Sergio Rubini

Maurizio Casagrande

Massimiliano Gallo

Lodo Guenzi

Mettici la mano

Stefano Accorsi

Carlo Buccirosso

Sal Da Vinci

Biagio Izzo

Stefano De Martino

  

Teatro Garibaldi: stagione 2022-23

S. Maria C. V. (CE) – dal 31 ottobre 2021

Comunicato stampa

La stagione teatrale 2021-2022 è sempre sotto l'egida del Teatro Pubblico Campano e, nei giorni feriali, gli spettacoli iniziano alle ore 21.
Lunedi 31 Ottobre, ore 21, "I fratelli De Filippo" di Carla Cavalluzzi, Sergio Rubini, Angelo Pasquini
con Sergio Rubini, regia Sergio Rubini
produzione Nuovo Teatro
I Fratelli De Filippo è la storia emblematica di una famiglia d'arte italiana che, a partire da una condizione drammatica di emarginazione e umiliazione, trova la forza di riscattarsi attraverso il teatro fino al raggiungimento di uno straordinario successo. Proprio per questo, trasferire sul palcoscenico la vicenda dei tre giovani De Filippo significa riportarla nella sua dimensione originaria, dove tutto ha avuto inizio: il Teatro. Le ferite, le contraddizioni, le divisioni di questa "famiglia difficile" sono gli ingredienti di questo racconto che ha registri anche molto diversi, dal drammatico al comico. L'arco narrativo della storia va dal 1925, quando muore Eduardo Scarpetta, che non ha mai riconosciuto i suoi tre figli naturali Titina, Eduardo e Peppino, fino al Natale del 1931, quando viene rappresentato Natale in casa Cupiello, primo grande successo del Trio De Filippo, nonché uno dei più grandi capolavori della produzione di Eduardo. Questa versione teatrale della vita dei tre fratelli è costruita attraverso una serie di scene madri introdotte e collegate da un Narratore, lo stesso Rubini, e rappresentate in uno spazio scenico essenziale che evoca gli inizi del teatro povero dei De Filippo. Ad interpretare i ruoli chiave del racconto ? la madre Luisa, i tre fratelli e i rispettivi coniugi, saranno gli stessi attori del film. Rubini, oltre a curare la regia dello spettacolo, avrà anche il compito di interpretare l'antagonista Vincenzo Scarpetta e il resto dei ruoli. Lo spettacolo fa parte di un progetto articolato che prevede anche una continuazione cinematografica della storia dei De Filippo fino allo scioglimento del trio e alla realizzazione di Napoli Milionaria da parte di Eduardo. Ecco perché, già in questa versione teatrale saranno presenti elementi di racconto che anticiperanno le vicende successive.
Sabato 5 Novembre, ore 21, "A tu per tre 2.0" di Maurizio Casagrande
con Maurizio Casagrande, regia Maurizio Casagrande
In un periodo di grande difficoltà per le restrizioni e le incertezze dovute alla pandemia che ci ha colpiti così duramente, ho preferito scrivere ed allestire uno spettacolo agile e leggero che mi permettesse di girare con facilità e di poter mantenere bassi i costi per sostenere i teatri che hanno importanti difficoltà economiche, ma senza per questo rinunciare allo stile e alla qualità che da sempre mi hanno dato la possibilità di costruire un rapporto di fiducia con il pubblico che mi segue da anni. Il tutto immerso in un'atmosfera di intimità e condivisione che tanto ci sono mancati ultimamente. Semplice, confidenziale e di grande presa sul pubblico che si ritrova im-merso in una atmosfera calda e pia-cevole, ma mai banale o approssimativa. Tutto avviene in una apparente improvvisazione che, nello svolgersi della serata, svela il raffinato disegno generale. In scena una pianista, una cantante e Maurizio Casagrande. Due donne ed un uomo. Un "triangolo" pericoloso che porterà le ragazze a coalizzarsi contro di lui mettendolo in netta minoranza. Lo spettacolo, che ha una durata di circa un'ora e quaranta minuti, è strutturato in tre parti fondamentali che si amalgamano in una struttura omogenea.
Giovedi 17 Novembre, ore 21, "Stasera punto e a capo!" di Massimiliano Gallo
con Pina Giarmana', Shalana Santana, regia Massimiliano Gallo
produzione Diana Or.i.S.
musiche Maestro Mimmo Napolitano
Stasera, Punto e a Capo. Si mette un punto per cominciare. Cominciare da capo, riprendere, ma non per forza facendo un passo avanti. Si può ricominciare anche tornando un pò più indietro. Azzerando, portando a zero, cancellando, annullando quello che di buono non si è fatto. Quello che buono non è. E allora facciamolo: generazione a confronto! Per capire se questa vita è quella che ci siamo scelti, la migliore soluzione per noi, o quella che ci hanno preparato. Avremmo bisogno di tre vite in verità: una per sbagliare, una per correggere gli errori, una per riassaporare mil tutto. Io un po' la invidio la mia adolescenza, invidio i miei anni ottanta! Gli anni della fiducia, del benessere, della positività. I primi video clip, gli Swatch, la New wave, il Commodore 64, il Muro di Berlino, Canale5, la donna in carriera, il telefono a gettoni, Reagan e Gorba ëv. Vorrei uno spettacolo straordinario, una festa, un motivo per rincontrarsi, una festa, un motivo per rincontrarsi e ridere di come eravamo, di quello che siamo diventati. Farà bene a quelli della mia generazione e farà bene anche ai millennials, che sorrideranno al pensiero di come vivevano i loro genitori. Sarà uno splendido viaggio, fatto di parole, immagini e canzoni. Voglio dividere con voi le mie emozioni più grandi. Ho un sogno rispetto a questo spettacolo: vorrei stupirvi, lasciarvi a bocca aperta e affidarvi una sensazione di gioia che vi accompagni per giorni. Ho un sogno rispetto a questo spettacolo: vorrei stupirvi, lasciarvi a bocca aperta e affidarvi una sensazione di gioia che vi accompagni per giorni. Mi piacerebbe farvi tornare un pò bambini, per darvi la possibilità di riscoprire quello che abbiamo perso in questi anni. Siamo migliori di come siamo, e forse lo abbiamo dimenticato. I miei compagni fissi in questo viaggio saranno come sempre Shalana Santana, Pina Giarmanà e cinque straordinari musicisti. Con loro al mio fianco mi sento al sicuro. Non vedo l'ora di stringervi, non vedo l'ora di buttarvi le braccia al collo, se ce lo consentiranno, è chiaro. Massimiliano Gallo
Sabato 3 e Domenica 4 Dicembre, "Trappola per topi" di Agatha Christie
con Lodo Guenzi, regia Giorgio Gallione
musiche Paolo Silvestri
Il 25 novembre 1952, all'Ambassadors Theatre di Londra andava in scena per la prima volta "Trappola per topi" di Agatha Christie. Da allora, per 70 anni ininterrottamente, il sipario si è alzato su questa commedia "gialla" senza tempo e di straordinaria efficacia scenica. Ed ora tocca a noi? Non è consueto per me, spesso regista drammaturgo in proprio, misurarmi con un classico della letteratura teatrale. Certo da interpretare, ma da servire e rispettare. Ma non ho avuto dubbi ad accettare. Perché "Trappola per topi" ha un plot ferreo ed incalzante, è impregnata di suspense ed ironia, ed è abitata da personaggi che non sono mai solo silhouette o stereotipi di genere, ma creature bizzarre ed ambigue il giusto per stimolare e permettere una messa in scena non polverosa o di cliché. In fondo è questo che cerco nel mio lavoro: un mix di rigore ed eccentricità. D'altronde, dice il poeta, il dovere di tramandare non deve censurare il piacere di interpretare. Altra considerazione: nonostante l'ambientazione d'epoca e tipicamente British, il racconto e la trama possono essere vissuti come contemporanei, senza obbligatoriamente appoggiarsi sul già visto, un pò calligrafico o di maniera, fatto spesso di boiserie, kilt, pipe e tè. Stereotipi della Gran Bretagna non lontani dalla semplicistica visione dell'Italia pizza e mandolino. Credo che i personaggi di Trappola nascano ovviamente nella loro epoca, ma siano vivi e rappresentabili oggi, perché i conflitti, le ferite esistenziali, i segreti che ognuno di loro esplicita o nasconde sono quelli dell'uomo contemporaneo, dell'io diviso, della pazzia inconsapevole. E credo riusciremo a dimostrarlo grazie alla potenza senza tempo di Agatha Christie, ma anche e soprattutto con il talento e l'adesione di una compagnia di artisti che gioca seriamente con un'opera chiusa e precisa come una filigrana, che però lascia spazio all'invenzione e alla sorpresa. In questo la scelta di Lodo Guenzi come protagonista è emblematica, una promessa di imprevedibilità e insieme di esattezza. Come sempre: metodo e follia. E poi c'è la neve, la tormenta, l'incubo dell'isolamento e della bivalenza, il sospetto e la consapevolezza che il confine tra vittima e carnefice può essere superato in qualsiasi momento. Ingredienti succosi ed intriganti che spero intrappoleranno il pubblico.
Venerdi 9 Dicembre, ore 21, "Mettici la mano" di Maurizio De Giovanni
con Antonio Milo, Adriano Falivene, Elisabetta Mirra, regia Alessandro D'Alatri
produzione Diana Or.I.S., costumi Alessandra Torella, scene Toni Di Pace
musiche Marco Zurzolo
Questo progetto nasce come una costola della saga de 'Il commissario Ricciardi', dopo il successo della serie televisiva a cui ho lavorato. Dalla straordinaria e immaginifica penna di Maurizio de Giovanni, due tra i volti più colorati si staccheranno dalle vicende del filone corale del Commissario e torneranno a raccontarsi con il pubblico, ma questa volta dal vivo: il brigadiere Maione e il femminiello Bambinella. Due figure che non fatico a descrivere come maschere, unici tra i personaggi dei romanzi ad indossare un costume: uno con il rigore della divisa e l?altro con la leggerezza della femminilità travestita. La vicenda manterrà la sua ambientazione napoletana, città che continua amorevolmente a vivere nella mia esperienza, raccontata in un periodo temporale diverso da quello dei romanzi. Qui troveremo una Napoli devastata dalle conseguenze del nazifascismo, martoriata dagli allarmi e dai bombardamenti, ma mai priva di quella carica di umanità e di amore per la vita. Medesimi saranno i due attori che hanno interpretato la serie tv: Antonio Milo e Adriano Falivene. Una garanzia artistica in equilibrio tra dramma e commedia che sicuramente restituirà al pubblico la gioia di ritornare in platea. La novità è nel ruolo di Melina, straordinario sguardo sul sacrificio femminile di quell'epoca. Medesimi saranno anche i reparti artistici che mi affiancheranno in questa nuova avventura: chi ha amato i romanzi e la fiction ritroverà la stessa poetica e lo stesso divertimento. A completare la magia ci saranno le musiche di Marco Zurzolo. Aggiungo il piacere e l'orgoglio di collaborare con il teatro Diana, un?istituzione nella storia del teatro napoletano.
Mercoledi 18 Gennaio, ore 21, "AZUL Gioia, Furia, Fede y Eterno Amor" di Daniele Finzi Pasca
con Stefano Accorsi, regia Daniele Finzi Pasca
produzione Nuovo Teatro/Fondazione Teatro della Toscana
In una città dove il gioco del pallone è febbre, amore e passione quattro amici fanno i conti con le loro rispettive vite e facendo affiorare ricordi, provano a ricostruire una serenità andata a pezzi. Nella loro semplicità, hanno qualcosa di molto singolare e unico che li accomuna; la passione folle per la squadra del cuore e infanzie originali, quasi fiabesche. Sono fatti di materia semplice come il pane, ma la domenica, allo stadio si fanno travolgere da una furia che ogni volta li spazza e li sconquassa. C?è gioia, amarezza, ironia e tanta voglia di sorridere mentre evocano le vittorie, i momenti di estasi, le sconfitte e le tragedie che hanno condiviso negli anni.
Una storia di gente semplice, unita da un'amicizia inossidabile che li aiuta ad affrontare la vita stringendosi in un abbraccio delirante e commovente.
"Ho sempre raccontato storie di personaggi carichi di umanità, fragili e trasognati. Il mio teatro è costruito riproducendo il linguaggio dei sogni. Procede per allusioni, associazioni di idee. I ricordi emergono come bollicine che tornano a galla in una bibita che ammazza la sete nelle giornate di caldo fuoco. Cerco di costruire immagini rarefatte, sospese in un tempo inventato, leggero. Amo i colpi di scena, i finali a sorpresa, le macchine teatrali, la magia e l?illusione. Sono cresciuto nel mondo del teatro e poi sono stato rapito dai grandi eventi: spettacoli monumentali per il Cirque du Soleil, Cerimonie Olimpiche. Però, ogni volta che ritrovo l?odore e il sapore della scena, mi sembra di tornare a casa e di riscoprire le mie radici. Credo siano clown i personaggi che popolano le mie storie dato che sussurrano, inciampano, ridono e si commuovono. Sono fatti di cristallo, di burro e di zucchero e con un colpo di vento si trasformano in giganti. Ho avuto la fortuna di incontrare Stefano, Luciano, Sasà e Luigi attori carichi di umanità, mestiere e passione. Con loro è stato facile dare vita a questa piccola rapsodia dedicata a quanti non si danno mai per vinti". Daniele Finzi Pasca
4 e 5 febbraio, "L'erba del vicino e' sempre piu' verde" di Carlo Buccirosso
con Carlo Buccirosso, regia Carlo Buccirosso
produzione A.G. Spettacoli - Ente Teatro Cronaca
Marcello Trevisan, irreprensibile scrupoloso cassiere di banca, affittuario di un moderno monolocale, da tempo in aperta crisi matrimoniale, vive un momento di profonda depressione, insoddisfatto del proprio tenore di vita, delle proprie ambizioni, delle proprie scelte, delle proprie amicizie, e non di meno di sua sorella, rea di aver contribuito al peggioramento delle sue insicurezze, e del suo devastante pessimismo! in continua spasmodica ricerca di libertà, di cambiamenti, di nuove esperienze di vita, e di un'apertura mentale che gli è sempre stata ostacolata dai sensi di inferiorità, e dalla mancanza di spregiudicatezza, Marcello guarda il mondo e le persone che lo circondano alla stessa stregua di un fanciullo smanioso di cimentarsi con le attrazioni più insidiose di un immenso parco giochi, cui non ha mai avuto l'opportunità di poter accedere, ed è così che pervaso dall'adrenalina della novità, dall'eccitazione del rischio, nonché dalla paura dell'ignoto, si ritroverà presto soggiogato dalla sindrome dell'Erba del vicino, ovverosia dalla sopravvalutazione di tutto quanto non gli appartenga, di ogni essere umano diverso da sè stesso, di qualsiasi tipo di emozione possa procurargli una donna che non sia uguale a sua moglie, il tutto accompagnato da un doloroso senso di autocommiserazione, ed un'ammirazione spropositata verso chi nella vita ha saputo guadagnarsi, con grande fortuna, soldi e successo a sbafo, a discapito suo che mai ha avuto il fegato di osare, né di cambiare modo di essere pur di raggiungere qualcosa d'importante... e sarà allora che quel senso di attrazione verso colui che è diverso da te, che riesce in tutto più di te, e che sa essere quello che giocoforza non sei mai stato tu, potrà improvvisamente trasformarsi in invidia malsana, e di lì a poco in un'irrefrenabile follia omicida! In un simile spiazzante panorama, chiunque avesse la malaugurata idea di suonare alla porta di casa Trevisan per qualsivoglia motivo, come per la consegna di un ordinazione dal giapponese o di un pacco postale, o per un incontro privato fissato su di una hot chat, o peggio ancora per uno sventurato errore domiciliare, si troverebbe invischiato in una situazione non facilmente gestibile, con l'arduo compito poi di tentare di uscire dall'appartamento in tempi brevi, e possibilmente nelle migliori condizioni di salute! In definitiva, l'erba del vicino sarà pure più verde di quella del nostro bancario, ma l'importante è che non si macchi mai di rosso sangue. E se invece, fosse proprio il vicino di casa in carne ed ossa, a sfidare la sorte suonando alla porta dell'appartamento di Marcello, magari solo per chiedere la cortesia di qualche foglia di basilico?!... Cambierebbe qualcosa al finale della nostra vicenda?
Giovedi 23 Febbraio, ore 21, "La fabbrica dei sogni" di Sal Da Vinci, Ciro Villano
con Sal Da Vinci, Fatima Trotta, regia Sal Da Vinci
produzione Cose Production
In un vecchio manicomio abbandonato, vivono, dimenticati dal mondo, un cantautore che non vuole lasciare l'edificio in attesa di essere abbattuto, la sua folle psichiatra segretamente attratta da lui e dalla sua voce e un gruppo di artisti, reietti e strampalati. Quella struttura fatiscente è la loro casa ed è il posto dove il cantautore è cresciuto, scrivendo le canzoni che lui immaginava avrebbe potuto cantare un giorno in un teatro vero. Un agente di polizia municipale, incaricato di portarli via di là, si fa coinvolgere dall'artista sognatore e dalla psichiatra pazza nel folle progetto di trasformare quella casa di cura in qualcosa che possa realizzare i loro sogni: un teatro che ospiti un vero spettacolo, portato in scena proprio dagli abitanti di quel vecchio ospedale psichiatrico.
Mercoledi 15, ore 21, e Giovedi 16 Marzo, ore 21, "La coppia strana" con Biagio Izzo
Due attori in tournée. Due grandi attori, due professionisti di successo. Due amici, complici e solidali, d'accordo su tutto, in un susseguirsi di attenzioni e premure talmente inverosimili da risultare esilaranti. L'uno è un playboy ingenuo, fedifrago suo malgrado, comico sempre e ovunque, morbido, generoso e geniale nelle sue invenzioni teatrali. L'altro, la sua spalla in scena e nella vita, è un gran simpaticone che ha meno fortuna con le donne e vive di luce. Di successo riflessi, ma lo ripete sempre- è felice così. Durante una replica dello spettacolo, però, quest'ultimo inciampa e cade tra le risate di tutti, anche del suo amico, e quando si rialza, di punto in bianco, uno strano tic nervoso gli scuote il corpo e si riverbera sul volto con una smorfia intermittente e davvero buffa, che non lo abbandonerà mai più. Il playboy ingenuo, pensando che il tic nervoso sia una trovata geniale dell'amico, cavalca l'onda e, fomentato dalla risata scatenata dal pubblico, comincia ad improvvisare impazzito, mettendo amabilmente in ridicolo l'amico che sta al gioco a fatica, spiazzato e stordito. Alla fine della serata, infatti, ancora scosso dal fremito di quella smorfia, pur avendo accettato amabilmente le scuse che l'ingenuo, con le rose comprate dall'indiano di turno, l'altro torna a casa e comincia a pianificare la sua vendetta, una vendetta del tutto sproporzionata rispetto all?accaduto e all'amicizia che li lega La coppia strana è una commedia che prende spunto da La strana coppia, lo spettacolo che i due protagonisti portano in giro, ma lo rovescia per raccontare una nuova storia e due nuovi personaggi, tra scene comiche e cortocircuiti esilaranti, governati da dinamiche più che umane qua e là quasi bestiali, in cui riconoscersi un po' tutti così da riflettere tra mille risate, e poter scegliere fin da dove spingersi e da quale parte stare nella vita.
Sabato 15 Aprile, ore 21, "Meglio stasera: quasi one man show" di Stefano De Martino, Riccardo Cassini
con Stefano De Martino
produzione ITC 2000
"Meglio stasera che domani o mai", cantava negli anni 60 Miranda Martino in una piccola canzone gioiello arrangiata da Morricone. E' quello che pensa Stefano De Martino: stasera è proprio il momento giusto per venire a incontrarlo a teatro e trascorrere insieme un paio d'ore spensierate, nel senso letterale del termine ma soprattutto per conoscerlo meglio. Forse, "conoscerli" meglio, perché non c'è un solo Stefano. C'è lo Stefano che racconta: dall'infanzia in un paese affascinante e difficile, al susseguirsi dei tanti episodi legati al semplice lavoro di fruttivendolo prima, ballerino poi, infine intrattenitore a tutto campo. C'è lo Stefano "crooner": insieme agli 8 orchestrali della Disperata Erotica Band, sospesa fra Carosone e Sanremo, metterà in scena giochi musicali, mash up e virtuosismi canori con una sola regola: "Non è mai una sola canzone per volta". Insomma, un'offerta speciale armonica, elegante e intrigante. C'è lo Stefano danzatore: nonostante - ma solo a suo dire si sia accumulata un po' di ruggine fra le giunture del ballerino di un tempo, è il momento di rimettersi in gioco, anzi, in ballo. E lo farà accompagnato nelle coreografie da alcuni ballerini professionisti (ex?) colleghi di qualche stagione addietro: la sfida è lanciata. C'è lo Stefano imprevedibile, quello dell'allegria e dei giochi in tv, quello che dialoga e empatizza: gag, monologhi umoristici, riferimenti insospettabilmente colti, improvvisazioni e scherzi col pubblico. E infine c'è lo Stefano che... va be' ma non possiamo dire tutto-tutto-tutto... Venite a guardare il primo sorprendente spettacolo live di Stefano De Martino.

Teatro Garibaldi, Corso Giuseppe Garibaldi, 78, Santa Maria Capua Vetere CE
botteghino da lu a sa 10-13, tel 0823 799612

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