anche e solo per il capriccio di voler morire a stomaco pieno!
Ad
interrompere puntualmente i vari tentativi di suicidio ci saranno irruzioni di
una serie di personaggi, stranamente somiglianti tra loro fino all’arrivo
un’influencer decisa a riprendere il suicidio per un botto di visualizzazioni.
Dal 19 al 21 novembre,
Giovanni Esposito in “Benvenuti in casa Esposito”
Giovanni
Esposito in “Benvenuti in casa Esposito”
regia di Alessandro Siani e
liberamente tratta dall’omonimo romanzo bestseller di Pino Imperatore
con Nunzia Schiano, Susy Del Giudice, Salvatore Misticone, Gennaro Silvestro,
Carmen Pommella, Gianpiero Schiano, Aurora Benitozzi
musiche Andrea Sannino e
Mauro Spenillo, scene Roberto Crea , costumi Lisa Casillo
regia Alessandro
Siani, una produzione Best Live
Nessuno ha imposto a Tonino Esposito di fare
il delinquente. Eppure lui vuole farlo a tutti i costi, anche se è sfigato e
imbranato. Perché vuole mostrarsi forte agli occhi di tutti.
E perché è
ossessionato dal ricordo del padre Gennaro, che prima di essere ucciso è stato
un boss potente e riverito nel rione Sanità, a Napoli.
Così Tonino, tra
incubi e imbranataggini, resta coinvolto in una serie di tragicomiche
disavventure che lo portano a scontrarsi con i familiari, con le spietate leggi
della criminalità e con il capoclan Pietro De Luca detto ’o Tarramoto, che ha
preso il posto del padre.
E quando non ce la fa più, quando tutto e tutti si
accaniscono contro di lui, va nell’antico Cimitero delle Fontanelle a conversare
con un teschio che secondo la leggenda è appartenuto a un Capitano spagnolo.
Nel tentativo di riportarlo sulla strada dell’onestà, la capuzzella del Capitano
si trasforma in un fantasma e si trasferisce a casa di Tonino. Dalla comica
“collaborazione” tra i due nascono episodi esilaranti, che trovano il loro
culmine nel periodo in cui Tonino, dopo aver messo nei guai ’o Tarramoto, viene
messo agli arresti domiciliari dal capoclan e cade in depressione.
Intorno a
Tonino, al Capitano e a De Luca si muovono altri personaggi memorabili:
Patrizia, moglie di Tonino, donna procace e autoritaria; Gaetano e Assunta,
genitori di Patrizia, che si strapazzano di continuo; Manuela, vedova del boss
Gennaro, donna dai nobili sentimenti; Tina, giovane figlia di Tonino e Patrizia,
che combatte la condotta illegale del padre.
In casa Esposito non manca una
presenza animalesca: Sansone, un’iguana del genere meditans, che fa da
contrappunto a tutti i divertenti momenti della commedia.
La commedia è un
insieme di dialoghi irresistibili, colpi di scena e messaggi di grande valore
etico, riporta gli aspetti più cafoni e ridicoli della criminalità, rispolvera
la grande tradizione comica napoletana e fa ridere e riflettere.
Un modo
nuovo di raccontare e denunciare la malavita, perfettamente in linea con i
contenuti del romanzo bestseller “Benvenuti in casa Esposito”, che è stato un
vero e proprio caso letterario.
Un libro che ha scalato le classifiche
grazie al passaparola e all’entusiasmo di migliaia lettori in tutta Italia e che
è stato adottato da scuole, istituzioni pubbliche, associazioni antimafia,
comitati civici, gruppi che si battono per la Legalità.
Dal 3 al 5 dicembre, “Magnifica presenza" adattamento scenico
del regista Ferzan Ozpetek
con Serra Yilmaz, Tosca D’Aquino,
Erik Tonelli e con Toni Fornari, Luciano Scarpa, Tina Agrippino, Sara Bosi,
Fabio Zarrella
scene Luigi Ferrigno / costumi Monica Gaetani/ luci Pasquale
Mari
Ferzan Ozpetek torna a teatro con il nuovo adattamento scenico di uno
dei suoi successi cinematografici, Magnifica presenza. Il regista, tra i più
amati del nostro cinema, prosegue così il percorso inaugurato con Mine vaganti,
e fa rivivere in teatro uno dei suoi film cult portando con sé in questa
avventura una compagnia di attori esplosivi: Serra Yilmaz, Tosca D’Aquino, Erik
Tonelli, Toni Fornari, Luciano Scarpa, Tina Agrippino, Sara Bosi, Fabio Zarrella
saranno i grandi protagonisti di questa commedia tra illusione e realtà, sogno e
verità, amore e cinismo, cinema, teatro e incanto.
Dal 7 al 9 gennaio, Francesco
Procopio e Giancarlo Ratti in “Grisù, Giuseppe e Maria”,
di
Gianni Clementi, con Loredana Piedimonte e Giosiano Felago, Carmen Landolfi
scene Alessandro Chiti, costumi Melissa De Vincenzo, regia Pierluigi Iorio,
produzione I due della città del sole
Siamo negli anni Cinquanta, la guerra
ha lasciato paura e miseria, ma è forte il desiderio di ricominciare a vivere.
Il “boom economico” fa da contraltare all’analfabetismo e al fenomeno
dell’emigrazione, ancora considerevolmente presente; la trasformazione
strutturale dell’Italia corre molto più veloce del suo sviluppo culturale e
sociale.
L’azione si svolge a Pozzuoli, provincia italiana pregna di quella
cultura popolare tipica del mondo contadino, fatta di “scarpe doppie e cervello
fino” e ruota attorno a Don Ciro, il parroco del paese che, tra confessioni
sacramentate e non, è testimone involontario di una complicata vicenda che vede
coinvolte due sorelle (Rosa, sposata con Antonio, emigrato all’estero, e
Filomena, zitella) e il farmacista del paese.
A fare da sfondo un tragico
fatto di cronaca: il disastro di Marcinelle, la miniera belga nella quale,
l’otto agosto del ’56, per un incendio, persero la vita 262 persone, tra cui 136
immigrati italiani.
Note di regia
Grisù, Giuseppe e Maria è una
divertentissima commedia di Gianni Clementi; un dichiarato omaggio alla
drammaturgia partenopea il cui risultato è, a mio avviso, sorprendente.
La
vitalità della storia è continuamente alimentata dal rapporto conflittuale che
Don Ciro ha con Vincenzo, il suo sagrestano, avanti con gli anni e menomato (ha
una mano di legno che copre con un guanto), la cui comicità, che oserei definire
sfacciata, fa il paio con quella involontaria del parroco che s’immola, con
“carità cristiana”, quale vittima di situazioni decisamente esilaranti.
Sono
convinto che a teatro non ci si debba mai annoiare, per cui la messa in scena di
questo spettacolo vive di ritmo gioioso e dialoghi serrati, garantendo sane e
belle risate. Nel contempo, accende un focus sull’emigrazione e sulle misere
condizioni alle quali erano costretti i nostri nonni per regalare un futuro
migliore alle proprie famiglie (tema ancora tristemente attuale).
Questo
nostro lavoro propone anche una riflessione sull’attuale perdita di alcuni
valori, quei “sani principi” (a cominciare dall’educazione che s’impartiva ai
ragazzi) che rappresentavano l’asse portante della vita sociale.
Dal 21 al 23 gennaio,
Biagio Izzo in “L’arte della truffa”, regia di Augusto Fornari.
Dal 4
al 6 febbraio, Francesco Cicchella nel suo nuovo one man show “Tante
belle cose”.
Dal 25 al 27 febbraio, Fatima Trotta in
“Sapore di Mare – Il Musical”,
un viaggio evocativo nel cuore degli anni ’60
ispirato all’iconico film cult dei Fratelli Vanzina.
Dal 4 al 6
marzo, Gli Arteteca con “Operazione cicogna”,
commedia degli
equivoci diretta da Ciro Ceruti.
Dal 18 al 20 marzo, Carlo
Buccirosso in “Qualcosa è andato storto”.
di Carlo Buccirosso,
regia di Carlo Buccirosso
Dal 15 al 17 aprile,
Enzo Avitabile e il suo spettacolo musicale dedicato alla canzone “Napoletana”.
Teatro Lendi, via Alessandro Volta 176, Sant'Arpino (CE)
Contatti e sito web del Teatro
Lendi: 081 8919620 / 347 8572222,
info@teatrolendi.it, www.teatrolendi.it



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