Roberto Azzurro

Gea Martire

Assia Favillo

Antimo Navarra

Andrea Renzi

Paola Servillo a "Suona visibile la parola"

Giovanna Giuliani

Daniele Fior

Andrea Cosentino

Marlen Pizzo e Cristiano Burgio

Stefano Angelucci Marino

Renato Carpentieri

Raffaele Ausiello, Carlo Caracciolo

Godot

Rivoluzione d'amore

Daniele Timpano

Gaetano Colella

Malammore

Voce

Roberto Galano - foto Francesca De Sandoli

Mario Mascitelli

Annibale Ruccello

Claudia Gusmano e Laura Rovetti

Posteggiatori Tristi

Silvana Pirone e Luigi Imperato

Giuseppe Grillo

Giovanni Allocca

  

Teatro Civico 14: programma stagione 2012/13

Caserta, dal 6 ottobre al 26 maggio 2012

Comunicato stampa

6 e 7 ottobre 2012, Ortensia T presenta "La Venere Dei Terremoti" di Manlio Santanelli
Il cimento amoroso di Luigino Impagliazzo e Fortuna Licenziati raccontato da Roberto Azzurro, regia di Roberto Azzurro
Lo spettacolo, ambientato nel cuore vivo e pulsante di Napoli, racconta la storia di Luigino Impagliazzo, definito da Santanelli «incolore geometra», appartenente alla fitta schiera degli «innamorati infelici», il quale ha perso la testa per Fortuna Licenziati, donna di un boss della malavita, «un concentrato di tutti i migliori attributi femminili dalla testa ai piedi». Il “cimento amoroso” tra i due protagonisti si snoda tra passione, trasgressione, traversie del fato, scosse telluriche e follia in un processo di costruzione del racconto che, supportato da parole spericolate, iperboli linguistiche e acrobazie verbali, oscilla tra dimensione reale e onirica.
Roberto Azzurro, regista e interprete della pièce, porterà in scena la seduzione del racconto, un nuovo risultato derivante da anni di frequentazioni con il testo e la narrativa di Santanelli, un’interessante tappa nel suo percorso di analisi che pone al centro la parola concepita come confine tra scrittura e suono, tra letteratura e teatro.
Nel perimetro scenico del Teatro Civico 14, attraverso il puro potere evocativo del teatro, si assisterà alla fusione corporea del narratore col personaggio e viceversa, le tavole di legno diverranno il luogo di in un gioco visionario imbevuto di linguaggio performativo.
13 e 14 ottobre 2012, Eventi Mediterranea presenta "Cafone!" di Antonella Cilento, per e con Gea Martire (nostro articolo)
Filomena Pennacchio, brigantessa sannita, è una delle più famose fra le donne che si ribellarono, armate, alla feroce repressione piemontese durante il controverso processo che porta all’Unità d’Italia. Autentica protagonista, non semplice amante di un capobanda, libera, fiera, orgogliosa, Filomena riassume in sé il destino del popolo meridionale, depredato e umiliato, che con orgoglio rivendica la sua indipendenza.
dal 19 al 21 ottobre 2012, Tavole Da Palcoscenico e EvaDiTullio presentano "Da Questa Parte" (ovvero quello che manca) (nostro articolo)
di Emanuele Tirelli, con Assia Favillo, regia Iolanda Salvato
“Quando abbiamo paura per la nostra vita prendiamo decisioni drastiche, improvvise. Decisioni. È quello che voglio. Decisioni. E vorrei che fossero favorevoli a me, a noi, e non a quella cretina dei gatti e nemmeno a quell’altra che mi fa paura. […] E se sceglierà lei… che vi devo dire: continuerò! Continuerò ad avere fiducia e sarò costretta a un nuovo trauma, a una nuova decisione drastica. E se sarà necessario, avrò ancora fiducia. Perché la fiducia, a volte, ha solo bisogno di essere aiutata”.
26 ottobre 2012, Mutamenti/Teatro Civico 14 presenta "Viola (Io Ti Amavo)" di e con Antimo Navarra (Sciapò Al Civico Col Cappello)
regia Ilaria Delli Paoli
‘La vita di Viola scorreva innocente mentre io prendevo a farne parte, penetrando in lei simile a un virus asintomatico, un batterio dormiente, una cosa che sempre mi diverte moltissimo’
3 e 4 novembre 2012, Caproni! Invenzione a due voci, con Andrea Renzi e Federico Odling (nostro articolo)
testi Giorgio Caproni, musica Federico Odling, regia Andrea Renzi, suono Daghi Rondanini, costumi Ortensia De Francesco
Anteprima nazionale su testi di Giorgio Caproni, una delle più originali voci poetiche del nostro Novecento, padre di un lieve melodismo della parola di elevata saggezza musicale. Lo spettacolo CAPRONI! - Invenzione a due voci, è tratto dal poema-melodramma Il Conte di Kevenhaller che Caproni compose nel 1986 definendolo un'"Operetta a brani ... finita e infinita". Concepito come una partitura musicale, caratterizzato da liriche e frammenti di celeste delicatezza, il testo del poeta toscano diviene "invenzione a due voci" teatrale, una fusione tra poesia e musica, all'nterno dei confini scenici, che passa attraverso la direzione e l'interpretazione di Andrea Renzi, tra i più autorevoli attori e registi contemporanei, e la performance di Federico Odling, compositore e virtuoso musicista italiano.
10 e 11 novembre 2012, Fondazione Salerno Contemporanea presenta "Dongiovanna" corpo senza qualità
di e con Giovanna Giuliani
Chiama studio il suo amore. E, come scienziata, cataloga tutte le mute che subisce e le ennesime metamorfosi di adattamento che il suo studio le ispira. Ecco il suo catalogo. La sua forma più perfetta di poligamia. E se, per amor di studio, arrivasse a perdere ogni certezza di genere, né tragico, né comico, né maschile, né femminile, solo genere fantastico?
16 novembre 2012, Stabile/Mobile Compagnia Antonio Latella presenta "Misfit Like A Clown"
con Daniele Fior, drammaturgia e regia Linda Dalisi
Mencsch-ärgere-dich-nicht (Uomo non diventare matto) è il gioco da tavolo che Hans, il clown di Heinrich Böll, amava fare per rilassarsi in compagnia della sua compagna Maria; ma da quando lei lo ha lasciato “per respirare aria cattolica”, mencsch-ärgere-dich-nicht, è l’unica regola che rispetta: non diventare matto.
17 e 18 novembre 2012, Stabile/Mobile Compagnia Antonio Latella in collaborazione con Start Interno 5 presenta "Mentre D’intorno Infuria Il Mondo"
ispirato a Il soldatino di piombo di H. C. Andersen con Fabrizio Ferracane, Daniele Fior, Candida Nieri, drammaturgia e regia Linda Dalisi
In una stanza buia gli oggetti si agitano nella loro immobilità. Se fosse la stanza di un bambino quegli oggetti sarebbero giocattoli. Se fosse una stanza costruita su un campo minato bonificato gli oggetti sarebbero resti di una guerra. Come “cosa tra le cose” il soldatino di stagno, inventa il gioco dell’immaginazione e l’immobilità così disperatamente abitata viene lentamente rotta dal movimento.
23 novembre 2012, ESPOSTI in collaborazione con AUèR presenta "Rosa Nurzia (Pena de l’Alma)" (Sciapò Al Civico Col Cappello)
di e con Ciro Esposito, regia Valentina Carbonara
“ ‘Nce steva ‘na vota...o forze nun c’è mai stata...’nce stevemo nuje. Essa è chiena chiena e je songo ‘nu chiuovo, essa è ‘nu poco frufrù io invece classica. È ‘na carnalona je so’ cchiù ‘nzista, essa è cianciosa e je addirosa. Essa è zetella...e je songo vedova.”
01 e 02 dicembre 2012, Pierfrancesco Pisani in collaborazione con Infinito srl - Progetti Dadaumpa e Litta_Produzioni (RM) presentano "Angelica"
uno spettacolo di e con Andrea Cosentino, regia Andrea Virgilio Franceschi
Non c’è storia. Ma c’è una concessione al bisogno di tirare avanti. Una trama. Ed è quella dello sceneggiato ricostruito in scena senza ausili tecnologici, ma utilizzando la cornice vuota di ciò che fu un televisore, e parrucche e primi piani e piani interi e bambole e pezzi di oggetti e dettagli di corpi. Si tratta innanzitutto di mimare con la povertà di mezzi scenici la povertà
di un linguaggio. Farsi doppio parodico del linguaggio standardizzato del racconto televisivo. Ma c’è anche altro.
08 e 09 dicembre 2012, Il Picchio - Associazione di Promozione Sociale presenta "Tableau Revenant" da Spettri di Henrik Ibsen
di Pietro Di Francesco e Marco Ghidelli, con Marlen Pizzo e Cristiano Burgio
I personaggi di Helene e di suo figlio Osvald, affetto da malattia ereditaria, ritornano nel perimetro teatrale abitando quel che resta di un salotto borghese, gravitano intorno ad un tavolo come apparizioni congiunte alla presenza spettrale, di marito e padre, che insidia le loro esistenze. Il testo ibseniano, a cui Tableau Revenant si ispira, è, aldilà delle connotazioni storico-sociali che lo legano strettamente all'epoca in cui fu realizzato, la messa a fuoco di uno snodo cruciale che sancisce la fine di un ciclo, familiare quanto economico; punto finale che, geometricamente, coincide con un nuovo punto iniziale. In questa intersezione si manifesta sulla scena lo spettro, figura che incombe sui destini di Helene e Osvald, apparizione che pone interrogativi sulla coscienza individuale e, allo stesso tempo, storica dell'uomo.
14 dicembre 2012, Teatro del Sangro e I Guardiani dell’Oca (CH) presentano "Arturo Lo Chef" (Sciapò Al Civico Col Cappello)
pièce scritta, diretta e interpretata da Stefano Angelucci Marino, liberamente ispirata alla penna di John Fante.
Arturo, un giovane abruzzese dei giorni nostri, racconta la sua storia, l’avventura di un ragazzo che dall’Istituto Alberghiero di Villa Santa Maria, sognando di diventare un grande chef, arriva a lavorare in uno dei più famosi ristoranti di Los Angeles.
Villa Santa Maria, uno splendido paese della provincia di Chieti, è nota in Italia e nel mondo per essere “la patria dei cuochi”. L’origine della Cucina villese è veramente antica: La leggenda vuole che i primi cuochi villesi risalgano al 1560, all’epoca dei Principi Caracciolo, signori di Villa. Il principe Ferrante Caracciolo, in quegli anni, fondò la prima scuola alberghiera; fu proprio da quella scuola che diversi chef cominciarono, nel corso dei secoli, ad avventurarsi per i paesi del mondo in cerca di fortuna. Nel 1939, infine, venne fondato l’Istituto Professionale Alberghiero, la prestigiosa Scuola che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per la tradizione culinaria italiana.
Con grande ironia e semplicità si racconta di Arturo “lo chef” negli anni ‘90, degli inizi all’Alberghiero, della passione per i fornelli, degli scontri con i genitori, l’arrivo a Los Angeles, i primi amori, i colleghi e la dura vita di cucina. Attraverso la storia di Arturo e della sua famiglia Stefano Angelucci Marino, già sulle scene del Civico 14 nelle scorse Stagioni, costruisce uno spettacolo che racconta pezzi, stralci , spaccati di vita dei giovani cuochi di oggi, i loro sogni, i loro problemi, le sconfitte e i trionfi.
Il giovanissimo Arturo in famiglia sente scoppiettare l’idioma abruzzese che tra i componenti adulti del “clan” spesso rappresenta il mito dell’origine, il rifugio salvifico, l’identità ri-affermata, mentre per lui, per il giovane cuoco oramai pronto alla conquista del mondo (ossia gli Stati Uniti d’ America), significa solo emarginazione e disprezzo.
Inizia così l’avventura di un ragazzo che costruisce su di sé una visione dell’America come terra da conquistare. Conquistare l’America, il successo, la notorietà attraverso la grande passione per la cucina… e farla finita con l’ Abruzzo!
Da quel momento Arturo vive tutte le fasi della sua vita nel pieno di una forte contraddizione psicologica, in una specie di lunga crisi d’identità, indeciso tra la spinta all’integrazione piena (cioè verso la piena conquista di una dimensione “moderna”) e la difesa della propria radice autentica, rappresentata dal patrimonio di tradizioni dei genitori, di norma antiquati e fatalmente antagonisti rispetto alle ambizioni dei figli.
15 e 16 dicembre 2012, Inside The Doors a cura di Paky Di Maio e Luigi Iacono
Ritorna l’evento più soggettivo del momento.
Ritorna L’Inside.
Arriva INSIDE THE DOORS.
L’anno scorso abbiamo dato vita ad un omaggio ai Cure con qualsiasi linguaggio e forma d’arte. Quest’anno, abbiamo deciso di raddoppiare. Non solo per la seconda edizione, ma anche perchè quest’anno le date saranno 2. Due serate, una compagnia teatrale, due pittori, 6 bands. La formula è la stessa: prendi artisti di radici, visioni e arti diversi, digli di ascoltare qualcosa di sacro e di farlo diventare suo.
Non c’è limite all’interpretazione. Non c’è limite alla visione. Non c’è limite ad un’emozione. Classica, Popolare, Cantautorale, Rock, Elctrorock, Triphop,Folk, Pittura, Teatro. Tutto Questo è l’Inside.
Tutto questo sarà INSIDE THE DOORS.
con
MUSICA
Antico Presente - Cecilia Scatola, Nuccio Gionti, Federico Cangiano, Francesco Aimone
Kazum - Sossio Lupoli, Stefano Salvestrini
YKAP feat. Vanna(EOK)
Passepartout - Pasquale Maltempo, Andrea Chiariello
Moongoose - Giuseppe Fierro, Gianluca Timoteo, Dea Mango
Dioniso Folk Band
TEATRO
Mutamenti / Teatro Civico 14
PITTURA
SasyCa
NAF-MKBiglietto
(unico € 5,00 - Abbonamento alle due serate € 8,00
Lo spettacolo di domenica eccezionalmente si terrà alle 21.00)
21 al 23 dicembre 2012, Teatri Uniti in collaborazione con OTC | Institut Ramon Llull presenta "Jucatùre" di Pau Mirò
traduzione e regia di Enrico Ianniello, con Renato Carpentieri, Tony Laudadio, Enrico Ianniello, Marcello Romolo
In un vecchio appartamento, intorno a un tavolo, sotto una lampada, quattro uomini, un barbiere, un becchino, un attore e un professore di matematica, giocano a carte. L’appartamento è un rifugio dove tutti i fallimenti sono accettati, permessi. Il fallimento è la regola, non l’eccezione. Sul punto di toccare il fondo, i quattro personaggi decidono di rischiare. In quel momento il gioco si fa pericoloso…
25 dicembre 2012, La Favola Di Natale: Riccardo Ceres in "Ventinove, una giornata del cazzo" (nostro articolo)
Per il secondo anno il musicista casertano Riccardo Ceres regala agli spettatori del Teatro Civico 14 un suo racconto inedito sul Natale.
26 e 27 dicembre 2012, Virus Teatrali presenta "Munno E Terzo Munno"
di Luigi Credendino, regia Giovanni Meola, con Luigi Credendino, Daniele Matascioli, Mario Faticato, Vito Pace, Alessandro Palladino
Il lavoro in questione è un’operina in versi sciolti ambientata però in una strana location: una piazza di spaccio all’interno del supermercato di stupefacenti più grande d’Europa. Una piazza di spaccio ovvero una zattera isolata, una piccola unità avulsa che vive una realtà altra che la taglia fuori da tutto e che diviene così, grazie anche alla scelta del linguaggio in versi, lo specchio di qualcosa di più universale perché la lingua è allo stesso tempo mutuata dalla realtà di strada ma trasformata e sublimata dalla sonorità del verso.
29 e 30 dicembre 2012, Franca Battaglia / AUèR presentano "‘A Ragna" I movimento
un progetto di Ilaria Migliaccio, con Valentina Carbonara
‘A Ragna è una madre vedova, che eredita il potere del marito. Madre per dovere, donna–bestia, cresce i suoi figli aggressivi e arrabbiati per arruolarli sin da piccoli nella guerra infinita, senza speranza, della città di N. La sua tela va dipanandosi e costruendo una trappola sempre più fitta. ‘A Ragna porta una macchia rossa tra cuore e ventre che è la sua corazza, indurita dal tempo. É una donna-madre e assassina, capace di fare e disfare il destino di chi le è accanto.
02 al 05 gennaio 2013, Mutamenti/Teatro Civico 14 presenta "K."
uno spettacolo di Roberto Solofria, con Ilaria Delli Paoli, Francesco Magliocca, Antimo Navarra, Roberto Solofria
Qualcuno doveva aver diffamato Josef K., perché, senza che avesse fatto nulla di male, una mattina venne arrestato.
Napoli, i vicoli, le canzoni, melodiche, neomelodiche e a ‘fronna’. Napoli dei miasmi maleodoranti, delle strade strette, delle ‘vasole’, ‘svasate’, dei panni stesi e dei ‘guagliuni’. Napoli come Praga, per un uomo, K., travolto dal suo destino, onirico, inconscio, ma ben presente, come sogno, come veggenza, come vita. Autore delle scene Antonio Buonocore mentre i costumi sono a cura di Ortensia De Francesco, prestigiosa firma della Compagnia Teatri Uniti e nota anche in ambito cinematografico per le collaborazioni con Marco Risi, Stefano Incerti, Paolo Sorrentino e Mimmo Paladino. La locandina dello spettacolo, tratta dall’opera “Killience”, è stata realizzata dal Collettivo Latrones, un gruppo di grafici, fotografi e scrittori originari di Terra di Lavoro che si occupa di tematiche ad alto impatto sociale con l’obiettivo di diffondere conoscenza per risvegliare le coscienze.
maschere Vesna Sansone
musiche Paky Di Maio
luci e foto Marco Ghidelli
Sabato 5 gennaio ore 17, l’Associazione Pa.Ta.Tr.Ac. presenta un evento dedicato ai più piccoli, il recital di lettura animata "Favole a merenda" tratto dal libro della scrittrice e illustratrice francese Anais Vaugelade. Lo spettacolo verrà costruito sotto forma di racconto di storie che saranno animate dalla voce dei lettori, da immagini e suoni. Il recital diviene un modo per far entrare bambini ed adulti nel mondo delle storie, attraverso il racconto, al fine di esplorare mondi nuovi coinvolgendo tutti i sensi grazie all'utilizzo di più supporti oltre allo "strumento" libro. L’associazione, che si prefigge l’obiettivo di promuovere la lettura attraverso l'ascolto di racconti fantastici, è composta da figure professionali che provengono da diversi campi di applicazione delle discipline psicologiche, educative e artistiche.
06 gennaio 2013, Klippa Kloppa & Radio NK "UÅ4 ovvero come finimmo di inguaiare la musica"
con Klippa Kloppa (Prete Criminale, Mr Draghen, Naga, Capocchia, Il Vichingo): musica Radio NK (Demiurgo, Filosofo, Commercio, Wemmastro): tennicismo, cazzerugioli, funambolismo
Radio NK e i Klippa Kloppa ancora un volta escono tra il vasto pubblico ed in mezzo alla gente vera, con i loro problemi veri, con la crisi, con i bambini da mandare a scuola, con le nonne da badare per un funambolico spettacolo di musica come non l’avete MAI ascoltata.
12 e 13 gennaio 2013, "Le Guardie Del Suo Corpo" scritto e diretto da Mario Gelardi
con Raffaele Ausiello, Carlo Caracciolo e Irene Grasso in collaborazione con I Teatrini e il NESTT
Amato dal pubblico per il suo impegno civile che ha portato alla nascita di intensi capolavori come l’adattamento teatrale di Gomorra (2007) di Roberto Saviano, Gelardi traghetta sulle scene del Civico la storia di due uomini poco più che comuni, Tom e Alex, due guardie, la scorta armata del Presidente. Ma è soprattutto la storia recente dell'Italia raccontata da chi era ad un passo da quanto accadeva, eppure non ha visto nulla. O ha finto di non vedere. È la storia di chi si vergogna e di chi fa finta di niente. Sono due punti di vista diversi che, quando si intrecciano con la terza storia, quella di Sveva, che, sia pure fugacemente nella “villa della cuccagna” è entrata e da lì è scappata via, i punti di vista si moltiplicano, offrendo uno spettro di verità, quelle dei tanti italiani che hanno creduto inverosimilmente, o fatto finta di credere, all'incredibile, fino a restarne vittime in ogni caso, perché il fascino del potere è potente e può tutto. O quasi. Le guardie del suo corpo prova a restituire i sentimenti di indignazione delle donne scese in piazza, di chi non ci è stato a bendarsi gli occhi di fronte alla vergogna internazionale. L’attesa. Cosa fai mentre aspetti fuori dalla villa che il “Presidente” finisca di divertirsi? Stai li perché sei la sua guardia del corpo, sei li perché devi far da autista a tutte quelle ragazze che vanno e vengono. Stai li perché è il tuo dovere, anche se sei un carabiniere, anche se magari vieni dalle missioni nei territori di guerra.
Stai li e aspetti. Intanto intorno a te inizia un vero e proprio Carnival, con giochi, bibite ed intrattenimenti vari. Ti chiedi cosa accade dentro? Quello che accade a volte ti arriva dai giornali, ma a quelli non credi. A volte vedi quelle ragazze che vanno e vengono e tu invidi “lui” che può averle tutte.
Un nuovo tassello di teatro civile quello di Gelardi, un’attenta osservazione della nostra realtà contemporanea che pone l’individuo davanti alla propria responsabilità storica.
19 e 20 gennaio 2013, Le Nuvole presenta "Godot" liberamente ispirato a “Aspettando Godot” di S. Beckett
adattamento e regia Fabio Cocifoglia, con Massimiliano Foà Luca Iervolino Rosario Sparno
Il sorriso amaro che ci accompagna per tutta la rappresentazione è un sorriso che non ha età, perché percepito attraverso categorie quasi primitive quali la violenza, l’amore, la tenerezza, la sopraffazione , la dipendenza, la solidarietà, la paura, la solitudine, gli entusiasmi, i desideri di solitudine e di compagnia, il gioco, il divagare, la distrazione e tutto ciò è ben vivo nei nostri ricordi della più tenera età.
E’ un percorso di consapevolezza, di sensibilità alla complessità delle dinamiche umane. Ma la poesia, la straordinaria capacità di Beckett di osservare da tale distanza il “fenomeno umanità” genera una profonda e irresistibile ironia.
25 gennaio 2013, Mutamenti/Teatro Civico 14 presenta "Napoli, 1647. Rivoluzione D’amore" di Marilena Lucente (Sciapò Al Civico Col Cappello) (nostro articolo)
con Ilaria Delli Paoli, regia Roberto Solofria
‘Quando uno dice: “chist è o mio”, s’adda mettere paura. È una cosa grande assaje. Nu si’ chiù padrona ‘e te, si rice a ‘n’ato: “tu si’ dd’o mio. Mio”. Eri mio tu? Ci hai pensato mai? A che cos’è per una donna stare appresso a uno che è di tutti quanti?’
02 e 03 febbraio 2013, Daniele Timpano/amnesiA vivacE (RM) presentano "Aldo Morto" (nostro articolo)
drammaturgia, regia, interpretazione Daniele Timpano
Vincitore del Premio Rete Critica 2012, finalista al Premio Ubu 2012 nella categoria “Migliore novità italiana (o ricerca drammaturgica), segnalazione speciale al Premio IN-BOX 2012 lo spettacolo ALDO MORTO, Tragedia approda al Teatro Civico 14 di Caserta. Prodotto da amnesiA vivacE con il sostegno di Area06 e in collaborazione con Cité Internationale des Arts, Comune di Parigi, il monologo di Daniele Timpano, dopo aver destato il vivo interesse di pubblico e critica per interpretazione e tematiche trattate, calcherà le scene del teatro di Vicolo della Ratta sabato 2 febbraio [ore 21,00] e domenica 3 febbraio [ore19,00]. Timpano è autore, regista e interprete della pièce: nato negli anni '70, che di quegli anni non ha alcun ricordo o memoria personale, partendo dalla vicenda del tragico sequestro di Aldo Moro, trauma epocale che ha segnato la storia della Repubblica italiana, si confronta con l'impatto che questo evento ha avuto nell'immaginario collettivo. In scena, assieme al suo corpo e a pochi oggetti, solo la volontà di affondare fino al collo in una materia spinosa e delicata senza alcuna retorica o pietismo
9 e 10 febbraio 2013, C.R.E.S.T. (TA) presenta "Sonniloqui", testo, regia e interpretazione Gaetano Colella (nostro articolo)
Il Collettivo di Ricerche Espressive e Sperimentazione Teatrale C.R.E.S.T. di Taranto, punto di riferimento della drammaturgia contemporanea nazionale, sarà protagonista sabato 9 febbraio [ore 21,00] e domenica 10 febbraio [ore 19,00] al Teatro Civico 14 di Caserta con lo spettacolo SONNILOQUI. In veste di autore, regista e interprete della pièce, liberamente ispirata al romanzo di Ermanno Cavazzoni “Le Confessioni di Girolamo” (Bollati Boringhieri 1991), Gaetano Colella calcherà le scene del teatro di vicolo della Ratta traghettandoci in un insolito condominio abitato da gente insonne. Ad ogni piano un motivo che non fa chiudere gli occhi, ad ogni tormento un possibile rimedio. Ognuno inganna il tempo come può: dialogando col vuoto, barcollando vicino ai muri, ingerendo sonniferi che non danno alcuna cura, parlando per ore al telefono con sconosciuti. Accade perciò che gli stati di coscienza si alterino molto facilmente, che dallo stato di veglia si affondi in quello di un sonno leggero che non dà alcun riposo ma che confonde i piani della realtà, mescola le identità in un vortice di pensieri concatenati. In questo stato di dormiveglia accade che si uniscano mondi lontanissimi, uomini e forme di altre epoche o di altre dimensioni legati fra loro da sensazioni comuni. E allora anche i piani di questo palazzo si confondono, si mescolano, i personaggi si moltiplicano e gli insonni diventano un popolo. In questo stato in cui si dorme e si ‘sdorme’, la realtà diventa evanescente, si assottiglia sempre di più e perde qualsiasi importanza.
Ma chi sono in realtà queste persone, questi personaggi buffi, bizzarri, che nella loro inquietudine rivelano un fondo di drammaticità? A cosa appartengono? Che siano le molteplici facce di un unico dado, lanciato sul piano del tempo da una mano invisibile?
“L'idea di questo lavoro è nata leggendo un romanzo di un autore italiano contemporaneo, Ermanno Cavazzoni. Il suo libro "Le confessioni di Girolamo" ha fatto nascere in me una vertigine che solitamente precede un momento di creazione. La storia di uno dei suoi personaggi secondari ha dato il via a questa riflessione alla quale poi ha contribuito in maniera determinante lo studio di diversi autori, capisaldi della letteratura mondiale di tutti i tempi: parlo, oltre che di Shakespeare, di Sant'Agostino e di Fernando Pessoa, le cui opere non smettono mai di aprire delle prospettive universali.”(Gaetano Colella)
C.R.E.S.T. Collettivo di Ricerche Espressive e Sperimentazione Teatrale
Il C.R.E.S.T.nasce a Taranto nel 1977 e, con Gianni Solazzo prima e Mauro Maggioni poi, porta avanti in un ambiente difficile – sia socialmente che culturalmente – un discorso teatrale coerente e innovativo, raccontando vite complicate, sogni ostinati, incontri tra culture e condizioni differenti, cercando di coniugare i linguaggi della tradizione con quelli della ricerca teatrale contemporanea. Dal 1992 è inserito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’elenco “delle compagnie che svolgono alto e qualificato livello di attività nel campo del teatro per l’infanzia e la gioventù”. Da segnalare che è stato finalista per il Premio ETI-Stregagatto con gli spettacoli “La neve era bianca” nel 1999, “La mattanza” nel 2000, “Cane nero” nel 2001 ed ha prodotto lo spettacolo vincitore del Premio Scenario 2005, “Il deficiente”. Dal 2010 la direzione artistica del C.R.E.S.T. è stata assunta da Gaetano Colella e Clara Cottino.
Gaetano Colella è drammaturgo, regista e attore. Si è formato nella compagnia de “Le belle bandiere” accanto a Elena Bucci e Marco Sgrosso, con i quali è vivo un sodalizio da più di dieci anni. Nella sua esperienza formativa sono importanti i lavori con Claudio Morganti, con Emma Dante, Maurizio Viani. Ha vinto il Premio Scenario 2005, premio riservato ai gruppi emergenti della scena nazionale, con lo spettacolo “Il Deficiente”. Dal 2010 è direttore artistico, insieme a Clara Cottino, del Teatro C.R.E.S.T. di Taranto. Nelle vesti di autore teatrale ha scritto diversi spettacoli, di cui è stato anche regista, e un radiodramma andato in onda su Radio2. Questi i titoli:“Tempi comici” (2010), “Sonniloqui” (2008), “Cagnara nel colle” (2007) radiodramma per Rai Radio 2, “Popeye srl” (2007), “La coda di Dio”, finalista premio Extra Candoni, “Il deficiente” (2005) Vincitore del Premio Scenario 2005, “Nessuna Omelia” (2003), “Passionae” (2001), Finalista Premio Scenario 2001. In qualità di attore teatrale ha lavorato in “La locandiera” di Goldoni, per la regia di Elena Bucci; “Santa Giovanna dei macelli” di Brecht, per la regia di Elena Bucci ; “Sonniloqui”, Produzione CREST; “Popeye s.r.l.” diretto da Gianfranco Berardi; "Il deficiente", produzione Crest (spettacolo vincitore del PREMIO SCENARIO 2005); "Macbeth" di Elena Bucci e Marco Sgrosso; “Medea" regia di Emma Dante (2003-2004); "Riccardo III", Regia Claudio Morganti (2002). Per la televisione e il cinema ha preso parte a: Fiction “Tutta la musica del cuore” diretta da Ambrogio Lo Giudice, primavera 2012; “Il Commissario Zagaria” con Lino Banfi, diretto da Antonello Grimaldi, canale 5 (2011); “Nebbia e delitti 3” su Rai Due, 2009.
Nel campo cinematografico da segnalare, fra i vari cortometraggi in cui ha recitato, quello di Francesco Ghiaccio “Gabiano con una sola G” finalista al Torino Film Festival del 2007, “Voi così tanti io così solo” di Vito Palmieri (2000), e “Berenice” di Gianni Giacovelli.
16 e 17 febbraio 2013, Teatro Forsennato (RM) presenta "Gli Ebrei Sono Matti " (nostro articolo)
con Dario Aggioli, Angelo Tantillo, ideato e diretto da Dario Aggioli, prodotto in collaborazione con Teatro SpazioZeroNove e La Riunione di Condominio
Durante il ventennio fascista, Enrico viene ricoverato in un manicomio in una clinica vicino Torino, lontano dai suoi cari, dalla sua città e dai discorsi del Duce, da lui tanto amati. Ferruccio ebreo romano costretto a fuggire per l’ennesima volta, viene ricoverato in un manicomio vicino al confine, sotto un altro nome: Angelo. Il professore che dirige la casa di cura per insegnargli a comportarsi come un malato di mente, lo mette in stanza con Enrico, uno dei più innocui tra i degenti.
22 febbraio 2013, "Malammore" (Sciapò Al Civico Col Cappello)
testo e regia Ilaria Cecere, con Ilaria Cecere e Annamaria Palomba
Malammore, tragica vicenda di due famiglie della malavita napoletana che si fanno guerra da tempo. Un patto di sangue tra clan rivali è il fulcro attorno a cui ruota l’intenso spettacolo interamente autoprodotto da Ilaria Cecere, protagonista della pièce accanto a Annamaria Palomba.
Malammore dà voce a due figure femminili. La prima è Donna Amalia, interpretata da Annamaria Palomba, la quale rievoca un immaginario quanto mai concreto ed attuale: la donna-boss, il capoclan malavitoso. La donna, cinica e spietata, organizza un matrimonio riparatore tra suo figlio Tonino e Rosaria, figlia del boss rivale, interpretata da Ilaria Cecere, figura destinata a vivere confinata tra l’essere vittima e carnefice. Questo matrimonio strategico non può cancellare una vita passata nell’odio reciproco, nel sangue. Rosaria diventa la vittima della violenza del marito e della criminalità, intraprendendo così una ribellione solitaria e silenziosa, affidandosi alla Madonna di Pompei, sorta di alter ego divino, giustiziera suprema e onnipotente a cui si rivolge in preghiera affinché uccida l’odiato consorte. Al capezzale del marito, Rosaria finalmente è libera di confessarsi, di provare libertà, quasi in uno stato di catarsi, e sperare una vita nuova… ma questo sogno durerà poco.
Nel 2012 lo spettacolo è andato in scena presso l’Ex-Asilo Filangieri -la Balena (Napoli) , per la gionata mondiale contro la violenza sulle donne, voluto fortemente dall' associazione Le Kassandre in collaborazione con il Festival del cinema per i diritti umani di Napoli.
25 febbraio 2013, "Voce"
testo, recitazione e regia Paolo Musìo, ideazione scenica Thorsten Kirchhoff
Uno spazio mentale. Un paesaggio in continuo mutamento. Il testo Voce è una macchina che stritola la sua vittima, un personaggio alle prese con il caos della memoria in tempi di vitalità mortificata. L’azione, sospesa, si svolge in un presente inafferrabile in cui l’io, fuori dai confini della storia individuale, dalla piccola biografia dell’autore, si perde e si ritrova infinitamente riflesso.
3 marzo 2013, Teatro dei Limoni (FG) presenta "Bukowski A night with Hank" (nostro articolo)
di D. Francesco Nikzad, diretto e interpretato da Roberto Galano
Bukowski a night with Hank è un monologo per attore solo diretto e interpretato da Roberto Galano, un racconto di un’anima tormentata che affronta, in solitudine, una malinconica notte capace di dividere il mito dello scrittore Charles “Hank” Bukowski dal fragile ubriacone perdente, dal personaggio che l’immaginario collettivo si aspetta morbosamente attaccato alla bottiglia. Finalista al Torino Fringe Festival la pièce, prodotta da Teatro dei Limoni, andrà in scena sulle le tavole del teatro di Vicolo della Ratta domenica 3 marzo [ore 19.00]. Sobrio da quattro giorni, Hank si sveglia in una vasca da bagno ritrovandosi in una riflessiva sospensione che lo porterà a prendere decisioni importanti. Da una stanza che risuona di carta stropicciata, offuscata dal fumo pungente di sigarette, Hank riesce a dare voce al blubird, l’uccello azzurro del famoso componimento, pur non abbandonando la rabbia dell’ubriacone porco, sboccato affabulatore di cani randagi e prostitute. Il testo drammaturgico di Francesco Nikzad ci catapulta in una notte particolare, ipotizzata e probabilmente mai capitata a Bukowski, che porta in superficie, attraverso gli strati lerci di coscienza, l’aspetto più profondo e fragile dello scrittore. In Hank, così come nel mondo, c’è tanta poesia nascosta che a volte viene a galla e che non ha la forza di prendere il sopravvento sulla vita reale. La riflessione, talvolta confidata ad un registratore a bobina, va dai “bisogni merdosi di bere, pisciare” fino al legame col sesso, alle donne che “le provano tutte per liberarsi di me ma alla fine tornano sempre indietro”.
Roberto Galano è attore, regista e direttore artistico del TeatrodeiLimoni di Foggia. Fondata nel 2001, la compagnia si avvale della presenza stabile anche di Leonardo Losavio, Giuseppe Rascio e Antonio Catapano. Galano è stato protagonista di numerosi allestimenti teatrali tra i quali: Viaggio nei caotici stati d'animo, Codice Killer, Cose Perdute (finalista festival Terre di Vigata 2005), Cyrano, l'ombra del mio naso, L'histoire du soldat, Sganarello, Allegro con Rancore, Hamburger (finalista a: Confine Corpo 2010, festival le Voci dell'Anima 2010, festival New contaminate arte 2011), Il Testimone, Finalmente Godot (finalista premio nuova drammaturgia Oltreparola 2011), POV - point of view, Chicago, Girotondo, Bukowski, a night with Hank (finalista a: festival le Voci dell'Anima 2012, Parabole, TorinoFringe).
E' direttore artistico delle stagioni teatrali: GialloCoraggioso (Foggia) - Freaks (S. Severo) e del NU.D.I. Festival (nuove drammaturgie indipendenti)
09 marzo 2013, Teatro del Cerchio (PR) presenta "R-Esistenza"
drammaturgia e regia Mario Mascitelli
Spesso i giovani pensano che la seconda guerra mondiale sia stata combattuta solo dagli eserciti regolari delle nazioni coinvolte. Non sanno che, in realtà, vi sono stati uomini, donne e bambini che hanno combattuto “una guerra alla macchia” senza indossare nessuna divisa. Animati solo dalla forza di difendere la loro terra e le loro case, spesso senza armi e vivendo all’addiaccio, questi “combattenti della “resistenza” hanno contribuito, molte volte pagando con la propria vita, alla liberazione del nostro paese. E a loro e non solo che questo spettacolo si rivolge; non sono solo le vittime delle persecuzioni ed i caduti in battaglia che meritano di essere ricordati ma anche chi, magari trasportando armi o volantini nascosti nei cestini di una bicicletta, ha donato la propria giovinezza ad una causa che reputava giusta
16 e 17 marzo 2013, "avVento # 2. Bestiale Copernicana" di TeatrInGestAzione (nostro articolo)
Uomo. Animale. Materia. Sostanza di cui sono fatto incrostata d’animale e di stelle. Materia che segna la traccia, che misura il passo, che segna il confine del corpo. Corpo animale capace di riconoscersi corpo sociale. Dopo averne coltivato la visione, i tempi sono maturi per immaginare una nuova fondazione; non già fatta di terre da conquistare, città da costruire, identità immobili da difendere, ma di un guardare inevitabile che ribalta le prospettive. Riconoscendoci materia indistinguibile dalla materia in cui siamo invischiati, atomi tra gli atomi, ci mettiamo in viaggio alla ricerca di un modo di guardare capace di non separare.
23 e 24 marzo 2013, Prima Quinta (BA) presenta "Mutu" di Aldo Rapè
con Aldo Rapè e Gabriele Gallinari, regia Lauro Versari
Saro e Salvuccio, u parrinu e u mafiusu. Una storia di due fratelli. Due vocazioni a confronto. Due uomini sotto lo sguardo dello stesso Dio. Insieme dopo tanti anni. Muti, tutti muti per anni, muti per fame e per necessità, ma un giorno la coscienza e il sangue cominciano ad urlare… mentre i Santini, sorridendo, stanno a guardare…
29 marzo 2013, "Piccole Tragedie Minimali" da uno studio su testi tratti da Annibale Ruccello (Sciapò Al Civico Col Cappello)
con Cinzia Annunziata, Maria Grazia Di Maria e Valeria Impagliazzo, regia Eduardo Zampella
La scrittura di Ruccello si spinge nelle profondità dell'universo materno. Ruccello ci affascina con dotti stralci di favole campane affidati ad un prologo interpretato da anziane logore che, vendicativamente, si compiacciono di raccontare i crimini, se non addirittura i bisogni o le debolezze corporali di giovani fanciulle da marito, belle o brutte che siano, descrivendole in quei tratti e quei passaggi che la tradizione contadina, giustamente, associa tuttora più ad una condizione bestiale che umana. L'intelligente ironia ruccelliana emerge in maniera decisa suscitando riflessioni sui fragili vissuti domestici e sulle sofferenze umane. E se lo scopo della narrazione deve essere quello di suscitare interrogativi, cosa può farlo di più di un mal di denti di una madre che rende inopportuno il suicidio di una figlia per una gravidanza altrettanto inopportuna? Cosa può rendere meglio l’idea della precarietà se non un movimento tellurico che interrompe un lungo sfogo a telefono di una casalinga con una sfilza di figli e nipoti a cui badare?
Ruccello ha scritto le sue opere analizzando questi aspetti dell’esistenza umana, prediligendo le figure femminili per le quali, pensava, non fosse stato scritto abbastanza. La sua drammaturgia ha attinto alle tradizioni di vecchi racconti della Campania che ebbe modo di approfondire per motivi di studio e ricerca cui, soprattutto, si dedicò negli ultimi anni della sua breve, perché spezzata, giovane vita. Il 12 settembre del 1986, infatti, la vita e la luminosa carriera di Annibale Ruccello, furono stroncate sulla Roma-Napoli da un terribile incidente d'auto.
6 e 7 aprile 2013, "Ci Posso Offrire Qualche Cosa?" un atto unico in memoria di Paolo Borsellino
scritto e diretto da Emanuela Giordano, con Claudia Gusmano e Laura Rovetti
Il 19 luglio 1992 veniva ucciso nella strage di via D’Amelio l’ultimo, indiscusso eroe nazionale: Paolo Borsellino. Un atto unico scritto e diretto da Emanuela Giordano per le due giovani attrici Claudia Gusmano e Laura Rovetti, ricorda una delle pagine più oscure della nostra storia nazionale. In scena, due donne non solo gettano luce sull’atroce “strage di Stato” che ha spezzato la vita di un simbolo della lotta alla mafia ma, al di là del tempo del teatro, permettono alla nostra coscienza di porsi molteplici interrogativi sul valore della memoria: i ragazzi nati nell’anno della strage sanno perché e in nome di cosa è morto Paolo Borsellino? È più frequente, oggi, voler sapere o voler ignorare, stare dentro o stare fuori la storia? Quanto tutto ciò che ci indigna a parole è condizionato dal nostro continuo abdicare nei fatti?
Ci posso offrire qualche cosa, è un racconto teatrale sorprendente in cui tutto diventa vero, umano, possibile. Attraverso una capacità rara di sentirsi in scena, di entrare in simbiosi e di giocare di contrappunto, le due protagoniste sviluppano ogni tessitura interpretativa, compresa l’ironia e la comicità che scaturiscono a volte in situazioni umane disperate.
Due ragazze, quasi coetanee. Lina è figlia di un killer di mafia, è nata quando il padre, affascinato dalla personalità di Paolo Borsellino, si è pentito. È vissuta barricata in casa, isolata dal mondo, eppure sa e desidera raccontare cose che pochi sanno (e che nessuno vorrebbe sapere). Pia ha avuto, fin’ora, una vita quasi normale, sostenuta da alcune certezze: il lavoro di maestra conquistato a fatica, l’amore per i due figli piccoli che cresce senza un marito. Il desiderio di liberarsi dall’enorme peso delle verità scomode, estreme, spinge Lina a sequestrare Pia nel suo appartamento. Tra minacce e cerimoniose offerte di cibo l’incontro tra Lina e Pia assomiglia all’avvicinamento di due animali impauriti, sospettosi l’uno dell’altro. L’incontro delle due, il dipanarsi della trama, di rivelazione in rivelazione, di sospetto in sospetto, rende l'atmosfera tesa, fino al riso. Eppure si insinua il dubbio che tutto ciò che veniamo a scoprire non sia altro che una verità che già conosciamo e che ci esercitiamo a dimenticare ogni giorno, quella di un Paese ancora scosso da misteri irrisolti e che ci impediscono di ritrovare una verità ed un'identità nazionali.
13 e 14 aprile 2013, Soda Sciarappa presenta I Posteggiatori Tristi in "All'idea di quel metallo"
Personaggi e interpreti:
Karamazov: Pietro Botte – voce
M° Lapezza: Davide d’Alò – clarinetto
Paraustiello: Ivan Virgulto – chitarra
L’ospite inatteso: Sciarlotta Sciarappa: Valentina Curatoli
19 aprile 2013, Teatro di Legno presenta "Home" da un racconto di Collettivo Corpo 10
con Fedele Canonico, regia Silvana Pirone e Luigi Imperato (Sciapò Al Civico Col Cappello)
Home è tratto da un racconto del Collettivo di scrittori Corpo 10. Al centro della pièce c’è il viaggio attraverso la vita di quattro personaggi che si alternano sulla scena per trasmettere la loro disperazione, vissuta, al contempo, come un grido di speranza e un tentativo di salvezza. La vicenda ruota attorno ad un incontro di solitudini che la vita mette a dura prova e costringe a scontrarsi e a riflettersi negli occhi del mondo.
Attraverso la performance di Fedele Canonico conosciamo, così, la storia di Gennaro di Cristo, ex attore costretto a rinunciare ai suoi sogni e che si ritrova, suo malgrado, a far parte della più grande messa in scena, la vita. Disperato eroe dei nostri tempi, che voleva fare del teatro la sua “Home”, comprende infine che anche il vecchio salotto di una casa in Via Nilo può tramutarsi in un grande palcoscenico e celare trame ed emozioni talvolta indecifrabili. Tale scoperta fa cadere il velo che separa realtà e finzione e sul filo di questo precario disequilibrio Gennaro si muove con disperazione e rabbia verso una graduale presa di coscienza. In quel salotto, circondata dagli sguardi indiscreti di vecchie fotografie, c’è Marilyn Monroe che col suo abito bianco e la chioma bionda dà il suo estremo saluto al mondo: “Bye bye baby” sembra dire, mentre la corda ancora penzola dal soffitto. Marilyn è Lo Carmine Maria, donna ormai anziana che ha smarrito se stessa nell’immagine incorniciata alla parete, si è lasciata ingannare dalla bellezza e non si ritrova più negli sguardi altrui. Il suo personale viaggio verso la morte è l’unica possibilità di salvezza.
Cosa porta una donna ormai anziana a mettere in atto il folle gesto di una vita? Cosa salva l’essere umano?Cosa spinge Gennaro Di Cristo a restare in quella casa dove l’incompiuto prende forma? Forse semplicemente il desiderio di avere un piano da seguire, l’illusione che ci sia un senso superiore, la lucida follia di sfidare la vita e dire al mondo “io sono qui, esisto”. Home racconta, infine, la vita delle sorelle Veneruso, figlie di Maria/Marilyn; racconta il loro rifiuto delle assurde idee della madre, il modo in cui dimostrano di essere più concrete, forse spietate, ma legate alla vita vera del quartiere, ben più dura di ogni idealità estetica e del finto atteggiarsi a diva del cinema. Home è l’incrocio di queste storie, in una casa, la casa di Marilyn. Marilyn’s home.
giovedì 25 aprile ore 21.00
venerdì 26 aprile ore 21.00
sabato 27 aprile ore 18.00
domenica 28 aprile ore 19.00
(nostro articolo)
"Il sogno di Rosaspina" da La Bella Addormentata di Perrault e Rosaspina dei fratelli Grimm, scritto da Luigi Imperato
con Ilaria Delli Paoli, Domenico Santo, Roberto Solofria
scene Antonio Buonocore, costumi Monica Costigliola e Barbara Caggiari; musiche Paki Di Maio; regia Rosario Lerro e Luigi Imperato
una produzione Mutamenti/Teatro Civico 14
Spettacolo per grandi e piccini!
03 al 05 maggio 2013, Ass. Il Colibrì, Gruppo Teatrale Il Pendolo, Ass. Itinerarte presentano " Don Chisciotte, Carluccio e la Fattucchiera"
liberamente ispirato a ‘Don Chisciotte, Carluccio e la fattucchiera’ di A. Magliulo, libero adattamento e regia Antonio Iavazzo
C’è stato un tempo che è stato per tutti, di imprese e di vittorie, tra libri e fogli volanti, in una stanza, che da una finestra partiva la vita e ritornava il modo di vivere, l’atteggiamento.
Per un’incompresa circostanza , forse chissà, in un soffio di vento, un eroe stralunato si prende una sorta di vacanza dal suo mondo realisticamente magico, lontano dalla sua sella e dalla sua Dulcinea, da mulini a vento e da pecorelle smarrite; imprigionato nella sofferenza dell’ingiustizia, di imprese di vittorie dei giusti sui prepotenti… si perde tra altre pagine più semplici ma di ordinario squilibrio dove la semplicità non è altro che un grado maggiore di difficoltà. Per farla breve, Don Chisciotte è nei pressi di Napoli, in un pesino sempliciotto, dove i problemi non risolti restano quasi sempre gli stessi : la fame, l’amore, la gelosia, gli “inciuci”(pettegolezzi) l’invidia e il duello d’onore, e del pesce grande che mangia il pesce piccolo. Per questo motivo c’è bisogno di uno slancio consistente che non sia solo un sogno matto: liberarsi dalla fantasia per tuffarsi in una inventiva .Ma Don Chisciotte è sempre Don Chisciotte… Cavaliere errante di una asociale guerra, che si libera da una fantasia … e sopravvive a Napoli, in altre verità vivendo la sua di fantasia, che è diversa ma simile a quella del suo libro: ed ecco ancora il rivale, gli intrighi, equivoci, amori non corrisposti e denudati, battaglie per difendere i più deboli, colpi di lancia (o meglio ora di mazza da scopa) all’ingiustizia, all’ignominia, ai truffatori, all’ indifferenza e al disprezzo dei valori; così ecco come il Don Chisciotte di Napoli, diventa Don Cosciotto de “la magna … napoletana”. Anche qui è un magro squilibrato che non sta bene , una figura triste di una introversa guerra, con un nuovo Sancio, sempre uguale all’originale, che sostituisce il suo vecchio scudiero, perso chissà in quale mondo. Un nuovo Sancio che pur preso a calci, è di una notevole forza interiore, sempre semplice e grassottello che si nutre di botte per colpa di don Cosciotto ma anche di tutta quella fantasia che lui non ha ; e così mentre Don Cosciotto sproloquia per salvare non il mondo intero ma solo una parte di questa città che lo ospita, per una ordinaria sua libera follia, senza costrizione del suo vero autore, Sancio secondo, ingrassa di vita, sentendo i dolori delle botte, l’amore semplice e carnale per la sua bella, la risata grassa per la semplicità delle cose. Il nemico in questa città è “ l’ombra delle cose ” tra balbuzienti e sempliciotti derisi da sempre, tra fattucchiere, uomini del perbenismo in chiesa e perversi in sacrestia, calunniatori, ladri e prostitute, “guappi” e uomini d’onore, nella famosa arte dell’arrangiarsi . Un alone che può essere esorcizzato con una risata … perché in fondo nel bene e nel male la risata rimane la fonte più vera di ogni tragedia… e allora ecco personaggi di una ilarità paffuta con personaggi non introversi, che ironizzano sulla vita, sulle parole sbagliate dette o non dette; ecco i bisticci, pericoli evitati, avventure, baruffe, tutto in una azione dinamica e immediata senza tempi di riflessione, ricordando così tanto quello che è la Commedia dell’Arte e i suoi lazzi. Quei personaggi, come il Capitano, Colombina, Tartaglia, Pulcinella , Coviello che da sempre popolano il nostro vivere quotidiano. Una sorta di cellula che più che essere eversiva è appunto distruttiva, non fa prendere coscienza, ma appaga, non fa scoprire ma dà conferme, semmai è un contrappeso morale, perché non mostra il disordine per auspicarlo, ma per risolverlo. Uomini nuovi ma sempre uguali che non temono di soffrire e di gioire a favore o a discapito del prossimo.
11 e 12 maggio 2013, Satura Lanx presenta "Luna (Giallo Vecchio)" di Giuseppe Grillo (nostro articolo)
con Giuseppe Grillo e Brunella Cappiello, regia Rosario Lerro, una produzione Satura Lanx
In una società moderna dove l’avere è piu’ importante dell’essere, i due personaggi in contrapposizione tra loro sono due facce della stessa medaglia; l’uno assorto nella sua voglia e nel suo mito di poter migliorare il mondo predicando un uomo in grado di raggiungere qualunque obiettivo si ponga purchè lo faccia con impeto di mercificazione di se stesso arrivando agli occhi dei suoi interlocutori come un prodotto con appeal e multitasking, flessibile, innovativo e soprattutto tenendo fede alla propria immagine di superuomo, l’altra (un personaggio a meta’ strada tra la Luna e una madre moderna) volge i propri ardori a stemperare le motivazioni addotte dall’antagonista più che a formulare una sua idea originale insistendo sulla teoria del vivere trascinandosi di un uomo comodo “seduto in poltrona”, tediato e mai decisionista a decretare la convenienza delle proprie azionie inciò il credo del proprio agire. La disillusione del personaggio “Luna”, perenne presenza e ascolto delle solitudini umane, distruggerà ancora una volta il personaggio dal temperamento “neofuturista”, facendogli cadere il proprio castello di carte imponendogli di ricominciare da capo, ed è la storia che si ripete. Illusione vs Disillusione.
18 e 19 maggio 2013, Ass. Cult. Fratelli De Rege presenta "L’ultimo Pezzo Di Cotone Di Zucchero"
di Pippo Cangiano, con Giovanni Allocca e Ida Anastasio
I due personaggi condividono una vita semplice farcita con piccole ma affettuosissime azioni quotidiane. La loro umana condizione si fonde, sin dalle prime battute, con il modesto ed essenziale interno domestico che caratterizza l’impianto scenico. Tutto sembra bastare per continuare a vivere una serenità senza Giustino, marito per lei e padre per il giovane. Eppure la vita va avanti come vuole non come si vorrebbe che andasse. La madre viene aggredita dal buio dell’Alzheimer, il figlio intuisce ma ignora cosa le stia accadendo ed inizialmente si convince che lei sia solo stanca di lui. Quando ritroviamo Filippo e Mamù in una casa di cura, nel secondo quadro, i codici sono invertiti; lui sembra aver sviluppato ancora di più la sua parte intelligente al punto da metterla servizio della madre, mostrando a sé e a tutti quanto la sua sola presenza possa bastare per prendersi cura della donna. Lei peggiorerà sempre più radicando in Filippo la consapevolezza che è suo il compito di starle sempre più vicino. Spesso nelle persone “normali” questo non accade e molti genitori si ritrovano soli e sperduti in un buio che non sanno classificare. L’ultimo pezzo di cotone di zucchero può essere considerato come un commovente e disperato grido d’amore, un tentativo incisivo di riabilitare la speranza della normalità. La forza espressiva degli attori scolpisce, con gesti decisi e struggenti, lo spazio vitale dei protagonisti rendendolo magnetico per lo spettatore. La scrittura e l’ideazione scenica di Pippo Cangiano riescono a suscitare una risposta emotiva nel pubblico andando, con immediatezza, a toccare le corde più delicate dell’animo pur lasciando spazio al sorriso.
25 e 26 maggio 2013, Tiempemer presenta "I Sommersi"
regia e scrittura Francesco Forlani e Beatrice Meoni, in collaborazione con Beppe Mecconi, Gianluca Famulari, Alessandra Terni, Gigi Spina
Da “La crociata dei bambini” di Schwob a “Mattatoio n°5” di Vonnegut, passando per “Breve storia del mondo” di Wells, , fino al brano “Children's crusade” di Sting del 1985, la storia della crociata dei fanciulli ha sempre affascinato scrittori, storici, visionari. Lo spettacolo si presenta come riflessione sulle nuove guerre che, al pari delle crociate, finiscono senza determinare vincitori e vinti, quasi per consunzione, e come analisi delle crociate di innocenti clandestini che, dai paesi a sud del mediterraneo, tentano di raggiungere la loro Terra Santa d'occidente. Il valore della "Crociata dei bambini" nonostante il naufragio, oppure probabilmente grazie ad esso, consiste oggi proprio nel magnificare la purezza che si colloca all’origine della spedizione stessa. I fondali su cui si infrangono le navi e le anime degli equipaggi, di colpo, diventano un Inferno al contrario: l'utopia realizzata. Sugli stessi, un'onda rapisce Sergio Atzeni, giovane scrittore sardo alla ricerca continua della purezza. Esploratore delle lettere a Carloforte, isola di San Pietro, ripercorre i passi di un illustre antenato, Erns Jünger che proprio tra quegli stessi scogli ritrovò gli idrofilidi, amici dell'acqua, ovvero, creature il cui biancore rimandava a un'idea di purezza. Il tono dell’opera non è affatto "pietistico" ma quasi di rivincita del mondo dei sommersi su quello che è al di fuori, sopra lo scoglio. «Avevano l'aria di sentirsi benissimo: alcune scivolano sul sale puro, altre giravano da sole o in coppia immerse in quel cecotto. Non nuotavano come i predatori che si muovono sempre in una direzione precisa ma giravano attorno tranquillamente» scrive Jünger delle sue creature. Così si comportano le nostre, sia che si tratti di papi o di giovani crociati, di sultani o di pirati, di clandestini o di soldati dispersi nei nuovi conflitti in tempo di pace, e di un giovane scrittore che precipita in un vuoto di storia, che mostra un altro volto e mondo del mare.

Eventi 2012/13

Musica
9 novembre ore 21.00,
Riccardo Ceres presenta il suo nuovo disco "E il mondo non c'è più"
con la rabdomantica partecipazione del Maestro Fabio Tommasone al piano.
“e il mondo non c’è più”, secondo album del cantautore Riccardo Ceres uscirà in tutta Italia il 20 Novembre per FullHeads Records.
Ceres ha già fatto parlare di sé nel 2010 con “James Kunisada Carpante” (IlPopolodelBlues/Audioglobe) e nel 2011 firmando la colonna sonora del film “Mozzarella Stories” del regista Edoardo de Angelis prodotto da Universal e dal noto filmaker e produttore Emir Kusturica.
Riccardo Ceres, definito dagli addetti ai lavori cantautore pulp, raccontastorie, l’erede italiano di Tom Waits e di Fred Buscaglione per la sua voce, i suoi testi dissacranti, al vetriolo e
per i suoi arrangiamenti scarni, atipici e per le sue melodie originali e strampalate, torna con “e il mondo non c’è più” e ribadisce il suo non allineamento ad un filone musicale precostituito in 11 tracce che sottolineano a pieno lo spirito del periodo storico e dei cambiamenti che l’Italia e il mondo stanno vivendo.
La produzione artistica è curata dallo stesso Ceres, mentre il mastering è stato affidato a Vittorio Remino membro della Piccola Orchestra Avion Travel.
Molti gli ospiti all’interno dell’album tra cui Paquale Ziccardi e Michele Signore membri della già nota Nuova Compagnia di Canto Popolare.
“e il mondo non c’è più” è anche il titolo del video clip promozionale che sarà a breve disponibile sui canali digitali.
Il nuovo lavoro discografico di Riccardo Ceres sarà distribuito in esclusiva da Audioglobe in tutti i negozi di dischi e digital store

ingresso gratuito / uscita a cappello, obbligatoria la prenotazione
Mercoledì 12 Dicembre dalle 19.30, Teatro Civico 14 e Cineclub Vittoria Filmhouse presentano: Serata evento con Fausto Mesolella
ore 19.30 Concerto aperitivo di Fausto Mesolella al Teatro Civico 14
ore 21.00 Proiezione in anteprima di "Suonerò fino a farti fiorire - il film" di Fausto Mesolella al Cineclub Vittoria

Suona Visibile La Parola - Ottobre 2012 > Aprile 2013
2 novembre, 30 novembre, 28 dicembre, 18 gennaio, 15 febbraio, 15 marzo, 12 aprile
Rassegna di letture pubbliche di poesia italiana
a cura di Eugenio Tescione e Ortensia De Francesco
Un ciclo. Una laica cerimonia fatta da lettori che si cimentano nel dire, che accettano di dare la loro voce ai versi; che si appropriano, così facendo, delle parole che scrivono e vivono la vita, le parole che segnano il tempo che la attraversa e segnate dal tempo che l’ha attraversata. È fissato come una ripetizione di un esperimento che voglia ancora verificare l’ipotesi per cui le parole ci appartengono, e che appartiene ad esse la possibilità di dire il nostro vivere e dargli senso.
2 novembre 2012, ore 20,30, Mia Pagina Leggera: Omaggio A Giorgio Caproni
Nel centenario della nascita di Caproni, il Teatro Civico apre la nuova edizione di Suona Visibile la Parola, con un omaggio a quest’asciutto, essenziale e colloquiale poeta, tra i maggiori del ‘900. La sua poesia cantabile e musicale, ricca di atmosfere ariose e rarefatte, piena di materia d’acqua marina e di amori imperiosi; le sue città amate, Livorno e Genova, l’eco della guerra, la madre, il legame familiare e il mestiere di maestro elementare… il suo mondo poetico risuona nella voce dei lettori perché si possa ripercorrere la traccia lasciata dalle sue parole, vitali e liriche, concrete e ascetiche.
28 dicembre ore 20.30 (ingresso gratuito) Appuntamento #3 Il Sonetto
Rassegna di letture pubbliche di poesia italiana a cura di Ortensia de Francesco e Eugenio Tescione
Venerdì 15 febbraio, ore 20.30, I sonetti dal 1600 al 1900
18 gennaio, ore 20:30, Certamen #1
Il primo CERTAMEN vedrà come protagonisti sette poeti che leggeranno le loro poesie sul palco dello spazio di vicolo della Ratta.
I poeti sono: Salvatore Mercogliano, Maria Pia Dell'Omo, Nando Taccogna, Michela Russo, Graziano Scarascia, Mariastella Eisenberg e Maria Concetta Santoro.
15 Marzo, ore 20.30, Un poeta si legge: Luigi Trucillo
Luigi Trucillo, nato a Napoli nel 1955, è uno dei più raffinati autori italiani contemporanei di poesie e frammenti brevi. Molti dei testi poetici di Trucillo sono dei veri e propri esercizi di miniaturizzazione e di abbreviazione attraverso i quali il mondo, come in quelle forme che i cinesi chiamano paesaggi in bacinella, diventa più piccolo e più radioso. Come scrive Giorgio Agamben nella prefazione a Navicelle, opera del 1995 edita da Cronopio: "L'essenziale non è tanto che i testi di Trucillo siano brevissimi, quanto piuttosto che in essi è all'opera una forza abbreviativa ("breve" scrive l'autore "è ciò che, staccato, rivela una forza evocativa.."). La brevità è la porta stretta attraverso cui vita e scrittura transitano l'una nell'altra. Di qui lo statuto particolare di questi testi in cui è impossibile separare la paglia della vita dal grano della scrittura. Essi sono le punte di capello su cui innumerevoli Buddha fanno girare la ruota della Legge". L'evento, rientrante nel ciclo di letture pubbliche Suona Visibile la Parola, ideato da Eugenio Tescione e Ortensia de Francesco, offre l'opportunità al pubblico di esprimere il proprio gradimento con un'offerta libera "a cappello" al termine della serata.
12 aprile, Certamen #2

Cinema Dal Basso, Novembre 2012 > Maggio 2013
28 Ottobre: Cinema dal Basso: 1 appuntamento
Luogo d’incontro e centro di nuove sinergie tra autori e appassionati di cinema, Cinema dal Basso è oggi una realtà radicata sul territorio casertano, un cantiere aperto di idee e talenti che, sperimentando nuovi contenuti, forme e linguaggi dell’audiovisivo e cimentandosi in produzioni cinematografiche lontane dal circuito del grande pubblico e delle case di produzione, promuove un cinema autentico, senza fini di lucro, autoprodotto, spontaneo, appassionato, impegnato a cogliere le molteplici sfaccettature della complessa realtà del territorio che lo ha generato. Cinema dal basso, tramite un bando annuale, è alla continua ricerca di materiale per costruire insieme una rete di autodistribuzione dal basso.

I corsi di teatro per tutte le età, stages, lettura e scrittura e tanto altro [leggi]

Teatro Civico 14 / Formazione 2013

orario spettacoli: Venerdi, Sabato > 21.00, Domenica > 19.00
Costi
Stagione Teatrale
Biglietto intero € 10,00, Biglietto ridotto € 7,00 [under 30 / over 65 / Tesserati Arci / Auser]
Sciapò Al Civico Col Cappello Ingresso gratuito / Uscita a cappello

Formula abbonamento [10 spettacoli a scelta in Stagione Teatrale]
Classico: Intero € 70,00, Ridotto € 50,00
Sostenitore: Intero € 95,00, Ridotto € 75,00

CREDITS
Direzione artistica: Roberto Solofria
Organizzazione: Ilaria Delli Paoli, Rosario Lerro, Domenico Santo
Ufficio stampa: Christian Iorio
Collaboratori: Antimo Navarra, Olimpia Pisanti, Serena Ruggiero, Fausto Napolitano, Alina Lombardi, Claudia Del Prete, Paolo Vuolo, Sara Scarpati, Sara de Gregorio, Giusi Ricciato, Angelo Cretella, Luigi Imperato, Dario Salvelli, Floriana Figliomeni
Fotografia: Marco Ghidelli (marcoghidelli.com)
Graphic design: Francesco Palladino (monogram.it)
Web: Francesco Palladino, Luca Tamburo

Vicolo F. della Ratta 14 (Via Vico)
81100 Caserta
t. 0823.441399
info@teatrocivico14.it
www.teatrocivico14.it
facebook.com/teatrocivico14
twitter.com/teatrocivico14

Casertamusica.com - Portale di musica, arte e cultura casertana. Testi ed immagini, ove non diversamente specificato, sono proprietà di Casertamusica.com e della Associazione Casertamusica & Arte. Vietata ogni riproduzione, copia, elaborazione anche parziale. Tutti i diritti riservati.